La mia intervista a Daniele Savi

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Quella di oggi sarà un’intervista strana, strana in quanto anomala. Visto che il libro di cui parlerò non è stato ancora pubblicato.
L’autore in questione è un collega per diverse ragioni. Innanzi tutto ama scrivere, ha collaborato all’antologia Buck e il Terremoto con un racconto e ha scelto la strada del crowdfunding per pubblicare. (Nel caso vi sfuggisse il significato di questo strano vocabolo: ha messo in prevendita il libro. Concisa vero? Al riguardo consiglio la lettura della rubrica di Silvia Algerino sul suo blog in merito che spiega nei dettagli strategie e approfondimenti.)
Ora vi racconto però qualche cosa di più.

Benvenuto Daniele in questo blog dove di solito si parla di libri pubblicati, già reperibili, già letti e recensiti, in cui mi diverto a spulciare sul “come” e sul “cosa” volesse raccontare l’autore. Tu sei l’eccezione e sono molto felice di questo.

Chiariamo subito che io il tuo libro l’ho prenotato quindi faccio parte della rete dei sostenitori che vuole più di ogni altra cosa leggerlo. Solo che per poterlo avere devi ancora?

Prima di tutto: grazie! Devo ancora…trovare la metà mancante (vale per tanti altri aspetti della vita, in questo periodo!). Sono proprio nel mezzo della campagna, sia in termini di copie prenotate che per quanto riguarda i giorni mancanti, pressappoco. La strada da fare è ancora lunga, ma come dico sempre: dipende anche da voi sostenitori. Più amici mi portate, prima finirà l’avventura e avrete in mano la vostra copia 😃

Benissimo facciamo il gioco dell’estrazione dei numeri e lasciamo liberi coloro che leggono di giocarseli, non si sa mai, la fortuna sappiamo bene essere originale nelle sue scelte. Rispondi a queste domande.
Quanto tempo c’è prima che si concluda la campagna?

84  giorni 

Quale percentuale hai raggiunto?

55 %

Quante copie ti mancano?

68

Quanto costa il cartaceo?

16 €.

Quanto l’ebook?

7,99 €.

Non male questi numeri! Se dovessero portare fortuna ricordatevi di noi nelle vostre preghierine al sole sotto l’ombrellone, cosparsi di protezione 30 😉.

Torniamo seri. Al momento in cui siamo (oltre la metà del percorso), chi prenota ha la certezza di leggere il tuo libro perché hai raggiunto il primo scalino, con revisione del testo, impaginazione e stampa. Non male. Diciamo una garanzia.

È così! A fine campagna, se non avrò raggiunto le 150 copie minime, i sostenitori potranno scegliere se avere comunque indietro i soldi, oppure ricevere una copia con un leggero lavoro di revisione del testo e, nel caso del cartaceo, di impaginazione. Speriamo a ogni modo che il problema non si ponga.

Quindi è questa la tua intenzione: arrivare ad ottenere la revisione dell’editor, la messa in vendita nelle librerie e canali di libri on line. Un obiettivo condivisibile, per altro il mio medesimo e per il quale la maggior parte di chi scrive ambisce.

Tutte le scelte che ho fatto nella vita, a volte sbagliando, spesso subendo delle sconfitte, sono state volte a non accontentarmi mai. In questo caso ho deciso di sospendere la pubblicazione del mio libro, già pronto per essere affidato al mio solito self-publisher di fiducia, per tentare una strada che potesse offrirmi di più. Scontentando certamente alcuni che avrebbero preferito leggerlo prima (anche se potete farlo subito, con la bozza fornita da Bookabook ai sostenitori – se me lo chiedete anche in formato epub e Kindle). Se la campagna non andrà a buon fine avrò perso tempo, ma guadagnato molto in esperienza, e in ogni caso anche dopo molte sconfitte ritengo che la via giusta sia sempre quella di affrontare nuove sfide: non è certo rinunciando a provare che si ottengono grandi risultati!

Diciamo che durante la campagna non ti sei mai perso d’animo, anche se spesso e volentieri si incontrano più ostacoli di quelli che ci si aspetta. Gente che promette e non prenota, disattende le speranze… visto che di certo anche tu hai la tua bella casistica da condividere ti va di raccontare?

Le difficoltà sono parecchie, come ben sai avendo affrontato anche tu questo percorso. Oltre alle solite delusioni che citi, ma anche qualche sorpresa positiva, lo scoglio più difficile da sormontare è quello di ottenere il coinvolgimento dei sostenitori. Convincere un amico o un conoscente ad acquistare non è difficile, ma non basta: a meno di essere davvero molto popolare, per riuscire nel crowdfunding è indispensabile che i sostenitori si attivino, e diventino portavoce della campagna. Non basta qualche “mi piace” o condivisione su Facebook, per questo.
Ci sono riuscito? A parte qualche caso e, ovviamente, genitori e sorella che stanno facendo un gran lavoro, non ancora. Questo è il mio cruccio più grande, ma continuerò a lavorare in questa direzione.

Solitamente chi preferisce il sistema del crowdfunding è perché non può permettersi di pagare da solo i professionisti necessari a un self-publishing di qualità, o non riesce ad ottenere il favore di un editore che possa davvero investire su di lui. Ricordiamolo qui il lavoro editoriale è supportato dalla casa editrice bookabook, mentre quello di prenotazione copie resta compito dell’autore. Tu a quale delle due categorie appartieni?

A entrambe, ma soprattutto alla prima. Io credo molto nel self-publishing come la via per rivoluzionare un mondo editoriale che non è più in grado di rispondere alle esigenze di una realtà troppo veloce per i modelli del passato. Però è necessario affrontare la via del self con attenzione alla qualità, altrimenti si crea (come sta accadendo) solo un mercato in cui c’è di tutto e vince la massa, non la buona scrittura. La qualità costa, un editor costa, un buon piano di marketing costa…e se, come me, si è spiantati come il buon Paperino, il crowdfunding può essere una soluzione. Anche se è e rimarrà sempre una strada impervia, soprattutto in un paese poco educato su tali possibilità come l’Italia, dove spesso ci si lamenta che ci vorrebbe più iniziativa personale o imprenditoriale, ma quando si chiede di sostenere le idee con un po’ di aiuto economico ci si trova di fronte a tante scuse.

Quando si sceglie di affrontare una campagna esistono poi diverse modalità: virtuale usando solo mezzi web, a tu per tu attraverso incontri con i sostenitori durante presentazioni, aperitivi, cene… insomma ognuno sceglie la propria strada affine. La tua?

Io, per ora, ho scelto quella del contatto diretto (con vari mezzi) e del coinvolgimento online. Vivendo in una città che offre già troppi eventi su ogni possibile argomento, e avendo avuto un po’ di esperienza in tal senso su tematiche ben più importanti e interessanti che un libro ancora fisicamente inesistente di un autore sconosciuto, non credo molto nell’utilità degli eventi per trovare nuovi sostenitori, non avendo risorse da investire per promuoverli e non essendo io il massimo dell’homo sociale. Le persone che potrei raggiungere in questo modo mi hanno già sostenuto (o ignorato). Sto tentando, quindi, di sviluppare delle iniziative che coinvolgano i sostenitori, come quella legata a Buck e il Terremoto e il mio Racconto interattivo a puntate. E continuo a ragionare, pensare, tenere la mente aperta a nuove idee.

Complimenti entrambe le iniziative possiamo menzionarle nella categoria “ottima promozione di te stesso”. Fai video in cui spieghi il tuo libro, sul tuo blog approfondisci personaggi ed argomenti, crei contest… insomma non si può dire che aspetti e basta, ti dai molto da fare.

Alla fine in un’esperienza di questo genere ciò che conta davvero…è l’esperienza! Quindi bisogna sperimentare tutto il possibile, per esempio come tu citi il fare video su Youtube. Recitare di fronte a una videocamera non sarà certo il mio futuro (decisamente preferisco stare dietro l’obiettivo), ma intanto mi sono divertito e ho imparato qualcosa.

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Ora veniamo all’anima di questo nostro incontro: il tuo libro. Già dal titolo lascia prevedere che sia interessante. “La Teoria del tutto” sarò sincera: mi ha colpito talmente tanto che ero convinta al primo colpo d’occhio. Ci racconti un po’ come è nato?

È nato per caso, come tutte le buone idee, a mio parere. Stavo facendo ricerche per un’altra storia molto più complessa, che prima o poi riuscirò a scrivere, quando come potete leggere sul sito del romanzo ho incontrato un buco, per strada. Non una delle solite buche o imperfezioni dell’asfalto, proprio un buco netto, nero. La mia fantasia ha iniziato a viaggiare e mi sono immaginato un’avventura all’interno del buco, alla scoperta di qualcosa di nascosto agli occhi dei normali cittadini che vivono le loro vite al di sopra. Da questo spunto la mia folle stranezza ha fatto il resto, ricamando la trama fantastica di una società segreta di Scrittori che influenza l’andamento della Storia e controlla il funzionamento dell’intero Universo.

Quindi abbiamo svelato che si tratta di un romanzo di fantascienza. Solo non alla Star Trek o Guerre Stellari. Tutta un’altra cosa.

Sì, i miei primi romanzi erano fantascienza abbastanza classica, sebbene ispirata più a Douglas Adams (l’autore di Guida Galattica per Autostoppisti) che ad Asimov, dal punto di vista stilistico. La “Teoria del Tutto”, invece, è una fiaba per adulti, un giallo misterioso che si avvale di un sottotesto fantascientifico. Un piatto fusion che si può gustare caldo, freddo, per strada o a letto. Anche al posto della proverbiale sigaretta… (e smettetela di fumare!).

In più il libro è ambientato a Milano ed esattamente in un buco stradale. Rido al solo pensiero perché nella mia città, Imperia, le strade sono colabrodi e se penso che dentro ad ognuno ci potrebbe vivere la trama del tuo racconto… allora!

In realtà è proprio così, perché come scoprirai leggendo il romanzo, gli Scrittori del Tutto sono ovunque. Se non sei tu, potrebbe essere il tuo vicino! Ogni buco, tromba dell’ascensore, cantina o sotterraneo potrebbe nascondere l’accesso agli uffici ricolmi di infinite meraviglie dove, seduti su comodi e eleganti divanetti, decidono il nostro destino. Meglio non farli arrabbiare e leggere con attenzione la storia, no?😃

Con l’aiuto di uno stralcio inedito della tua opera, vorrei che i tuoi futuri lettori potessero assaporare un po’ di ciò che li aspetta se decideranno di sostenerti.

Non dovrei farlo, ma svelo un brano (tagliato per non rovinare la sorpresa che pervade il testo) di una scena che si svolge nella sezione centrale del libro. È un momento chiave della storia, e grazie al lavoro donatomi da un amico ho intenzione anche di…no, non vi rivelo altro. 😃

—-
Luca fece cenno di alzare la telecamera sopra di lui. L’inquadratura si allargò, visualizzando la parte superiore della facciata del monumento simbolo della città, deturpata ora da un enorme display simile a quelli pubblicitari. Improvvisamente, sullo schermo si formò la seguente scritta:
“QUESTO EDIFICIO SI AUTODISTRUGGERÀ IN 00:30:00.”
Il conto alla rovescia partì, nell’incredulità della folla che pensava a una trovata promozionale di qualche azienda o serie tv che, con scarsa sensibilità, approfittava degli attentati dei giorni precedenti. Poi, una delle guglie laterali esplose in un boato, facendo crollare le macerie sulle terrazze e in parte anche al suolo.
Sul display si aggiunse una seconda scritta.
“NON È UNA PUBBLICITÀ.”

|…|

No, ma come un boato? Guglie laterali… io ho un sospetto e non posso restare così sospesa sul più bello, non è mica giusto! Lo sapevo che a chiedere un inedito mi veniva ancora più la curiosità. Cercherò di pensare ad altro nell’attesa.

Come è già capitato a me, qui si tratta di credere nel proprio sogno, farlo diventare un progetto e trasformarlo in realtà. Un percorso di sei mesi davvero simile ad una gravidanza, dove si assaporano tutte le gioie e dolori inimmaginabili. Qua stai per toccare con mano la paternità della “Teoria del Tutto”, quanto sei emozionato?

In questo momento sono troppo preso dal turbinare di idee e cose da fare, non solo per questa campagna, ma anche per un’altra importante iniziativa professionale che svelerò nei prossimi giorni, per essere davvero emozionato e pensare alla fine del viaggio, qualsiasi direzione esso prenderà. Penso a godermelo, senza troppa paura. Ricordo la prima volta che ho pubblicato un libro (tanti anni fa, con un editore di una collana informatica), e ogni volta l’emozione è la stessa, quella di vedere il proprio lavoro concretizzarsi. Hai fatto giustamente l’esempio di un figlio che nasce, anche se a differenza di un figlio io tendo a disinteressarmi di ciò che ho già concluso, una volta terminato, per passare subito alla sfida successiva. Con un figlio, mi dicono, questo non si dovrebbe fare… 😛

Sono davvero contenta di averti avuto ospite, aver svelato un po’ di te, delle tue intenzioni. Ti faccio i migliori  auguri di una carriera in ascesa perché sei uno scrittore giovane e interessante che può apportare novità al panorama italiano. Vorrei più di tutto aver innescato la miccia della curiosità in chi è arrivato fino a qui e ancora non ti conosceva, e soprattutto non sapeva, prima di oggi, di voler a tutti i costi il tuo libro sul comodino, o in borsa, o sul kindle, o insomma dove piace di più.

Ora un piccolo omaggio a tutti i curiosi che vogliono dare una curiosata nella tua anteprima: eccola qui, invece per prenotare è facilissimo basta un clik proprio qui .

E comunque, per l’occasione ecco la vera chicca, grazie Daniele!

20 pensieri su “La mia intervista a Daniele Savi

      1. Posso rispondere anch’io a questa domanda che mi piace tanto (a me non l’hai fatta, ecco!!)?
        Io sicuramente tornerei nel passato, vorrei vedere la stratificazione progressiva del tempo su un paesaggio. Che cosa c’era cent’anni fa in un determinato posto? Chi ci ha abitato? Che cosa ha vissuto? E poi, via via, sempre più indietro.
        Mi piace pensare che il futuro non può essere visitato perché non è ancora esistito e le variabili che lo modificheranno sono infinite. Invece il passato è la storia di cui noi stessi siamo costituiti. (Scusate l’intrusione).

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      2. Dipende. Io sono appassionato sia di argomenti scientifici e tecnologici che di Storia. Il passato possiamo conoscerlo con la scienza, l’arte e la letteratura, sebbene spesso sia distorto da errori (tipo quello di ritenere l’arte classica pura e bianca, quando era invece pervasa da colori cancellati dal tempo). In questo senso penso che all’umanità moderna farebbe bene una visita (lunga) nel passato, soprattutto a chi crede che gli antichi fossero migliori di noi o che “si stava meglio quando si stava peggio”. Probabilmente a questo fine basterebbe anche solo studiarla, la Storia. 🙂
        Per piacere personale, però, vorrei vedere il futuro. Vorrei capire quali meraviglie ci porterà l’umanità, o se andremo incontro alla distruzione come ipotizzano alcuni scienziati, secondo i quali ogni civiltà, raggiunto un certo livello tecnologico, si autodistrugge. Oppure se arriverà un asteroide come per i dinosauri! 😀

        D’altronde, visitare il futuro è possibile, grazie a Einstein: basta trovare un modo di viaggiare molto, molto velocemente.

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  1. Ah ah ah ah! Daniele tu sei proprio il mio mito! Il video che viene dal passato secondo me è una genialata. Ma su questa cosa ci si potrebbe lavorare, dico sul serio, con qualche aggiustatina potrebbe diventare virale. In fondo le idee migliori sono sempre le più semplici. Pensaci!! 😉

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    1. Infatti ho fatto pratica di viralità con l’influenza! 😛

      Un giorno di questi volevo chiederti qualche idea su una questione sempre per il libro, ma sto aspettando di finire un’altra cosa della quale volevo parlarti per avere il tuo parere, in questo caso che non c’entra con il libro. #mistero 😀

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  2. “…ricordatevi di noi nelle vostre preghierine al sole sotto l’ombrellone, cosparsi di protezione 30 ”
    Uhm, la vedo lunga arrivare a 30 gradi con il gelo di questi giorni! 😛
    Se potessi viaggiare nel tempo?
    A parte che la ritengo una grande ingiustizia, per chi può e chi no. Poi chiederlo ad una Sassenach (= lettrice di Outlander, la saga di Diana Gabaldon) rischia di essere un po’ scontato. Ma non farei grandi cose nel passato non essendo un medico, ma un informatico (e nel passato non ci sono computer). Poi come Daniele non credo che si stava meglio quando si stava peggio. Ogni epoca ha le sue.
    Sulla Teoria del Tutto, ho scoperto da poco di avere una bozza, come contributore, da leggere, oltre all’anteprima che avevo già letto. Mi conviene leggerla o aspetto la grande uscita? Ce la faccio a trattenere la curiosità? 😀

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    1. Ahah, sì questo è un aspetto che Bookabook non gestisce benissimo, perché pochi notano che c’è la bozza da leggere (anche se lo scrivo sempre nelle mie comunicazioni 😛 ). Se decidi di leggerla e scrivermi un commento fammi sapere che ti mando l’ebook, così eviti di ammazzarti la vista con il PDF 😀

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  3. una bella e coinvolgente intervista di un autore che cerca la propria strada fuori del self.
    Solite domande intelligenti ma ancor meglio risposte che descrivono maturità e altro dell’autore. Ben conscio dei suoi limiti ma anche delle sue potenzialità

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