E salone fu

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I discorsi confusi della gente, a brandelli mi arrivano alle orecchie e interrompono la concentrazione. Niente non mi riesce di leggere. Sarà che Alice Basso mi stanca e non riesce a catturarmi, sarà che la mia testa è altrove. Forse è già arrivata, invece 207 km non si fanno in un baleno e ne mancano ancora. Le nonne sprint spettegolano su chi andranno a conoscere, quanti libri hanno in lista mentre il sole ogni tanto mi colpisce dal finestrino per riscaldarmi.

Il viaggio dovrebbe aiutarmi a pensare, io in realtà vorrei smettere di farlo. Sarebbe così bello godersi le cose per quello che sono. Rilassarsi. 

Cambia il paesaggio. Cascine, casolari, campi, ettari e ettari di verde a perdita di orizzonte, con il sole che infuoca e mi abbiocca, grazie anche al rullio del pullman. Non posso addormentarmi a poco dall’arrivo con effetto mentale tipo bradipo. Già sarò la più spaesata in quel formicaio.

Vedo il cartello: Carmagnola. Subito per associazione di idea mi vengono in mente gli omonimi, buonissimi peperoni e il racconto in cui sono citati “La montagna incartata” di Sandra Faè. Sandra che oggi incontrerò. Oh, che bello!

E finalmente si arriva, e poi fila, fila, fila, e si entra. Non ci credo mentre poggio piede in quell’immenso edificio da cui pendono lettere e numeri giganti. Io lo sento, mi perderò. Detto fatto. E, come se non avessi mai visto un libro in vita mia, comincio a fare oh senza più trattenermi.

Oh quanti libri! Oh quante case editrici! Oh quanta gente!

Non mi interessa se ci sono personaggi importanti, non farò la fila per ascoltare un brusio in mezzo a tutto quel vociare. Voglio vedere la gente che compra, che si interessa, che parla di libri. La gente legge! Tanto. Sono stupita, piacevolmente, e sento nell’aria che tutti hanno contratto il medesimo virus: “guarda, guarda qui!” E i libri sono gli oggetti del desiderio. Non gioielli, non cibo, non giochi, ma libri. E sì, gongolo. O forse mi sento tra simili. Leggermente ubriaca. La gente saggia i libri, li tocca, li gira, li sfoglia, li sceglie, li riposa, li acquista. Attratta.

E poi il doppio incontro. Camilla e Sandra. Inutile dire che conoscersi dal vero accresce valore all’immagine che ti sei fatta virtualmente. Il tono di voce, la limpidezza dello sguardo, la corposità dei discorsi, il sorriso. Da loro non mi stacco più, si chiacchiera, si gira, ci si confronta, parlando il medesimo linguaggio. Ognuna con il proprio obiettivo, con un passato diverso, con sogni nel cassetto e tanto tanto cuore. Ci scambiamo contatti, commenti, consigli, supporto. La foto c’è, giuro c’è, ma per diritti acquisiti è di proprietà di Sandra, per mano del marito, peraltro per nulla orso, quindi dovrete curiosare sul suo di blog, così conoscerete anche le sue di impressioni. Io non ho prove perché, al solito con la testa tra le nuvole, scopro il cellulare scarico in buona compagnia alla batteria di ricambio e parte del pomeriggio davanti. Ehm!

Fortuna che le amiche pensano anche per me,  e una ricarica d’emergenza l’ho ottenuta. Ma torniamo a noi. Di libri ne ho comprato, non tanti quanti ne avrei voluto, ma ne ho comprato. Di chiacchiere ne ho fatto, fortuna che l’acqua non mancava. L’hot dog l’ho divorato, seduta in gruppo sulla scala. Di contatti ne ho presi, impossibile non farlo. E di soddisfazioni me ne sono tolta.

Non è mancato di ampliare la conoscenza perché, come sviscerano nella pagina ufficiale i numeri sono enormi. “Nei 45 mila metri quadri di superficie espositiva dei padiglioni del Lingotto Fiere, circa 1.200 appuntamenti disseminati nelle 30 sale a disposizione del pubblico.” Una realtà gigantesca, ve lo garantisco che rende complicato nonostante l’utilissima cartina riuscire a visionare tutte e 469 le case editrici presenti. Avete capito bene. 469. Famose, meno, di più, sconosciute, bellissime, di nicchia, particolari… Resto talmente sbigottita e abbagliata che nemmeno mi accorgo di essere all’interno di un formicaio in piena azione.

Basta non farò altri elenchi, sappiate solo che ho concluso con due grandi soddisfazioni.

Ho preso in mano l’antologia di Lettere a mio figlio di Historica edizioni, dove compaiono i lavori che hanno superato il concorso e ottenuto la visibilità con la pubblicazione. La grande sorpresa è stata scoprire che il mio è il quarto, subito dopo quello dell’amica Tiziana.  Scoprirlo dopo un lungo cercare, perché l’indice non mi voleva rivelare al centro e alla fine i nostri nomi. No, loro stavano belli belli in apertura! E così doppia sorpresa, non solo unite nella partecipazione e vittoria, ma anche nell’impaginazione. Quando si dice il destino! E sappiate che scoprirlo in quell’immenso fiume umano è stato più che emozionante. Seconda sbornia.

Per finire ho presenziato da spettatrice a un’interessante incontro dal nome davvero importante: Editoria e Copyright nell’era digitale 4.0, Il futuro del diritto d’autore tra digitalizzazione e New media. L’argomento è tosto e i relatori non sono da meno. Non manca il mio editore bookabook, il distributore Emmepilibri, l’edicolante di Kobo, i legali che si occupano dei problemi connessi alla pirateria, e bla bla bla, non appena si conclude l’incontro stringo la mano a una persona piacevole che mi trasferisce fiducia. Un giovane imprenditore che mette la partecipazione del lettore al primo posto e dimostra intraprendenza per meritare sempre più un ruolo emergente nella nuova editoria. Gli stringo la mano e parlo finalmente del mio libro, un presente sempre più prossimo e speriamo con buoni risultati. Un presente che non sarà mai così veloce ad arrivare come quello che mi attende poco fuori per tornare a casa.

E’ ora. In una borsa di tela c’è dentro, misto al bottino di libri, brochure, biglietti da visita, cataloghi, ricordi, la mia prima visita alla fiera del libro di Torino. Immensa, gigante, colorata, entusiasmante. L’emozione che mi porto dietro varcando la soglia all’uscita è lo stupore di essere parte di un mondo vivo, dalle molteplici età. Sono felice, sì tanto. Ho ricevuto un bellissimo regalo con questo viaggio e il bello è che non finisce qui…

36 pensieri su “E salone fu

  1. E’ stato un salone immenso, davvero ricco, un’edizione pazzesca. Sono stata felicissima di conoscerti e anche di incontrare la tua amica Camilla siamo state proprio bene. Grazie per tutto l’entusiasmo, Spero di farcela sta sera a scrivere il post, noi siamo rincasati ehm alle 23, ci siamo fermati fuori a cena a coronamento di una giornata perfetta. Un bacione

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    1. Giornata pienissima anche la tua, allora! Mi auguro di cuore che tutti i progetti in bozzolo diventino presto concrete realtà, ma sono certa che sarà così. Andare alla fiera e godere della vostra compagnia è stata la ciliegina sulla torta, davvero.

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  2. Tiziana

    Bellissimo, Nadia. Ci hai trasmesso tutte le emozioni legate a una prima volta, in questo caso al Salone del libro di Torino. Ti ringrazio di avermi citato e quindi doppia emozione anche per me e anche per avermi reso partecipe da lontano della nostra gioia condivisa. È stato come essere lì, lo giuro.
    Virtualmente abbraccio te e Sandra che hai avuto modo di incontrare di persona: altra bella sensazione. Posso dire solo che grazie, nel mio caso doppio. 🙂

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    1. Credo di avere ancora addosso l’adrenalina di ieri e di essere stata un po’ confusa, in effetti quando ho finito di scrivere l’orologio diceva che eravamo già a oggi! Ma non posso fare a meno di mettere nel minestrone tutte le bellissime cose che mi hanno colpito. Di certo la felicità che ho provato a trovare il nostro libro in fiera, ancora inedito, mi ha riempito d’orgoglio. Ma non ero sola, portavo davvero un po’ di tutti quelli che avrei voluto vicino, quindi c’eri anche tu.

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    1. Ma io so, che presto ci saranno altri eventi, e saranno di nuovo pieni di libri, chi lo sa…
      Però per me è stata la prima volta e nonostante la cartina in mano riuscivo a non trovare gli stand! Tra le cose più folli che sono capitate, io e Camilla ci siamo fatte passare per colleghe insegnanti e ottenere una borsa in tessuto della Miur in regalo (i sacchetti in plastica tagliavano le mani), o quando lei non sapeva se un tipo fosse chi pensava, ed io (faccia di tolla) sono andata a domandarglielo senza problemi. Cosa ti sei persa!

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    1. Sono contenta di avervi trasmesso un po’ di aria torinese librosa attraverso la mia confusa conversazione.
      L’altra cosa bellissima è stata scoprire che io e Sandra siamo alte uguali, ma io portavo le zeppe quindi non sembrava e che le donne piccole sono le preferite dagli uomini alti (vedi suo marito).

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            1. Ah, capito! Allora orso è dolcissimo come soprannome. Approvato e concesso.
              Io ancora proprio fregarmene non riesco, continuo a chiedere al genio dei tre desideri nella notte di farmi crescere in altezza un po’, ma quello deve essere sordo.

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  3. Che invidia. Mò lo dico. Sto Salone, e Trenitalia soprattutto, proprio non ci vogliono bene a noi del NordEst. 6 ore di treno e orari scomodi. Mi devo organizzare l’anno prossimo per bene, con nottata nel torinese (ma gli alberghi saranno anche full…e super cost!)

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    1. Pensare che in una città così grande, non per nulla ex capitale, si siano tenuti in contemporanea due eventi tanto giganteschi (Fiera e partita) rende piuttosto bene l’idea. Così come la mia situazione di partenza arrivando invece da una piccola realtà di provincia.
      Il salone è molto più che vivo e vegeto, è davvero una grande opera in cui libri e lettori sono al primo posto.

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