Comunicare

pablo

Siamo alla terza puntata di questa originale visione uomo e donna che finalmente aiuta a comprendere meglio il perché siamo tanto diversi. Abbiamo capito di essere frutto di un passato “importante”, a volte scordato ma comunque assimilato, di essere speciali entrambi (mi sbilancio affermandolo, ma lo penso davvero) e di essere pieni di variabili da considerare ed apprezzare. Oggi come anticipato dal titolo, il discorso si sofferma sulla comunicazione. E non immaginereste mai che…

Il linguaggio è tra le prime cose che iniziamo a studiare quando veniamo al mondo. E’ quello strano modo di comunicare che hanno le persone a noi vicine, solo con regole di diverso livello che nel tempo via via scopriamo. Non parlo certo di grammatica e sintassi a cui pensa la scuola o qualche genitore forbito, parlo proprio delle sottili velature di linguaggio che mettono in crisi, prima o poi, ogni adulto in una coppia. Scommetto infatti che vi rivedete almeno in una di queste situazioni.

Perché? Le risposte a questo perché, sono certa vi faranno sorridere.

Perché innanzi tutto la donna parla ad alta voce e non sempre ciò che le esce come domanda ha bisogno di una risposta. Spesso ha già in mente la soluzione e vuole solo la conferma, però non essendovi dall’altra parte un indovino, ma un uomo abituato a trovare risposte adatte ad una mente analitica, si genera confusione per il parere contrario che mette tutto in discussione. L’esempio chiarisce perfettamente:
– Metto le scarpe blu o oro?
– Mhhh, le blu.
– Avevo già scelto le oro, ma se mi dici così allora non ti piacciono e non le metto.
Risultato forse era meglio chiederle se avesse già deciso e optare per rafforzare la scelta.

Secondo motivo è che le donne iniziano a parlare prima rispetto agli uomini. Le statistiche sfornano dati che io in prima persona da mamma posso avvalorare. Le femmine parlano meglio e prima, mentre la pigrizia dei maschi sfocia in una carenza linguistica da accettare per molto tempo. Non stupiamoci quindi se noi donne si parla sempre! Siamo ben più esperte!

Terzo, nelle donne il linguaggio è controllato da due aree specifiche: una più grande situata nella parte anteriore dell’emisfero sinistro ed una più piccola nella stessa porzione dell’emisfero destro. Questo lascia spazio al resto del cervello di compiere altre funzioni e le rende grandi parlatrici. Inutile dire che nel cervello maschile la parte dedicata al linguaggio risiede solo in un emisfero. Mi spiace: 2 a 1 palla al centro.

Quarto, le donne non archiviano i problemi ma, loro malgrado, continuano a farli girare in testa. Per questo raccontare al partner la lunga giornata trascorsa è uno sfogo e non la ricerca di trovare soluzioni. Rimuginare è una caratterista logorroica di noi che non sappiamo accettare la condizione di resa, non stupitevi dunque se dopo tempo tiriamo fuori qualche vecchio problema, non  dimentichiamo nulla. Altro che gli elefanti!

Per capire meglio il discorso comunicativo così complicato facciamo un passo indietro di qualche epoca. Sempre sfruttando la nostra favoletta iniziale, gli uomini si sono evoluti come guerrieri e si sono predisposti a risolvere le situazioni. Uno dei sistemi in cui riescono ancora oggi è parlando tra sé e sé. Essendo un modo silenzioso, sconosciuto alle donne, viene scambiato per noia o ozio e subito colmato con una qualche incombenza che porterà il malcapitato ometto a interrompere la riflessione scatenando rabbia. Alla maniera opposta la donna ritenendo il suo modo corretto, pensa ad alta voce e condivide il suo punto di vista che l’uomo scambia per un nuovo carico di responsabilità nella decisione. Insomma ci siamo capiti. Non ci capiamo proprio. Ognuno dei due resta convinto della propria ragione e abitudine di linguaggio senza mettersi mai nei panni altrui.

Ora dovrei regalarvi dati interessanti in grado di spiegare un altro piccolo gioco al massacro che spesso accade, ma sarò brava e farò un semplice sunto. Le donne usano in media 20.000 parole al giorno contro le 7.000 di un uomo. Ipotizziamo di averli entrambi a cena in una normalissima serata infrasettimanale e di osservarli. Lei, tentando un normale approccio, comincerà a estorcere risposte dal suo lui silenzioso, ormai scarico di parole. Lui a monosillabi cercherà di soddisfarla, creando invece l’effetto “mi sta ignorando” che i ricettori le inviano al cervello. Quando saranno cambiati i ruoli lei sembrerà un fiume in piena al contrario di lui che desidera solo il silenzio. Perché una donna parla anche solo per il gusto di farlo, mentre l’uomo per la predisposizione analitica cercherà di interromperla per fornire soluzioni ai suoi problemi. (Anche qui mi sento in causa e sorrido comprendendo bene come devo sembrare folle nei miei discorsi sconclusionati solo per dare aria alle trombe, mentre lui mi osserva perso in qualche lido caraibico.)

Ci sono poi svariati elementi da considerare nell’uso diverso del linguaggio. Ai maschietti piacciono i termini pomposi e hanno proprio una propensione per il lessico, alle femmine invece la preferenza è data all’intonazione della voce e al linguaggio del corpo. A noi piace usare le parole come ricompensa, manifestando interesse per la persona, ed essere indirette (alludendo ciò che desidera senza esprimere la richiesta) e non avendo il lessico controllato da alcun centro cerebrale specifico, l’esatta definizione delle parole è per noi insignificante. Da qui nascono le licenze poetiche e le esagerazioni nate per sortire un maggior effetto, mentre gli ascoltatori maschi interpretano ogni parola pronunciata come se fosse vera e si comportano di conseguenza.

Interessante è infatti una conversazione del tipo:
– Non sei mai d’accordo con me.
– Cosa intendi per mai se ti ho appena dato ragione?!
Ecco la donna usa i sentimenti per avere la meglio e l’uomo pone l’accento sul significato delle parole e la conversazione si inasprisce senza che i due si capiscano.
Morale.
Per lui: non prendere alla lettera le parole di una donna.
Per lei: esporre una argomento alla volta e il più possibile usando la logica.

Riusciranno mai? Alla prossima puntata di cui non vi svelo nulla.

Però di qui non si scappa, lo sapete.

E tu quanto sei d’accordo?

Libro di riferimento “Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?” di Allan e Barbara Pease (Autori), A. F. Tissoni (Traduttore) Edizione Rizzoli

17 pensieri su “Comunicare

  1. Noam Chomsky, padre della grammatica generativa, sostiene che il linguaggio umano è troppo complesso per poter essere appreso (semplifico); esso ha quindi una base sicuramente genetica. Partendo da questo assunto, visto che uomini e donne geneticamente differisco (magari non di molto, ma differiscono), semplicemente parliamo due lingue diverse! 😛

    P.S. parlando di “emisferi”, non conta la quantità [di parole sfornate la minuto] ma la qualità. 2 a 2, palla al centro! 🙂

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  2. Così come tra uomo e donna, accade anche tra persone diverse di qualsiasi sesso di “essere su lunghezze d’onda diverse”, non capirsi. Immagino ci siano anche aspetti genetici e culturali, formativi, che entrano in gioco. O anche solo per diversi significati o peso che si danno alle parole.
    Bisognerebbe imparare, quindi, a chiarirsi, invece di accusarsi. 🙂 E, invece di parlare, iniziare a “parlarsi”, chimera che ho sempre inseguito, generalmente senza successo.

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    1. Quello che dici è molto vero. Parlarsi senza ascoltare e capire e ciò che avviene per una sorta di supremazia verso l’altro. Quella che chiami chimera è lo stato di equilibrio difficilmente raggiungibile dall’essere umano, quel famoso motivo per cui si tende a mandare in fumo invece che aggiustare i rapporti.

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  3. Le donne usano in media 20.000 parole al giorno contro le 7.000 di un uomo.
    Assolutamente vero. Se questa è la predisposizione genetica, esistono però un effetto di accumulo delle parole non utilizzate e pure una migliorata capacità comunicativa che s’impara in anni di pratica. Per cui ci sono donne che riescono a stare per sei mesi usando 3.000 parole al giorno e solo al lavoro (accantonandone circa 3 milioni…magari da usare sulla carta) e ci sono uomini che ne sfornano 15.000 al giorno, ma tutte inutili e ripetitive 😛
    Insomma, per ogni media statistica ci sono quei fetentoni degli outlier.

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    1. 😝 statistiche… numeri…
      Alla fine però vedo parlare anche chi di solito non parla mai solo se argomento e momento sono quelli propizi, forse a volte le parole non escono per stanchezza e noia, forse le stesse persone si fanno molti discorsi interiori…

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    1. Donna con la D maiuscola, mia cara, irresistibile e incomprensibile per l’uomo… sarebbe bello che tuo marito raccontasse la sua esperienza in proposito, chissà che manuale ne verrebbe fuori. Il mio in una sintesi ristretta direbbe: senza via d’uscita!😉

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  4. Pingback: La resa dei conti – svolazzi e scritture

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