Così passano le nuvole

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Un giorno per caso, sfogliando i blog che seguo, incontro su Anima di carta di Maria Teresa Steri  il libro di Elena Ferro “Così passano le nuvole”, pubblicato nel 2014. E’ un vero e proprio colpo di fulmine. Mi piace la copertina, mi piace il titolo, mi piace il nome della protagonista, la sinossi, la storia, insomma non ho scuse e lo compro. Tempo tre giorni tre, Amazon me lo consegna a casa e… 

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Così passano le nuvole è la storia di Luce, donna bella e intelligente ai vertici di una grande multinazionale che a Torino gestisce i servizi idrici dell’area metropolitana. Realizzata e sulla cresta dell’onda con una vita perfetta. O quasi. Se non fosse per quelle ‘piccole’ difficoltà nelle relazioni con gli uomini e la sua incapacità di amare. La realtà incombe e quando l’amore (e la politica, suo malgrado) irrompe nella sua vita scopre di essere costretta a procedere verso una meta che non riconosce più, prendendo decisioni che la metteranno davanti a difficili decisioni. Sarà per il dolore che investe la sua famiglia invece di travolgerla, a darle forza e coraggio per cominciare a vivere. Luce appartiene a una generazione che non si identifica più nei modelli esistenziali del passato e come alternativa, in questo transito così complicato, fatto di emozioni, tradimenti e smarrimenti, scopre che l’unica soluzione sia restare fedele a se stessa.

Quindi l’amore a prima vista mi ha condotto qui, a consigliarlo anche a voi. A farlo senza dire nulla all’autrice (che dopo poco tempo ho conosciuto e a cui ho espresso il mio vivo apprezzamento e seguo sul suo blog Volpi che camminano sul ghiaccio) un po’ per essere una sorpresa, di quelle che restituiscono una parte della soddisfazione del piacere di scrivere, un po’ per essere in linea con la mia anima istintiva che prima fa e poi riflette. E poi perché leggere questo libro è stato talmente piacevole che sarebbe scorretto non parlarvene.

L’ho trovato ben scritto, capace di farmi immergere nella sua storia, di accompagnarmi per pagine e pagine fino a prendermi sotto braccio per condurmi un po’ più in là. O forse un po’ oltre, proprio dove passano le nuvole, insegnandomi a vedere con altri occhi le cose che si rischia altrimenti di lasciar scivolare. Mi ha parlato con delicata chiarezza della vita, dei suoi momenti complicati, senza indorare mai la pillola, ma raccontando il solo modo per superare tutto: affrontandolo.

La protagonista Luce, riesce a catturare molto bene la determinazione e le fragilità come prototipo della donna in carriera, lasciando intravedere un cuore predisposto alla felicità nonostante le continue ferite e i colpi bassi della vita restituendo fiducia e ottimismo a chi si identifica in lei. Una donna sulle prime davvero irraggiungibile in cui parrebbe difficile immedesimarsi: proveniente dalla borghesia di Torino, con una posizione lavorativa invidiabile che le permette una vita lussuosa, un’esistenza piena di lavoro, carriera, ambizione, indipendenza, certezze e invece… Invece la vera Luce si scopre pian piano, facendo scivolare la maschera di una donna con la corazza, perfetta per scatenare una sana invidia, riscoprendo l’animo di una persona nè più nè meno come tutte: alla ricerca di sè, del proprio equilibrio e della propria realizzazione, vera.

Ma non è l’unico personaggio o aspetto del romanzo ad avermi colpito. Delicatezza è la parola giusta per definire la sensazione che mi ha accompagnato mentre leggevo le parti che potevano essere più spinose. Delicatezza e garbo che fanno apprezzare ancora di più le tematiche e le percezioni sottili dei personaggi. Infatti con queste due indiscutibili doti ne tratteggia altri, quali il fratello di Luce, Fabio, professore universitario precario che vive la sua omosessualità senza riconoscerla, e che scopriamo gravemente malato e seguiamo anche nelle fasi più dolorose; o Maurilio l’uomo con cui intraprende una relazione clandestina capace solo di costringerla a lunghe serate solitarie, troppo preso dalla sua personalità rampante per capire quanto perde e quanto calpesta; o l’amica Sabrina, che pare leggerle dentro sempre pronta a sostenerla nel tentativo di risvegliarla dal torpore in cui si ostina a vivere; o l’uomo misterioso che incontra al parco degno della penna di Zafron, così enigmatico eppure così percepibile. E sì, quando parlo di delicatezza intendo la capacità di regalare alla storia un’eleganza tale da rendere tutto leggero quanto profondo. L’autrice c’è riuscita dando il titolo perfetto, al tutto.

So di avervi incuriosito il giusto, so di avervi spinto esattamente là dove sono giunta anche io, proprio sulla decisione di acquistare il libro (potete farlo cliccando direttamente qui) e farlo diventare la prossima lettura. Non ve ne pentirete, parola mia.

 

19 pensieri su “Così passano le nuvole

  1. Eh, ce l’ho lì in lista il libro di Elena. Poi adesso mi aggiungi pure l’uomo misterioso al parco…non so mica quanto altro resisto!
    Bisogna trovare il sistema che per ogni libro acquistato si aggiunga in automatico il numero di giorni di vita per leggerlo! Minimo minimo dovrei arrivare a 115, direi! 😀

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    1. Ciao Barbara, allora affrettati a consumare la lista! Poi alla fine, quando l’avrete letto, facciamo il gioco del “Chi è l’uomo del parco?”. L’uomo misterioso infatti ha un’identità precisa, solo che non la vuole svelare a tutti … 😉

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    2. In effetti quello che gioca forte è la curiosità per scegliere tra le lettura a disposizione. Io ne comincio ad ammucchiare troppe, e devo assolutamente devo, smettere per un po’di comprare nuovi libri, ma tanto lo so che non lo farò…

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  2. Cara Nadia, che splendida sorpresa! Arrivare a casa dopo una giornata piena, scorrere le mail e leggerle, una ad una, e poi scorgere tra le altre quel titolo che ti suona tanto familiare.. Ma certo, è il tuo!
    E poi scoprire che uno dei blog che segui, che apprezzi e di cui ti appresti a leggere l’ultimo post ti ha recensito, cogliendo gli aspetti più intimi del tuo scrivere e della storia Che dirti se non un gigantesco grazie. Un pensiero gentile e generoso, “Una sorpresa di quelle che restituiscono una parte della soddisfazione del piacere di scrivere”. E’ proprio come dici, il gesto donato inaspettatamente vale il doppio.
    E’ il caso di dire che sono sulle nuvole…. 🙂

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