Family sitcom 15

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Mi sveglio con le idee chiare e questo di certo aiuta. Quello che chiamo lo “schemetto” del giorno.
Dopo le solite cose, i soliti riti del mattino fino a che tutti non sono usciti di casa, inizia il mio tempo quello in cui devo produrre.
Camere fatte, bagno pulito, mi dedico ai preliminari per la cena. Mondo e taglio le verdure per la minestra, quelle per la frittata e preparo la base per il secondo. Pulisco riassetto la cucina, levo i sacchetti della spazzatura e mi fiondo alla porta. I topini dormono e non ho cuore di svegliarli per pulire la gabbietta, lo farò al ritorno.
Quattro cose ho da fare, veloci una dietro all’altra e facili.

Posta. Due bollette, poca fila, soldi già pronti. Fatto.

Farmacia. Prendo sempre il solito, come mi vede il farmacista potrebbe già tirare fuori la scatola, ma per sicurezza glielo ricordo. E’ il mio salvavita, altrimenti rischio gravidanze a oltranza. Preso, fatto.

Spesa. Lista scritta, quindi la ricordo a memoria. Arrivo con la macchina e noto che il parcheggio è pieno. Ci sarà il mondo dentro. Pazienza. Parcheggio e l’auto accanto mi incuriosisce, veramente più il conducente. Noto che traffica con un sacchetto da cui tira fuori e mette dentro con la confusione di chi non sa bene cosa fare. Poi mi cadono gli occhi a fianco e noto che ha molta confusione anche intorno, è pieno di tante cose, ma tante che non le distinguo, mi nasce un dubbio, ma me lo tengo dentro e mi dirigo al supermercato.
Farina integrale, semola, burro, zucchero, latte, uova, frutta fresca. Avrei tutto, ma si sa più giri più vedi e tra una corsia e l’altra mi scappa di prendere anche quello che non dovevo comprare, il carrello pesa e la coscienza mi comincia a parlare. Questo no, vai oltre. Non guardarlo nemmeno che fa male. No no tutto olio di palma. Via via. Hai letto no quante schifezze per farlo, lo fai tu a casa che è meglio. Forza che il tempo passa e poi ti perdi. Arrivo alla cassa un signore mi è davanti e pare essere amico di Matusalemme. Controlla ogni singolo passaggio del prodotto e ha un commento per tutto, la cassiera gli fa notare che ha preso due tipi di latte diversi e deve passarli entrambi, lui non è d’accordo e sta per iniziare il processo di un Giorno in pretura. Noooooo. Guardo la cassiera e la supplico con gli occhi di avere dose tripla di pazienza, lei sembra già dotata di suo e mentre passa il resto gli spiega che tappo rosso e tappo blu spiegano la differenza tra le confezioni, bla bla bla. Non credo le abbia creduto, penserà a qualche trappola del marketing, a qualche complotto ai suoi danni, ma si arrende e paga. Con la lentezza della tartaruga, ma paga. Ha da ridire sul resto ma lo scontrino parla chiaro e non ci sono dubbi le monetine che gli toccano sono proprio quelle. Tocca a me, finalmente. La spesa scorre ma non lo posso sistemare nella borsa, lui sta ancora lì a riempire il mio posto. Lo so devo avere pazienza, un giorno toccherà a me. Stai buona Nadia, stai buona. Finalmente si incammina via e veloce come la cassiera riempio la mega borsa. Un fulmine e esco. Tornando alla macchina mi accorgo che lui, il Matusalemme, è il conducente dell’auto accanto, quella piena di tutto e noto che trasferisce da un sacchetto all’altro quello che ha appena acquistato. Ho capito è un accumulatore seriale, uno di quelli che fanno vedere nei programmi tv. Incredibile non ne conosco di persona e vorrei fermarmi a parlargli, a studiare i movimenti, la macchina. No non posso non è educazione, non è un fenomeno da baracconi, pentiti di quello che hai pensato. Vergognati.
La macchina scoppia da quanta roba c’è ovunque, sacchetti, giornali, stracci, resto incantata. Lui continua a spostare un oggetto, senza rendersi conto di averlo appena fatto altre venti volte.
Passerei la giornata a osservarlo. Ma devo andare.

Benzina. Automatico, faccio prima e mantengo la mia indipendenza. Facile e veloce. Passando a pagare mi saluta l’omino con un “Buongiorno Signora” che mi fa drizzare i capelli. Come Signora? Poi mi rendo conto che la mia macchina è una familiare con i rialzi dei bambini dietro e ho i capelli bianchi. Più che Signora…

Altro step. Altro supermercato. Solo qui hanno i semini buoni da mettere nel pane. Non posso rischiare di restare senza sesamo, lino, papavero…quindi mi faccio forza ed entro. Devo farmi molta forza. Ovunque ci sono cartelli di offerte e sconti, lo so che devo passare oltre, ma chiamano come le sirene di Ulisse. Sono forte riesco. Corro alle casse veloci quelle automatiche, le odio ma ho solo due prodotti. Tutte occupate. Perfetto. Scelgo di stare dietro a quella con meno coda. Solo che è bloccata, la tipa non concorda con il prezzo e polemizza, insiste che arrivi un addetto, sembra quasi pronta ad una crisi isterica. Capisco, ha ragione, si è accorta di un grossolano errore, ma io voglio uscire!!!!! Niente mi tocca aspettare, fortuna che la cassa vicina si libera e posso in velocità diventare un puntino di quel luogo mangiatore di uomini e buoni propositi.

Con la storia di compro due cose veloce ben più di un’ora è volata via. Suona il telefono, sono in galleria nemmeno volendo posso rispondere e poi tanto è la canzone di Elisa quindi sono telefonate indesiderate. Parcheggio sotto casa, salgo trascinando la borsa da sette fatiche di Ercole e finalmente vedo la meta. Mi attende il magnifico silenzio, i topini dormono e il computer è lì che mi chiama. Arrivo. Metto giusto la spesa a posto e accendo sotto la pentola. Dea Kalì vienimi in soccorso. Faccio la spola tra pc e bancone della cucina, sono più veloce della luce.

Acceso, latte a posto.
Password, farine a posto.
Connessione, tutti i freschi in frigo.
Il display lampeggia di messaggi, tre pezzi e tutto è dentro gli armadi, sfasciato e impilato.
Fatto, ora posso scrivere. Mi aspettano un racconto, due articoli e la preparazione di un’intervista.
Cambio ruolo e sono felice perché scrivo. Dopo torno casalinga.

10 pensieri su “Family sitcom 15

  1. Qui abbiamo l’app con la lista della spesa, sincronizzata tra i vari telefoni. Il primo che può passa e smarca un paio di articoli, precedenza agli alimentari che il resto ha tutto scorta in magazzino con metodo FIFO (First In, First Out). Al supermercato mi salva che detesto il casino e detesto perdere tempo, quindi faccio lo slalom tra le corsie e vado alle casse automatiche. 😉

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    1. Sei sempre troppo avanti! A me frega che lui non abbia lo smartphone e nemmeno lo voglia, così la mattina mi chiede serve qualcosa o ci pensi tu? alla vecchia maniera, ma quanto odio i supermercati!Infatti non prendo mai il mega carrello ma quello piccolo per giusto due cose con il rischio a volte di perdere pezzi per strada!

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  2. normale giornata di una signora – sì, Signora 😀 –
    Ma i topini dormono sempre? La dea kalì non si è ancora materializzata?
    Il matusalemme… ehm mi sa che abbia problemi di testa – leggi memoria evanescente – quindi controlla e ricontrolla quello che ha acquistato.
    Comunque sei sempre speciale e un sano buon umore avvicina alla cena serale.

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