Rapporti interpersonali, complicazioni in vista.

pablo

Nelle puntate precedenti abbiamo capito bene di essere diversi. Maschi vs femmine alla fine ha quindi svelato i suoi perché. Siamo differenti in quasi tutti i campi. Nati, cresciuti e rimasti.
Ora però il discorso si fa più interessante ed entra ancora di più nel vivo. Parliamo di rapporti interpersonali.
Secondo gli studi fatti e presentati dal libro Bibbia a cui mi sono appoggiata:

i maschi competono e le femmine collaborano. Nei gruppi maschili esiste una gerarchia e un leader, determinati dalle abilità o conoscenze del prescelto (o dalla capacità di fare il duro), in quelli femminili si instaurano rapporti senza esercitare troppa autorità (o comunque una buona leader è in grado di instaurare ottimi rapporti interpersonali). Perché le donne danno importanza alle relazioni al contrario degli uomini che preferiscono il lavoro.

L’abitudine ha lasciato in eredità a entrambi la conformazione cerebrale prestabilita: causa principale dei problemi e delle incomprensioni relazionali. Gli uomini si valutano in base al proprio valore e in funzione del proprio operato, traguardi raggiunti compresi, le donne di stimano in base alla qualità delle loro relazioni. Se una donna è insoddisfatta delle relazioni non si concentra sul lavoro, al contrario un uomo non realizzato sul lavoro non riesce a prestare attenzione alle relazioni. Per cui in condizioni di stress una donna vede il tempo trascorso con il partner come ricompensa, un uomo come un’interferenza nel processo di risoluzione dei problemi. Lei desidera parlare e coccolarlo, lui solo riflettere, equivocando ognuno l’atteggiamento altrui. Per lei è disinteressato, per lui è pedante. Questo è un dato di fatto: per la donna la relazione di coppia è più importante che per l’uomo. Punto.

Facciamo un semplicissimo esempio, in cui al solito mi ci ritrovo….
Il desiderio espresso dalla moglie al marito: “Sii più affettuoso! ”
Lui falcia il prato.
Non soddisfatta.
Lui imbianca i muri.
Non soddisfatta.
Lui propone di andare allo stadio.
Inutile, non si arriverà mai ad una felice conclusione senza un aiutino.
Esempio standard che racconta come mai uomini e donne si lascino perché nonostante da un lato lui offra materialmente tutto il possibile, lei rimane insoddisfatta emotivamente. Se la donna è felice l’uomo è appagato, ma se nonostante gli sforzi lui continua a sentirsi un fallito, per evitare l’autodistruzione tronca la relazione. Tenendolo bene a mente nella relazione successiva che intraprenderà, sa che il tutto funzionerà solo nel caso lei si acconti di ciò che è in grado di offrirle.

In definitiva noi donne cerchiamo amore, romanticismo, dialogo. Gli uomini apprezzamento.

Poveri maschietti, arrivati a questo punto si sentiranno messi alla gogna, in realtà non è così. Il mantenere ruoli antichi come quello del procacciatore di cibo e tutto il necessario per rendere agiata e confortata la famiglia è un vero peso e impegno. E non basta, perché oltre a doverlo mantenere devono anche avvicinarsi ai desideri femminili dove sono richieste coccole e romanticherie. Dobbiamo ammetterlo. Sbagliare è possibile e umano, ma sempre per il vecchio retaggio, è invece considerato un sinonimo di fallimento. Così come “chiedere” (ammettere di non sapere), “sentirsi in torto”, “riconoscere i propri sbagli”. Aspetti che ammessi fanno innamorare di più la donna, ma assai improbabili per loro che vedono la propria virilità riflessa in questi aspetti, intoccabili. E’ sempre il patrimonio genetico a spingerli a nascondere le proprie debolezze mostrandosi coraggiosi. Infatti dimostrare emotività risulta sinonimo di perdita del controllo. ( Non sono forse sospettosi, gelosi, solitari e combattivi?) Inutile ricordare che apertura, fiducia e vulnerabilità sono al contrario le caratteristiche delle compagne.

Riassumendo solo un consiglio: gli uomini non amano i consigli e neppure aprirsi discutendo dei propri problemi. Anche se ogni caso è a sé, l’unica soluzione è confidare nella capacità di risolvere il problema insita in loro e lasciarli riflettere in silenzio. Atteggiamento del tutto sbagliato da compiere nei confronti inversi: le donne stressate vogliono solo essere ascoltate, non lasciate sole (sinonimo di abbandono).

Alla fine di tutto questo tortuoso cammino su una strada piena di curve a gomito mi sorge una domanda… Riusciremo mai a incontrarci e capirci?

Per me il discorso resta aperto e vi dico solo che la prossima settimana si parla di sesso. Ebbene sì e ne vedremo delle belle.

Oggi sarà interessante sapere:

E tu quanto sei d’accordo?

Libro di riferimento “Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?” di Allan e Barbara Pease (Autori), A. F. Tissoni (Traduttore) Edizione Rizzoli

18 pensieri su “Rapporti interpersonali, complicazioni in vista.

    1. Io lo consiglio spassionatamente a chiunque. Non sarà più così attuale per tante informazioni, si sa la ricerca scopre sempre qualcosa che sovverte la scoperta precedente, ma la base è decisamente ottima per comprendere meglio i comportamenti umani.
      Mi fa piacere che in molti lo troviate interessante e soprattutto vi coinvolga alla sua lettura.

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    1. Sai che mio padre all’inizio era scettico poi lo ha divorato, passato a mia madre con la sola frase “leggi e capisci a me!” poi in un giro infinito a diversi suoi amici uomini che, tutti concordi, lo hanno trovato illuminante!
      Compralo e rileggilo più volte, ogni volta scopri qualche particolare che ti era sfuggito, infatti non cito tutto anche se meriterebbe.

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  1. “i maschi competono e le femmine collaborano.” In linea di massima si. Peccato che i maschi certe situazioni sgradevoli se le buttano alle spalle, mentre le donne sono continuamente gelose e vendicative. Nella maggioranza dei casi è più facile lavorare in un team maschile che in uno tutto femminile.
    Poi per i maschi: “Il lavoro è la prima cosa!” (ed è una frase di un collega) mentre per le femmine: “E’ solo lavoro. Non viene a casa con me.” (seppure a cena abbiamo i turni dei nostri “20 minuti di sfogo”, maschi e femmine non fa differenza).
    “le donne stressate vogliono solo essere ascoltate, non lasciate sole (sinonimo di abbandono).” Non lo so, non sono convinta che i maschi non vogliano sapere. Ho un amico che ha troncato una relazione a distanza perchè “quando parlavamo lei mi diceva solo cose futili. le cose importanti me le hanno detto altri.” Non so cosa fosse il contendere, ma a quanto pare lui voleva ascoltare e lei non ha comunque parlato.
    E da un lato è bene sapere che, a parte la linea di massima imposta dalla genetica, comunque esistono molte variazioni del caso. 🙂

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    1. Sicuramente!
      Ad esempio io ho lavorato in due ambienti di lavoro molto diversi (asilo nido e negozio ) dove le colleghe erano solo e ribadisco solo donne. Mentre nel primo dietro i finti sorrisi ho visto cose inanerrabili, nel secondo ho creato belle amicizie e un vero sodalizio che ancora porto nel cuore con piacere. Essere in sintonia aiuta. Essere donne intelligenti anche.
      Gli uomini credo e spero siano più sensibili di quello che appaiono, io lo credo, solo sono molto refrattari a mostrarlo, ecco ci sarebbe da cambiare il senso comune della parola virilità. Non è quello che non deve chiedere mai…

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  2. Tiziana

    E anche oggi sono d’accordo con te, Barbara.Per me è l’opposto. Le donne competono e gli uomini collaborano. Io mi sfogo con i miei amici maschi, pensa come sono strana oppure sono un uomo in un corpo di una donna.
    Ci sono molte eccezioni. E non è vero che gli uomini non ascoltano. Chiaro che se facciamo un monologo di tutte le disgrazie o della cena bruciata, scappano. Sono pratici ed io è quello di cui ho bisogno. Delle invidie o gelosie non ho necessità. Delle sdolcinature nemmeno perché poi si scopre che non erano così vere. Io sono diretta, a volte dura, ma piuttosto sto zitta. Do conforto, sono un’ottima spalla e mi aggrada, mi dà gioia. Al contrario il sostegno e la protezione lo riscontro nel mondo maschile, non per interesse come una mente bigotta possa pensare. Sì, io lavoro meglio con gli uomini. E non sono di certo una gatta morta.
    Le donne sanno essere letali. Sono più prudente nel relazionarmi, ma poi mi lascio andare e instauro rapporti di amicizia. Ammetto che faccio fatica a fidarmi. Purtroppo.

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    1. Tiziana, mica che lavori anche tu in ambito informatico? 😀
      Anch’io ho più amici maschi, o amiche col mio stesso “caratteraccio”, e quando lessi questo libro capii il perchè. Ho bisogno della praticità e non mi va passare il tempo a rimuginare su invidie e atteggiamenti strani.
      Poi, già Helgaldo tempo fa disse che nella scrittura sembro essere “femmina femmina maschio” Ma ben venga, preferisco avere una componente maschile, che di sicuro è un gran tesoro per chi vuole scrivere e creare anche personaggi maschili, no?

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      1. Tiziana

        Mi tocchi un argomento in questo momento in cui non so nemmeno io che sarà del lavoro. Comunque ultimamente ho lavorato come segreteria in una casa editrice. Ma il mio curriculum spazia in altri rami, per questo lavoro dove capita. Mi sembra poco interessante tranne il fatto che, nonostante sia molto socievole come carattere, nei posti di lavoro con tutte o quasi donne, a volte la tensione era percepibile. In quella con maschi o misto è tutt’altra cosa.
        Sono maschio nel non parlare come una fashion victim, o di pettegolezzi eccetera. Sono discreta e parlare di me, mi impanica. Sono donna in altro. Nell’ascoltare, nel percepire sentimenti. Mi frega la sensibilità e la timidezza che sto smussando. Un bel caratteraccio da orso polare. Come tutti gli orsi hanno il lato tenero e quello chiuso. Nella scrittura sono ancora donna, ma con una voglia irrefrenabile di scrivere come un pazzo uomo. La via è breve, soprattutto per la follia. 😁

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        1. Mi piace questo discorso tra voi che vi vede sullo stesso piano e mi fa sentire come l’amica silenziosa che ascolta.
          Io sono dell’idea che siamo donne e maschi in percentuale diversa, ma mai solo una delle due. Lo vedo già in mia figlia che non vuole il rosa ma solo il nero e il grigio eppure vuol far crescere i capelli e si interessa già ai trucchi. Sono gli stereotipi ad essere sbagliati.
          Se l’individuo con cui si parla, lavora, vive è equilibrato e normale, che sia uomo o donna lo rende elemento di confronto, se è carico di sole pretese o pieno di fisse mentali che distorcono tutte…aiuto. In ufficio ho avuto a che fare proprio con una lei così dove quasi si è rischiato di arrivare alla lite. Le donne sanno essere perfide e gli uomini terribili, ma allo stesso tempo il contrario. Però nel team che ho trovato qui nel web legato alla scrittura tra donne mi trovo bene e non posso non dirlo anche tra uomini. Forse molto dipende dal fattore c?

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  3. ‘Alla fine di tutto questo tortuoso cammino su una strada piena di curve a gomito mi sorge una domanda… Riusciremo mai a incontrarci e capirci?’
    Ma certo che riusciamo incontrarci. Basta volerlo. Se ognuno rimane sulle proprie posizioni come se dovesse difendere il fortino, non si incontreranno mai. Se però ognuno fa un passo indietro e una rinuncia a qualcosina di se stesso, la distanza si annulla.
    IO lavoro meglio con le donne ma loro sono sempre diffidenti che le si vogliano fregare. Con i maschietti … troppo opportunisti per lavorarci bene.

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    1. Dici bene “basta volerlo”! Forse allora è semplicemente il poco impegno a far fallire il confronto?
      La diffidenza, quella che percepisci è motivata da fregature precedenti e forse mantiene il distacco naturale dei primi periodi?
      Ma l’opportunismo degli uomini mi è nuovo detto da un uomo e quindi lo trovo un aspetto interessante davvero. Ovviamente immagino che tu lo dica per personale esperienza e non sia un discorso generalizzante.

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      1. certo che è esperienza personale. Generalizzare su questi aspetti è assai pericoloso. hai presente la classica buccia di banana? Ebbene sarebbe proprio così.
        Per forma mentale – ho i numeri nel sangue – quando generalizzo mi baso su un discreto numero di casi per rendere attendibile le affermazioni. nel caso specifico dei rapporti interpersonali ci sono io e gli altri. troppo poco per esportare il mio mio modello nel generale.

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  4. “gli uomini non amano i consigli e neppure aprirsi discutendo dei propri problemi.”
    VERISSIMO, ma io ho sperimentato il modo giusto per “infiltrarmi” nella riservatezza di mio marito e, alla fine, ho scoperto la chiave di lettura che mi permette di rifilargli pure qualche consiglio. Sul piano della discussione dei problemi, anch’io sono un tantino ostica, ma anche lì, alla fine, le cose vengono fuori (e meno male, aggiungo io: sai che danni la mancanza di comunicazione in una coppia!)

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    1. La mancanza di comunicazione tra esseri umani è forse la ragione prima per tanti problemi. Sia nella coppia come nella famiglia è indispensabile perché tutto fili correttamente.
      Quanto racconti è la dimostrazione che basta impegnarsi e decriptare il codice personale di ognuno per riuscire a capire e dialogare con chi ci sta a cuore. Tutta questione di volontà e tu una volta di più dimostri di essere una Donna con la D maiuscola.

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  5. Pingback: La resa dei conti – svolazzi e scritture

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