Family sitcom23

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Oggi, caschi il mondo, vado a camminare.
Avete presente le ultime parole famose? Ecco, uguale.
Sensi di colpa a parte per non darmi abbastanza da fare per la prova costume, per aver gradito troppo gli ultimi pranzetti in famiglia e continuare ad amare follemente il cioccolato, è forse tutta colpa della primavera ma sento forte il desiderio di uscire e riprendere quello che un tempo era il mio passatempo preferito. Camminare.
Certo attrezzata si intende. Mp3, felpa, cellulare, scarpe comode, e un timido sole.

R-Che fai allora oggi?
N-Pensavo di andarmene in giro per le campagne.
R-Non ci credo, vai di nuovo a camminare?
N-Sì, avevano messo brutto tempo, ma c’è il sole vorrei approfittarne.
R-Bello, potessi verrei anche io, invece mi tocca.
N-Eh ma in questa casa qualcuno che si sacrifichi per tutti ci vuole.
R-Gira il coltello nella piaga, gira.
N-Dai su, che stiamo entrando nella bella stagione.
R-Mhh, sarà, per me sono tutte uguali.
Lavorando in effetti non è che poi le stagioni siano tutta questa meraviglia di cui godere. Lo capisco specie se il traffico aumenta, se il caldo soffoca, se tocca lavorare, insomma cambia poco. Fortunata io.
Un bacio al volo e lo vedo uscire seriamente desolato per consapevolezza di sorte diversa.

Solo che prima di mettere in pratica le intenzioni sistemo le camere da letto, il bagno, pulisco la gabbia dei topini, mi connetto un attimo per rispondere alle notifiche più importanti, lavo i pavimenti e… Si son fatte le 10. Urca!

Infila le scarpe, la felpa, le chiavi, in tasca le diavolerie moderne per avere dietro quello che serve e in un soffio sono per le scale ad assaporare già la libertà. Supero il tratto di strada dove i camion e le auto come missili stanno giocando a chi corre di più e sfido ogni specchietto rasentando al massimo il guardrail, poi finalmente arrivo per la salita da premio nobel a iniziare il mio percorso. Fiatone.
Sono davvero senza allenamento, nonostante vada in montagna la domenica, ma a passo non spedito con i bimbi al seguito e sono più le fermate dei passi.

Tutto intorno è esplosa la bomba della primavera e fanno capolino tanti fiorellini selvatici di cui ignoro il nome. Mi inoltro tra gli ulivi. La musica impera sul fiato e mi dà il passo veloce per inerpicarmi tra le scorciatoie dei campi. E’ sempre più intenso e sento il beneficio delle gambe in tensione a ogni falcata decisa. Salgo, saltello, ballo, mi sento leggera e comincio a far scivolare via i pensieri. Loro escono da ogni respiro per far entrare aria pulita.

Li conosciamo tutti i benefici del camminare, dicono addirittura allunghi la vita, sarà io so che la rende migliore nel momento in cui coincide con il desiderio impellente di uscire e mettersi in ascolto ed è gratis!

Cammino, una goccia. Cosa succede al cielo che di colpo è più grigio? Dove ha nascosto il sole?
Cammino, è finita la salita, arrivo in un pianoro che conosco, poco più in là c’è una stalla solitaria con gli animali. Non sbagliavo, bruca tranquillo un asinello. Mi vede, mi ignora, continua a brucare. Bello l’asinello. Vado oltre, più gocce, no non va mica bene così. Torno indietro, la strada altrimenti diventa troppo lunga. L’asinello stavolta mi nota, mi fissa, mi segue. Lui nel suo recinto sopra strada, io per il mio percorso. Mi chiama.
N-Ciao bello, fatti accarezzare, che morbido sei. Hai fame?
Lo so state per dire io sia matta, ma fa un cenno con la testa che pare un sì. Raccolgo erba e fiori edibili e glieli porgo. Gradisce. Mi fa di nuovo il verso.
N-Ancora?
Raccolgo e porgo, raccolgo e porgo. Lui mangia delicato mostrandomi ogni tanto i suoi dentoni e facendosi accarezzare a mio piacimento.
N-Devo andarmene, mi spiace, ma prometto che torno e ti porto una mela, va bene?

Avete mai guardato a fondo gli occhi di un asinello? Sono quanto di più dolce esista, profondi e silenziosi come pozze in cui perdersi.
Già mi manca, ma devo tornare indietro. Non sono nemmeno per la discesa che inizia seriamente a piovere. Ovvio mi stia bagnando: sono con la felpa, non attrezzata con k-way. Però sono felice, un passo dietro l’altro mi sento leggera e serena mentre il cielo ha deciso di piangere un po’. Non mi posso nemmeno arrabbiare: le previsioni lo avevano detto. Assaporo già la doccia calda e la crema profumata in cui coccolarmi mentre un camion simpaticamente decide di inzupparmi di più. Credo di avere i piedi stile paperella annacquati e di aver battezzato il mio ritorno a camminare come si comanda.

Solo un piccolo neo in tutto questo, mi è venuta una fame che sto già assaporando una bella crepes con marmellata come premio post doccia. Sì, mi sa che quest’anno la prova costume la supero anche io con la simpatia e sinceramente mi importa proprio poco!😜

16 pensieri su “Family sitcom23

  1. Gli adorabili asinelli piacciono tanto pure a me.
    Ormai da qualche anno sono una finta magra, da che ero magrissima, ci ho sofferto un po’ e so che basterebbe eliminare i carboidrati la sera e puf per incanto qualche chilo sparirebbe, ma sai che ti dico? Faccio mia la tua frase che supererò la prova costume con la simpatia, e se qualcuno vuole soffermarsi sul mio punto vita, faccia pure io la gente la guardo in faccia, di solito.

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  2. Anche a me è successa una cosa del genere.

    Dopo mesi in cui stavo piu’ di 12 ore seduto, davanti a un pc e in auto, decido di tornare a fare due passi, come quando riuscivo a respirare bene.

    Nel momento esatto in cui raggiungo l’altra parte del parco… Inizia a piovere!

    Correre fu inutile. Dovetti accendere il riscaldamento dell’auto per asciugarmi alla bene meglio.

    Alla fine tornai a casa come un pulcino bagnato.

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  3. Quando ho iniziato a camminare a gennaio ricordo freddo polare, io imbacuccata sotto la softshell, il ghiaccio delle piccole pozzanghere che scricchiolava sotto i miei piedi. Ma sono sempre stata attenta al meteo (uso il radar della protezione civile, se non vedo cielo sgombro per almeno 300 km non vado). E dopo mesi così quand’è che ti frega? Al 7 di maggio, con tutte le previsioni di sola nuvolosità e tu vai a correre una maratona di 8 km.
    Freddo, aria gelida, noi con le magliette maniche corte perchè al primo giro del Prato fanno le foto e i video. Appena finito il giro, giù acqua!! Per tutti gli altri 7,5 km…tra i ciottoli e i sanpietrini del centro scivolosi, con scarpe non adatte alla navigazione! 😛
    Più di qualche volta ci siamo salvate il fondoschiena al braccio dell’altra.
    Ma è andata. 6.500 donne, tutte in rosa! L’anno scorso eravamo 5.800, l’anno prossimo puntiamo alle 7.000 a questo punto! Ma bisogna fare un contratto serio con quelli là di sopra per avere il sole, caspiterina!! 😉

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    1. Ho visto le foto della bella manifestazione, peccato davvero che il tempo non sia stato clemente, certo che poteva anche trattenersi per l’occasione. Quindi 6.500 donne in rosa a sfidare il tempo per dimostrare che sotto la gonna c’è di più. Complimenti a tutte!

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