La mia mappa del successo

pablo.png

Bentornati.
Tutti pronti per il primo viaggio? Si parte alla ricerca del successo. La mappa che tengo in mano per lo meno dice così. Entrate nella vostra bolla, chiudetevi lì e state al caldo con i vostri e miei pensieri. Quello che vi occorre è un pizzico di tempo, un po’ di calma e l’attenzione dedicata all’argomento.
Dove andiamo? Non pensate vi porti in chissà quali lidi, caraibici che so… No, no. Vi porto solo a fare un giro, tanto per prendere confidenza con queste bolle. Dopotutto è il primo viaggio.

Quando si parla di successo tutto coincide con ricchezze, soddisfazioni o mete raggiunte. Non ci credete? Ho provato a fare una veloce ricerca su internet e il motore di ricerca bello bello mi ha proposto: soldi, cappello da laurea, potere, fama… Niente di diverso dal prototipo a cui molti anelano, che so del manager incravattato attorniato da belle donne o del mezzo nuovo fiammante da godersi inebriati dall’adrenalina della vita. Ma è questo il successo? O solo ciò che il senso comune ormai è abituato a credere? Di certo non è il successo di cui intendo parlarvi, non mi appartiene e comunque non vi saprei istruire a dovere.

Sinceramente spesso ci ho riflettuto. Che si tratti di amore, di lavoro, di progetti, alla fine è arrivare lì dove si era sperato. Quindi spesso mi sono posta la domanda se avessi ottenuto il successo. Bella domanda davvero, visto che non ho mai indossato un cappello da laurea, non sono ricca e nulla di me fa pensare a una persona di potere. Dunque no? Dunque no. Tranquillamente lo ammetto.

Però poi ho rivisto le cose sotto un altro profilo.
Nelle mie conversazioni telefoniche che partono da “scusa hai dieci minuti per parlare di questo e quest’altro?” e durano circa un’oretta di sollazzo nel passaggio di tutti i temi dall’etica alla fisica quantistica (no quella non l’abbiamo mai citata, secondo me non siamo molto dotte in materia), con la mia amica Silvia, spesso questo argomento è saltato fuori. Sì, perché entrambe condividiamo la posizione di partenza e quella di arrivo. Siamo mamme, amiamo scrivere e il nostro obiettivo è fare bene entrambe le cose, ma il successo in tutto questo come si pone? Come trofeo? No.
Silvia sostiene che, per la visione da autrici, sia una moltiplicazione di numeri e dunque si raggiunga anche con un numero basso, tanto per dire: il racconto o il libro lo ha letto una persona e gli è piaciuto. Io invece ritengo sia la sensazione palpabile della propria soddisfazione.

Si tratta della medesima cosa solo da due punti di vista diversi e con due nomi diversi, come siamo io e lei. Quindi la sensazione del successo è molto personale, per noi. Entrambe ci sentiremo di averlo conquistato nel nostro piccolo quando comprenderemo di riscontrarlo volta per volta.

Dunque forse l’importante è si tratti di esaltazione del sé e non ingabbiamento.
Quindi ognuno nel proprio guscio può certificare di aver ottenuto il successo per modalità e sensazioni del tutto personali.

Da casalinga quale sono, per pensare in grande devo partire dal piccolo e quindi non stupitevi se farò esempi nel mio stile.

Una ricetta gastronomica di successo.
Ingredienti buoni, cura e tempo, molta passione, il tutto condito da attenzione  durante la cottura e infine accuratezza nella presentazione.
Può essere una banale pasta con pomodoro fresco e basilico o una complicata paella. Non importa, il successo segue sempre la medesima strada.

E se la ricetta andasse bene anche per gli altri progetti? Se si applicasse al resto?
In effetti potrebbe funzionare. Purché non urti il nostro equilibrio, non ci trasformi in chi non siamo, non ci faccia somigliare agli altri, ma tiri fuori davvero solo il meglio. Altrimenti successo non è.

Ma andiamo oltre. Pensiamo alla canzone. Bella per giudizio popolare, ascoltata, cantata, ricordata. E’ di successo? Sicuramente sì. A questo punto i numeri seguono a ruota il tutto. Però se tempo un anno è dimenticata, perché di quelle fatte sulla scia del momento, nella visione d’insieme del panorama musicale è sempre di successo? Forse no. La durata del successo è anche quello elemento valido per misurare la scala del successo? Ma tutto questo non è un tantino senza fine e logorroico?

Infatti molti il successo lo rifuggono come la peste e preferiscono l’anonimato piuttosto che incorrere nel rischio di diventare talmente famosi da perdere la propria sfera privata.
Chiariamoci subito, non me lo pongo il problema, non lo rincorro in questi termini, forse qualcuno all’ascolto invece sì? Buon per lui/lei, fatemi sapere come è andata poi.

Resto della mia opinione il successo è un vestito che possono indossare tutti. Non vi capita mai di conoscere belle persone in grado di emanare tantissimo fascino e sentirle così sicure di se stesse da incantarvi? Non sono capitani di industria o veline o calciatori o chicchessia… sono persone normali con situazioni di vita palpabili, con alti e bassi. Eppure profumano di successo perché credono in quello che fanno e vivono. Sia lavoro, sia sfera sentimentale, sia il progetto che hanno intrapreso.

Quindi ora vi chiedo: succede il successo come risultato di un duro lavoro? Accade o lo facciamo accadere noi con il nostro atteggiamento?
Diventare consapevole del proprio valore o di quello riversato nel progetto forse non fa crescere in maniera esponenziale l’aurea di riuscita di entrambi? Non si premiano l’entusiasmo, la disponibilità, la foga, la voglia, la determinazione, il tempo, i sacrifici?

Certo esistono anche strategie. Sai ciò che vuoi: ti prefiggi dove arrivare, studi, lavori, provi fallisci, riprovi ancora, insisti, riesci.
Certo esistono i rischi. Ti perdi per strada, perdi pezzi di te, i sacrifici sono ingestibili ti cambiano le carte in tavola, ti feriscono le critiche, ti frenano gli avversari, ti cedono le gambe.
Ma se il successo sei semplicemente tu soddisfatto, non vale la pena, qualunque cosa ti sia messo in testa per procurarti benessere?

Il successo alla fine è il punto d’arrivo davvero? Non ne sono molto convinta, perché l’essere umano tutto è tranne che un animale in grado di accontentarsi. Quindi no, non sarà mai il punto d’arrivo. Perché appena lo otterrà spingerà un po’ più in là la bandierina.

Comunque se siete stati attenti io nella mappa vi ho indicato qualche trucco per raggiungere il vostro personalissimo successo, si intende senza il fattore c tutto è più complicato, ma si può fare, si può fare. 😉

Alla prossima e intanto vi lascio con queste note, tanto sono solo canzonette…

Il gioco delle mappe; La mia mappa della felicità; La mia mappa della libertà.

17 pensieri su “La mia mappa del successo

  1. chiarasole1981

    Bella riflessione. Io penso che il concetto di “successo” contenga in sé una connotazione sociale, strettamente legata all’approvazione da parte degli altri. Tu stessa, l’hai fatto notare tra le righe.
    Penso però che questa parola sia vuota, se non viene affiancata da: “autorealizzazione”. Io posso vendere milioni di copie con un best-seller commerciale, ho successo, tutti mi applaudono e mi acclamano… ma a cosa serve, tutto ciò, se nel mio intimo non sono soddisfatta di me stessa? A cosa serve, se ho la sensazione di non aver assolto come si deve la missione per cui sono giunta su questa terra? Fare con amore ciò che si crede, con buona pace per i preconcetti altrui, è l’unico modo per integrare successo e auto-realizzazione, dando vita a una persona felice. 🙂

    Liked by 1 persona

    1. Hai centrato in pieno. L’auto-realizzazione è la misura personale del successo, quello che ci permette di sentircelo cucito addosso e farci camminare soddisfatti mostrando di avere le capacità per trasformare i sogni in realtà. Un dono alla portata di tutti.

      Mi piace

  2. Io penso che il successo dipenda dagli obiettivi più o meno realistici che ci si pone nella vita. Credo che tutti abbiamo bisogno di raggiungere quel successo che chiamiamo realizzazione di sé, ma anche questo, cosa vuol dire? Per alcuni è riuscire a vivere in pieno la vita che stanno vivendo, per altri è cambiare continuamente la propria vita inseguendo sogni e desideri, per altri ancora può essere addirittura non avere nulla più da desiderare…. Di certo non è una condizione che si raggiunge una volta per tutte, ma una specie di conquista quotidiana, o per lo meno una sensazione che va a periodi! 😉

    Liked by 1 persona

    1. Benvenuta sul blog. Mi piace il tuo punto di osservazione. Esattamente è una percezione personale del realizzare ciò che di più sta a cuore. Può variare nel tempo, scendere a livelli intimi diversi e far sentire appagati per cose insignificanti aiutando a riflettere. Sarei pronta a scommettere che anche nelle migliori intenzioni, una volta sanati i bisogni primari, qualunque essere umano cominci ad alzare la posta desiderando di realizzare un qualcosa in più, è la spinta naturale per migliorarsi. Vedendo questo in positivo sono portata a pensare aiuterà ad evolvere come uomini, spero vivamente che il successo diventi un sinonimo di arricchimento emozionale e potenziale e non solo materiale.

      Liked by 1 persona

  3. Roberta

    Il successo é nella misura in cui ognuno lo vogliamo vedere. Mi spiego, se una persona ha la bella macchina, giacca e cravatta, un bel lavoro e tante donne perché ha avuto la strada spianata dai genitori, solo per fare un esempio, il successo é solo di facciata, non reale. Con questo non voglio discriminare nessuno, ci sono tanti che pur pur essendo partiti dall’alto si sono meritati la fama, per carità.
    Ma il vero successo cara Nadia secondo me é nella quotidianità,ne sapersi amare, nel farsi amare, nel crescere ed educare i figli, nel lavoro di tutti i giorni.

    Liked by 1 persona

    1. Approvo e sottoscrivo e non di meno condivido con quanto mi pongo come traguardo. Un giorno dietro l’altro fatto di capacità di amarmi e amare per rendere al meglio. Questo è il successo che auspico a tutti, sano equilibrato e vincente.

      Mi piace

  4. Il successo? Quanto riesci a realizzare di te stesso, date le condizioni di partenza e nel rispetto degli altri. Ergo: non è successo se per diventare amministratore delegato ti sei sposato la figlia del capo, non hai mai lavorato in un’altra azienda e non saluti nemmeno i tuoi dipendenti; non è successo se partendo da una famiglia con seri problemi hai creato un impero globale, ma per farlo ti sei comportato da stronzo ed hai lasciato dietro di te una fila interminabile di truffati e falliti a causa dei tuoi colpi bassi; non è successo se sei nato già milionario e passi la giornata solo a sperperare inutilmente, senza creare nulla di nuovo, senza lasciare traccia della tua vera esistenza che non sia un conto in banca. 😉

    Liked by 1 persona

  5. Il successo? È un concetto che secondo me va visto in una duplice veste: oggettiva e soggettiva, un po’ come la bellezza, no?
    È oggettivo il successo che fa guadagnare i consensi sognati, quello che porta a raggiungere gli obiettivi massimi che ci si era prefissi, ma è soggettivo il successo conseguito nelle piccole cose della quotidianità che hanno richiesto impegno, volontà e dedizione.
    Cosa chiediamo alla nostra vita? Forse da giovane avrei voluto ottenere il successo “oggettivo” con una bella pubblicazione da parte di una grande casa editrice, essere una scrittrice da milioni di vendite, oggi sono felice del successo “soggettivo” che mi tengo stretto come il più bello dei doni ricevuti: la bravura dei miei figli a scuola, i complimenti stupendi che ricevo dai loro insegnanti che in più di un’occasione hanno sottolineato quanto fosse evidente il fatto di essere stati educati da genitori attenti e sempre presenti; la mia capacità di affrontare i problemi con più coraggio (faccio esempi), l’armonia familiare dove ho realizzato la mia felicità. Per tutti questi aspetti sono una donna di successo! 😉

    Liked by 1 persona

    1. nadia banaudi

      E non è forse questo il vero successo? Quello che chi ha contratti stellari spesso invece non raggiunge? Non che uno escluda l’altro, ma dovendo e potendo scegliere meglio quello soggettivo😉

      Mi piace

  6. Pingback: La mia mappa della felicità – svolazzi e scritture

  7. Pingback: La mia mappa della libertà – svolazzi e scritture

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...