Family sitcom 18

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Da noi, in Liguria, si chiama settimana di sospensione scolastica. Ai miei tempi di certo non esisteva.
Oggi sì e ne faccio le spese io, la mia memoria e l’abitudine.

Il lunedì si parte per andare a scuola e dopo due giorni di sopportazione da premio Nobel di tutti i componenti della famiglia, tiro finalmente il fiato relegando ognuno al proprio ruolo. Il lunedì infatti resta il mio giorno preferito.

No, non oggi.
Perché non ho fatto i conti con la settimana famosa. Settimana in cui chi vuole va a scuola senza che il programma prosegua e scalda la sedia rinfrescandosi la memoria su lezioni poco chiare, chi non vuole sta a casa, va in giro, dorme tutto il giorno o fa bungee jumping, almeno lo scorso anno era così.
Io ho entrambi i partecipanti. Chi va a sciare e se la spasserà con l’adorata zietta e chi scalderà sedia e banco usando la scuola come bellissima alternativa allo studio senza pressione di verifiche e interrogazioni. A ognuno il suo, dunque.

Così imperturbabile come sempre anche questo lunedì esigo che tutto si faccia per bene. Orari, riti di lavaggi e vestizioni, e sulla lancetta che grida Pulmino! lo faccio scapicollare a prendere il mezzo. Mezzo che non passa.
P- Certo che non passa, te lo avevo detto che la scuola è chiusa. Ma tu mi vuoi mandare a scuola lo stesso.
N- Eppure l’anno scorso la scuola era aperta tutta la settimana non solo tre giorni, mi pare assurdo.
P- No è che tu vuoi mandarmi a scuola anche se è chiusa. Se ti metti in testa una cosa non senti ragione. Ora mi credi ? Ho sonno posso tornare a dormire?

Mi viene da ridere, perché devo aver dimenticato di accendere la parte autonoma del cervello quella che ragiona e registra, non quella che procede per abitudine. E sì, devo proprio averlo scordato.

Dopo il primo istante di smarrimento, mi sovviene la certezza che passerò quattro giorni di fila con il pargolo da gestire, accontentare e regolare. Oh! Smarrimento, di nuovo.

Saliamo gli scalini con differente intensità emotiva. Lui felice e io… beh capitemi. Devo informare il mondo di avere un attacco di arteriosclerosi galoppante. Me ne ero dimenticata. Forse non ci volevo credere? Forse mi pareva impossibile e volevo averne certezza? Forse sono proprio da internare.
Mi sento come chi spinge la porta di un locale con insistenza. Senza arrendersi. Nonostante ci sia scritto Chiuso per ferie a chiare lettere. Ecco uguale.

Infilo le chiavi nella toppa e mi aspetta la sua faccia che soffoca una risata.
R- Allora chi ha ragione tu o tuo figlio?
N- Lui. Non infierire mi sento abbastanza stupida.
R- Non infierisco, hai già lui!
E ride. Lo so che mi ripeterà a oltranza questo episodio, che penserà di ricattarmi addirittura. Lo so che quando meno me lo aspetto tornerà alla carica dicendomi la domenica Ma non c’è scuola?

Vi prego aprite un buco che mi ci infilo un attimo.
Ma la sospensione dal turno di mamma ogni tanto qualcuno me lo riconoscerà? Così una settimana all’anno…

7 pensieri su “Family sitcom 18

    1. Infatti, santa zia, lei scia e fa tutte quelle cose speciali che la rendono ancora più preziosa agli occhi della nipote! Ma le zie lo sai che sono la marmellata del pane quotidiano? Buon proseguimento anche a te. 😘😘

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  1. Ehm, non vorrei dire, ma per una volta sono dalla parte del pargolo.
    Già c’è il cambio d’ora che scompensa il sonno e tu lo svegli per prendere un pulmino che non c’è? 😛
    Dato che poi le mamme si lamentano di non vedere più i figli quando comincia l’adolescenza e poi l’università, ti conviene approfittarne.

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  2. cambiano i tempi. Una volta si andava a scuola e basta. Le vacanze? Solo quelle obbligatorie. Ma adesso comandano i presidi. Come li chiamano adesso? Oh! Dio mio, perdo colpi.
    Dunque settimana di passione. Ma l’altra è con la zietta? Non c’era un zietto anche per lui?

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    1. Sigh, nessun zietto. Solo una zietta, super ma unica.
      Per ora si chiamano ancora presidi, ma potrebbero presto cambiare nome comunque sono più i giorni che passano a casa tra un ponte e una allerta di quelli di scuola, non è che poi si levino la pelle nemmeno quando ci vanno e dunque direi che davvero è una sorta di lunga vacanza, ormai.

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