E salone fu

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I discorsi confusi della gente, a brandelli mi arrivano alle orecchie e interrompono la concentrazione. Niente non mi riesce di leggere. Sarà che Alice Basso mi stanca e non riesce a catturarmi, sarà che la mia testa è altrove. Forse è già arrivata, invece 207 km non si fanno in un baleno e ne mancano ancora. Le nonne sprint spettegolano su chi andranno a conoscere, quanti libri hanno in lista mentre il sole ogni tanto mi colpisce dal finestrino per riscaldarmi.

Il viaggio dovrebbe aiutarmi a pensare, io in realtà vorrei smettere di farlo. Sarebbe così bello godersi le cose per quello che sono. Rilassarsi.  Continua a leggere “E salone fu”

Il sapore della solidarietà

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I vocabolari sono pieni di parole, il mondo zeppo di concetti e chissà perché,  a fare scalpore da sempre, sono quelli che premiano i peggiori istinti. E sì, perché la cronaca nera fa più numeri di qualunque altra, per non parlare poi delle teorie complottistiche e nefaste. Quindi inutile lamentarsi se, insomma, le cose vanno come vanno. Un po’ lo attiriamo se vogliamo.

Però oggi vorrei soffermarmi su una parola molto bella, molto forte, molto vera, capace di contrastarle tutte. Vera perché l’ho toccata con mano e non solo una volta, scommetto e spero anche voi, quindi consapevole di far leva su sentimenti che sono rintanati dentro alla memoria, eccomi a parlarvi di: solidarietà. Continua a leggere “Il sapore della solidarietà”

Very Pop Blog – I miei anni ’80

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Elena Ferro dal suo blog Volpi che camminano sul ghiaccio, mi ha invitato con un simpatico giochino Very pop blog – i miei favolosi anni 80 (ideato sul blog Miki Moz) , a fare un tuffo nel passato, rivivendo un decennio ormai dell’altra era. A quell’epoca avevo solo 6 anni, ma essendo durati fino ai 16, ricordi ne ho, eccome se ne ho.  Continua a leggere “Very Pop Blog – I miei anni ’80”

Family sitcom23

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Oggi, caschi il mondo, vado a camminare.
Avete presente le ultime parole famose? Ecco, uguale.
Sensi di colpa a parte per non darmi abbastanza da fare per la prova costume, per aver gradito troppo gli ultimi pranzetti in famiglia e continuare ad amare follemente il cioccolato, è forse tutta colpa della primavera ma sento forte il desiderio di uscire e riprendere quello che un tempo era il mio passatempo preferito. Camminare.
Certo attrezzata si intende. Mp3, felpa, cellulare, scarpe comode, e un timido sole. Continua a leggere “Family sitcom23”

Family Sitcom 22

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Tra i miei vizi da casalinga quello di stirare non è proprio al primo posto perchè, diciamolo in tutta tranquillità, non è poi tanto divertente. Ore interminabili a vaporizzare, piegare, eliminare pieghe, girare, capovolgere, bruciarsi… Eppure c’è chi lo fa per lavoro e chi lo salta a piè pari, insomma è un mestiere con odi et amo di ogni livello.
Ma visto che proprio non ce la faccio ad andare in giro indossando cose solo piegate, mi domando se la colpa sia da imputare a quando ho imparato stirando i fazzoletti con il ferro scaldato sulla stufa, e di averlo ormai nel dna. Continua a leggere “Family Sitcom 22”

Family sitcom 21

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Ai tempi di mio padre andare a scuola voleva dire portarsi un ciocco di legna per scaldare le ore e non il banco. Tutti insieme gli scolari nutrivano la stufa, respirando quel calore senza battere troppo i denti. Si stava in una classe mista a seguire le lezioni dei più grandi imparando prima cose difficili per poi rincominciare da quelle di base. Ma lui è andato a scuola una vita fa, in un piccolo paesino di montagna e forse davvero a oggi appare come pura assurdità.

A quelli di mia madre, non troppo distanti da quelli di mio padre, invece era normale prendersi due colpetti sulle mani nel caso la sbavatura sul foglio fosse stata frutto di gesti maldestri e frettolosi, perché la calligrafia era più che importante! Come presentarsi con le trecce ben strette, le unghie pulite, i compiti fatti. Altrimenti il rischio di indossare le orecchie d’asino c’era eccome, come quello di finire dietro alla lavagna per sghignazzi non consentiti.
Poi sono arrivati i miei tempi. Continua a leggere “Family sitcom 21”

On writing di King 1

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Capita a 43 anni suonati di mettersi a studiare. Prendere matita, righello, carta e penna e fare luogo di oblio la stanza. Silenziare il telefono, spegnere il computer, lasciare il mondo fuori e prendere in mano come un trofeo quel tomo su cui troneggiano tre colori e un titolo. On Writing di Stephen King. Continua a leggere “On writing di King 1”