Reportage dal mio luogo del cuore

Torcia, telefono, macchina fotografica, batteria di riserva, cambio, viveri, guanti, chiavi, stivali.
Vestiamoci pesante, fa freddo. Pronta a partire. Ho fatto tutto? Salutato i bambini? Detto che torno? Ci hanno creduto? Ci credo io?
Ho spolverato. Sveglia alle 5 con turbine dentro. Ogni cosa al suo posto. Albeggia. Caffè preso, zaini pronti, micropile indossato, thermos pieno. Speriamo ci sia il sole. Calmati mi dice lui che sente la mia inquietudine, non sei sola. No ma dentro  sprofondo da sola. Grazie per esserci sempre. 
Chiudo la porta e iniziamo la giornata. Si macinano chilometri, per strada si incontra tutti, anche papà che in auto vorrebbe fumare. No, ti prego odio quel vizio.
Picchi di montagne ci osservano. Siamo una carovana. Un cielo terso e gelido ci attende. Blocco, lascia passare. Vorrei vedere tutto da lontano, sentirmelo raccontare invece assaggio lo schiaffo di aria di dicembre. No, è il 30 di novembre. Fa freddo uguale, il terreno ghiaccia o è brina: scricchiola, soffre, è il suo lamento. Piaggia ci aspetta, illuminata dal sole, bella nella sua estrema semplicità. Arriviamo. Continua a leggere “Reportage dal mio luogo del cuore”

Bello il mio paese

Tra i tanti posti che amo, questo li supera tutti, da sempre e per sempre mi sento di confermare.

E’ come se fosse rubato al tempo e allo spazio, abbarbicato ai piedi della montagna e trattenesse non solo ricordi e storia, ma molto di più.

Da quando sono piccola ogni estate, a ogni vacanza è la mia meta.

Mio padre c’è nato, prima di lui ogni membro della sua famiglia e nel sangue una sorta di radice montanara deve essere attecchita.

Di per sé è un paesino montano come tanti, con salite ripide, pietre ed erba a far da cornice, miste alle trasparenti acque ed un cielo che non si può immaginare più incantevole. Di giorno illumina e rischiara di un azzurro intenso e rigenerante, e la notte brilla di un tripudio di stelle. Nel silenzio della sera ha il profumo della pace, tra il concerto di grilli e lucciole che mettono in mostra il loro spettacolo di danze luminose. Ma questa, si sa, è la montagna.

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La bella signora

Esistono cose intramontabili, come i bei ricordi dell’infanzia.

Si sa, in quella culla protetta e speciale, gli anni migliori si vedono nella patina della perfezione, il presente non regge mai il confronto ed il passato lo rendiamo più bello noi.

Però…stavolta sono proprio intramontabili.

E così mi capita, per gli strani casi della vita, in un giorno qualunque, di tornare nella mia città natale, la bella Signora che si chiama Savona, sentendo il bisogno irrefrenabile di rivedere posti che hanno rappresentato tanto per una bambinella, riprovare emozioni ormai lontane da quel oh meravigliato chiuso in un cassetto.

Ripercorro la strada che facevo per andare a scuola, quella per scappare ai giardini del Prolungamento, annuso l’aria piena di salsedine e mi affaccio dalla bellissima fortezza del Priamar per ammirare la distesa della città.

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