Scrittura di getto #imieiprimipensieri

pablo.pngScrittura di getto. Prima prova.  Tempo previsto: 10minuti

Dice Chiara Solerio dal suo blog Appunti a margine che un bell’esercizio di scrittura è scrivere di getto senza revisionare. Ci vuole coraggio, forse spudoratezza e anche molta forza di volontà per non tornare indietro e rileggere, correggere, cancellare, editare. Insomma quello che si usa fare quando si vuole un buon lavoro.
Potevo io tirarmi indietro che alle sfide non rinuncio?
Così sono qui. A dare il mio contributo a #imieiprimipensieri. Leggete e abbiate pietà spero di non lasciare dietro troppe ripetizioni, troppi refusi, troppi ma che avrà voluto dire?

Non sono una che ama vivere senza programmi, il perché è semplice: ho un brutto rapporto con il tempo. Mi scivola via. Quindi se non mi organizzo per bene rischio di non combinare assolutamente nulla di produttivo ma di svolazzare come una farfalla per casa, o in giro.
Ormai si sa il tempo è denaro o anche più importante e sapere di averlo reso proficuo genera soddisfazione personale impagabile. Almeno per me è così.
Solo che spesso, come dice un detto, i conti diventano marchesi. Esatto e capita che i programmi vadano a farsi friggere. Sempre più spesso in realtà.
Esempio il mio editore. Mi ha fatto promesse che non è stato in grado di mantenere e presa dallo sconforto ho deciso di compiere una simpatica irruzione nel suo menage editoriale. Mi sono presentata via mail con il solito savoir faire ammonendolo di essere in tremendo ritardo. Avvisandolo che molti sostenitori pensano sia fuggita in qualche sperduto atollo a godermi il piatto ricco a uso della pubblicazione del libro e che tornerò talmente abbronzata da essere scambiata tranquillamente per un’altra e non più rintracciata.
La risposta è stata immediata. Squilla il telefono e in un carosello di spiegazioni con un “finite le feste, l’editor ti restituirà il tuo romanzo editato” che pare rimettermi in tranquilla serenità. Pare, perché mi ronza in testa che ho generato talmente tante pagine che verrà fuori l’enciclopedia!
Ma veniamo a noi. L’editor pare abbia imparato a memoria il libro perché lo ha letto ben quattro volte, e nonostante io debba esserle risalita come un piatto di peperoni a mezzanotte lo ha trovato carino. Ora carino è un bel micio, è uno che vedi al primo appuntamento o forse per la strada, non so, carino è un vestito in vetrina. Ma un libro? Forse non poteva dire di più? Forse non deve sbilanciarsi in pareri? E se le piacesse il fantasy in effetti o i gialli, sì ben lontano da quello che ho scritto. Così mi sono messa il cuore in pace e ho dato retta solo al mio cuore che sussultava di felicità. Almeno non ha detto pessimo.
Ora dunque è tornato in mano mia. Mano amorevole che lo ha creato e di nuovo sta per accingersi a migliorarlo. Con la promessa di immergermici, cerco di capire se è abbastanza bello e poi non lo so perché ma il tutto mi sfugge di mano e comincio a vederlo pubblicato, letto, recensito, chiacchierato, richiesto… sì lo so troppo presto, troppo presto. Eh ma il gusto di sognare dove lo mettiamo se non esagero nemmeno un po’?! A presto. Il libro c’è!!!

Finito non ho messo il giustificato, non ho fatto i salti paragrafo, non ho riletto e non ho perso il filo del discorso. Per essere la prima volta è andata.

Ho scritto prima prova perché mi aggrada assai e mi sa che la ripeterò!

28 pensieri su “Scrittura di getto #imieiprimipensieri

  1. Sì, è un bell’esercizio. Anch’io non amo la parola carino, riferito ai miei libri poi mi fa quasi inorridire, ma molti lo usano in senso estremamente positivo per cui dai va bene.
    Tempi lunghetti eh, l’editoria è così, ma il tuo editore è notoriamente infognato di testi 🙂

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    1. Grazie Sandra allora leggerò quel carino come un giudizio postivo! Fiuùùù.
      Purtroppo non ho confronti precedenti a cui fare riferimento e quindi sospetto anche io siano esageratamente lunghi, ma se lo confermi anche tu… Spero solo il tutto migliori per coloro che dietro di me seguiranno questo percorso. Se i lettori sapessero se gli autori esordienti sentissero…

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  2. chiarasole1981

    P.s. io il giustificato l’ho di default perché è una mia fisima. Le interruzioni di paragrafo sono uscite da sole, sul word. La formattazione quindi è dipesa dal fatto che fosse predefinita. Mi piace però l’idea di lasciare tutto “free”. 🙂

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  3. Da queste prime prove vedo però che di getto si scrivono “pensieri”, cioè quello che passa per la testa in quel momento, dei fatti propri, delle incombenze della giornata, dei malumori della vita. Ma non storie. Non personaggi inventati. Non ambientazioni diverse. Non fatti di vita altrui.
    Come scrivere un diario personale. E non so se per scrittura di getto s’intenda questo.

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  4. Tiziana

    Quello che dice Barbara è un’analisi attenta. In effetti sono stati riportati pensieri personali. Ma una scrittura di getto è anche un pezzo di racconto, romanzo per alcuni,buttati lì, senza correzioni. Di getto sono questi flussi di parole di noi stessi, quello che ci passa in mente. Faccio più fatica a dover far leggere i miei pensieri. Un racconto sgrammaticato è ugualmente un pezzo di te, a volte mette più a nudo di quanto sembra. Comunque,io, nei miei pensieri sono tremenda, imperfetta, sviso, certi pensieri, molti inenarrabili. Per qyedto sono intimi. Siete molto perfette anche senza correzioni.

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    1. Sicuramente avete ragione tu e Barbara. A me è venuto più facile lasciare liberi i pensieri perché il racconto se lo scrivo è dopo averci ragionato molto su. O è motivato da un concorso, un tema, un proposito o difficilmente è per slancio puro. Certo può esserlo l’idea iniziale, ma poi a quel punto inizia dentro di me la costruzione di tutta l’impalcatura per farla diventare un racconto o un articolo e quindi cambia aspetto molte volte, perché immediatamente correggo, taglio e completo come se stessi buttando all’aria una stanza. Di certo è di una confusione pazzesca perché alcune parti le sposto a fine pagina prima di cancellarle del tutto, pentendomene un attimo dopo e riutilizzandole come “buone per altro”. Insomma mai riuscirei a far capire a nessuno cosa c’è scritto visto che non lo so ancora nemmeno io. Se lo avessi testato qui sareste scappate a gambe levate pensando “ma che dice questa?”, con i pensieri che erano molto lineari e facili da rintracciare è stato più facile. Sto imparando a capirmi anche se decisamente non è sempre facile nemmeno per me. 😝

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    1. E’ stato un esercizio improvvisato di quelli che ti fanno sentire libera nell’espressione e nel tema da trattare, di certo da ripetere e che consiglio!
      Sì ho scritto un libro di narrativa dove 5 racconti lunghi sulle donne ne rivelano sfumature inedite e spero piacevoli. Un libro positivo con tante belle intenzioni. Quando sarà disponibile lo racconterò sul blog, anche se poi inizierà quel travaglio di cuore…”sarà piaciuto?”

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      1. Hai scelto un tema interessante, solitamente nella letteratura la donna viene descritta un po’ al solito, senza lasciar spazio a quella moltitudine di nuance che ci caratterizzano.
        Sarò ben felice di leggere qualche info in più, quando approfondirai sul tuo blog.

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    1. Grazie Marina, ma sei stata pioniera e per nulla da meno, anzi! Dopo aver levato la polvere insieme a te e portato i pensieri in giro mi sono messa seduta e lasciato che tutto scorresse libero. Sarà che ho solo questo al momento in testa, ma è stato naturale raccontare a chi non mi interrompe tutta questa passione che mi trottola dentro. Oppure sarà che dopo giorni di full immersion nell’editing sono ancora fresca di memoria e come un flash mi tornano chiari in mente i passaggi vissuti. Però questo è proprio il mio modo spontaneo di parlare, sì in effetti scrivo come parlo, e quindi molto affine.

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    1. Non credo sia un merito o un demerito, ma una forma mentis. Chi scrive di getto è forse più affine a questo sistema di scrittura. Un esercizio adatto ad alcuni e non tutti: se il suo fine ultimo è tirare fuori la creatività funziona, ma se al contrario la trattiene e rende a bloccare le idee e la costruzione dei pensieri allora no, non vale la pena tentare.

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    1. Grazie, ma in effetti ho avuto il supporto del correttore ortografico che mi segnala gli errori, almeno quelli li ho evitati. Diciamo che la scrittura di getto, senza la revisione globale, è proprio adatta ad una prima stesura o comunque a riflessioni personali, non certo a un prodotto finito. Però questo esercizio aiuta molto a sciogliere le mani, un po’ come lo stretching, perché a lungo andare si rischia di restare troppo avvinghiati a quel tarlo della perfezione che inibisce il fluire della scrittura. Lo consiglio a chi sente di avere un tappo emozionale.

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        1. Il giochino nasce nel blog di Chiara Solerio che affronta proprio questa tematica e almeno nella prima stesura prova il sistema della scrittura di getto come metodo per tirare fuori senza lasciarsi imprigionare dal metodo. Certo è che il rischio di lavorare poi dopo molto di revisione è alto, ma spesso potrebbe uscire materiale buono da usarsi in altra maniera o quanto meno la sensazione di sentirsi liberi. Il farlo sul blog una sorta di scommessa-coraggio.

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