On writing di King 1

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Capita a 43 anni suonati di mettersi a studiare. Prendere matita, righello, carta e penna e fare luogo di oblio la stanza. Silenziare il telefono, spegnere il computer, lasciare il mondo fuori e prendere in mano come un trofeo quel tomo su cui troneggiano tre colori e un titolo. On Writing di Stephen King.
Affondo nella lettura delle prime pagine e mi do una pacca sulle spalle per destarmi. Ferma. Non è da ingoiare così. Stai studiando, ricorda.

Non è affatto semplice. Da una parte ci sono da tenere a freno le mie emozioni, la voglia di divorare un libro che da tutti è definito “da leggere assolutamente”, il bisogno di conoscere questo “genio”, dall’altra la mente analitica che deve soffermarsi sui concetti, assimilarli e rielaborarli.
Per questo matita e righello sono essenziali. Devo, assolutamente devo, lordare le pagine con il tratto grigio del lapis e fermare i concetti che nel discorso hanno bisogno di emergere.
Un po’ come quando andavo a scuola e nel silenzio della mia camera passavo ore a trascrivere concetti per poi restare con lo sguardo vacuo a farli saltellare dentro la mente.

Dopo le prime pagine sono completamente assorbita dalla personalità forte di King, ma le lacrime non possono fare a meno di scivolarmi giù. Sarà anche vero che la sua autobiografia diventa metanarrazione, ma io a certe storie reagisco così, percependone in pieno il dolore.
Segno da brava studentessa le frasi che meritano venire ricordate come: “La vita non deve essere di sostegno all’arte ma viceversa” o “L’unico modo di andare avanti è andare avanti.” Lo so ne avrete già sentito parlare, magari qualche citazione in giro per la rete, ma fanno sempre il loro effetto e le riporto qui. Anche se non sono inerenti allo studio che ho intrapreso, o meglio sì perché studiare il mestiere dello scrittore è anche entrare dentro all’essenziale.
Così mi precipito nel folto del libro. Voi di certo lo avrete letto tutti, sono rimasta l’unica sigh sospetto, ma meglio tardi che mai. Lo avrete assaporato, ingoiato, studiato, frammentato, dissezionato, odiato, amato… bè insomma a ognuno il suo e poi rimesso in libreria a prendere polvere. Ci scommetterei. Perché è lì che finiscono i libri una volta che pare non abbiano più nulla da offrire. Avrei deciso di usarlo come talismano invece tenendolo sempre vicino a me, un po’ sul comodino, un po’ sul tavolo da lavoro, accanto al pc. Sì nella speranza che per osmosi trasferisca il suo sapere all’aria che mi sta intorno. (*illusa!)

Non voglio annoiare nessuno, specie se lo avete già digerito. Non restate dunque qui perché parlerò di quanto, invece per me, tra le pagine siano racchiusi i consigli veri, altro che le millantate scorciatoie proposte un po’ ovunque per ergersi a scrittori.

Ve lo lascio in calce il piccolo decalogo:
1 Scrittori si diventa.
2 Ci vuole talento ma non basta.
3 Ci vogliono lavoro e studio.
4 Serve consapevolezza per trasferire attraverso la scrittura le emozioni al lettore.
5 E’ indispensabile la cassetta degli attrezzi.
6 Tieni sempre con te il vocabolario.
7 Impara a conoscere bene i verbi.
8 Componi dialoghi onesti.
9 Evita l’ostentazione.
10 Sii coerente.

Non ultimo a postilla di tutto: leggi e vivi.

E’ ufficiale condivido ogni punto e mi accingo a proseguire la profanazione delle bianche pagine.
Mai studio è stato più coinvolgente.
Potrei davvero sommergervi di quanta profonda infusione di saggezza ci sia in queste pagine, potrei snocciolarvi tutti i consigli che elenca o che per molti sono scritti tra le righe, ma dovete promettermi che se li troverete interessanti e vi faranno scattare la famosa scintilla correrete a leggervi il libro per intero, perché gli stralci forniscono un’idea ma nella sua interezza apprezzerete meglio il senso.
Dunque mi accingo a raccontarvi quel che io, lettrice famelica, ho notato siano vere chicche da disperdere nel web.

Innanzi tutto mettetevi l’animo in pace perché, ce lo assicura proprio lui, che scrittori si diventa e si tratta di un vero e proprio mestiere, in diversi modi, come omettendo parole inutili. E poi tornate con i piedi in terra perché sappiate che scrivere è umano e editare divino, quindi lasciate a ognuno il suo lavoro. Ma se non bastasse sappiate anche che:

“Non esistono un Magazzino delle Idee, un Supermercato delle Storie o un’Isola dei Bestseller Sepolti. Le buone trovate nascono quasi letteralmente dal nulla, piovendovi in testa da un cielo all’apparenza limpido: due pensieri in precedenza disgiunti si uniscono, creando qualcosa di nuovo sotto il sole. Il vostro compito non è mettervi a caccia di certe illuminazioni, ma saperle riconoscere quando si presentano.”

Non so voi, ma io già con solo queste certezze mi ritrovo più serena e sicura.
Poi, se ancora avete bisogno di venire tranquillizzati, vi offro le parole che lui stesso cita di Gould:“Scrivi con la porta chiusa, correggi con la porta aperta. All’inizio crea qualcosa per te, che poi però segue una sua strada nel mondo. Dopo avere individuato una storia valida e averla buttata giù al meglio delle tue possibilità questa appartiene a chiunque voglia leggerla. O criticarla. Se sei molto fortunato saranno più i primi dei secondi.”

Insomma qui ci sono i fondamenti che aiutano a capire di che pasta si deve essere fatti, scrivere è un mestiere a tutti gli effetti che pone davanti a certezze assolute. King le svela. Se siete tanto curiosi e temerari, vi aspetto la prossima puntata.

20 pensieri su “On writing di King 1

    1. Bene, mi fa piacere avere una compagna di banco come te. King è davvero interessante e in questo libro a tutto tondo, sia nel suo privato che nella sua professione e leggendo mi sono spesso detta: se è riuscito lui, possono davvero farcela quelli perseguitati dalla sorte avversa, basta che sia un obiettivo!

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  1. Sono pochissimi i libri che sottolineo (e quindi decido di tenere per sempre) e questo è uno di quelli. Ha rivoluzionato tutto quel che credevo, sbagliando, su King stesso. E penso che vada anche riletto, di tanto in tanto.

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    1. Devo darti atto di essere uno dei motivi per cui ho deciso di acquistare la copia cartacea del libro, dopo aver letto sul tuo blog quanti importanti consigli ci fossero, mi sono decisa. E ne sono davvero felice perché in effetti ora capisco molte più cose sulla scrittura.

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  2. Sono debitrice di molte cose a questo libro. Prima tra tutte l’avermi spinta a guardare alla scrittura come una materia di studio, cosa che prima non avevo mai preso in considerarzione. Per il resto, al di là dei buoni consigli che offre, ho apprezzato molto l’intreccio con la vita personale e le emozioni che sa scatenare (le tue lacrime lo provano). Dopo tanti saggi sulla scrittura letti o leggiucchiati, devo dire che sono in pochi quelli che ti restano in qualche modo dentro. Forse ci sono testi più preziosi da un punto di vista tecnico, ma questo offre una base di partenza di grande valore proprio perché parla al cuore dello scrittore.

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    1. Vedi, sei l’ennesimo esempio di come questo libro racconti a ognuno il suo fulcro in modo che poi le idee si chiariscano e si focalizzino sull’essenziale. Io non ho letto altri saggi sulla scrittura, e forse non lo farò perché qui credo ci sia davvero tutto: la regola e l’esempio con la vita reale, con le difficoltà. Inutile dire che lo rileggerò e lo rileggerò ancora e ogni volta sarà diverso.

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  3. Ti ringrazio Nadia per questa segnalazione. Credo che nella mia vita ci sia solo una cosa che è stata sempre con me oltre alla scrittura ed è la passione per la conoscenza. Perciò anche questo libro va in lista, sperando che il tempo mi regali le ore che mi servono. Perché se c’è una cosa di cui mi rammarico spesso è di non poter conoscere bene che una cosa alla volta

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    1. Io erano mesi che mi dicevo lo devo leggere e non trovavo mai il momento, poi puf un giorno ho avuto l’impellente necessità di comprarlo e come tutte le cose combinate a dovere trovati uno dietro l’altro gli intervalli di tempo da dedicargli a dovere. Inutile dire che nulla succede mai per caso, nel frattempo che questo accada anche a te, ci sono altri due appuntamenti in cui svelo il più possibile, quindi un piccolo bignami tanto per cominciare e nel caso trovi anche su webnauta un ricco riassunto. http://www.webnauta.it/wordpress/on-writing-stephen-king/

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  4. Beh! qualcuno non l’ha ancora letto. Sono io. Di King ho letto tutta la sua prima produzione, diciamo fino a IT poi ho smesso. Non mi attirava più.
    Le citazioni riportate sono frutto del buon senso.
    Dunque sei tornata a scuola. Sarà perché mi sento sempre a scuola, ho sorriso sul tuo esordio.

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    1. Da una parte mi rincuoro a scoprire di non essere l’unica a non averlo letto e che si sia sempre in tempo per farlo. E’di certo un libro denso di buon senso e di esperienze di vita che lo rendono davvero guida per il mestiere dello scrittore.
      Ci sono momenti in cui vorrei davvero tornare a studiare, ma non essendo più compatibile con l’energia e il tempo a disposizione mi dedico a questi studi fai da te davvero molto piacevoli, e no non esiste età per rimettersi in pari 😉

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  5. Pingback: On writing di King 2 – svolazzi e scritture

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