La custode delle api e del miele

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Sento aria di primavera, presto noterete altri cambiamenti sul blog, ma oggi nasce una rubrica nuova, che parla di libri, e a prima vista potrebbe anche apparire una recensione, ma in realtà è solo il mio modo di intenderli. Quindi alternato alle interviste troverete lo spazio “Consigli di lettura” a farvi compagnia.

Inizio in un modo che non vi aspettereste mai, ma segue la realtà dove davvero tutto inizia così.

Tempo di regali, Natale. Cosa posso regalare a una mamma che gradisce tutto, ma dall’alto della sua sessantina desidera solo vedere i nipoti sereni e la vita scorrere leggera? Un buon libro, di quelli che accarezzano l’anima. Ora sapete benissimo che di libri ne sono piene le librerie, di ogni gusto, ogni forgia, ogni… tutto. Non è facile colpire nel segno, eppure scelgo attratta dal titolo, dalla copertina, dall’idea che sarà una gran bella storia, come se la intuissi. Regalo scelto, impacchettato pronto per venire recapitato. Una settimana dopo la sua telefonata.
< Ma lo sai che libro mi hai regalato? > Un po’ preoccupata mi comincio a domandare se il sesto senso mi abbia per caso abbandonato e resto sospesa in attesa. < La scrittrice è sarda, come me. Parla della mia isola è un libro bellissimo, tanto che mi pareva di essere là a piedi nudi a calpestare l’erba… > Guarda a volte il caso. Ma non era il sesto senso? Vabbè! E il resto non ve lo anticipo perché è proprio lei, la mia mamma, a fare la recensione di questo libro a dir poco magico.

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“ Ho finito di leggere il mio regalo di Natale “La custode del miele e delle api”! Dalle prime pagine ho avuto il presentimento di conoscere questo mondo che un po’ mi appartiene, solo il blocco iniziale per la paura di vespe e api mi ha trattenuta, infatti sulle prime mi sono detta: forse non è per me. Poi addentrandomi nella lettura mi sono sentita trasportare in un tempo lontano, nei profumi del passato, nelle vecchie tradizioni, quasi a renderle palpabili e ho abbandonato le ritrosie. Il momento magico dell’impasto del pane, dello stare insieme per tramandare le usanze, la complicità delle donne che con l’orgoglio sardo nella mimica facciale insegnavano il tempo del Sì e quello del No. Il nettare degli Dei, come era chiamato, che veniva donato negli avvenimenti più cari, spalmato sul pane e lavorato nei dolci. Quanti ricordi ha saputo trasmettermi questa scrittrice, anche quello dell’allontanamento dalla terra natia: tra i più dolorosi, visto che ho a mio tempo lasciato l’adorata nonna.
Una storia mista a verità fresca e piena di ricordi, nella descrizione realistica dei particolari mi ha permesso di sentire anche il fruscio delle gonne antiche, facendomi tornare con i piedini scalzi per il paese insieme a fratelli e cugini. Un bellissimo libro, un bellissimo dono che mi ha reso estremamente felice.”

Potete immaginare se, dopo aver letto queste parole scritte a mano su un biglietto infilate nel libro, non mi sia venuta la pelle d’oca insieme al desiderio folle di appurare fosse tutto vero. Perché insomma, sarà pure che il nome dell’editore fa da garanzia, che uno staff di tutto rispetto e un’autrice con la A maiuscola abbiano pubblicato un libro ben scritto, originale etc, etc, ma se una conterranea afferma che le si sono mosse le corde del cuore, dentro devono esserci anche tanta verità e sentimento.
Tutto vero.

Al mio solito ho atteso ben poco prima di lasciare cadere le riserve e farmi trascinare dalla protagonista nel suo mondo. Riserve date dai preconcetti che romanzi tematici possano essere noiosi, o che le storie scritte da donne siano eccessivamente cosparse di melassa. Insomma! Io amo la narrativa femminile e qui si parla di miele (un prodotto naturale che adoro) quale miglior connubio? Quindi, per merito di una scrittura piacevole e accattivante, girate poche pagine Angelica è diventato un personaggio curioso da seguire nel suo mondo fatto di natura, sentimenti e informazioni a me sconosciute. A ogni capitolo una tipologia di miele diverso che ne racconta le qualità, ne tratteggia i poteri, mi ha insegnato ad apprezzarne la varietà e non solo. Come in tutti i bei libri che si rispettano ho ritrovato quelle poche ma importanti cose che la vita offre, celate tra le righe cucite nella storia come se nulla fosse.

Un esempio? Queste frasi che, anche estrapolate dal testo, mantengono il sapore di un consiglio saggio sempre attuale: “Non affannarti, ninnia, troverai le risposte alle tue domande quando sarai pronta ad ascoltarle. Non un minuto prima. Non ti servirebbe farlo, perché non saresti in grado di capire.” Non vi pare che una voce saggia ve lo sussurri nell’orecchio mentre vi accalorate cercando di accelerare gli avvenimenti?

E poi, che mi crediate o no, in un percorso preciso l’autrice mi ha condotto nell’animo puro dell’Isola. Nell’esplosione di enfasi nell’unione di intenti femminili, dove “la rabbia si alterna alla profonda indignazione” perché come dice lei stessa “si vive condividendo. Si prospera allo stesso modo” e “il mondo cambia a seconda della prospettiva con la quale uno lo guarda”. Quindi sono volata proprio là, in Sardegna, alla scoperta di un mondo magico dove l’uomo è unito alla natura in un mistero che solo gli animi più sensibili sono in grado di comprendere.

Se vi state chiedendo di cosa parli questo libro oltre ad api e miele, ve lo dico subito, ma non facendo uso di sinossi o trama copiata da altri siti (no, lo sapete che non è da me).

Di amore. Amore puro per la propria terra, per le passioni quelle viscerali, per le cose da difendere, per la famiglia, per i ricordi. Amore insomma, quello vero.
C’è una storia d’amore tra i due protagonisti: Angelica e Nicola, tra cui “niente è facile. Erano entrambi adulti, erano pieni di cicatrici, erano diversi.”  che solo nella parte finale del libro capiscono di essere l’uno la parte altrui dell’anima, ma non aspettatevi sdolcinatezze o ovvietà, solo realtà anche se non per questo meno bella.

E poi di sogni, di forza nel portarli avanti nonostante gli impedimenti, e quanta energia sia in grado di scatenare un cuore puro orientato a perseguire i propri obiettivi.

Insomma non solo alveari, non solo una storia travolgente e originale, ma un viaggio sensoriale in una terra dal cuore intenso come il vento che la percuote. Perché “Il miele è un concentrato di desiderio e di emozione.” E ogni pagina ne è piena.

Quindi vi consiglio davvero di leggerlo e lasciarvi trascinare in un mondo semisconosciuto, ricco e prezioso che dopo non potrete più far a meno di ammirare. E se non bastasse aggiungo che ben poco di quanto leggerete è pura fantasia perché l’autrice è una vera apicultrice, oltre che una coltivatrice di rose, capirete bene che definirla esperta sia il minimo.

Ovviamente pensavate mai che potessi fermarmi qui? Ho già pronto “Il giardino dei fiori segreti” per bissare l’apprezzatissimo incontro, ma prima di poterne parlare devo aspettare che la lettrice numero uno mi dica cosa ne pensa, in un orecchio mi ha confidato che Cristina Caboni è la sua scrittrice del cuore, quindi capite bene che tocca a lei la prima lettura.

12 pensieri su “La custode delle api e del miele

  1. chiarasole1981

    Avevo letto “il sentiero dei profumi”, ma non mi aveva convinta fino in fondo, proprio perché l’avevo trovato un po’ sdolcinato, un romanzo molto femminile. Però, vorrei dare un’altra chance a quest’autrice. Non sia mai che, prendendo confidenza con la sua scrittura, possa sentirmi maggiormente a mio agio. 🙂

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    1. Abbiamo iniziato da libri diversi quindi non so se cambierai idea o resterai della tua opinione. Cristina Caboni è sicuramente molto poetica e romantica quando scrive e sceglie argomenti a lei vicini, come fiori, natura, animali, a me ha conquistato ma in effetti avevo proprio voglia di entrare in un mondo così.

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  2. Io ho letto l’esordio “Il sentiero dei profumi” in anteprima per Ibs e devo dire che è scritto bene, il lettore si lascia trascinare, nonostante il tema non sia proprio nelle mie corde. Lo vedo come una lettera fresca ed estiva, ma non mi ha…sconvolto, ecco.

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    1. Sul “Sentiero dei profumi” non mi posso pronunciare anche se immagino si tratti di un percorso olfattivo particolare, sulla lettura fresca e estiva direi che allora coincide con il periodo verso cui andiamo e quindi si sposa a fagiolo. Sono curiosa di leggerlo, magari alternato ad un efferato giallo per godermi la tenerezza e il romanticismo che credo lo caratterizzeranno. Io amo la narrativa femminile e quindi non mi aspetto opere pesanti, ma ben scritte e piacevoli, emozionanti e con largo spazio di fantasia. Per quanto mi riguarda nel libro citato “La custode delle api e del miele” l’ho trovato quindi ne sono ampliamente soddisfatta.

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  3. Sono nata in un ambiente simile ,dove Api e miele non mancavano mai .la terra ,con tutti i suoi profumi,l’erba i fiori ..ruscelli freschissimi .. La custode delle api e del miele mi ha preso ,,leggevo fino alle 3 di notte . Bellissimo .Cristina Caboni ha uno stile che mi piace ,dolce ,intelligente ,romantica.

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    1. Benvenuta De Barba Irma. Sono felice del tuo commento perché ogni punto di vista del lettore è un valore aggiunto al libro, il solo fatto che ti abbia tenuta incollata alle pagine è come dire: Centrato il bersaglio ed il miglior complimento possibile.

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  4. Parla “di amore puro per la propria terra, per le passioni quelle viscerali, per le cose da difendere, per la famiglia, per i ricordi. Amore insomma, quello vero.”

    Vale l’amore pena leggerlo, forse, solo per queste tue parole.

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    1. Infatti ha un bellissimo sotto tema che offre proprio aria sia al personaggio che alla lettura, non è mai banale e soprattutto è uno spaccato di vita molto reale anche dal punto di vista psicologico, delicato e raffinato.

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    1. Grazie Elena, sai che nonostante sia un’autrice famosa anche all’estero e premiata con il secondo libro che devo ancora leggere, nemmeno io la conoscevo? E’ stata una piacevole scoperta davvero e sono felice di farne parte a tutti, è proprio una di quelle letture dolci e intense che mi andava di condividere.

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