Intuizione magia o realtà?

pablo

Bentornati in questo angolino che non ve lo sto nemmeno a ricordare è quello per capire meglio noi donne. Come vi avevo anticipato la settimana scorsa (in cui avete dimostrato un grande interesse per l’argomento), affrontiamo le percezioni sensoriali e la loro forte ripercussione sul rapporto di coppia o relazionale (anche sul lavoro valgono le medesime regole). Se si parla di intuito necessariamente segue femminile come docile cagnolino al seguito. E oggi proverò a portare al guinzaglio il pelosino per una piacevole passeggiata in compagnia.

Sarà capitato a molte, tra le varie qualità che spesso ci consegnano, di sentirsi dare dell’intuitiva. Ovvero la grande capacità di notare i dettagli e cambiamenti nell’aspetto altrui, capacità pare innata. Il tutto sembra nasca sempre dal medesimo discorso secondo cui:

le nostre progenitrici per proteggere il nido dovevano percepire le variazioni nel comportamento della prole per avvertire dolore, fame aggressione o depressione, a differenza degli uomini che per mancanza di tempo non ne trascorrevano a sufficienza per imparare a farlo.

So che il discorso ha il sapore di favoletta, ma sappiate che invece ci sono studi specifici a perorare la medesima causa e nello specifico in Pennsylvania è saltato fuori che mentre un uomo in stato di quiescienza interrompe il 70% dell’attività elettrica cerebrale, la donna continua a mantenerlo attivo al 90%. Ora che quando l’uomo si riposa, riposi davvero lo sapevamo tutte quante (dopotutto ha cacciato-lavorato esaurendo i compiti che si era prefisso per la giornata), ma almeno ci mettiamo il cuore in pace comprendendone il motivo. E’ congenito, ma se vi state chiedendo da cosa dipenda questa differenza eccovi accontentati.

Tanto per iniziare dall’occhio. Esatto. Noi donne abbiamo una visione periferica più ampia di quella maschile per la maggiore varietà di coni nella retina. Tutto questo significa semplicemente che mentre gli uomini sono predisposti per una “visione a tunnel” a lungo raggio, noi siamo dotate di un arco visivo di almeno 45°. Ecco spiegato perché un uomo veda in distanza un parcheggio ottimale e non i calzini nel cassetto o il formaggio nel frigo immediatamente catalogati come “oggetti scomparsi”. Proprio non ce la fa. E’ quindi svelato anche il perché difficilmente un uomo coglierà una donna mentre lo osserva (eppure lo fa, eccome se lo fa) visto che, aiutata da un pizzico di furbizia e tanta fortuna concessa dalla natura, ruota pochissimo il collo per farlo. Mettetevi l’anima in pace: in frigo non troverà nulla e nemmeno in borsa, se non sarà esattamente lì dove sta guardando. Non un po’ più in là, solo lì.

Ma il discorso che più mi interessa affrontare è quello legato al sesto senso per tanto tempo messo al rogo. Esatto. Parliamo dei “poteri soprannaturali” (capacità di predire l’esito di relazioni, riconoscere i bugiardi, parlare agli animali e scoprire verità nascoste) che le hanno reso la vita difficile. In realtà si parla solo di superiorità in campo sensoriale, ma essendo sconosciuta per lo più al mondo maschile è stata etichettata proprio così, con il nome di “poteri”.

Essendo dotata di maggiore sensibilità la donna coglie ed analizza informazioni, decifra i segnali verbali e visivi trasferendoli rapidamente da un emisfero all’altro. Sono dunque un udito più fine, una vista migliore e la capacità di leggere tra le righe a renderla più adatta a cogliere i dettagli. Nessuna vera magia, solo doti naturali ben ottimizzate, che le rendono la vita più semplice, anche se non sempre il discorso è valido o estensibile a tutte. Esisteranno bene le eccezioni!

Infatti nei rapporti di coppia una donna presume che il partner sappia che cosa desideri o abbia bisogno, mentre lui, non recependo i suggerimenti troppo velati, ribatte di non essere un indovino, scatenando spesso incomprensioni.

In sostanza siamo diversi e su parti del precipizio distanti e opposte, infatti mentre noi donne facciamo più cose simultaneamente ( parliamo al telefono, cuciniamo e guardiamo la tv) gli uomini devono concentrarsi su una sola azione alla volta per farla al meglio. Diciamo che se leggono diventano sordi e se guidano, le chiacchiere sono la colpa per aver sbagliato strada.

Ancora una volta ci viene in soccorso la scienza con le spiegazioni. Noi donne usiamo principalmente l’emisfero destro, sede della creatività e dell’intuizione tra le altre, in contrapposizione agli uomini che usano quello sinistro sede della logica, delle capacità lineari e pratiche solo per citarne alcuni. ( Personalmente nella mia vita di coppia rivedo perfettamente questa divisione in cui immaginazione e multielaborazione si contrappongono ad una mania dell’ordine, capacità deduttiva e di notare anche i più piccoli dettagli, a me per nulla in dotazione. )

Ma tutto questo elenco di differenze incolmabili porta solo al prossimo punto fermo. Siamo ciò che siamo a causa degli ormoni, dunque il prodotto della nostra chimica. Non si tratta di una strategica scusa a cui rivolgere ogni colpa, ma proprio del motivo per cui siamo tanto diversi. E se tra chi legge, la parola intuito non si lega proprio, la colpa è sempre da ascrivere al dosaggio di ormoni che l’hanno resa più maschile. Dunque anche i milligrammi fanno la differenza! Ora capirete.

E’ ormai risaputo che durante la sesta-ottava settimana di gestazione nel feto la mente sia già formata, mentre è dopo tale data che si determina e definisce il sesso entrando in gioco ormoni e dosaggi. Argomento complicato e delicato che, nella misura profana di una spiegazione da blog non permette approfondimenti, ma che è responsabile nelle sottili differenze di ogni essere maschile e femminile venuto al mondo. In pratica il livello ormonale ricevuto intorno alle settimane incriminate è responsabile dell’orientamento sessuale e delle scelte che determinano la nostra vita. Finalmente un capro espiatorio a cui riversare tutte le critiche! Ecco perché esistono le gatte morte, le maschiacce… ed ecco perché: mai un essere umano sarà identico ad un altro.

Solo che, se questo non bastasse, a rendere il tutto più complicato interviene un nuovo fattore la comunicazione. Esatto proprio lei, la famosa sconosciuta. Ma ne parliamo la prossima volta. Vi assicuro chiarirà parecchio.

E ora al solito la mia proposta imbarazzante.

E tu quanto sei d’accordo?

Libro di riferimento “Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?” di Allan e Barbara Pease (Autori), A. F. Tissoni (Traduttore) Edizione Rizzoli

15 pensieri su “Intuizione magia o realtà?

  1. D’accordissimo. Fuori di dubbio che quando ci sono caratteristiche universalmente riconosciute e riconoscibili in parte c’è un fattore “scientifico” a determinarle. Chiaro che poi su di esso si instaurano altre componenti culturali etc etc.
    Molto interessante da proporre come tema, brava! 🙂

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    1. Mi fa piacere l’argomento incuriosisca anche te. Certo i condizionamenti socio culturali poi hanno un’ulteriore azione di modifica sui comportamenti sia femminili che maschili.
      Però la famosa assimilazione donna-strega, per quanto sia sempre stata con accezione negativa e a suo svantaggio, definisce solo l’incapacità delle donne del comprendere di avere doti naturali molto sviluppate e dell’uomo di essere incapace a riconoscere qualità a lui mancanti e distanti.Una sorta di ignoranza di base su come siamo realmente fatti, che per carità nelle epoche passate è concepibile, ma oggi giorno non più.

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  2. Uhm. Conosco uomini che di fronte alle questioni pratiche s’impantanano. Tutto bene se c’è da cambiare una lampadina, un po’ meno quando si tratta dei conti in tasca o di capire urgenze contro inezie. Ma entriamo nel campo dell’organizzazione e lì, a parte una predisposizione caratteriale, c’entra molto l’ambiente dove si è cresciuti. 🙂

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    1. Tipo dormienti al 90% del tempo una volta tornati a casa?!
      E sì esiste la categoria che svolto il proprio lavoro non ne vuole sapere di problemi e complicazioni, come se il resto del mondo invece le cercasse. Quelli che ” Ma che brava, se lo fai tu lo fai meglio”. Poi quelli eccessivamente fai da te che a volte invece preghi gli si scarichi la batteria del trapano per avere tranquillità. E anche quelli che nonostante le spiegazioni ripetute di non spiaccicare la macchia di unto con il fazzoletto continuano imperterriti, perché se sono cose da donne non sono cose per loro. Insomma un campo assai pieno di esemplari originali.

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  3. non molto d’accordo. Visione periferica e intuito non sono esattamente un un appannaggio femminile ma appartiene anche al mondo maschile. Basta pensare ai giocatori di basket, dove questi due elementi fanno la differenza.
    Conosco tante donne che non hanno queste capacità. Ovviamente no parlo per me. sarebbe troppo facile lodarmi.
    Comunque interessanti disquisizioni filosofiche e scientifiche.

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    1. Bene una voce fuori dal coro.
      Io di uomini intuitivi non ne conosco, ma solo deduttivi, ben felice di ricredermi. Invece di donne non intuitive assolutamente sì. Come per tutte le qualità anche qui è necessario affinare le arti o almeno esercitarle un po’. Saper leggere i segnali, ci insegna anche la tv con i personaggi dei profiler, o dei vari mentalist è possibile per entrambi e non è appannaggio esclusivo dell’universo femminile, certo però che un minimo bisogna essere portati.
      L’esempio dei giocatori di basket è davvero molto interessante e merita altrettanta attenzione. E’ l’applicazione delle tre visuali (centrale, di profondità e periferica) per ottenere maggiori risultati nel gioco. E’ dunque un lavoro specifico in allenamento a cui ogni giocatore si sottopone che tende a migliorarne le reazioni (occhio-mano). Sicuramente esiste una predisposizione naturale in tal senso dei giocatori e sono quindi l’eccezione al discorso riportato nel post.
      Sul discorso che la netta demarcazione non esista è chiaro, sarebbe veramente pretenzioso definire tutti uguali gli uomini e tutte uguali le donne. Ma grazie per il confronto è quanto mai utile.

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      1. Ho citato il basket, perché è lo sport per eccellenza dove la visione periferica conta moltissimo. Ma non è l’unico. Certamente non tutti sono dotati in modo naturale – quelli sono i cosiddetti fuoriclasse – Molti è un fattore potenziale che con allenamenti specifici riescono a riesumare. Chi non ne ha, non lo acquisirà con l’allenamento. Io modestamente ho una discreta visione periferica, come ho evidenziato nell’ultimo esame sul campo visivo. Più che intuitivo mi affido al mio sesto senso, apparentemente illogico, che mi permette di prendere decisioni o indovinare i comportamenti altrui.
        L’uomo è deduttivo? Forse ma se non è intuitivo, difficilmente riesce a dedurre qualcosa di valido. Più che deduttivo è un animale logico e razionale nel senso che è in grado di scomporre il problema in molte parti più piccole per poi ricomporlo secondo un processo logico. parliamo di processo analitico-sintetico. Ma per poter funzionare è necessario essere dotati di intuizione ovvero capire come scomporre il macro in micro. Tutti i grandi scienziati sono degli intuitivi per eccellenza perché serve loro per seguire una strada inesplorata e non visibile agli altri. Poi useranno la deduzione per raggiungere l’obiettivo, che hanno intuito.
        In definitiva scienziati, atleti, persone comuni intuitive sono sia uomini che donne. Quale dei due generi sia il prevalente non lo so e credo che poco importa.
        Questo scambio di opinione tra il filosofico e lo psicologico mi ha incuriosito e stimolato molto.

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        1. nadia banaudi

          Mi piace davvero questo confronto. Senza l’intuizione la semplice deduzione non porta lontano e solo l’essere completo di entrambi arriva al successo dell’idea e del progetto. Questo è da auspicare ad entrambi i generi,ovviamente.

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    1. Assolutamente concorde, le due categorie non possono essere divise in compartimenti stagni. Nel libro si prendono a campione dati e si tirano conclusioni su quelli per rendere il discorso più interessante. Partendo sempre dal medesimo punto dell’uomo-cacciatore e donna-protettrice del focolare che oggi non rappresenta più al 100% la società. E’ un discorso antropologico via via destinato a trasformarsi. Però dalla tua personale esperienza sia la vista a tunnel, che la mancanza di intuito le ritieni caratteristiche maschili pertinenti o no?

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  4. Per intuizione io farei una gara e la stravincerei: sono una bomba. Sento e percepisco tutto, spesso anche nei confronti di una persona che non conosco bene: questione di sensi, sì, di sesti sensi! 🙂
    Però mi piace un sacco quell”ottusità” maschile di fronte alle evidenze, mi piace quando rimangono sorpresi della tua intuizione e pensano che tu sia una maga. L’universo maschile mi affascina molto (infatti stringo belle amicizie più con uomini che con donne, non so se dipende da questa mia curiosità nei loro confronti o dalla diversità rispetto al nostro mondo femminile)

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    1. nadia banaudi

      Quella ottusità fa per caso rima con virilità?
      Interessante.
      A me l’uomo che vede nella donna il mistero e lo celebra piace, inutile nasconderlo. Quello che ammette di essere davvero incapace di avere il sesto senso e di essere più portato a fare altro. Tipo lavori manuali, manifestare forza fisica, preoccuparsi del benessere di famiglia e compagna… fare l’uomo alla vecchia maniera, senza cadere nell’ottusità piena e senza via di ritorno si intende.
      Allora Marina abbiamo svelato una donna intuitiva che riscuote approvazione quando lo manifesta. Mi fa molto piacere.

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