Very Pop Blog – I miei anni ’80

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Elena Ferro dal suo blog Volpi che camminano sul ghiaccio, mi ha invitato con un simpatico giochino Very pop blog – i miei favolosi anni 80 (ideato sul blog Miki Moz) , a fare un tuffo nel passato, rivivendo un decennio ormai dell’altra era. A quell’epoca avevo solo 6 anni, ma essendo durati fino ai 16, ricordi ne ho, eccome se ne ho. 

La musica

Partiamo dalla musica. Potrei fare un elenco di nomi, ma resisterò dando risalto solo a coloro che tra gli altri ricordo con più trasporto. Avevo preso una cotta per Luis Miguel e i suoi “Noi, ragazzi di oggi “ che campeggiava sul poster alle pareti in camera, vicino al grandioso Luca Barbarossa che mi faceva palpitare per lo sguardo tenebroso! Ah che spettacolo, ascoltare e riascoltare le musicassette, quelle inesauribili fonti di gioia che inserivo nel walkman, così in casa nessuno si infastidiva.  Poi sono un po’ cresciuta e senza mai ripudiare l’amore per la musica italiana, ho scientemente deciso di sposarmi con Joey Tempest, quel fantastico ricciolino nordico capeggiante i favolosi Europe. E da lì non è più esistito nessuno al mondo in grado di farmi sospirare così. Peccato solo non capissi una sola parola negli articoli di giornale di Bravo che compravo (rivista tedesca specializzata nei gruppi rock), e mi accontentassi di ammirare e ritagliare foto e poster di cui ogni angolo la mia stanza era piena, non meno di diari, quaderni… Ah che tempi!

Cinema  e Tv

Mica facile qui. Il cinema dell’epoca era off limit per me, troppo piccola. Giusto un po’ di tv, ma anche qui niente che mi attraesse davvero. O mi adeguavo a puntate di Drive in in cui donne dalle forme esagerate, strizzate in costumi minuscoli, stavano ammiccanti tra una battuta e l’altra, o litigavo per guardare i Ragazzi della Terza c, che tutti in casa trovavano stupidi. In effetti troppo intelligente non lo era davvero nulla, ma giusto di intrattenimento. Sempre meglio dei programmi che mio padre additava come utili per vedere come funziona il mondo(credo di avere imparato il palinsesto della Rai a memoria tra politica, finanza, approfondimenti giornalistici…). Uh che barba che noia!

Cibo

Pare una categoria assurda, ma in realtà ho proprio ancora vivo il ricordo delle mani colorate come lo stecco dei ghiaccioli che divoravo l’estate. Verdi dissetanti per avere la lingua da Visitors. Sarà che costavano nulla, sarà che mi facevano sentire così diversa, ma io quei ghiaccioli non li dimenticherò mai. Come le merendine del Mulino Bianco da portare a scuola, comprate più per la sorpresa che per il contenuto vero e proprio. Avevo la collezione delle gommine a forma di biscotto, come delle scatoline porta sorprese con raffigurato il famoso mulino(altro che Banderas e le sue galline!). Guai a non averne almeno una nell’astuccio di scuola, peggio di non avere le calze fluo, era quella la vera tendenza.

Shopping

Questa invece è la parte che forse ricordo con meno nostalgia. A pensarci era davvero orribile la moda dell’epoca. Tutti paninari, vestiti uguali e noi bambine obbligate a mettere la gonnellina con le calze lunghe traforate bianche, le camicette piene di volant. Che orrore. Se ci penso. Fortuna che io andavo per lo più in montagna e lì ero libera di usare pantaloni consunti pieni di toppe che sì che mi calzavano a pennello. Ma la prima volta che sono andata a far spese con mamma, intorno all’adolescenza, ricordo ancora quella gonna plissettata fucsia con la cinturina lucida nera, che per anni ha goduto del posto d’onore nell’armadio, sempre indossata come ultima scelta per qualunque occasione. Sarà per quello che oggi il mio guardaroba non ne conta nemmeno più l’ombra?

Giochi

Giocare vivendo in città è sempre stato complicato. Già all’epoca o mi portavano ai giardinetti del prolungamento a Savona per lasciarmi liberamente sbucciare le ginocchia con pattini a rotelle e bici, o potevo godere dell’amicizia e dei giochi fantastici del mio migliore amico Antonio. Robot e Lego, tra un cartone e l’altro. Inutile dire quanto poco femminile mi sia mai sentita dentro(tipo io Candy Candy non l’ho mai guardato, vuoi mettere Gig Robot d’acciaio e Ufo robot?!). Il massimo però l’ho ricevuto in montagna, dove in regalo il comune ci ha costruito il campo sportivo, e per anni l’unico gioco in grado di sostituire le interminabili gare a nascondino è stato quello della pallavolo. Partite anche notturne che ci vedevano tutti campioni di grande livello raggiungere i vertici della classifica estiva. Inutile dire che non potrei ricordare periodo più bello.

Libri e carta

Ecco finalmente il mio angolino preferito.  Trattandosi di fumetti, ho letto tutta la serie di Diabolik. Per una appassionata di Lupin come me, il minimo era procedere per gradi. Poi sono passata alla libreria fornitissima di casa in cui potevo spaziare. Quindi credo di essermi sciroppata tutta la narrativa rosa dell’epoca di mamma, per distruggermi l’anima dietro le letture di papà dei tempi di guerra. Da sempre ricevevo solo libri in regalo che si trattasse di compleanno o Natale (raramente giocattoli, rimasti infatti integri e perfetti nel tempo per l’uso da museo che ne facevo) quindi ho una collezione davvero ricca di letteratura infantile preziosa. Ma tra tutti, il libro rimasto più impresso è stato il Nome della rosa, che mi ha letteralmente folgorato. Poi nella nebbia dei ricordi credo di aver amato e detestato parecchio, sempre ricordando che ogni libro fosse un mondo in cui entrare e uscire come un luogo magico.

Life

Eccoci alla parte finale, quella riassuntiva. Un decennio che mi ha visto crescere in un posto, allontanarmene e continuare in un altro. Da Savona a Imperia. Un piccolo rapimento della mia anima, da quel momento scissa in due, per seguire il trasferimento lavorativo di mio padre. Un tragitto emozionale ed emotivo che mi ha visto lentamente diventare grande, scegliere i rapporti epistolari a quelli telefonici per tenere vive le amicizie lasciate là nell’altra parte di Liguria; cambiare umore e ritmi di vita diventando scontrosa e diffidente e per molti versi inavvicinabile.  Si chiama età del mezzo per le sfide da affrontare, per le decisioni complicate che trasformano e di certo formano. Come per il resto della mia vita anche a questa io applico la medesima formula: nessun rimpianto, nessun rimorso e guardare sempre avanti.

Ricordo dell’epoca

In tutta sincerità posso davvero dirlo: mitici anni ’80. Ricordo di libertà che cresceva dentro insieme alla convinzione di poter stringere il mondo in mano e dargli un mio contributo. Chissà se poi crescendo si cambia davvero… Io credo ancora di essere rimasta così!

Ok il giochino è finito, grazie per aver letto fin qui spero di non avervi annoiato troppo, ma devo nominare qualcuno per continuarlo, esattamente 5, sperando di non fare dispetto, ma un piacere scelgo: Silvia Algerino; Sandra Faè; Maria Teresa Steri; Marina Guarneri; Marco Freccero. Sono certa che chi vorrà partecipare sarà costretto a fare un tuffo nel passato davvero curioso, un po’ come rispolverare un vecchio album, quindi buon lavoro. Chi non vorrà invece, può sentirsi libero di sorvolare e ripensare  a quel periodo in completa privacy.

25 pensieri su “Very Pop Blog – I miei anni ’80

  1. Ciao Nadia, intanto grazie per aver accettato di giocare con i nostri ricordi anni ’80. È incredibile come le storie, inevitabilmente parziali, di ciascuno di noi servano invece a ricostruire un quadro sempre più nitido di quello che furono gli anni’ 80 per la nostra generazione. Uno spaccato fatto di oggetti, colori, persone e speranze. Che alla fine ci portiamo dentro. Bello ogni tanto dare una spolverata! Ps: luis Miguel piaceva anche a me ma mi duró pochissimo…. Aveva devi capelli ondulati.. Te li ricordi?

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    1. E se non sbaglio ha avuto anche come compagna la famosa Mariah Carey …
      Gli anni ’80 a rispolverarli sono stati davvero densi di ricordi, e partecipare a questo post un po’ come aprire un vecchio album di cui credevi di aver scordato le parti salienti e invece come fossero concatenate l’una all’altra sono uscite allo scoperto sorprendendomi. Quindi ancora grazie.

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  2. Mah…non è che sono tanto più giovane, ma io gli anni ’80 proprio non me li ricordo. Gli anni più mitici per me sono i ’90, c’è poco da fare. Quando anch’io compravo Bravo ma per gli articoli di Michael Jackson, quando avevo una trentina di diverse penpals per tutta Italia, quando collezionavo i free pass per discoteca e mi arrivavano da ogni parte del mondo (arrivata a 2.000 circa ho avuto un moto di ribellione e ho buttato tutto 😛 ), quando sono diventata una Thatters (Come on, come on, come on, take that and party…), quando mangiavo pane e Radio Dee Jay, tanto da fondare [Radionauta], che potremmo definire la mia prima esperienza di blogging. Ma di questo si ve ne parlerò più avanti… Devo solo aprire una scatola 😉

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  3. Pingback: I miei anni ’80 | ilibridisandra

  4. Wè, potevi venire ad avvisarmi!! 🙂
    Grazie per aver continuato il mio tag, davvero!
    Sui programmi tv di intrattenimento, è vero che quelli anni ’80 era “stupidi”, ma lo erano in modo naif, semplice e senza pretese. Lontanissimi da quelli di oggi. Era evasione pura e sincera.

    Moz-

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    1. Ops, ho messo solo il link al tuo blog, credevo bastasse, sorry!
      L’idea del tuo tag è davvero carina, un tuffo nel passato piacevole e liberatoria. Certo programmi semplici nella loro sciocchezza, che permettevano risate di cuore, che infatti ricordo con una certa stretta di cuore. Certo rivisti con gli occhi di oggi, aiuto!

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      1. Eheh, chiedevo di essere avvisato così da poter leggere i vostri post, anche di blogger che non conoscevo (come te). Mi fa piacere che il tag sia arrivato così lontano, sono soddisfatto.
        Dopo l’estate replico con gli anni ’90 allora! 🙂

        Tornando alla tv: preferisco comunque quel trash genuino e bambinesco dell’epoca piuttosto che quello odierno, davvero “cattivo”…^^

        Moz-

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