Un libro interessante

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Oggi niente intervista, anche se sempre di letture interessanti vi parlo, non sentirete nulla direttamente dalla voce dell’autore, ma solo della lettrice. Io.
Ho da poco terminato un libro davvero particolare, regalo natalizio, che mi ha lasciato la voglia di approfondire il discorso. Quindi ecco il motivo di questo post. Conoscere la vostra opinione in proposito.

Svela già molto il titolo: “Non siamo qui per caso il potere delle coincidenze” di Marco Cesati Cassin. L’autore si definisce un ricercatore nonché studioso degli avvenimenti legati al Destino, alle coincidenze e alla sfera spirituale.
Argomento interessante, vero?!

Si tratta di un libro pieno di esempi, ben raccontati, dove l’autore oltre a narrare di sé, cita esempi famosi, leggende e storie comprovate, in un bell’assaggio di tutte quelle situazioni strane che capitano nella vita di ognuno e spesso fanno restare con il dubbio di aver solo immaginato.
La migliore definizione di coincidenza data nel libro è “fatto accidentale che casuale non è” coniata dallo psicanalista Jung, allievo di Freud. Costui, affascinato dagli episodi accaduti durante le sedute con i pazienti, per meglio definirli, introdusse l’espressione “sincronicità” intendendo con questo l’accadere, nello stesso arco spazio-temporale, di un evento psichico e di uno fisico che, pur essendo correlati, non hanno alcun legame casuale.
Io, nelle letture, di sincronicità ne ho sentito citare molto raramente e così per associazione di idee mi è tornato alla mente il libro “La profezia di Celestino”. Quindi la famosa luccicanza. Altro aspetto scientificamente inspiegabile che, sia King sia Stanley Kubrick, definiscono irresistibile richiamo dello shining, che sembra avere in sé qualcosa di soprannaturale.

Ma torniamo all’inizio. Riprendiamo il discorso legato alle coincidenze. Che in tutto e per tutto hanno la connotazione di essere illogiche. Quindi nulla di scientifico, ripetibile e soprattutto governabile. Discorso interessante, a mio avviso.

Discorso che spesso è erroneamente scambiato per Fato che a sua volta non è per nulla fratello del Destino. Poiché mentre l’ultimo è dettato dalla conoscenza dei fatti, il primo è dettato dall’ignoranza degli stessi. A questo proposito riporto un passo davvero curioso che mi ha molto fatto riflettere.

Il Destino asseconda i violenti e gli oppressori: per anni si sottomette al loro forte volere, cui presta obbedienza cieca e servile. Giulio Cesare, Alessandro Magno, Napoleone ne sono un esempio. A volte può accadere che per uno strano capriccio il Destino favorisca uomini di scarso valore e dia loro opportunità immeritate e imprevedibili. Per un vertiginoso attimo il Fato depone le sorti del mondo in mani inaffidabili e incapaci di gestire un tale potere. La sorte catapulta queste persone al centro del palcoscenico, in un gioco troppo elevato per loro, che non sono in grado di controllare, e tremanti si lasciano sfuggire l’istante propizio. Le occasioni di grandezza si offrono solo per un attimo a chi grande non è: una volta sprecate, non si ripresentano più.

Assecondando questa lettura la spiegazione delle disavventure per Napoleone con la battaglia di Waterloo sfocia nel momento fatale, che assume il massimo valore e gli determina gli eventi finali della vita. Poiché secondo questa teoria, il fine ultimo di tutte le coincidenze è portarci al compimento del nostro compito, evidentemente arrivando proprio dove era Destino.

Se tutto quello che fino ad ora vi ho raccontato non bastasse, durante la lettura del libro è comparsa anche una parola che mi ha davvero molto incuriosito. Serendipità. Ammetto la mia ignoranza, l’ho udita per la prima volta. Un neologismo che indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra. Il termine deriva da Serendip, l’antico nome persiano dello Sri Lanka, prima ancora che si chiamasse Ceylon. Lo scrittore Horace Walpole ispirato dalla lettura di una famosa fiaba persiana “Tre prìncipi di Serendippo” ha così coniato il termine nel lontano 1754.

I tre protagonisti, figli del re filosofo Jafer, dopo aver compiuto i migliori studi a corte intrapresero la via dell’esperienza andando per le vie del regno. Lungo il percorso si imbatterono in situazioni pericolose, dalle quali si salvarono grazie all’intuito e allo spirito di osservazione: riuscivano infatti a cogliere anche quei segnali e quegli indizi che non andavano cercando.

La serendipità però viene anche indicata in campo scientifico quando scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro. Insomma l’evidenza che elementi casuali interferiscano in ogni scoperta rende questa parola davvero molto interessante. Ad esempio la scoperta della penicillina pare frutto proprio di questa situazione. Se lo scopritore non fosse stato raffreddato, se non avesse messo le proprie secrezioni nasali su una piastra per coltivare i batteri osservando sviluppare qualche germe, se non gli fosse caduta una lacrima sopra… Forse non avrebbe scoperto la lisozima e anni dopo ripetendo l’esperimento, seguendo l’evoluzione di una muffa, non avrebbe isolato la sostanza antibiotica della penicillina. Un caso, il Fato, il Destino, una coincidenza o la serendipità?

Ora non so se tutto questo parlare di cose astratte aiuta a credere o mistificare coincidenze, luccicanze, serendipità e sincronicità. Io posso dire la mia. Farà sorridere e altrettanto farà storcere il naso, perché è umano sia un comportamento che l’altro. Sta di fatto che da sempre mi si narra una storia legata al mio passato.

Ero neonata, avevo 20 giorni di vita e dormivo nella culla in una stanza della casa. In un’altra mio nonno paterno stava morendo per effetto della sua malattia. La sua mano debole ha preso quella di mia madre e in un sussurro le ha mormorato “Vai, la piccola sta soffocando”. Mi ha salvata, da quella che si chiama morte in culla. Un istante dopo io vivevo e lui spirava. Ha sempre detto che sono stata il suo dono, quello che tanto attendeva. Quel giorno era il 21. Un numero che ritorna molto spesso nella mia vita, donandomi molto in equazione costante a quanto mi porta via.

Le coincidenze sono queste: numeriche, numinose, seriali… e scommetto che ognuno, pensandoci, conosce della propria esistenza quel pizzico di magia inspiegabile che li ha fatti trovare lì senza un apparente ragione, e ha coinciso con i momenti importanti.

Leggere questo libro mi ha costretto a riflettere, a rileggere le storie più volte, a cercarne certezza per poi abbandonarmi a quella inspiegabile sensazione: se le coincidenze esistono e perché da qualche parte ci vogliono portare. Vivere è anche questo, provare.

E voi, alle coincidenze, alle stravaganze della vita che valore date?

29 pensieri su “Un libro interessante

  1. Wow! Un articolo minuzioso per un libro, a quanto pare, molto intrigante. Credo che lo leggerò!
    Anch’io subisco il fascino delle così dette “coincidenze” e spesso mi ritrovo a rimuginare su eventi e situazioni che appaiono misteriosi. Forse ne racconterò qualcuno nel mio blog … Mi hai ispirato l’idea per un nuovo articolo, grazie 🙂

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    1. Benvenuta Stella92marina (di nome sei Stella o Marina?), mi fa piacere ti abbia intrigato e fatto nascere nuove idee. Secondo me se usassimo più attenzione nei confronti delle coincidenze che capitano avremmo un cammino più facile, stile le molliche di Pollicino.😉

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        1. Hai un bellissimo nome! Stella! Luminosa lo sei già quindi, non faccio fatica a credere tu riesca a dedicare la giusta attenzione alle coincidenze. Sarò felice di leggere il tuo articolo in merito. Sempre saputo che noi donne si ha una marcia in più.😉

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  2. io sono sempre stato convinto che il Destino, non il Fato che secondo me è un atto passivo, sappia sempre in anticipo cosa farò. A me capita, non dico spesso ma a volte, che facendo una scelta apparentemente illogica evito dei guai. parlo di intuizione ma forse è il destino che ha agito per me.
    Intrigante il libro. Credo che meriti di essere letto, specialmente da persone come me che credono nel solco tracciato a priori del destino.

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    1. Io credo che nessuno avrà mai la certezza di cosa sia vero e cosa solo il frutto delle nostre deduzioni. La mappa è davvero misteriosa. Se ci approcciamo con mente scientifica le coincidenze sono tutte piccole tracce di un qualche cosa da decodificare. Se invece lasciamo viaggiare la parte esoterica… allora potremmo stupirci.
      Il libro è un piccolo trattato davvero curioso che non pretende di certificare nulla ma raccoglie talmente tanti esempi che alla fine uno le idee le ha più chiare.

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  3. Quindi non hai mai visto il film Serendipity? Rimediare subito! 😉
    Io vedo coincidenze strabilianti ad ogni angolo, che non riesco a capire se si tratta della mia più che fervida immaginazione o se qualcuno là sopra gioca a dadi e si diverte alle mie spalle. Se così fosse, lo pregherei di aggiustare il karma, grazie.

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    1. No il film non lo conosco ora vado a controllare di cosa si tratta, e se come penso merita devo assolutamente recuperare. Le coincidenze sono opportunità. Io le vedo così e non si deve sprecarle, secondo me tutti siamo spettatori di incredibili coincidenze, ma solo l’occhio credulone e sereno alla fine le vede. Lo stress della vita e le fregature non lasciano loro il giusto spazio, purtroppo.

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    2. Dopo il tuo consiglio ieri sera ho subito optato per “andiamo a vedere di cosa si tratta”. Così ho visto Serendipity con un musone al mio fianco incredulo fino alla fine (voleva i suoi soliti film alla Commando).
      “Naa troppo esagerato, dai. Giusto un film!”Invece io a quell’ascensore avrei tirato delle mazzate e alla fine sono andata a letto con la precisa sensazione che sì: il destino fornisce tutte le occasioni ma noi dobbiamo proprio dimostrare di volerlo quello che inseguiamo. Grazie per il consiglio, davvero carino il film. Poi oggi nei commenti scopro che leggeremo un libro di Sandra con le coincidenze dentro… direi soddisfatta!

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  4. Che argomento affascinante! Io ci credo eccome al destino, mi sono accadute troppe “coincidenze” per pensare che sia stato il caso a provocarle. Sono convinta che ci siano dei nessi tra gli eventi, magari non proprio tutti, ma quelli più significativi sì.
    Ma la storia della culla è tua, ho capito bene? Mamma mia, davvero incredibile, sia per il fatto che ti abbia salvata, sia per come le vostre vite si siano intrecciate.

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    1. E lo so che tu come me sei molto “dentro” a questo argomento. Infatti mi sei venuta in mente mentre leggevo e pensavo “Chissà Maria Teresa cosa ne penserebbe”, peccato essere lontane e non poterti passare il testo.
      Sì la storia della culla è vera e appartiene proprio al mio passato. Un piccolo aneddoto che ho voluto legare al discorso, ma in effetti sono tante le situazioni strane in cui le coincidenze hanno indirizzato la mia vita verso una direzione che ho scoperto solo dopo.
      Le ultime frasi che concludono il libro sono racchiuse in un capitoletto intitolato Panta rei:
      e non posso che concordare.

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  5. Pingback: Una stranezza dal Passato – LETTERE A UN LETTORE SPERDUTO – La Vita è come un libro: c'è sempre un nuovo capitolo da scoprire! –

  6. Trovo questo argomento molto interessante. Chi non vorrebbe capire qualcosa in più e meglio della nostra vita? Chiamiamolo Destino, Fato, Coincidenze. I cristiani la chiamano “Provvidenza”. Il cattolico Manzoni ci scrisse un’opera avente come protagonista principale proprio la Provvidenza: mi riferisco a “I Promessi Sposi”. Credo che nulla capiti a caso nella nostra vita. Bisogna, con la nostra intelligenza ed esperienza di vita, saper leggere sapientemente tutto quello che capita nella nostra vita.Il papa Giovanni XXIII amava utilizzare questa espressione: “Bisogna interpretare i segni dei tempi”. Gran bel articolo!

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    1. Grazie.
      Nel libro vengono riportati diversi passi della dottrina cristiana e allo stesso modo anche di filosofie orientali con citazioni varie e insegnamenti interessanti. Di certo nulla capita a caso, ma come dici tu si deve sufficientemente esperti o aperti nel riconoscerlo.

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