La mia mappa della libertà

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Resta il terzo e ultimo viaggio. Pronti?

Quello a cui andiamo incontro è forse in tutti i sensi il lido più ambito. Perché felici e contenti, di successo o ancora alla ricerca, senza la libertà non possiamo sentirci completi. Liberi di essere come vogliamo e di esprimere pensieri e azioni, senza costrizioni. Libertà intesa in senso generale, dote inalienabile dell’essere umano. Almeno a mio avviso.

Allora si parte alla ricerca, con in mano ben stretta la mappa. Chiudetevi nelle bolle, lasciate fuori ogni pensiero e fatevi cullare dalla musica. Sì, esattamente dalla musica. Lo dice anche lui nella sua canzone, scelta tra le tante inneggianti il tema, e che vi consiglio di ascoltare perché meglio di qualunque altra racconta il sogno che unisce ogni essere umano, ogni epoca storica e prevarica le differenze.

Lo so, lo so, siete scesi fin laggiù avete premuto il triangolino e avete riconosciuto lui, il grande John. Se riuscite a leggere con la musica va benissimo, altrimenti anche dopo a post finito. Ora tornate qui. Tanto all’inizio è il rumore dei loro passi sul selciato, poesia anche quello.

Voliamo dunque un po’ in giro a prendere visione di quanta libertà esista nelle nostre vite.
Non intendo ribadire che la schiavitù sia inaccettabile, come l’impossibilità di manifestare i propri diritti umani, non credo tra chi mi legge ci sia qualcuno disposto a ribaltare il discorso dicendosi il contrario e spero ardentemente nessuno sia in tale situazione. Purtroppo “L’uomo è nato libero ma ovunque è in catene”. Non lo dico io lo scrive Jean-Jacques Rousseau e a mio avviso è molto attuale.

Le catene che ci trattengono in situazioni di asfissia sono invisibili e non certo più di metallo ma presenti in quasi tutti i settori. Sentimentali, lavorativi, familiari, di pensiero… Siamo liberi e non lo siamo senza rendercene conto, perché è il punto di vista del soggetto a percepirlo esattamente, afferrandolo nell’istante.
Inghiottiti dai doveri, dalle scadenze, dai ritmi oppressivi sentiamo piano piano allontanarsi la sensazione di leggerezza che invece ci pervade quando siamo in sintonia con noi stessi. Eppure è come se lo sapessimo: per essere felici dobbiamo scegliere e ciò che scegliamo porta sempre qualche rinuncia. Quindi liberi e infelici o felici ma non liberi? A volte sì, a volte no.

Dalla ricerca della libertà nascono sempre eroi e gesti meravigliosi che restano impressi nella memoria del mondo.
La libertà la cercavano intonando canti al cielo, fuggendo dalla guerra, scappando dalle barbarie e oggi nulla è cambiato. In molte parti del mondo la libertà fisica è sempre sconosciuta e molto ambita, tanto da diventare unico obiettivo. In altre parti del mondo invece quella mentale ancora manca. Nella nostra. Libertà di esprimere uno strafalcione senza venire giudicati, di sbagliare un’azione senza venire etichettati, semplicemente il vestito e la pettinatura senza per questo essere definiti strani.

Perché la nostra è una società che omologa e se state per dire che non è vero, sono i soliti luoghi comuni, vi fermo tutti. Faccio il mio esempio personalissimo. Ho 43 anni e da quando ne ho 17 ho i capelli bianchi. (A suffragio di quanto leggerete a breve potete basarvi anche sull’esperienza mediatica capitata a Daria Bignardi, tacciata di essere una trasandata proprio perché decide di non tingersi più e apparire come una settantenne.) Che rabbia, che nervi, che palle. Inizia che li nascondo, ma sono castana e non bionda. Finisce che li tingo. Ogni mese, poi due volte al mese, perché quelli dannazione crescono e si notano e stanno male e tutti mi guardano come se non ci tenessi abbastanza e per il lavoro che svolgo non sta bene, eppure sembro una bambina. Sì, d’accordo due volte al mese. Poi arriva il giorno che mi stufo. Sì, dopo anni e anni mi stufo e dico: avete vinto voi, siete troppi, io mi arrendo e vi lascio a vista. Li taglio corti, stile la mia attrice preferita Halle Berry e… esco di casa così. Vedo la gente girarsi, additarmi, gente che mi conosce fermarmi a chiedere se, per caso, sto poco bene, sono malata. No, ho solo i capelli bianchi e ho deciso di non coprirli più. Anche se superati i 40 di solito nessuna lo ammette, è normale. Wow che coraggio! Ma che coraggio e coraggio. Mi sento solo libera di mostrare chi sono. Libera, capito? libera! Dopo iniziano le modelle a tingerseli di bianco e di grigio e lanciare la moda e non sono più sola. Anzi sono una delle tante che segue la moda. Vabbè. Secondo me per aria hanno spruzzato intelligenza e ci siamo fatte un po’ più forti cavalcando l’onda.

L’esempio è il mio ma quanti uomini calvi devono fare i conti con la stessa storia? E poi passano il tempo a raccontare di quando il cespuglio là sopra era immenso, come a scusarsi, come a dover ribadire il concetto che un tempo li avevano. Volete farmi credere che siamo liberi in una società dove dietro a ogni gesto c’è una domanda pronta o un’etichetta ? Purtroppo no.

Sarò più incisiva. La libertà è una spada di Damocle. Dà e leva. Restituisce forza. Nello stesso istante in cui ne fai uso è adrenalina pura che ti scorre nelle vene. Ma ne senti la mancanza proprio quando ti accorgi che ti toglie la stessa scintilla che ti fa vivere.

La libertà per una donna è la base. Libera di mostrare il proprio cervello oltre al corpo, di andare a un colloquio di lavoro sfoderando un sorriso e non per questo venire considerata in altro modo. Libera di scegliere di fermarsi a casa a crescere i figli e non venire estromessa dal pianeta lavoro. Libera di mostrarsi sensibile e non passare per una piagnucolosa che vorrebbe il mondo a cuoricini. Libera di mettersi lo smalto alle unghie e curare il proprio aspetto per sentirsi bella nonostante la cellulite. Libera di andare al mare e indossare il costume anche se non ha la 42 di taglia. Libera di intrattenere amicizia con un uomo, di conoscerlo, amarlo senza diventarne vittima.

La libertà per una donna è una farfalla che vola veloce via. Che le fa credere di essersi emancipata senza poi poter stringere quel potere tra le mani.

Le libertà è tutto. E’ tirare in alto la testa, guardare tutti negli occhi e fare outing dicendo chiaramente: io sono.

La libertà non è contrattabile. Non ha prezzo e non può ottenere altro che un applauso. Dunque se siete arrivati fin qui a leggere Mollate gli ormeggi e liberate le ali con le note di questa canzone provate a pensare cosa sia la vostra idea di libertà, quella che vi sfarfalla nel cuore. Sono i sogni a tingere il colore della vostra personalissima libertà e solo seguendoli la troverete.

Il gioco delle mappe; La mia mappa del successo;

19 pensieri su “La mia mappa della libertà

  1. “Mollate gli ormeggi” mi piace molto 😉
    Non sapevo che i tuoi capelli fossero così di natura, pensavo anch’io a una moda, ma (per quanto sia solo una mia idea) ti stanno mooooooolto meglio di quelle tinte! Che natura quando fa le cose “strane” le fa bene!
    Sempre tornando ai capelli, tempo fa ho avuto una discussione con un amico, preoccupato della sua calvizie appena accennata. Lui diceva: per un uomo i capelli sono tutto, le donne si fissano su sta cosa. Io dicevo: purtroppo ci sono donne che la pensano così (ho litigato con un’amica su questo: giudicava i pretendenti dai capelli, ma era infastidita dal fatto che loro giudicavano lei per il seno, eh!), però guarda che ci sono uomini calvi dannatamente sexy. Jason Statham per dire (film The Transporter). Okkkey, ha l’espressività di un comodino quando recita, però…eh, però…
    ha uno sguardo talmente magnetico che i capelli…che sono i capelli??! 😀
    Vogliamo parlare di Stanley Tucci (l’assistente gay de Il diavolo veste Prada o di Burlesque)? Lo adoro. O di Vin Diesel che l’unico film girato con i capelli (Prova a incastrarmi – Find Me Guilty) è osceno? E indietro nei tempi, di Yul Brynner, che non era calvo ma dopo aver girato “The King and I” decise di mantenere il look?

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    1. Con me sfondi una porta aperta, ho avuto un fidanzato calvo che mi piaceva tanto (davvero!) e trovo spesso siano tipi interessanti, certo non tutti, perché si parla di mostrare qualche cosa in più, e ci deve essere. E concordo, si tratta di dare il giusto peso alle cose: sono solo capelli. Eppure sì, la società non perdona ed etichetta, cosa che mi lascia del tutto indifferente, ormai, ma si sa invecchiando si dà il peso ad altro.

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  2. Mio marito calvo secondo me sta benissimo.
    Io da 2 anni circa non faccio più le meches, molti commentano “sciatteria” non sono una persona sciatta, penso al risparmio e mi ero stufata del biondo che poi spesso è giallo e della riscrescita. Credo sia auspicabile, rimanendo sul tema, non cadere nel ridicolo, la collega coetanea con capelli tutti fucsia non si può vedere, ma alla fine almeno su ste cose che ognuno faccia ciò che crede.

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    1. Già i colori flash di oggi portati a tutte le età sono un po’ strani, io li vedo più da istituto d’arte o comunque da giovanissime, però ammetto che alcuni li portano proprio bene e concordo con la tua ultima frase.
      Non è affatto sciatteria abbandonare alcune abitudini e scegliere serenamente di apparire come si è, solo nessuno quasi lo fa…

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  3. Leggere questo post è stato emozionante, devi credermi. Il tema della libertà sta a cuore a tutti, ma non è mai facile parlarne senza scadere nei soliti luoghi comuni, e tu lo hai fatto con grande delicatezza e intensità al tempo stesso. E’ vero che ci sono quegli scatti di ribellione che ci fanno sentire vivi, ma poi è inevitabile che l’adrenalina di cui hai parlato finisca e ti vengono mille dubbi. Con ciò voglio dire che secondo me la libertà che tanto agogniamo ha sempre un prezzo molto salato, ed è importante esserne consapevoli. Mi verrebbero da fare degli esempi ma direi che con la storia dei capelli hai detto tutto. Anche io mi sono stufata di tingerli come di fare tante altre cose solo perché così direbbe il senso comune o perché adattarsi a quello che fanno gli altri è più comodo. Viva la libertà!

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    1. Solo per il fatto di averti fatto emozionare, ecco io sono felice, sapessi quante remore prima di postarlo questo articolo. Chi sono io dopotutto per disquisire su un tema tanto annoso? Eppure ho seguito la mia vocina che voleva spingessi la voce a ricordare che tutti siamo impegnati a portare tre cose avanti nella vita:successo, felicità e libertà come massima espressione di noi. Chi ci riesce con la famiglia, chi con il lavoro, chi nell’arte, ma insomma ammettiamolo l’essere umano ha qualità talmente grandi da non riuscire a contenersi contemplandole e basta, ha necessità di dimostrarle.
      Essere liberi scatena questo desiderio incontrollabile di mettersi a nudo e farsi amare per come si è. Esiste moneta più preziosa? No.

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  4. Io credo che quando si arriva ad un certo grado di consapevolezza si è finalmente liberi. E’ conoscersi che porta anche a “rispondere” a certi luoghi comuni in fondo ogni giorno scegliamo cosa mangiare o cosa indossare ma ancora più importante ogni giorno scegliamo cosa essere e cosa non dover essere e ogni tua scelta ha delle conseguenze. La libertà è conseguenza della consapevolezza … parte tutto da lì … da chi cacchio vuoi e puoi essere.

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    1. nadia banaudi

      Felice del tuo commento azzeccatissimo. Ti rispondo dal profilo mobile ma sono sempre io svolazzi e scritture!
      Hai ragione la consapevolezza aiuta a prendere le distanze dai falsi miti e dare il giusto valore a quella che è la libertà. È quanto mai auspicabile che il genere umano la raggiunga unanimemente!

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  5. son un tenace fautore del libero arbitrio da sempre. Ma la libertà ha dei confini. Un perimetro invisibile rappresentato dalla società in cui si fa parte. Io sono libero di fare quello che voglio a patto di non ledere la libertà altrui. Come gli altri devono rispettare la mia libertà. Un gioco a incastri assai difficile da manovrare.
    A propositi capelli bianchi. I primi sono arrivati a 25 anni, a 30 erano grigi e poi bianchi candidi. Rimasti sempre al naturale nonostante qualcuno proponesse di tingerli. Quella sì che sarebbe stata una schiavitù.

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    1. nadia banaudi

      Caro Gian Paolo però per un uomo è segno di indicibile fascino quel vezzo dei capelli brizzolati alla Sean Connery😉 una sorte di libertà consentita anche se nella società di oggi impera portare la maschera della perfezione per ambedue i sessi.

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      1. sarà come dici che serve la maschera della perfezione ma cosa vuoi mi sento talmente perfetto che me ne faccio un vezzo. Quando vedo tanti uomini, specialmente in TV, che ha ciglia e capelli tinti per nascondere il bianco mi viene da sorridere.
        Dici? Simil Sean Connery? Bé a 30 anni lo ero, adesso con qualche anno in più, totalmente bianco. Quindi il fascino del brizzolato è andato perduto 😀

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        1. Ed è per questi illusori paragoni che spesso molte persone non riuscono a essere libere e soprattutto se stesse, ma anzi li fanno diventare falsi modelli di perfezione innaturale.
          E pensare che in India il bianco è un colore davvero molto speciale e anche nella nosta società è simbolo di purezza e sacralità!

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  8. Mi è piaciuta molto la tua parentesi autobiografica: a te quei capelli lì stanno benissimo, accidenti! Per ora io copro i capelli bianchi perché mi invecchiano tantissimo, però mi
    piace vedere donne che li portano con fierezza, se il taglio è curato sono perfino cool!

    La libertà dovrebbe essere sempre garantita, guai a rinunciare a un diritto così importante e per me vuol dire rispetto di spazi e opinioni altrui. Non so, però, se la libertà di opinione valga per tutti, soprattutto al giorno d’oggi!

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    1. Ovviamente libertà è soprattutto, nella nostra società “fortunata”, libertà d’espressione e qui il rispetto è parola d’ordine, sempre più difficile da ottenere senza incappare nei facili giudizi. Forse, come dicevo nel post, è per la fatica a imporre certi traguardi di libertà che se ne avverte poi la massima soddisfazione.

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