Buon anno

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Mi accorgo di fare le cose per noia. Abitudine a volte. Come se fosse un’altra in realtà a farle, molto più in superficie di me.

Oggi prepara cibi stuzzicanti, una cena a base di antipasti. Sai quelle cose da sbocconcellare davanti a una bella bottiglia di vino? Hai detto sulla porta, mentre mani sul casco già organizzavi la tua giornata.

Bella idea niente primo, niente lenticchie, niente zampone… Solo tanti brindisi.

Ma la paura mi frena e la gioia è a metà. E’ il nostro primo Ultimo dell’anno insieme, un’incognita. I sensi mi dicono di non farmi illusioni. E forse dovrei ascoltarli.

Nel forno aspettano gli antipasti al caldo, sul tavolo in bella mostra quelli freddi. Mi osservano come a domandare quello che non ho il coraggio di fare io ad alta voce.

L’orologio non lascia dubbi, quello che è stato un pomeriggio a ignorare il telefono muto preparando il meglio di una cucina finger food, continua per la sua strada. Il ritardo è diventato preoccupazione. Il fatto è che so.

So che non sono io, la tua priorità. So che non hai voglia di festeggiare, a modo mio. So che per te, il valore del nulla si manifesta così. Arriverai e i tuoi occhi saranno rossi, con la scusa del freddo, con le mani traballanti, i passi incerti. Il tuo sguardo sarà vuoto, annebbiato nei calici versati e dimenticati. Ti accascerai sulla sedia blaterando che il mondo fa schifo, che fuori fa freddo, che non vale la pena niente e nel delirio di un’orda di barbari divorerai mischiando i sapori. Le tue mani fastidiose cominceranno a invadere la mia pelle provocando solo prurito e piangerò lacrime silenziose di non aver fatto nulla per fermare in tempo tutto questo.

Le lancette sono andate oltre. Oltre la mia voglia di aspettare. Di scusare. Di capire.

Una lacrima scende lenta fino a farsi strada sul collo e scivola giù nell’incavo del seno. Una pietra dura che si posa sul cuore a ricordarmi che ancora batte.

Sarà l’ultima sera che lascio a dirigere il senso della mia vita, chi non lo merita. Ho scritto due parole in stampatello, a lettere cubitali. Potresti comunque non vederle. Non capirle.

Infilo la giacca pesante con le mani che tremano, sto seguendo quella parte che mi vuole bene e ad ogni costo salvare. Sto seguendo quella che non vuole fare più le cose per noia. E’ lei ad aver preso le chiavi dell’auto, ingranato la marcia e scelto la direzione.

Non torno nemmeno se ho fame, se ho freddo, se la gente in giro urla e finge la felicità e mi procura fastidio. Non torno anche se il telefono si illumina della tua chiamata. Non torno più. Torno da me e lo faccio qui il mio brindisi solitario. Lo dico a te, mare, come deve essere il mio nuovo anno. Senza più serate come queste, senza paure, senza di te.

Sul foglio ho scritto MAI PIU’.

Da oggi ricomincio da me.


L’avete mai osservata una donna con lo sguardo rivolto al mare, a fissare con i pugni stretti e il corpo fermo… Avete mai immaginato la fatica per lei di fare ogni singolo passo, con l’intenzione di variare il proprio futuro? Anticipandolo.  Voleva solo essere felice, libera e amata. Non era in vendita e non conosceva il rischio, ma non si baratta nulla per sé. Lei non tornerà mai più. Il suo anno è iniziato.

5 pensieri su “Buon anno

    1. nadia banaudi

      Grazie.
      Questo è un augurio rivolto a tutte le donne… un inizio d’anno di buoni propositi. Che trovino dentro la forza di ritrovare se stesse.
      Buon anno anche agli uomini che lo diventino se ancora non lo sono.

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