Progetti, sogni e…

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Di solito, finito di correre per il regalo giusto da mettere sotto l’albero, scrivere tutti i biglietti d’auguri, fare le mille telefonate di rito con a te e famiglia in finale di conversazione, alzarsi dal tavolo con la pancia di due taglie più abbondante del vestiario indossato, maledire le feste come se obbligassero a fare cose sbagliate solo per il nome che portano, uscire dal negozio con il cambio fatto appena in tempo prima che chiudesse, e svincolare dal a capodanno cosa si fa?… Siamo a pensare e ora per il nuovo anno mi fermo o continuo a correre?

Sì, in realtà io le feste le vedo un po’ così, come una corsa ad ostacoli dove non importa se hai le gambe lunghe o corte, dove non importa se ti sei allenato o meno, ma alla fine arrivi su quel trattino che chiude la gara e respiri.
Nel mio caso ci sono in disordine: parenti; doveri; influenze; spremute e tisane salvagola; compiti delle vacanze; regali da mettere a posto; figli a casa; luculliani pranzi e cene da preparare; vorrei ma non posso; diete da iniziare; no davvero! e mi sono dimenticata!; tanti libri da leggere; cose da scrivere; impegni da mantenere.

Un bel bailamme niente da dire.

Solo che al 2017 ci penso, altroché se ci penso. E penso a tutto quello che vorrei fare uscire da quel lungo e intonso calendario, che nulla abbia a che fare con il precedente. Quindi mi metto a tavolino e scrivo, ma anche nelle migliori aspettative mille cose mi interrompono. Tipo i bambini con le loro richieste, il telefono che squilla, le notifiche di mail, fb e watsupp e vorrei urlare per dire a tutti di fermarsi un attimo e … silenzio. Devo pensare.
Perché il nuovo anno non lo posso mica aspettare così senza uno straccio di preparazione. Devo insomma fare come con le stelle cadenti, ragionarci con il cuore su cosa scegliere se alla fine mi passa davanti la scia dorata. Quindi.

Fuori il vento tira forte il suo alito freddo. Generale inverno è arrivato. Puntuale e bellicoso come al suo solito con tanto di esercito completo, al seguito.
In casa il camino va, un ciocco dietro l’altro con una fame sconfinata.
Seduta in terra sul tappeto caldo, completamente persa nel gioco di fiamme che mi balla davanti, ad ammirare. Più il generale manda a soffiare il vento, più le ballerine rosse danzano velocemente. Impudenti.
Il profumo delle note speziate di zenzero e liquirizia mi pizzica il naso. La tazza riscalda le mani e rilassa la mente.
Se fosse la scena di un film sarebbe il momento giusto per fare entrare il protagonista muscoloso e bellissimo dalla porta d’entrata. Accompagnato da un sibilo gelido del vento sbruffone, con il sacchetto della spesa ricco di cose buone da mangiare insieme. Invece vivo una vita reale e da quella porta entrano solo bollette o problemi di normale routine, due figli urlanti, un uomo spesso brontolone e insoddisfatto e tutta la furia del mondo. E la protagonista sono io.
In sottofondo la voce di Boublè che imita Sinatra mi distrae. Sono nota tra le note che fluttua per aria. Il tempo è svanito in una sinfonia di melodie, aromi, colori ed emozioni che nulla hanno di reale. Da quella porta non entrerà nessuno, ho bisogno della solitudine per organizzare i pensieri.
La fiamma balla sul fuoco che crepita. Vorrei fosse la sfera di cristallo a cui domandare il futuro e  svelati i segreti del domani che mi sta a cuore.

Di certo il 2017 mi vedrà più sicura.

Ci saranno lati di me che desteranno stupore, come quello di dire no. Sto imparando.

Ci sarà la me che oserà mostrarsi nei difetti e negli sbagli, che tenterà la propria strada, che sceglierà le amicizie, le persone, limando la lista, sfoltendola e soppesandola. Perché da tempo ho scelto di non dare importanza a quello che la moda consiglia, ma solo a quello che mi fa stare bene e in equilibrio con me stessa. Si sa la maturità…

Ci sarà una me presto più vecchia di un anno, un altro anno che si somma alle pennellate del quadro che la vita mi ha reso. Forse più bianca, visto che grigia lo sono già, con più rughe, con la morbidezza data dall’amore per il cibo, dalla pigrizia che mi invade, dalla poca voglia di correre. Lo ammetto, i pregi di non avere vent’anni si sentono.

Ci sarà la me che ha deciso che scrivere resterà il mio impegno, il mio sfogo, il mio modo di urlare. Non scrivere mi è difficile, peggio di una vera tentazione carnale. Quel fiume che vorrebbe uscire in pensieri disconnessi non lo riesco a tenere a freno, come un mosto in fermento che sobbolle per vedere l’aria.

Ci sarà ancora questo blog con meno appuntamenti, ma nuove rubriche e nuove avventure, ma anche interviste, approfondimenti… Perché il blog potrebbe entrare nella mia vita, e non più la mia vita nel blog e no quello non lo desidero, diventare schiava di impegni e scadenze pressanti solo per riempire. Questa resterà una scatola, ma piena di contenuti scelti e voluti.

Il lunedì sarà il giorno della family sitcom; il martedì delle interviste o approfondimenti letture; il giovedì le nuove rubriche e ogni tanto un raccontino.

Ci sarà il libro e giuro mi brillano gli occhi (!), molto del mio tempo lo dedicherò a lui. L’estensione di ogni discorso, dei pensieri più intimi, del mondo che voglio decodificare, della vita che tanto assurda e inspiegabile continua a sembrare vivendola da dentro.

Insomma il 2017 porterà una lunga lista di cose belle, di energia vitale, di speranze bellicose e quella forza che i sogni regalano.

Sì perché sognare non costa nulla, ma tanto bene fa e fino all’ultimo sarà parte di me.

7 pensieri su “Progetti, sogni e…

  1. Tiziana

    La sicurezza. Noi ce la sudiamo con l’esperienza, con le mazzate prese. Si cambia. È inevitabile. E quando noi”pescioline”lo facciamo è drastico, è brutale. Nessuno ci riconosce, è spiazzante, perché meditiamo tanto, non traspar niente, dentro di noi c’è un vulcano, ma quando tagliamo, prendiamo posizone siamo toste. Segui una lista. Quella che hai iniziato. E fallo. Togli il superfluo, perché è facile perdersi nelle esigenze altrui. Noi “pescioline ” ci viene naturale soccorrere gli altri, dare il tempo a tutti, meno a noi. Egoismo, perdinci. Non si può sempre dare, è ora di darsi… da fare per se stessi. Io ho una frase che mi leggo se mi dimentico di fare ciò che non serve.

    È di San Francesco d’Assisi.

    «Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile»

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    1. nadia banaudi

      Vero Tiziana, tutto vero.
      Mi piace tantissimo la frase di San Francesco, mi piace la serena tranquillità che infonde, non può che essere una buona pista da seguire per portare molto lontano.

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  2. Io ho imparato a dire di No, perchè a furia di dire di Si ci stavo rimettendo di salute. Che il lavoro serve a pagare i conti, soddisfazioni non me ne da più da quando sono un senior (le aziende investono sui giovani, e in fondo è anche giusto). Che certe persone in difficoltà non lo sono poi davvero, se proponi delle soluzioni e alla fine preferiscono passare il tempo a lamentarsi. Mia nonna diceva sempre: “Aiutati, che il ciel ti aiuta!” Quindi se posso non mi tiro indietro, ma se non vedo volontà lascio stare. Non si può aiutare chi non vuol essere aiutato. Dall’altra parte sono pure stanca di spiegare perchè scrivo. Scrivo e basta! 😉

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    1. Il lavoro credo smetta di dare soddisfazioni molto presto proprio perché non rappresenta al 100% l’indole del lavoratore. Certo che se si potesse fare con profitto ciò per cui si è tagliati, tutto sarebbe più facile, invece…
      Abbandonare chi adora piangersi addosso e lamentarsi di continuo credo sia autosalvezza!Decisamente di succhia energia ce ne sono troppi in giro e come dici sempre tu, il tempo è prezioso!

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  3. dopo i bilanci del passato, si fanno i piani del futuro.
    ‘Sì perché sognare non costa nulla, ma tanto bene fa e fino all’ultimo sarà parte di me.’
    Hai ragione. Sognare uno costa nulla.
    Dunque vediamo nella sfera di cristallo del 2017 cosa ci sarà per te?
    Tutto quello che hai scritto. Ne sono sicuro.
    Nel mentre che la profezia si avveri, ti auguro un 2017 ricco di serenità e felicità.
    Buon Anno.

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