Io prima di te

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Nel mio giro di amicizie ci si passa libri senza troppo starci a pensare. Sappiamo perfettamente che devono essere trattati con rispetto, restituiti in tempi brevi e seguiti da un commentino che vada oltre al solito “mi è piaciuto” “avevi proprio ragione”… Commentini che nel mio caso finiscono qui, a fornirvi consigli di lettura. 

Io prima di te mi arriva di terzo passaggio. Me lo passa Chiara, a cui l’ha dato un’amica mentre lo stava restituendo alla proprietaria. Le sue parole mi bastano e avanzano: “credo ti piacerà, mi hanno detto che merita davvero.”

Lo porto con me al mare, nel primo istante di relax della giornata e, mentre mi fiondo sul gelato doppio gusto zenzero e ananas, inizio a entrare in questo mondo che ignoravo completamente, sentendomi attratta.

Capisco da subito si tratti di un libro intenso, commovente, delicato, intrigante e dal potere ammaliante. Quindi, solo per merito di un gruppo urlanti di bimbi in preda all’euforia marittima, mi riesce di staccarmi dalle sue pagine. Chiudo e porto a casa, tempo due giorni, in qualunque momento di pausa riesca a ritagliare, le  390 pagine si trasformano nella storia di Will e Louisa che mi fa riempie la giornata e fa riflettere.

Mettiamo i puntini sulle i: si tratta di una storia d’amore che non solo commuove ma cattura. La scrittura è fluida, la mano capace e la storia davvero attuale. Si parla di una grave disabilità incurabile; non esiste il principe azzurro e neppure si fa finta esista; si tratta l’eutanasia nella maniera più diretta possibile; si affrontano le emozioni anche quelle non politicamente corrette e soprattutto nulla è mai scontato men che meno il finale. Gli ingredienti per un capolavoro ci sono.

downloadLa storia è semplice. La ventiseinne Louisa Clarck perde il lavoro e si ritova alla sua ricerca in una cittadina inglese che non offre poi molto, mentre il trentacinquenne ricchissimo e attivissimo uomo d’affari e sportivo Will Traynor è costretto sulla sedia a rotelle per un terribile incidente che lo ha reso tetraplegico. Lei sprizza energia ed è il ritratto della giovane donna positiva, veste colorato in maniera anche assurda, lui ha perso completamente la voglia di vivere e ha bisogno di assistenza continua per le più elementari funzioni di sopravvivenza, relegandosi in casa. E’ la madre, durante il colloquio di lavoro, a sceglierla convinta sia l’elemento alternativo capace di dare un nuovo brio al figlio confidandole solo molto più avanti il suo reale compito: sei mesi per fargli amare la vita. Trovandosi agli opposti e costretti a convivere nel medesimo spazio, dopo un iniziale approccio a tinte smorte in cui paiono distanti e poco affini, diventano sempre più affiatati fino a capirsi senza nemmeno usare parole. Da semplice dama di compagnia così Louise diventa una persona importante, e Will riesce a instillare in lei il dubbio di non fare abbastanza per se stessa, perché come ama ripeterle spesso “sapere è potere”, innescando una sana curiosità che la porta a progettare un promettente futuro in linea con i suoi desideri.

Ecco dunque la trama, i protagonisti sono tratteggiati in maniera molto realistica e diventano pagina dopo pagina più che semplici conoscenti, ma veri e propri amici per il lettore e quello che avviene durante la lettura è a dir poco sconvolgente (almeno è ciò che mi è accaduto e sarei pronta a scommettere non solo a me). Si abbandonano i pregiudizi e si abbraccia in toto la storia, semplicemente arrendendosi a essa. Nel momento stesso in cui l’autrice tratteggia le intenzioni dei personaggi si capisce che nessuno di loro muterà idea, ma allo stesso tempo non interferirà con la natura dei sentimenti che provano, non vanificherà ciò che è stato, regalando un valore aggiunto al tutto.

Dire che mi ha lasciato senza lacrime è poco, sia per l’intensità usata, per la delicata pacatezza dei toni, sia per la mancanza di giudizio e la possibilità di osservare ogni singola azione da più punti di vista. A mio parere non è solo una storia d’amore tra persone ma tra anime, dal valore immenso proprio per la profondità con cui le emozioni sono state raccontate e rese semplici.
Nonostante sia complicato comprendere a fondo, per chi non ha vissuto da vicino con esperienze reali, cosa prova un malato tetraplegico o similare, Jojo Moyes riesce a renderne molto bene lo stato d’animo e mentale, aiutando a entrare in sintonia con le sue complessità. Per questo motivo il giudizio per le decisioni prese svanisce imparando ad ascoltare cosa il protagonista voglia raccontare tra le pagine e questo di certo aiuta a comprendere anche quanto avviene nella realtà delle lucidi morti oltre confine di cui i telegiornali ci raccontano.

In uno dei passi che mi ha colpito Will sancisce che <Certi errori… hanno semplicemente conseguenze maggiori rispetto ad altri. Ma non devi permettere che quella notte sia la cifra che ti definisce.> e decisamente ha avuto il potere di mettere in discussione molte idee preconcette con l’effetto benefico di liberarle.

Lo avrete capito mi sento di consigliare a chiunque la lettura di questo bellissimo e indimenticabile libro, in quanto un’esperienza intensa e travolgente. Per chi poi preferisce la trasposizione cinematografica esiste anche quella, e pure il seguito del libro (Io dopo di te). Che dite mi ci fiondo? Credo proprio di sì.

21 pensieri su “Io prima di te

  1. Oh, cara Nadia, letto e be’ non molto apprezzato.
    La sorella della protagonista mi ha irritata oltre misura.
    Lo stile della narrazione non mi è parso eccelso.
    Nel complesso un testo un po’, parere mio ripeto, sopravvalutato, ho letto montagne di libri migliori di questo, ma non è che sia pessimo eh, la voglia di proseguire nella lettura c’era, non lo nego.

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    1. Dell’autrice ho letto solo il seguito e non gli altri lavori che hanno comunque avuto un ottimo successo, e non posso nemmeno dire quanto sia colpevole la traduzione della semplicità dei vocaboli che rende lineare la lettura, ma di certo arriva a chiunque la storia. Sì niente di eccelso, non è la sua scrittura a meritare i complimenti, ma la trama e la costruzione dei personaggi così impossibili da lasciar andare.
      Però mi fa molto piacere il tuo parere, perché questo apre alla discussione. Trovo che il tema trattato sia talmente pieno di dolore e tristezza che averlo illuminato di gioia, in alcuni tratti, abbia fatto la differenza.

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  2. A me ha piacevolmente stupita questo libro. Ero partita convinta fosse la solita storiella d’amore per ragazzi invece mi sono ritrovata tra le mani tutt’altro e non riuscivo a mollarlo, continuavo a leggere a oltranza con il cuore pieno di sentimenti contrastanti. È un libro che mi ha rapita, mi ha dato modo di riflettere su argomenti e dinamiche che non sono solitamente il mio quotidiano e mi ha commossa nel profondo. È stato un bel viaggio e mi ha lasciato per un po’ con i sentimenti appesi a un filo, chiuso il libro ero rimasta ancora legata alla storia. 🙂
    Il film è bello, ovviamente non identico al libro ma gli attori son credibilissimi, mi ci sono affezionata subito. Invece il secondo libro l’ho letto e non so… Magari ne parliamo quando lo avrai letto così non ti anticipo nulla 😉

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    1. Letto e finito da poco anche il secondo. No, nemmeno parente con il primo, se non per alcuni personaggi che tornano. Ho come avuto l’impressione che la scintilla del primo si fosse esaurito, ma che per contratto dovesse scrivere lo stesso il seguito. Comunque leggibile e in diversi passaggi anche piacevole.
      La sensazione di volerlo leggere senza staccarmene non è stata altrettanto intensa, il primo mi ha proprio stregato. Il film mi manca, mi riprometto di guardarlo con vicino una scatola di fazzoletti e la casa vuota.
      Direi che abbiamo avuto le medesime impressioni, evidentemente ci ha toccato le stesse corde.

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      1. Concordo sul seguito. Da quello che so sono stati i fan a chiederle di scrivere un dopo Will… Secondo me non ce n’era bisogno. La storia era conclusa e tra l’altro aveva avuto un finale doloro e giusto, non avrei aggiunto o cambiato nulla.
        Per il film fai bene a procurarti i fazzoletti: la visione per me è stata intensa, ho avuto meno controllo rispetto alla lettura. E l’ho visto al cinema!! Nemmeno la vergogna di piangere rumorosamente in mezzo a sconosciuti mi ha fermata 😅 Ma forse a volte le emozioni è giusto non frenarle e lasciarle andare.

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        1. Forse i fan volevano un Will onirico stile Ghost?
          Era ovvio che lei o avrebbe vissuto nel suo ricordo soddisfacendo le sue ultime parole, o condotto una vita normale. Se non avessi letto il primo libro e solo il secondo fondo lo avrei trovato meno “peccato, mi aspettavo di più”. Proprio vero che alle volte è difficile bissare un successo.

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            1. Concordo, e il mercato non viene incontro. Sempre più con queste trilogie dove la convinzione di dover spezzare la storia per fidelizzare il lettore, fa riempire di parole pagine e pagine, per lo più deludendo. Non si è ancora capito che il lettore di oggi non è affatto disposto a farsi trattare come un acquirente qualunque, sa leggere e sa scegliere e soprattutto valuta.

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  3. Quand’era uscito lo dissi: diventerà un successo planetario. Senza averlo letto, perché ci sono gli ingredienti del grande amore per sempre che finisce male, lui da una parte lei dall’altra.
    Io però mi sono data una regola: solo storie a lieto fine, almeno quelle scritte. Sono tutt’ora tentata, come sono stata tentata di andare al cinema. C’è andata mia sorella, senza conoscere la storia (e io non ho detto niente): è venuta fuori con gli occhi gonfi, come tutte le altre.
    Sul seguito si leggono pareri contrastanti, come tutti i seguiti di un grande amore irrisolto, a cui fai seguire un altro amore: non regge il confronto.

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    1. E sì, nessun finale felice, non ti dico altro, ma di certo saprai solo che non mi piace fare spoiler. Quindi vedi te se fa al caso tuo.
      Come dicevo nel commento sopra, il seguito è meno avvincente, meno interessante e meno travolgente. Che io sappia non ha raggiunto i livelli del primo libro per nessuno quindi è un parere condiviso. Tradire la memoria di Will è come se fosse un fatto imperdonabile, o siamo tutte troppo romantiche, o non lo so vogliamo davvero idealizzare l’amore per renderlo elevatissimo.

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        1. Sacrosanto diritto, ognuno ha le sue preferenze e il mercato come gli autori ne godono. Anche se io devo dire la verità che vado a momenti. Ci sono stati i momenti “giallo” e quelli di ora, più legati alla narrativa femminile. Comunque conosco pochissimi, o forse rarissimi uomini dediti a queste letture. Per esempio il mio compagno in soli due giorni ha divorato il Vecchio e il mare con gli occhi arrossati. Ci sono letture per tutti!

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          1. se per caso capiti su anobii, dove tengo la mia libreria, quasi aggiornata – vedrai molti romanzi al femminile letti o in attesa. Certo si va a periodi. Ad esempio una decina di anni fa leggevo quasi tutti i fantasy per poi virare a un genere più neutro, più generale.

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              1. anobii non è eccezionale ma tengo la mia libreria, non tutta mancano quelli senza ISBN. E poi partecipo a qualche gruppo. Mi trovo bene.
                Il fantasy? Adesso fatico a leggerlo. Di cose un po’ diverse non ne trovo e quindi è abbandonato. I thriller vanno a sprazzi.

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