La mia intervista a Disastrostorie di donne sfigate

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L’autrice di oggi dopo aver valutato con ricerche online varie possibilità di strade, ha scelto quella del crowdfunding, innovativa e stimolante per pubblicare il suo libro, “Disastrostorie di donne sfigate”. Qualche mese per scriverlo, circa 6 mesi per concludere la campagna e altrettanti per vederne la luce. Un periodo da ricordare come un’altalena di emozioni, stimoli, delusioni e attese frenetiche, nella speranza si spalanchino le porte dell’editoria. Una scrittrice moderna, introspettiva, emotiva ed emozionale (anche emozionante! Visto che scrivere libera, coinvolge, smuove, rilassa e svuota…) Legge anche se non quanto vorrebbe. Adora la chick-lit: Sophie Kinsella, Helen Fielding, Federica Bosco; ma anche Stephen King ed alcuni thriller-horror e le piace spaziare un pò.

Avete presente quella bella città con il Cupolone, la strafamosa Fontana ed i suoi sette colli? E già, la capitale. Il primo racconto e non solo quello è ambientato lì, in mezzo alla sua parlata casareccia, alla sua quotidianità, e tra una risata, un sorriso e una riflessione ho affrontato la sfortuna e i suoi protagonisti. Negli altri si viaggia, anche procedendo verso Venezia, Genova, non solo Roma, quindi, si sta in un bar, in una libreria, si incontra gente originale, ci si infila nella loro quotidianità.

Oggi vi presento al suo esordio letterario Linda D. e il suo libro “Disastrostorie di donne sfigate”.

Si tratta di una raccolta di racconti, per la precisione quattro racconti e un cappello conclusivo sull’esperienza di essere madre single al giorno d’oggi. Ognuno svela la vita sfortunata di una o più protagoniste alla prese con un’esistenza trascinata dove gli impicci, le tristezze, le pagine scritte non soddisfano abbastanza, ed è forte il desiderio di cambiare, di voltare pagina e cercare la felicità. Il titolo sembra l’anticipazione di quello che è il filo conduttore: la sfortuna, il caso avverso, ma in realtà si scopre la formula per sistemare le cose e si apre la porta d’uscita di sicurezza.
Ci si ritrova alle prese con donne maldestre, sfortunate che però non si arrendono, con donne fragili e testarde rese tali dalla vita, donne del nostro millennio alla disperata ricerca di sé stesse e non solo di serenità.
Ho paragonato la lettura di questo libro alla degustazione di un bel capuccino caldo: ne ho apprezzato l’intensità della schiuma, il profumo e il sapore per concludere con l’ultimo sorso, prendendo coscienza di avere sempre la carta della speranza in mano.

Benvenuta dunque Linda e benvenuto ai tuoi personaggi a cui, diciamolo, cambia in meglio la vita.

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Una copertina che meglio non poteva rappresentare il momento della vita in cui accade ciò che non vorresti!

Già leggendo l’anteprima si ha l’impressione di essere dal buco della serratura a osservare le peripezie dei personaggi che ci raccontano quanto la vita sia complicata. Era questa la tua intenzione scrivendo?

Non credo avessi un’intenzione precisa, è venuto tutto fuori così. Forse, mettendo dei filtri, tra le situazioni estreme di tutte le tonalità tra il rosa e il nero, che ci circondano nella finzione e nella realtà, alternando il bene ed il male, come nella vita vera, potremmo avere la conferma (o almeno la speranza) che può sempre succedere qualcosa di (molto) bello dopo anche varie cose (molto) brutte. Una ricerca insieme, tra chi scrive e chi legge, della forza e della speranza di andare comunque sempre avanti…

Direi un’intenzione di tutto rispetto, dunque svela, perché ti stava a cuore farlo conoscere al pubblico?

Perché lo trovo divertente, emozionante, sorprendente, commovente; un viaggio nel mondo delle donne; proprio il genere di storie che mi piace molto leggere!

Chi scrive mette a nudo un po’ di sé. Lo hai fatto anche tu?

Certo, penso sia quasi impossibile scrivere senza “trasferire” qualcosa di noi, volontariamente o meno; o almeno abbastanza inevitabile! Nel mio caso confesso di essermi ritrovata a pensarci con titubanza in qualche momento, per discrezione e riservatezza, poi alla fine credo sia tutto compreso nel pacchetto, prendere o lasciare…

La sfortuna è uno di quegli aspetti che nessuno vuole ammettere di conoscere troppo bene. Un po’ alla Masini. Tu ci hai addirittura scritto un libro sopra. Hai usato amuleti?

Credo che esorcizzare la sfortuna raccontandola sia l’amuleto più potente! I soliti mantra sulla ruota che gira, la risalita dopo aver toccato il fondo, del “non può piovere per sempre”, e chi più ne ha più ne metta, deve essere fermamente ripetuto e bisognerebbe crederci con convinzione!

Ora preparati che arrivano domande impertinenti nel mio stile, fa tutto parte del pacchetto.

A questo punto mi nasce spontaneo chiederti se, la visione della vita che hai, sia romantica, realistica, cinica…?

Esatto! Tutte queste parole e molte altre di più ..!

Sei madre single, con un libro in libreria. L’argomento che tratti è la sfortuna nei rapporti umani. Miri a diventare una figura di riferimento per altre donne che si trovano ad affrontare le problematiche di una vita sociale in cui la donna è marchiata, se sola?

Piu’ che una figura di riferimento (certo mi farebbe piacere, e l’unione fa la forza, ma non ambisco a tanto… magari una figurina di riferimentino!), sicuramente sono una delle tantissime; non solo single, ma praticamente spesso “sole”, in difficoltà, con molti problemi, anche se in coppia, conviventi e non effettivamente “sole” nel vero senso della parola.

Ci vuole coraggio a seguire un sogno. Questo libro rappresenta una tappa del percorso che ti sei preposta?

Ora sì! Questo libro è entrato a farne parte, del percorso che mi sto trovando ad affrontare; visto che spesso, quelli che ci preponiamo, subiscono delle variazioni, o si interrompono, e ne iniziano dei nuovi. La mia avventura da scrittrice, come ammetto sempre, la sto intraprendendo solo da poco tempo, in seguito al sostegno e alla perseveranza di persone a me vicine, che forse hanno creduto in me, sotto questo aspetto, persino più di me stessa. Ammetto che mi sarebbe ovviamente piaciuto, ma non ritenevo fosse una cosa possibile; invece, almeno un libro, è sorprendentemente “uscito fuori”!

Sei un’emergente. Il tuo gruppo di sostenitori che ha preordinato il libro ha dimostrato interesse e anche apprezzamento. Credi che uno su mille ce la faccia, o l’importante sia partecipare?

Credo in generale, riguardo le esperienze più variegate, ogni iniziativa creativa o meno, che sia vitale e stimolante provarci; bellissimo partecipare, comunque vada, e che più di uno su mille possano anche davvero farcela.

Ora voglio tornare al libro per scoprire meglio, insieme ai lettori, cosa è accaduto mentre era in preparazione e a cosa devono prepararsi.

Quali sono state l’esperienza più negativa e quella più positiva provate?

Sono entrambe legate alle reazioni delle persone a riguardo. Comunque la più bella è stata concludere con l’approvazione e il sostegno di alcuni; la più negativa l’indifferenza e il menefreghismo di altri.

Hai accettato il rischio di affidarsi a un sistema che fa decidere agli altri la propria creazione artistica. Questa è fiducia, follia o ?

Direi ottimismo, fiducia e speranza, ma col senno di poi… incoscienza!

Ora il tuo primogenito di carta è in balia del giudizio esterno. Cominciano ad arrivarti le foto di lettori che lo ricevono e i feedback delle loro impressioni. Sei corazzata per critiche feroci, paragoni assurdi, retoriche infinite?

In realtà no! Alcuni miei familiari lo hanno letto, ed è andata benone; per il resto vedremo; con i nemici e coloro che si divertono a distruggere tutto (o si ritrovano a farlo inconsciamente per frustrazione), ho già iniziato a corazzarmi da tempo!

Cosa pensi vogliano i lettori scegliendo il tuo libro?

Credo cerchino qualcosa di leggero, emozionante, divertente, commovente e sorprendente, esattamente le stesse cose che cerco io quando ne scelgo uno tra altri!

Cosa ti aspetti ora che il tuo libro comincia a muovere i primi passi ?

Spero e mi aspetto qualcosa di positivo: il riscatto, l’opportunità, la ricompensa per tutto il mio passato e il mio lavoro !

A conclusione di questa chiacchierata ti concedo lo spazio per convincere chi, alle prese con questa intervista si domanda ancora se leggere o meno il tuo Disastrostorie. Al volo tre motivi per comprarlo e tre per non farlo.

Dovrebbe comprare il mio libro chi vuole:
– conoscere davvero e capire le donne
– emozionarsi, divertirsi, commuoversi e sorprendersi
– sognare, sempre e comunque….
Invece è meglio non lo comprino se preferiscono:
– Fermarsi alle apparenze ed alla superficialità
– Annoiarsi davanti alla tv e con i social network
– Non credere ci sia ancora e sempre una speranza per tutti.

Disastrostorie di donne sfigate lo potete ordinare qui, su Amazon, ibs, ma anche in libreria, cosa aspettate?

9 pensieri su “La mia intervista a Disastrostorie di donne sfigate

    1. No, siete diverse per lo stile, tu sei molto ironica, lei è molto realistica seppur con qualche spruzzo di ironia qua e là.
      Per le tematiche sì, entrambe toccate la vita nelle sue quotidiane problematiche e sfidate la sorte con i vostri personaggi a cui date la speranza e l’opportunità di cambiare, regalando al lettore la consapevolezza di trovare nel libro un piacevole conforto.

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    1. Grazie per le tue belle parole, sempre. La cosa più complicata di svelare un libro senza svelarlo troppo è cercare di mettere in risalto alcune parti, in modo che il lettore abbia il trailer giusto per sé. Riuscirci è “roba” complicata, spero di far brillare ogni libro come merita, in modo che il lettore adeguato ne resti attratto, ma questa è una di quelle domande a cui solo i posteri sapranno rispondere…

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  1. Innanzitutto faccio i complimenti a Linda, perché a te, Nadia… che te lo dico a fa! 😛
    A Linda per tre motivi:
    – Roma, città bellissima. Chissà che racconto!
    – titolo dell’opera molto accattivante.
    – copertina che accompagna in modo divertente e ironico il titolo.
    Tre buoni motivi per saperne di più.
    Gli altri sono deducibili dall’intervista.
    Complimenti a entrambe e molti auguri per questo super esordio!

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