Le donne esseri speciali

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Preparatevi donne, da oggi parlerò di noi. Creando un angolino tutto nostro. Nasce una nuova rubrica il giovedì, dal titolo che compare tra i due occhi qui sopra.

Per tutti gli ometti all’ascolto però non è necessario cambiare canale, ops blog. Semplicemente ascoltate. Ascoltate per capire.
Volevo partire dagli albori, tipo quando emetti il primo vagito e scopri che il mondo ti riconosce un nome dalla chiara finale in a a volte in e e ti definiscono femmina. Solo che cento puntate non basterebbero affatto e si sa alla lunga qualunque cosa stanca. Però vorrei partire da un concetto basilare su cui non transigo: noi donne siamo speciali.

Shh, zitti non cominciate con il dire che anche gli uomini lo sono, certo. Solo che noi lo siamo di più e a dirlo non sono solo io.

Tempo fa, molto tempo fa, lessi un libro dal titolo simpatico ed accattivante: Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere? Un manuale dalle intenzioni chiaramente delucidanti per comprendere meglio come mai uomo e donna siano tanto dissimili, scritto volutamente in tono ironico e accattivante per renderne facile la lettura a chiunque. Ebbene voi non ci crederete ma ci prende in pieno. Ok, avrei dovuto dire che i due autori, in quanto psicoterapeuti esperti di comunicazione e rapporti tra uomini e donne, hanno impiegato tre anni e percorso più di quattrocentomila chilometri, svolto ricerche, delineando caratteristiche scientifiche di ognuno. Ma il succo è sempre il precedente. Ci prende in pieno.
Il libro lo hanno letto in molti nella mia cerchia di amicizie trovandolo tutti, compresi coloro che hanno superato la sessantina (saranno esperti in esperienze no?), veritiero. Quindi sondato il suo apporto alla concreta possibilità di spiegare chi siamo e perché, ne sfrutterò molti punti contenuti usandolo stile “Bibbia”.

Spesso e volentieri siamo portati a pensare che uomini e donne siano due pianeti che viaggiano in parallelo. Quasi nati per farsi dispetti a vicenda, tipo innamorarsi, sposarsi e separarsi o dividere la vita insieme a suon di sberleffi. In realtà nulla del genere. Per questioni evolutive hanno sviluppato specializzazioni diverse in modo da essere complementari.Gli uomini un tempo avevano funzioni protettive mentre le donne educative e nel corso dei secoli la struttura cerebrale si è evoluta per adattarsi a svolgere le rispettive funzioni. 

Attenzione però a non scambiarlo con gli stereotipi dettati dai condizionamenti sociali, ma semplicemente una corretta lettura di quanto ci ha forgiato, dal valore imprescindibile.
Per oggi, visto che siamo all’inizio mi soffermerò solo sul punto di partenza: perché le donne, in percentuale molto alta, si dedicano al focolare? Potremmo dire che è più forte di noi, visto che in realtà è tutta colpa del dna.

Nei tempi preistorici l’uomo era procacciatore di cibo per sfamare la famiglia e proteggerla dagli animali selvatici per questo motivo sviluppò notevoli capacità d’orientamento sui lunghi percorsi ed una precisione di tiro per colpire i bersagli mobili.
La donna in qualità di progenitrice sorvegliava la caverna e possedeva la capacità di orientamento a corto raggio ed aveva l’abilità di intuire i minimi cambiamenti del comportamento di adulti e bambini.
Il successo per entrambi era dato dalla capacità di riuscire ad ottenere i risultati attesi. Le abilità sviluppate sono dunque il frutto di tali miglioramenti.

Ok qualcuno, anche più di qualcuno, storcerà il naso dicendo, e vabbè ma parliamo di preistoria… Vero. Oggi esiste l’emancipazione, la confusione dei ruoli e soprattutto la libertà di scelta visto che non è più così critica la sopravvivenza. Si caccia per diletto, la clava sta nel museo e le pelli e pellicce sono quasi bandite. Gli animali li curiamo come bambini e creiamo montagne di spazzatura che nascondiamo sottoterra come sciocchi. Da un lato siamo evoluti, dall’altro ho seri dubbi. Però, tornando al nostro discorso uomo-donna, abbiamo ereditato geni e comportamenti che hanno influenzato fortemente il nostro modo di vivere.

Di fatto la donna a curare il focolare non è la fotografia corretta degli anni 2000, nonostante la forte propensione a imitare i comportamenti degli avi, si lavora spesso in due o si è single ed esiste anche la figura del “mammo” che spiega bene quanto l’epoca di passaggio stia modificando le certezze sui due generi. Però per natura siamo ancora noi a gestire la delicatezza degli equilibri di casa, vuoi per carattere, vuoi per propensione.

Parlo per me. Se il mio lui fosse con il grembiule al mio posto, tutto in casa sarebbe perfetto, ma privo di quel calore che solo io con il mio immenso caos riesco a generare. E poi si sa, il sorriso di una donna felice trasmette felicità a tutta la famiglia.

Per oggi mi fermo qui. Se avrete la curiosità e costanza di seguirmi in questo viaggio un pezzo alla volta svelerò arcani interessanti in grado di aiutare entrambi (uomini e donne) a comprendersi meglio.
No, tranquilli alla Maria nazionale lascio i suoi troni e tronisti ed accoppiamenti vari, io mi limito a raccontarvi chi sono Le donne queste sconosciute e la prossima volta mi soffermerò sulle percezioni sensoriali e la loro forte ripercussione sul rapporto di coppia.

A questa rubrica seguirà ogni volta la stessa domanda a cui potete rispondere,o forse è meglio dire che potreste, perché non è certo che leggiate tutto il post, neppure che abbiate interesse o un’opinione in proposito, ma in quel caso sarei curiosa di conoscerla.

E tu quanto sei d’accordo?

Libro di riferimento “Perché le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere?” di Allan e Barbara Pease (Autori), A. F. Tissoni (Traduttore) Edizione Rizzoli

48 pensieri su “Le donne esseri speciali

    1. Tipo rendicontare, programmare il mese a lunga, media e breve scadenza, con un occhio alle offerte, saldi in vista, vacanze in cui sprofondare, spese da posticipare, altre che è possibile affrontare, senza andare in deficit sapendo che Bankitalia non arriverà in soccorso?
      A parte gli scherzi, la donna buona economista pare proprio essere frutto del retaggio preistorico: adeguare la vita alle possibilità.
      Sono felice ti piaccia l’idea di questa rubrica che non si propone altro se non di fare un viaggio intelligente sul pianeta misto degli ermetici esseri umani.

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  1. Adoroooooo quel libro. Me l’hanno passato credo una decina d’anni fa ormai (tant’è vero che gli autori, marito e moglie eh!, ne hanno scritti altri, approfondendo le ricerche).
    Una cosa mi ricordo, che sì è vera: io apro il frigo e trovo tutto, perchè le donne hanno visione spaziale, a 180 gradi (dovevano stare attente alla prole nei tempi arcaici). I maschi aprono il frigo e “ma non lo vedo!” “ce l’hai sotto il naso!” (io da due metri dietro) “ma no, non c’è” (e sta guardando eh, davvero, sta passando con l’occhio tutti i ripiani) “e lì…davanti a te!!” finchè glielo prendo io e glielo schiaffo davanti. Hanno una visione concentrata su un punto focale, perchè ai tempi gli uomini dovevano cacciare e stare ore a guardare le mosse della singola preda. Pare na stupidata, eppure…

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    1. Shhh! non svelare tutto specie per chi non ha letto il libro! Sono davvero felice che anche tu concordi con la sua veridicità. Sai che dopo averlo letto la prima volta (in totale l’ho letto circa cinque volte) l’ho passato ai miei genitori che mi hanno sancito fosse il primo vero libro sull’argomento in grado di spiegare e far capire. Bene, bene allora concordiamo sulla partenza.

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    2. Per niente ‘na stupidata. L’altro giorno ho prelevato e mi sono dimentica di tirare fuori i soldi dalla borsa, mio marito doveva fare benzina l’indomani mattina, io gli ho urlato – che stavo per addormentarmi – “prendi i soldi nella borsaaaaa!”
      Mattina dopo i soldi sono ancora tutti in borsa
      Morale: non li aveva trovati. Erano nella tasca interna.

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      1. Vero vero, purtroppo. Esiste la spiegazione infatti e un ventaglio di esempi che lo comprovano: si tratta della visione periferica che anticipava Barbara e di cui parlerò la prossima settimana. Ma mi piace che la realtà continui ad affermare la sostanza di questi principi: gli uomini non trovano nemmeno l’acqua in mare.

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  2. Al momento sono l’unico maschietto che lascia un commento a questo articolo. Seguirò con molto interesse questa tua rubrica. Mi piace molto. Concordo con quanto hai scritto. Pur avendo 42 anni vivo ancora a casa con i miei e se non ci fosse mia madre che pensa alla conduzione della famiglia la vedo dura. Dire che siete fantastiche è davvero dire poco. Dovrebbero farvi tutte sante, a prescindere. Comunque! Sto pensando seriamente. Lo penso da un po’ e leggendo questo articolo ho avuto la conferma: aprirò una nuova rubrica sul mio blog dedicato alle donne che appaiono nei romanzi che leggo e ne delineerò i tratti essenziali o almeno quelli che appaiono più interessanti dal mio punto di vista. Chissà cosa ne uscirà fuori.

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    1. Sono molto felice se ti è nato uno spunto da questa lettura. L’antropologia e la psicologia sono tra le scienze che più mi appassionano. Qui ovviamente ogni argomento cela collegamenti in tal senso per essere fruibile a chiunque, ma è proprio quello che con la mia scrittura e caratterizzazione dei personaggi mi sono imposta di fare. La tua idea è bellissima, molte protagoniste femminili di romanzi famosi e non hanno peculiarità uniche e forse sono proprio loro a motivare la riuscita del libro. Di certo siamo sia uomini che donne creature molto speciali, solo moltissimo differenti. Emotivamente soprattutto, ma a mio avviso notevoli.

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        1. Non è che persevero nell’errore, è che la mia idea di donna – ma potrei dire di essere umano – è un po’ differente. E per quanto piacevole posse essere condividere un’esistenza oziosa in un focolare riscaldato dal cuore caliente ma materno di una “donna”, preferisco rapportarmi con un essere umano pieno di ambizioni e di difetti esattamente come me; che alla cura della casa privilegi la carriera (se ne ha una) e alla famiglia, senza sostituirla, anteponga i propri obbiettivi (se poi questi corrispondono al focolare mi sta bene). Alla casa e alla famiglia, poi, ci penseremo entrambi, con le capacità e il tempo che avremo a disposizione. … e in mezzo a tutto questo freddo menefreghismo emancipato forse troveremo il nostro equilibrio. O forse no. Ma diciamocelo: non troverò mai una donna che abbia la voglia (e il coraggio) di confrontarsi con me alla pari.

          P.S. Sento la pelle rorida del tuo odio, in questo momento. 😛

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          1. “Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere” di John Gray, ma è molto più manuale-saggio, da quel che ricordo.

            Comunque, al di là del fatto che in una coppia non ci dovrebbe essere “confronto” o “gara” a chi fa meglio, dalla carriera alla casa, dal conto corrente ai figli… posso assicurare che, a parole, gli uomini si dicono disponibili al “confronto”, ma nei fatti ne conosco parecchie di donne piantate perchè nel cosiddetto “confronto” vincevano alla grande. Piantate per una regina della casa di altri tempi, che magari tanto gli ricorda la mamma. 😛

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                1. Con la mia ex eravamo andati a un paio di sedute da una terapeuta. Lei ci disse che ci sono coppie che fondano il proprio rapporto sul confronto, anche a letto. E in questa competizione trovavano il proprio equilibrio. Alla fine il punto è trovare il giusto equilibrio per entrambi. Comunque le sedute non hanno funzionato: l’unica cosa che riuscivo a pensare e a quanto fosse corta la minigonna della terapeutica e lunghe le sue gambe. 😛

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                  1. Sei pericolosamente pieno di testosterone. Certo che incontrarsi a letto per una coppia è linfa, ma comunque molto difficile da far durare nel tempo. Giornate storte, malumori, incompatibilità ormonali improvvise… eh sapessi Salvatore la vita di noi donne!

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                    1. Tranquilla, l’ho vista. Ma sai una cosa? non mi dispiaceva quella parte. Mi dispiaceva molto di più che la mia ex non avesse ambizioni, desideri fiammanti, passioni. È come essere cerebralmente morti. Cosa che, ad esempio, mi pare difficile per le “gentili signore” che frequentano il tuo blog (ma anche il mio); che in quanto frequentanti almeno mostrano degli interessi, una vivacità intellettuale.

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                    2. Ovviamente l’universo femminile come quello maschile è variegato. Essere ambiziosi può anche diventare una prerogativa durante l’arco della vita, ma spesso avere un figlio lo soddisfa e sostituisce. Nulla vieta che entrambi si possano avere (carriera e figli-famiglia) certo è che molto dipende dall’attrazione. Se ti attraggono donne la cui mentalità non ti soddisfa forse dovresti tu variare le “prede”. Ma non faccio la terapista, aiuto non mi voglio lanciare in consigli non richiesti.

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                    3. È vero quello che dici. Ma il problema è che impieghi sempre un tot di tempo a comprendere (non dico conoscere) una persona; e se non è la persona giusta per te, quello è tempo sottratto ad altre cose più allettanti. Purtroppo non andiamo in giro con un cartello che ci descrive…

                      Quindi per tutte le intellettuali che passano da questa parte della blogosfera: be’ io sono qui. No perditempo! 🙂

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                2. Non riesco a immaginare una coppia basata su confronto e competizione, perchè sono già due cose che respiro troppo nell’ambiente di lavoro e quando esco dall’ufficio il lavoro lo lascio lì.
                  Diversa cosa è invece che ognuno abbia i propri interessi, direi vitale. Ma si, devo riconoscere che ci sono elementi della mia categoria che io stessa espellerei a calci, donne che lamentano di avere troppo tempo libero e di annoiarsi…

                  Piuttosto che la Guerra dei Roses non si può fare Mr e Mrs Smith? Mò sono divorziati adesso 😉

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                  1. Equilibrio! Ce ne vuole tanto, per restare sani mentre si è offuscati dall’innamoramento e scegliersi giusti da subito. Equilibrio prima, durante e dopo. Ti immagini due individui in grado di mantenerlo? Difficile, raro, forse impossibile. Certo però che essere appagati personalmente e incontrarsi solo per completarsi per sentimenti è un buon punto di partenza.

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                    1. Concordo con entrambe. Io sono un uomo anomalo: non mi piace il calcio, non mi frega nulla delle macchine e in quanto alle donne, pur piacendomi tantissimo, con fischio in mezzo alla strada per attirare la loro attenzione. Soprattutto, ho bisogno di rapportarmi con persone stimolanti (sostituiamo stimolo a competizione, così si comprende un poco meglio). E alcune donne che ho conosciuto nella mia vita, fuori dalle lenzuola non erano stimolanti per nulla. Varrà anche al contrario immagino.

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                    2. Per questo spesso si parla di destino, di attrazione, di amore, perché in realtà il meccanismo giusto non lo ha ancora individuato nessuno. Comunque, mio padre dall’alto della sua esperienza, mi ha anticipato subito che non ero adatta al matrimonio e non all’uomo in questione, ora credo che da fuori sia molto più facile capirlo, purtroppo. Tanto ognuno di noi ci deve sbattere il naso.

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          2. No meglio la sincerità che la bugia. Specie ad inizio rapporto e poi come si suol dire avere le idee chiare predispone al giusto percorso. Sulla possibilità di trovare l’esemplare che cerchi non mi pronuncio più di una volta mi hai fatto notare che ho la sfera di cristallo rotta.

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            1. Mannaggia! Dopo Fox ti ci metti pure tu… Nessuno ha una sfera che funzionii? 😄

              Sì, molto meglio la sincerità. Bisogna essere se stessi e correre il rischio di non piacere, che fingersi diversi facendo perdere un bel po’ di tempo a tutti! 😉

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  3. Ah, seguirò con interesse. La mia parte femminile ha bisogno di nutrirsi. Voler fare lo scrittore significa voler fare qualcosa di strano.
    Di volta in volta sei un commissario, un prete, un assassino, un folle, un egoista o un generoso. Ma sei anche donna, tante donne. Una prostituta del ‘500, una donna in carriera, una mamma, o una detective che non teme colleghi e superiori. E far esprimere pensieri, sentimenti, elucubrazioni mentali a una donna, da uomo, non è facile.
    Spesse volte ho sentito dire alle donne: a voi uomini non vi comprenderò mai. La mia risposta è stata un semplice: non c’è nulla da capire, quel che vedi è.
    E quindi da uomo, sono molto affascinato dall’universo femminile. Dalle apparenti contraddizioni quando un vostro no significa sì e un sì significa no.
    Le donne posseggono un’alchimia particolarmente affascinante. Un universo nascosto, in cui non hai finito di comprendere un aspetto che ne resti affascinato da un altro.
    Che dire ti seguirò volentieri. 😉

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    1. Oh Marco, ne sono felice e onorata. Il libro in questione aiuta ad aprire notevolmente gli occhi, l’esperienza e la sensibilità personale poi fanno il resto, ma concordo. Per uno scrittore potersi calare sia in un personaggio facile e affine che in uno complicato e distante è come mettere in atto il metodo Stanislavskij per gli attori. Siamo artisti e curiosi dipanatori di segreti. Benvenuto nel clan.

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  4. a ognuno il suo mestiere. Io non chiedo mai, perché so sempre dove dirigermi con la cartina 😀 Mia moglie chiede sempre perché la cartina non ha la pazienza di leggere.
    Simpatico modo di parlare di un libro in chiave di differenze tra maschio e femmina.

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    1. nadia banaudi

      Vedi l’uomo preistorico che è in te ti ha trasmesso le sue capacità e attitudini. Mentre per tua moglie funziona come per la stragrande maggioranza di noi:o ci si fida dell’autista-navigatore o si chiede. Molto naturale. Vedrai quante curiosità svela questo libro…vedrai.

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  5. Pingback: La resa dei conti – svolazzi e scritture

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