Family Sitcom 22

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Tra i miei vizi da casalinga quello di stirare non è proprio al primo posto perchè, diciamolo in tutta tranquillità, non è poi tanto divertente. Ore interminabili a vaporizzare, piegare, eliminare pieghe, girare, capovolgere, bruciarsi… Eppure c’è chi lo fa per lavoro e chi lo salta a piè pari, insomma è un mestiere con odi et amo di ogni livello.
Ma visto che proprio non ce la faccio ad andare in giro indossando cose solo piegate, mi domando se la colpa sia da imputare a quando ho imparato stirando i fazzoletti con il ferro scaldato sulla stufa, e di averlo ormai nel dna.

(Fortuna che poi i fazzoletti sono stati sostituiti con quelli di carta usa e getta e le calze sono per lo più sintetiche, come la maggior parte del vestiario, e stirare si è alleggerito di parecchio. Comunque, una volta a settimana mi tocca. Ebbene sì, mi tocca.)

La sedia su cui piego le numerose lavatrici asciutte, che tutti e quattro contribuiamo con grande impegno a rendere copiose, ogni tanto mi strizza l’occhio facendomi intendere di non essere un armadio richiamandomi all’ordine e allora mi decido: mattinata dedicata allo stiraggio. Come se mi stessi attrezzando a una epocale impresa, arraffo gli attrezzi sparsi per la casa: asse, ferro, acqua distillata e pazienza, tanta, dispersa in ogni dove. Però spesso non la trovo, come la voglia e allora sono guai. Perché nulla è peggio dello stirare contro voglia.

Così mi viene in soccorso una bellissima invenzione: la tv contenitore di film da vedere nel momento preciso in cui ne senti una disperata voglia (io ho Timvision grazie all’adsl di cui era pacchetto). Detto fatto chiedo al trabiccolo di mostrarmi cosa abbia in serbo per me e persa nel variopinto assortimento, prediligo film particolari a quelli esilaranti e poco impegnativi.
Così il tempo mi scivola che è un piacere, e la pila dalla sedia si trasforma in una città di piccole case ordinatamente costruita sul tavolo. Grattacieli, villette e tante case popolari.

Questo è l’unico trucco per sopportare il vizietto. E ovviamente da qui nascono interessanti riflessioni. Secondo voi il fatto che scelga sempre film in cui, invece di inumidire maglie e pantaloni con lo spruzzino, bastano le mie lacrime, ha un qualche motivo? Non è che poi io lo sappia in anteprima o lo abbia letto nelle informazioni generali, che supero a grandi falcate. Si tratterà di propensione inconsapevole? Perché scelgo trascinata da una momentanea attrazione, non da “ne ho sentito parlare”o “mi hanno detto che è assolutamente da vedere”…

Se di fatto entrasse qualcuno in casa nel momento in cui, persa nella trama del film mi muovo da automa alzando e strisciando il ferro come se fosse telecomandato, riderebbe a crepapelle. Succede anche me ne stia come un ebete con il ferro in mano per minuti, talmente presa dalla scena da non capire più di avere un compito da svolgere. Allora lì avrebbe seri dubbi sulla mia serenità mentale.
Capitemi quindi, quando affermo di non essere normale, scommetto nessuno fa come me. Se stira, stira e basta e magari anche veloce per levarsi l’impiccio. Oppure al limite parla al telefono con il viva voce, o ascolta musica, ecco insomma, cose più normali di una full immersion nella magia di un bel film.

Giusto per darvi un’idea gli ultimi due in cui mi sono persa sono stati: La corrispondenza e Hachiko-Il tuo migliore amico, in cui l’amore è protagonista assoluto in trame spietatamente avvolgenti. Nel caso in cui ancora non li aveste visti, ve ne lascio il trailer, guardateli è un consiglio spassionato perché meritano davvero. Non ve li racconto quindi, nè vi anticipo nulla, ma come per le letture che mi chiamano e lasciano senza parole, quando mi capita con i film sono sempre a chiedermi infinità di cose. Ad esempio mi pare chiaro che l’inafferrabilità di molti eventi metta in moto rotelle assopite e attragga come una calamita un sacco di gente. Per un istante si instaura quell’affinità incredibile e sottile che fa dimenticare di essere sperduti in problemi insormontabili, o con le ali tarpate a piangersi un po’ addosso.

Però la prossima volta prometto scelgo un bel film da ridere di quelli stupidi, ma talmente tanto da non ricordare sui titoli di coda nemmeno più  i protagonisti. Intanto anche per questa settimana ho stirato tutto, e mi è passata in un lampo 😉

16 pensieri su “Family Sitcom 22

  1. La corrispondenza si svolge sull’Isola di S. Giulio (Lago d’Orta) per cui ci tenevo a vederlo, ma quando l’hanno trasmesso una sera, non molto tempo fa, mi è venuta un’ansia tremenda e ho chiuso tutto. Io non stiro davanti alla tv, temo mi distrarrei e impiegherei il triplo del tempo.

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  2. non sapevo che stirare fosse un vizio 😀 Per mia moglie è una tortura ma forse se la torturassero starebbe meglio che non stirare. Sei brava a non bruciare nulla col ferro mentre ti guardi Timvision.

    O.T. Timvision l’ho avuto anch’io nel pacchetto ma non ho mai capito come attivarlo. Avrebbe dovuto essere gratis ma pretendeva sempre dei soldi. Ovviamente l’ho mandata a quel paese, anche perché non amo guardare i film.

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    1. Esiste anche la versione a pagamento, io ho una fetta gratis che mi permette ampia scelta, tra programmi, serial tv, film. Alle volte è vera manna per sopperire alla mancanza totale di scelta adatta ai bambini in televisione, o per trascorrere il tempo del vizietto in buona compagnia.

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  3. Conosco solo una persona che stira e basta: una mia amica che si mette lì, in silenzio e stira.
    Per carità! Se penso a quante camicie mi tocca levigare: io stiro con le cuffie alle orecchie. Musica. Quando aiutavo mia mamma, ancora “carusidda”, allora sì che mi vedevo i film in tv. Senti che ti sto per dire: io mi sciroppavo Rosamunde Pilcher! Ahaha. Io stiravo e mia madre sul divano a commentare storia e personaggi. Però erano bei tempi, se non altro si era più giovani! 🤗

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    1. Mia madre adorava La signora in giallo, insomma siamo lì… ma in effetti ora recuperano il sapore delle belle cose fatte insieme.
      Però bella anche l’idea di sentire la musica in cuffia e stirare a ritmo di quello che risuona dentro! Vedi ognuno questo vizietto obbligatorio lo sopporta come meglio può.

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  4. Stiro ridotto al minimo indispensabile. La tentazione di accendere la tv ce l’ho anch’io, e nonostante abbia film in arretrato per i prossimi cinque anni, mi limito a vedere cosa c’è nei canali standard, quasi sempre qualcosa di già visto di cui mi rivedo piacevolmente qualche scena. Ma se sono in corsa o silenzio assoluto (tanto in condominio c’è sempre qualche telefonata interessante fatta da chi non sa di essere sordo) oppure cuffiette e musica dance!

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