Family sitcom 20

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Questa è una di quelle imprese in cui un istante dopo averle pensate vorresti fuggire a gambe levate, ma è sempre impossibile farlo.

Dalle istruzioni parrebbe semplice.
La pila perfettamente composta sembra promettere facilità e tempi stretti. Un solo foglio e tutto l’alfabeto ben sistemato sulle buste e bustine contenenti un intero ferramenta. Chi lo ha concepito ha una mentalità da applausi.
R-Mhh!
N-Non ti convince?
R-Qui se sbagli mi sa che non ne vieni più a capo e butti tutto.
N-Partiamo positivi vedo.

In effetti ogni parte del mobiletto che, da montato è esattamente quello desiderato, ha un bollino con appicicato una lettera e invisibili buchi in posizioni diverse. Nulla pare a caso e nulla sarà da prendere sotto gamba.
Ho in mano il foglio e provo a decifrarlo, stile Robert Langdon per intenderci, quando sotto la penna di Dan Brown deve sbrogliare l’enigma che salva Roma, o l’intero genere umano. Fino a che non esce il mio responso, stile estrazione del lotto.

N-A8
R-Giochiamo a battaglia navale?
N-No. A8 è la prima coppia che dobbiamo fare, poi B2 e C7 sono i laterali.
R-I testimoni vuoi dire.
N-Guarda che devi girare il pezzo come da disegno altrimenti poi è sottosopra, smettila di fare ironia che quando sbagli poi sono dolori e non lo mettiamo più insieme.
R-Adesso ne vuoi sapere più di me.
I loro occhi sbirciano da sopra il letto su cui si sono rintanati per vedere se facciamo il miracolo. Forse credono basteranno cinque minuti, o forse sperano di vedere alla velocità dei cartoni animati la distesa dei cento pezzi diventare solo uno. Tablet in mano e bocche cucite sollevano le sopracciglia ben sicuri che al primo fiato sia colpa loro, qualunque cosa vada storta. Io da parte mia devo fare incetta di pazienza e concentrazione per essere l’assistente perfetta (ah ah ah!) oltre che rassicurante. Certo ne ho montati a decine, giorni addietro per tenermi in allenamento!

N-Fai come vuoi, io credo che il disegno abbia il suo senso.
R-No se lo poi lo consideri montato.
N-Ma montato lo è alla lettera H qui parliamo di A B C.
R-Montatelo da sola visto che credi di sapere tutto.
N-Quanto sei antipatico.
R-Allora passami A e 8.

Giralo, stringilo, poi da parte di nuovo, messo di piatto, in verticale, montaci il carrello, no aspetta va nell’altro senso, vedi che è il retro? Ecco è il gemello. Guarda la calamita, avevo ragione, ora spostalo, prendi l’altro, le maniglie, ma la L è questa? E’ 9 o 6? Ormai è come se lo spirito del mobiletto ci avesse stregato. Ma chi lo fa per lavoro riesce a restare sano di mente?

P-Scusate devo passare.
R-Adesso?
P-Mi scappa la pipì, non posso farla sul letto.
N-Passa.
M-Ma ci mettete una vita a montarlo, anzi è ancora tutto smontato. Io credevo ci volesse meno, molto meno. Siete lenti.
Un’ora e trenta. Ho sofferto anche il più piccolo dei movimenti; ho morso la lingua almeno sei volte; mi sarebbe venuta voglia di strappare le istruzioni in tanti minuscoli pezzi; tornare indietro al negozio e pretendere vendessero solo mobili montati, oppure venderci insieme un notevole e capace montatore di Lego per adulti (anche di bello aspetto che non guasta); ho spedito le maledizioni egiziane a chi si è inventato questa punizione famigliare del “lo compro e lo monto da solo, cosa mai sarà?”. Alla fine il tappeto è disseminato di lettere e numeri giustamente accoppiate e pare anche felicemente. E dal pulpito mi sento dire anche che siamo lenti. Incenerisco il commento con lo sguardo.

N-Ora io direi o ci lasciamo perdere o cominciamo a dare un senso, montando il tutto, vedi M e N con 0 e 5 sono i lati, poi sotto questo e tutte le G del sacchetto diventa lo scheletro.
R-Proviamo, ma non mi convince, sono sicuro che alla fine devo smontare il carrello sul cassetto perché avevo ragione io. Ma le G sono chiodi o viti?
Piuttosto mi mangio le viti, ma giuro quel cassetto deve andare bene come dicevo io. Ormai è una questione di principio, la mia. Ho studiato nei dettagli la mappa, scansionato in tre d come verrebbe una volta montata e perso trentacinque minuti a convincerlo del senso.

N-Proviamo, al limite lo smonto io.
Incredibile, è una magia: la dissezione di legno e metallo si trasforma in un mobile con tanto di antine, ripiano e cassetto di misura 61 x 30 x 71, che mi fa venire le lacrime agli occhi come una visione celestiale.
P-Ma che bello, guarda si apre il cassetto e si chiudono le porte.
M-Bello, bello. Ora tocca al mio.

Ci guardiamo commossi. In due ore abbiamo trasformato un ammasso di lettere e numeri in un esserino fisico con utilità assoluta, ma sono le 11 e 30 di sera, manca il retro che deve essere ribattuto, un chiodino alla volta con il martello, e manca il gemello. Perché i figli sono due, e ovviamente…
N-Domani, amore, domani, montiamo il secondo. Se nella notte il sonno non si mangia la memoria.

Mi fiondo sul cuscino pregando non succeda o domani anziché metterci la metà del tempo, ce ne vorrà il doppio e dovrò per forza studiare l’egiziano per imparare la giusta maledizioni da infliggere a chi vende questi kit perfidi.
Intanto grido vittoria: quasi uno!

Come sembrava semplice!

8 pensieri su “Family sitcom 20

  1. Un dejavu……..per non parlare del leggero tremolio delle mani che mi prende a un certo punto e del dubbio sulla convenienza dell’acquisto…….e poi bah!!…Chissà com’è alla fine apprezzi l’opera ma hai sempre dei pezzi che ti avanzano e fai finta di niente…… ma va bene Così

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  2. Stiamo parlando della nota casa svedese?
    Io non vi capisco. Cioè, davvero vorrei capire dove sta la difficoltà. Perché nell’ordine io ho assemblato da sola: scrivanie (ormai a quota 7 o 8, diverse), sedie di tutti i tipi (da ufficio, in legno, poltrone), divano, anzi no, divano letto!, tavoli e tavolini, compreso l’allungabile, carrello, armadietti vari (da garage, da bagno, da ufficio, da tv), ma soprattutto armadio da 3 metri e libreria da 5 metri, ante in vetro comprese. Mi hanno aiutato solo a sollevare le strutture in piedi, giusto dietro minaccia. E vorrei cambiare casa solo per ricominciare…
    Il fatto è che io associo i pacchi alle sorprese kinder, c’è solo da usare avvitatore, martello e brugola! 😀

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    1. Tu sei l’inventore di quei kit allora! Io potrei impazzire, prima persa nella distesa di viti, brugole e pezzi sparsi e poi disperata nel dubbio di aver frainteso qualche indicazione! No, vade retro! Li voglio già montati i mobili o corredati di staff che se ne occupi, ma immagino sia un mio limite, sigh!

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  3. sembri una ragazzina di primo pelo! Montare i kit? E’ un gioco da ragazzi! 😀 Credo che i tuoi due pargoli l’avrebbero fatto il mezz’ora!
    Comunque fra qualche settimana ti racconterò come ho montato il kit di un letto – sempre della stessa casa svedese 😀

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