La resa dei conti

pablo

Oggi è la resa dei conti. Dopo ben 1, 2, 3, 4, 5, 6 puntate abbiamo terminato il nostro appuntamento del giovedì con “Le donne queste sconosciute”, in cui donne e uomini sono stati svelati e raccontati da due esperti ricercatori di comportamenti umani.

Il libro (Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere? ) l’ho citato e stra citato e anche terminato, quindi esaurita la sua fonte ispirante è solo più il tempo di tirare le somme, anche se di volta in volta pare sia stato fatto nei vari commenti da tutti coloro che hanno partecipato e a cui va il mio grazie di cuore. E’ davvero più bello leggere un libro insieme e volta per volta fare il punto della situazione. Una sorta di lettura collettiva. 

Sul fatto che l’uomo presentato come “uomo” dal libro non sia prototipo universale per la categoria, siamo tutti d’accordo e lo stesso vale anche per le donne. Nessuno fa testo e va generalizzato, ognuno va preso con le pinzette nel proprio ambiente di nascita e di crescita e dunque compreso e valutato. Una serie quindi di variabili per cui uomo e donna non possono venire definiti standard della loro specie di appartenenza. Ma ci aiuta a comprendere quei comportamenti sociali che lo caratterizzano e spesso identificano.

E’ valido infatti sostenere che uomini e donne siano tra loro differenti e anche gli stessi uomini tra loro come le donne.

In sostanza siamo individui, molto complessi e arbitrariamente anche molto solitari. Il vivere in società da sempre ci ha creato problemi e obbligato ad adattarci a regole comuni creando legami a cui uniformare i comportamenti. Insomma ce la siamo complicata da soli la vita, inutile girarci intorno.

Spesso seguendo le lezioni di studio dei miei figli, che frequentano entrambi le elementari, rifletto proprio su questo aspetto e mi scopro a pronunciare “ecco da dove nasce” collegandomi sempre a fatti storici. La necessità di creare gruppi per sopravvivere, di crearli per progredire e poi altri per sovvertire le regole che di volta in volta si dimostrano inique. Mi pare riduttivo dire che ce la siamo fatta e cantata, ma il succo è proprio quello, e pare non cambiare mai.

E oggi, che tutto ci vorrebbe serenamente impegnati nel progresso, stiamo invece a domandarci come mai le cose basilari non funzionino, come mai non abbiamo ancora svelato la regola che sublimi i rapporti e ci renda totalmente o parzialmente soddisfatti di questo. Per assurdo siamo regrediti. Di fatto in gruppo o non parliamo lo stesso linguaggio o non andiamo nella stessa direzione.

Non è una mia constatazione, ma pura realtà: i rapporti umani e non solo affettivi che funzionano sono davvero pochi o rari e a volte sembra godano di regole tutte loro. Sarà che non sono il tipo da vendere uno di quei manuali “Ecco le 5 regole infallibili per far funzionare il vostro rapporto con i colleghi, con la moglie, con i genitori…” perché alle favole non ci credo più, l’ho spiegato per bene mi pare che la storia del principe azzurro sia parecchio inflazionata (nel caso ve lo foste persi leggete pure qui), ma neppure oggi ve la proporrò. Perché? Perché in realtà non la conosco e forse davvero non esiste. La formula intendo.

Esiste la buona volontà, la capacità di contare fino a 10 prima di esplodere, la sensiblità e anche la flessibilità. Esiste il rispetto altrui. Ma pare, anche per chi applica tutto questo, non sempre le cose vadano benissimo. Esistono lo stesso le delusioni, i rischi di rapporti sbagliati, le connivenze con esseri insoddisfatti che si approfittano degli altri. Eppure a me tutto questo non garba.

Sono perfettamente consapevole di quanto i rapporti umani siano fragili e sottili, spesso invisibili. In più di un’occasione li ho paragonati alle emozioni che si tengono in mano come si farebbe con un palloncino per dare l’idea. Di quanto basti un nonnulla per farli volare via separandocene. Spesso è la vita, spesso è per debolezza nostra. Siamo costantemente vittime e carnefici di questo girotondo di rapporti. Amicizie che si creano e per fraintendimenti si cancellano. Amori che nascono e per difficoltà insormontabili crollano. Rapporti di lavoro che sublimano e al primo inceppo si rivelano solo cattura energia. Insomma troppo entusiasti al primo incontro o troppo pretenziosi dopo?

Eppure ho scelto di mettere al mondo due figli, non uno ma ben due. Consapevole e notoriamente cocciuta. A loro spiego cosa sia l’amore, l’amicizia, il valore del sorriso, dimostro cosa sono i sacrifici, mi ergo a esempio corretto e quando sbaglio lo ammetto, sempre facendomi notare come imperfetta e umana. Mi aspetto siano meglio di me, da adulti, mettano in luce la loro essenza capaci anche di proteggerla dimostrando che la fiducia viene ripagata con la stessa moneta. Perché la legge dell’attrazione abbia sucesso l’energia scatenata deve essere quella giusta. Bene chiama bene e male chiama male. Forse non è così scontato e semplice ma almeno nei rapporti, con una ben dosata misura di visione generale, potrebbe fare la differenza.

Non ho consigli, non ho linee guida, non ho favolette da raccontare. Posso solo dire di metterci il cuore, qualunque cosa voi decidiate di fare, almeno potrete dire di averci provato. Di usare la sincerità e il dialogo per affrontare gli altri, perché spesso è proprio nella parola non detta che si nasconde il dubbio che lavora in sordina. Di usare il metro di paragone che vorremmo venisse usato nei nostri confronti. Tutto molto semplice. Non complichiamo troppo le cose.  E se per caso, per strada, la formula giusta la trovate passate di qui e informatene tutti !

Oggi vi lascio liberi nessuna domanda, nessun invito a commentare, ma pensateci su.

3 pensieri su “La resa dei conti

  1. Nessuno è perfetto e l’uomo è più perfetto degli imperfetti.
    Cambiano i tempi ma le sfumature restano. Siamo essere o asociali o gregari, che hanno la necessità del capo, che li guidi e pensi per loro. Basta osservarsi intorno, riflettere sui comportamenti altrui per capirlo. Eppure il buon senso ce l’hanno fornito ma noi spesso lo ignoriamo a bella posta.
    Hai detto bene. ricette, guide, ecc le lasciamo ai gonzi che non vogliono usare quel poco di fosforo che hanno nel cervello.

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