Donne e motori e cartine…

pablo

Oggi tocchiamo un tasto dolente. Se esiste una cosa che mi ha sempre fatto arrabbiare è il classico discorso secondo cui le donne non sanno guidare. Conosciamo tutti il detto donne al volante pericolo costante?! L’origine del proverbio sembrerebbe essere radicata nell’immaginario collettivo che vede il popolo femminile destreggiarsi con maggiore difficoltà fra parcheggi e manovre che richiedono un elevato grado di precisione.
Per alcune può anche essere vero, ma non per tutte. Conosco donne molto capaci, pure bravine, addirittura navigatrici di rally e posso fermarmi qui perché in effetti se si parla di motori e controllare olio, mettere catene, sostituire gomme… no, per prima mi tiro indietro. Sono in grado di guidare sul cerchione per chilometri incapace a cambiare una ruota, facendomi suonare dal conducente dietro che mosso a compassione si ferma e mi sostituisce il tutto. (Successo giuro e per due volte!)

Noi donne non siamo un granché. Gli uomini glielo concedo sono molto più capaci nel fare il check up completo all’auto solo ascoltando il rumorino sospetto, non si chiama forse orecchio assoluto?

Però la piccola Bibbia, a cui faccio riferimento continua a svelare i segreti, ed oggi tocca proprio a quelli riguardanti le cartine stradali nella cui lettura sono molto più bravi rispetto a noi.

Il motivo lo dico subito, così ci si mette il cuore in pace: dipende dalla percezione spaziale.

Nel maschio sta in posizione tattica nella parte destra, al contrario della donna che ne ha sparsa in entrambi gli emisferi, ma senza un vero controllo. Potremmo dirci al 90% un caso disperato. Alzo la mano e mi faccio avanti: presente.

La storia della cartina è un pretesto. Ma vero.
Mentre gli uomini leggendo una qualunque mappa sanno, non solo trovare il nord e tutti i punti cardinali, ma anche organizzare la strada migliore, il giro giusto, la traversa corretta o il sentiero ottimale, la donna si è persa. Vaga alla ricerca del punto esatto. E vi dirò di più. Se darete la cartina a lei, smetterà di parlare perché la capacità spaziale localizzata in entrambi gli emisferi interferisce con la funzione linguistica, mentre per lui si tratterà di interferenza con quella uditiva, quindi nessuno si stupisca se dovrà regnare il silenzio.
Se questo argomento vi ha sollecitato interesse allora ascoltate il seguito.

Quando si tratta di imparare a guidare, uomini e donne hanno proprio atteggiamenti diversi. Per lei la sicurezza è al primo posto, ed arrivare sani e salvi l’unica cosa importante. Per lui, beh, è tutto molto diverso. Si tratta di mettere alla prova la sua percezione spaziale in rapporto all’ambiente, una guida pericolosa vista dal lato femminile, ma necessariamente adrenalinica per quello maschile.

L’esempio più simpatico è quello del tergicristallo e ancora una volta mi ci rivedo in toto: alla prima goccia lo aziono (non si sa mai) scatenando le rimostranze del mio compagno che invece ha rapidamente contato la quantità di acqua sul vetro e azionerebbe il tergicristallo solo al momento opportuno. Antipodi.

Solo che ora veniamo a noi, perché lo ricordate il titolo? Esiste la seconda parte: “…Perché gli uomini non si fermano a chiedere?”

Personalmente penso che chiedere non costi nulla, anzi sia quasi una scusa con cui rafforzare la fiducia in me stessa, ma a detta del libro per un qualunque uomo l’impatto è diverso. Chiedere assume il significato di darsi per vinto, ammettere una sorta di sconfitta nei riguardi delle famose competenze spaziali. Tutto questo perché, mentre al mondo femminile piacciono le persone, a quello maschile gli oggetti. Ora messi a confronto così parrebbe davvero brutto, ma la spiegazione migliora l’idea. Seguitemi.
Uomini e donne percepiscono lo stesso mondo con occhi diversi. Oggetti e la loro relazione vengono visti in maniera spaziale, come ad incastrare pezzi di puzzle, ma se per i primi sono solo oggetti ( scopi, posizioni, potere) per le seconde sono rapporto con il prossimo allo stato puro ( collaborazione, armonia, condivisione).

Una cosa è chiara sul modo di guidare non arriveremo mai ad un compromesso, ognuno manterrà il suo. Per quanto riguarda la cartina invece si sono fatti passi avanti, infatti pare che nel 1998 in Inghilterra abbiano elaborato una mappa bidirezionale composta da una cartina tradizionale verso nord e una rovesciata verso sud. (La nuova mappa evitava alle donne di compiere una rotazione spaziale ed è stata accolta con grande entusiasmo.) Ma il gps ha dato una mano concreta assoluta, impedendo di sbagliare e diventando un secondo volante dell’auto. Risolto il problema.

Da tutto questo si deduce che siamo proprio rimasti ognuno sul proprio versante della montagna e la comunicazione sia proprio interrotta.

Forse… Vi aspetto la prossima puntata, però ora ricordate avete il vostro spazio…

E tu quanto sei d’accordo?

Libro di riferimento “Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?” di Allan e Barbara Pease (Autori), A. F. Tissoni (Traduttore) Edizione Rizzoli

9 pensieri su “Donne e motori e cartine…

  1. Quanto sono d’accordo? Zero. Cioè, in queste zone il principio è proprio rovesciato. In famiglia sono quella che ha più km in assoluto sulle spalle come driver, anche se oramai le trasferte sono ridotte o sono passeggera. Mio padre non ha mai saputo leggere una cartina, manco la pianta di casa. Mia madre guarda da che parte sta il muschio per individuare il nord. Dieci anni nello stesso ufficio e ancora devo spiegare dov’è la strada principale perchè per entrare facciamo una U e i maschietti si perdono la bussola. Ma davvero, anche senza volerlo, io risulto il navigatore in ogni situazione. Il caso più famoso, diventato leggenda: collega sperduto nella bassa milanese, in mezzo a tormenta di neve, gps ko (quando è nuvoloso capita di perdere la triangolazione satellitare), deve raggiungere una cena di rappresentanza. L’ho pilotato dal mio pc, guardando Google Street View (immagini di agosto) e ipotizzando cosa potesse vedere con la neve. Come ho imparato? A mie spese, quando avevo il palmare con viaMichelin installato che sbagliava continuamente strada. Quindi, leggevo la cartina per sapere se stava andando giusto…
    Inoltre, le donne non sanno guidare per un retaggio culturale, che ahimè ancora permane. Per questioni economiche ci sono molte famiglie che hanno una sola auto e chi la usa? Il marito. Lei, anche se ha un lavoro e potrebbe permettersela, o usa i mezzi pubblici o la bicicletta. La poca pratica innesca paura alla guida e la paura alla guida porta ad avere la cosiddetta “patente da borsetta”, che serve solo per scaricare i punti delle multe altrui. Poi ci sono anche donne che approfittano di questa situazione, per non avere responsabilità (quel “Mi hai strisciato la macchinaaaaa?” urlato da lui). Ma che le donne non siano in grado di guidare per questioni genetiche proprio no. Prima o poi un giro in pista con una Audi R8 me lo faccio…ah si…

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    1. Sei un caso a parte!😝
      Che non sappiano guidare non lo credo nemmeno io, non così da renderlo almeno fenomeno di massa, ma di essere più prudenti sì e molto meno appassionate ai motori. Come al solito esistono eccezioni, ma per la maggior parte, l’auto la donna la considera un mero mezzo di trasporto.
      Sulle capacità di leggere le cartine io faccio ridere… mi perdo ovunque e spesso vago con il naso per aria chiedendo più volte perché un angolo dopo di nuovo mi sono ripersa. Ma sono un caso disperato. Infatti anni fa sono andata a Gardaland seguendo la macchina di amici dotata di navigatore mentre i miei figli mi dicevano “mamma, me lo sento non ci arriveremo mai!”Ho rischiato di sbagliare strada e solo con il supporto telefonico degli amici alla fine sono arrivata, ma che fatica!
      Altra cosa è se devo invece camminare, allora mi oriento meglio, se si tratta di bosco poi… solo grazie al mio spiccato senso fortunato ho riportato sulla giusta strada il mio compagno e mia figlia dopo un giro a funghi. Esperienza che ancora mi fa ridere, mi sentivo tanto uno di quei partecipanti a Survival. Guardavo il muschio, il terreno, le montagne circostanti… alla fine il fattore c ha vinto!

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  2. Io non uso il gps. Mi confonderebbe, perché metterei a conflitto il senso dell’orientamento con la parte razionale. Io leggo solo la cartina e non sbaglio un colpo. Ricordo quando andai per la prima volta a Milano in macchina -stavo sbarcando per iniziare il nuovo lavoro – ho studiato la cartina per muovermi. Chi stava di fianco a me, era stupito per la sicurezza con cui mi muovevo. Non c’erano sensi vietati a fregarmi. Analogo discorso a Torino, dove la complicazione è data dalla tipologia di città. Stesso discorso, quando vado nel bosco. Mai perso. La strada di casa la ritrovo sempre.
    Donne al volante? Qualcuna è un’autentica frana, altre sono brave. Mia figlia la metto nel secondo gruppo, anche se le cartine non le sa leggere, e si affida al navigatore, con esiti a volte comici. E’ brava anche in presenza di nebbia, che si sa annulla molte percezioni. Qui serve la capacità di ‘leggere’ la strada.
    Però parcheggi o retromarce sono argomenti bisex. Conosco molti uomini che hanno necessità di una piazza d’armi sgombra per parcheggiare oppure di una guida per infilare lo stallo in retromarcia. Così come ci sono donne abilissime in entrambe le manovre.
    Per motore e affini… stendiamo un penoso velo. Non sono molti gli uomini che sanno cambiare una gomma o controllare l’olio, esattamente come le donne.
    Diciamo che gli uomini sono bravini ma non troppo rispetto alle donne.
    Per quanto l’adrenalina nella guida? Devo dire che le nuove generazioni femminili sono molto più spericolate nella guida rispetto alle quarantenni e oltre e talvolta rispetto ai maschietti. precedenze da brivido e sorpassi da urlo ne vedo tanti con una giovane donna al volante.

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    1. Casistica al completo! In effetti come per tutte le cose dividere in modo netto uomini e donne non è per nulla facile. Poi al solito mettiamoci che alla guida si è sovrappensiero, sovraccarichi di altro, tipo musica, chiacchiere, telefono… ecco spiegato parte del numero di infrazioni del codice. ( e queste non sono scusanti ma aggravanti, per me se si guida si guida e basta!)
      Per la lettura delle cartine io credo ci sia una sorta di capacità innata, nel senso che a me viene mal di testa da lontano e spero sempre mi venga in soccorso google map con il dettaglio delle strade da affrontare… la facilitazione di un percorso lineare rispetto al tre d lo sento come aiuto, lo ammetto.

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      1. concordo sul ‘si guida e basta’. Questo vale anche per me. La musica? Solo dolce sottofondo, esattamente come a casa. Telefono? Vade retro Satana. Chiacchiere? Sì ma con prudenza. Dipende dal traffico e dalla strada. E comunque sfrutto la mia capacità di ascoltare con un orecchio e osservare quello che mi sta intorno allo stesso tempo.

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  3. E no, cara mia, qui i ruoli sono in parte invertiti: sono io che mi oriento meglio di mio marito e seguo meglio le indicazioni sulla cartina. Aggiungi che sono una sperimentatrice: in macchina mi piace scoprire percorsi alternativi, scorciatoie, mi piace conoscere le strade. Mio marito è più pigro e si fa guidare da me.
    Quel luogo comune lì ha una sua ragion d’essere, perché sono la prima a criticare certe manovre fantasiose di alcune donne al volante, io, da donna, c’è da ridere. Però la gradasseria degli uomini quando sono alla guida e pensano che l’azzardo riuscito sia figo mi fa proprio inc…

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    1. Bene allora sei della categoria delle brave alla guida, la percentuale che ci tutela! Forse hai fatto di necessità virtù visto che tuo marito non ama guidare, o forse è proprio una tua attitudine. Io ricordo che mio padre a 18 anni mi ha regalato la patente e a 19 la macchina (un Panda usato che mi pareva un aereo) insistendo diventassi indipendente e capace e parole sue”non come certe donne inguardabili alla guida”. Merito delle sue urla e di quelle del fidanzato di allora se, diciamo me la cavo.

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      1. A parte la gradasseria maschile (figuratevi quando vedono una bionda al volante….), la cosa più pericolosa l’ho davvero vista fare ad una donna: autostrada, verso uscita al casello, comunque agli 80 km/h, stava guidando e si stava dando il mascara guardando lo specchietto del parasole.
        Io inorridita che pensavo che sicuramente non ha visto il film Final Destination 2 (motivo per cui in auto da me le bottigliette d’acqua viaggiano ben salde…) :/

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