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Ho espressamente chiesto all’autrice l’onore di questa intervista, onore vero, perché dopo aver letto il suo libro sono rimasta talmente soddisfatta e sbalordita da non potermi trattenere. Sapete tutti quanto io sia curiosa, quindi immaginate bene la molla dopo un libro del genere.
Se alla fine del testo non avesse citato, non tanto la sua laurea in Lettere e Filosofia, quanto l’ottima preparazione in antroposofia, avrei pensato ad una bella opera di fantasia, invece ho dovuto ricredermi. Ma andiamo per gradi.

Si tratta di un romanzo che rientra tranquillamente tra i gialli o meglio tra i noir sovrannaturali. Abbiamo un omicidio, un colpevole, uno scenario a tratti inquietante, misteri che si intrecciano e si svelano capitolo dopo capitolo e personaggi pieni di segreti.

Eccoci a “Bagliori nel buio” e all’intervista con la sua autrice Maria Teresa Steri.

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Innanzi tutto benvenuta e grazie per il tempo che hai accettato di regalarci.

Rompiamo subito il ghiaccio e vediamo di inquadrarti in base ai gusti personali. Leggi Hitchcock, Ruth Rendell e Robert Sawyer. Ti interessi di scrittura creativa e di antroposofia, collabori come giornalista pubblicista ed hai al tuo attivo due romanzi (I custodi del destino e Bagliori nel buio), un blog molto seguito e pure un marito. La domanda dovrebbe essere: ma dove trovi il tempo per tutto? Io però sono doppiamente impertinente e ti chiedo anche quale di questi aspetti ti definisce meglio?

Grazie a te, l’onore di entrare in questo accogliente salotto virtuale è tutto mio.
In realtà il tempo per fare le tante cose che vorrei non lo trovo affatto, purtroppo. Le giornate dovrebbero essere lunghe il triplo per i miei desideri, quindi mi barcameno tra mille attività diverse e sono in perenne ritardo con tutto.
Riguardo alla tua domanda “impertinente”, invece, sono una persona mentalmente curiosa, ho avuto svariati interessi nel corso degli anni, ma in sintesi potrei dire che il mistero mi affascina da sempre, in tutte le sue forme, che si tratti di narrativa, cinema, esoterismo.

Quando ho letto che ti interessi di antroposofia devo confidare che sono andata a informarmi di cosa si trattasse, ammettendo l’ignoranza e per chi come me ne è all’oscuro riporto il significato. Si tratta di una pseudoscienza con l’intento di conoscere e studiare con un metodo scientifico cose che non appartengono all’ordine delle realtà. O come dice Steiner “è una via della conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo. Sorge nell’uomo come una necessità del cuore, della vita del sentimento, e può essere pienamente giustificata se soddisfa questo bisogno interiore.” Vuoi spiegarci meglio cosa ti ha spinto a interessarti a questo percorso filosofico spirituale davvero interessante?

Alla base dell’antroposofia c’è l’idea che l’essere umano e il mondo che percepiamo con i sensi siano solo espressioni fisiche di una realtà spirituale complessa e variegata. Questo è per me molto affascinante. Inoltre, rispetto ad altre vie di stampo esoterico, l’antroposofia ha un approccio molto razionale, direi lucido. Infatti, Steiner si è sempre sforzato di inserire quello che diceva in un ambito scientifico e di dare ampia importanza al pensiero umano. Questa è una cosa che mi ha colpito da subito, perché generalmente le concezioni esoteriche hanno formulazioni nebulose, sfiorano il fantastico, e spesso sono in netto contrasto con le logiche scientifiche. Insomma, una via fatta per me, che sono un po’ sognatrice, un po’ razionale.

Bagliori nel buio fa parte delle produzioni in self e questo significa che ti sei occupata di tutto tu: stesura, correzione, riscrittura, editing, impaginazione, copertina… Innanzi tutto complimenti perché davvero è opera di un lavoro a dir poco professionale e poi quale è stata la parte più complicata e quella che ti ha regalato maggiori soddisfazioni?

Ti ringrazio molto, anche se a onor del vero va detto che ho avuto un consistente supporto esterno, sia a livello pratico che psicologico. L’aiuto di cinque persone che lo hanno letto in anteprima mi è stato utile per approfondimenti e precisazioni alla storia. È stata un’esperienza stimolante e allo stesso tempo complicata da gestire, perché i lettori hanno quasi sempre approcci diversi, notano cose differenti, ecc.
Ciò che mi ha regalato maggiori soddisfazioni, invece, è stato il dovermi occupare di tanti aspetti. È vero che una produzione self è impegnativa, ma è bello partecipare in prima fila alla nascita di un libro come il risultato di svariate attività, non solo la scrittura in sé.

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Oggi possiamo ammirare la nuova veste grafica del tuo libro, una copertina che aggiunge bellezza e suspense. E’ stata infatti già definita evocativa. Era necessaria per rappresentare meglio Bagliori nel buio?

Era tanto tempo che pensavo a un’immagine nuova, che trasmettesse al meglio l’atmosfera della storia. La prima copertina ritraeva un promontorio avvolto dalla nebbia, richiamando l’ambientazione del romanzo, ma mi sarebbe piaciuto rendere graficamente l’idea di qualcosa che sta in bilico tra reale e irreale, l’elemento più onirico della vicenda. Non è stato facile, ma sono contenta del risultato. E anche in questo caso devo ringraziare varie persone che non mi hanno fatto mancare i loro suggerimenti.

Ed ora sarei davvero curiosa di conoscere il ricordo più esoterico che ci puoi svelare legato alla realizzazione del libro.

Temo di deluderti, perché non ho aneddoti misteriosi da raccontare. So solo che scrivere una storia di fantasmi e streghe è stato per certi versi un po’ inquietante. Mi ha portato a fare moltissime ricerche su questi argomenti e a conoscere fatti particolarmente impressionanti. Spesso ho provato un senso di nausea mentre leggevo dei processi di stregoneria. Sono effetti collaterali da mettere in conto quando si scrive di certi temi.

Assolutamente vero, balza al cuore quanto aspetti ora da salotto abbiano un tempo segnato così gravemente la vita di molte donne. Ora entriamo nello specifico e curiosiamo in qualche aspetto che mi ha davvero affascinato.

Il luogo in cui tutto questo nasce è reale e si trova in Italia esattamente a Gaeta. Un posto ispirante a cui dobbiamo l’intera storia o solo la collocazione ideale per un mistero tanto originale?

Un posto “ispirante”, senza dubbio. I luoghi del libro sono frutto di fantasia, ma si appoggiano su impressioni, ricordi e leggende legate al Pozzo del Diavolo, una grotta verticale che si trova a Gaeta. L’idea della storia risale infatti alla prima volta che ho visitato questo posto, quando ero adolescente. Ne ricavai una fortissima impressione, tanto che nei giorni seguenti buttai giù un racconto ambientato da quelle parti. Solo molti anni dopo però ho reso l’intreccio più articolato, rimaneggiando la descrizione dei luoghi e le leggende a esse legate, per adattarle alla vicenda.

La protagonista del tuo libro è una donna attratta dal sovrannaturale e allo stesso tempo impaurita. E’ questo l’atteggiamento giusto: mitigare con un po’ di sana diffidenza? E in lei c’è un po’ di te?

Potrei dire che questo interesse mitigato dalla paura sia uno dei pochi elementi autobiografici nella storia, perché io sono proprio una combinazione di scetticismo razionale e interesse per ciò che non è ordinario. Non so dirti se questo sia l’atteggiamento più sano. Credo che molto dipenda dall’indole personale. Noto però che in questo ambito si passa facilmente dallo scetticismo più materialista al fanatismo sfrenato. D’altra parte, non ti nascondo che quando ho raccontato del forum “Un ponte dell’Altrove”, con tutte le figure stravaganti che vi ruotano attorno, avevo in mente il fanatismo e l’esaltazione di cui si impregnano spesso le persone che si interessano di fantasmi e paranormale. Quindi, sì, un po’ di equilibrio in queste cose non guasterebbe.

Tra i personaggi del libro ho avuto una certa simpatia per Fabio, mentre ho detestato Matteo, ma sono curiosa di sapere il tuo personaggio preferito?

Il professor Tivoli, senza dubbio. Devi sapere che ho un debole per la figura dell’anziano saggio, soprattutto quando sfuma nella follia o nell’eccentricità, tanto che questo tipo di personaggio è sempre presente nelle mie storie, anche se con connotazioni diverse. Mi diverto moltissimo a crearlo e mi piace pensare che chi acquista delle conoscenze (non solo in ambito esoterico) dovrebbe al tempo stesso evitare di prendersi troppo sul serio e non salire troppo in cattedra. Da qui la follia che bilancia la saggezza.

Affronti il tema del furto d’identità, che possiamo definire uno dei delitti dell’epoca 2.0, in antitesi aperta con il lato romantico ed antico dei fantasmi e dell’anima. Tutto parte di un preciso disegno?

Mi fa piacere che tu abbia sottolineato questo aspetto. Si può dire che Elena, la protagonista della storia, sia un’ingenua, una sognatrice che si è scontrata con una realtà cruda e ne ha fatto le spese. Purtroppo ai giorni nostri non mancano i casi di truffe informatiche o di realtà altrettanto spiacevoli. La cosa peggiore è proprio che tutto questo ci rende sempre più materialisti, costretti a stare sempre sul chi va là e a mantenere i piedi per terra, allontanandoci dall’interiorità e dalla spiritualità.

Non avevo mai sentito parlare delle “copie” prima di leggere Bagliori nel buio, sono frutto della tua fantasia o una delle scoperte dell’antroposofia?

No, non sono frutto di fantasia, né una scoperta dell’antroposofia. L’idea del doppio o doppelgänger è molto antica e si è espressa nella letteratura e in altri ambiti in modo diverso. Anche quando si parla comunemente di fantasmi, spesso si fa riferimento a un agglomerato di energia intrappolato tra due mondi perché ancora legato alle vicende terrene. Nel caso del mio romanzo, ho preso spunto da alcune cose dette da Steiner sui residui energetici che vengono lasciati dai defunti durante la transizione tra la vita e la morte. Si tratta di entità prive di corpo fisico che duplicano ciò che una persona è stata in vita, i ricordi, i sentimenti, i pensieri. Tutti gli esseri umani hanno un doppio eterico, vitale, che si stacca al momento della morte. In alcuni casi particolari, questa figura non si dissolve ma continua a esistere tra i vivi e li condiziona negativamente, a volte addirittura legandosi a essi come un parassita.
Comunque, siccome sono stati parecchi i lettori che hanno manifestato curiosità sul discorso delle copie, ho in mente di scrivere prossimamente un approfondimento sul mio blog.

Oh sicuramente sarà un argomento molto interessante da conoscere nel dettaglio!

Volutamente non ho voluto svelare troppo della trama perché potrei in qualche maniera anticipare, cosa non adatta ad un giallo. Però abbiamo il senso di colpa che divora le vita delle persone “per bene” e la sete di vendetta delle altre. Una contrapposizione tra bene e male che il lettore sceglie a chi rifilare, anche cambiando idea capitolo dopo capitolo. E’ parte della tua strategia di suspense?

Non c’è stata nessuna strategia in questo senso, credo che nella realtà esistano tante sfumature di bene e male, e a volte non c’è una demarcazione netta. Però quello che mi premeva sottolineare (spero di esserci riuscita) è che la paura, in qualsiasi forma si presenti, può condizionale fortemente il prevalere del bene. Diversi personaggi nella mia storia sono paralizzati dalla paura e preferiscono non agire. E se non sbaglio c’è un aforisma che dice “Perché il male trionfi è sufficiente che i buoni rinuncino all’azione”...

Bagliori nel buio è anche il titolo di un film del ’93 ispirato ad un rapimento alieno. Qui di alieni non si parla, ma comunque la vena sovrannaturale spesso fa pensare che il sottile confine tra le cose conosciute e quelle sconosciute sia facile da superare. Come ti è nato il titolo? Prima della stesura del libro, al suo completamento o durante come una folgorazione?

Purtroppo ho scoperto questa corrispondenza del titolo con il film solo dopo aver ideato il mio. Con il senno di poi, penso che sarebbe stato meglio fare ricerche e puntare su qualcosa di originale al 100%. Però c’è anche da dire che il titolo “Bagliori nel buioè nato prestissimo, mentre scrivevo la storia, quindi cambiarlo sarebbe stata una forzatura. Meno fortuna ho avuto con il romanzo che sto scrivendo attualmente, infatti sono quasi alla fine e ancora non ho il titolo, ahimè.

Quando scrivi per tua ammissione prendi le valigie e viaggi, poi torni. Conservi la capacità di vedere aspetti antroposofici o ci riesci solo con l’aiuto della fantasia scrivendo?

Io concepisco la storia come un puzzle che si compone man mano che scrivo. Di solito ho un’idea globale del disegno completo, ma i vari dettagli li scopro solo strada facendo. In questo processo creativo quindi non c’è molto spazio per la razionalità. Solo dopo la prima stesura cerco di essere più lucida e aggiustare la rotta in modo che i pezzi si incastrino. Quindi, venendo alla tua domanda, in valigia metto soprattutto la fantasia, ma anche ciò che conosco, le esperienze, ecc. Penso che questo sia valido per chiunque scrive.

Ora due domande che esulano da questo libro e si portano avanti nel tempo.

Facciamo un gioco scegli un aggettivo che riassuma bene Bagliori nel buio tra: imprevedibile, equilibrato e avvincente e costruisci una breve sinossi, che spinga a scegliere a nuovi lettori di avventurarsi nel tuo libro.

Mi piace “imprevedibile”, forse perché vorrei che i lettori lo trovassero proprio così.
Cosa ne pensi di questa sinossi?
Un gruppo di appassionati di paranormale. Un luogo maledetto al confine tra due mondi. Ma i fantasmi esistono davvero? O sono solo il prodotto di una losca macchinazione? Nulla dopo quella notte sarà più uguale per Elena e gli altri sette.

Ottima! Mette il giusto pepe di curiosità nel lettore alla ricerca di un libro sorprendente ed imprevedibile.

Sono andata a leggere i commenti di chi, prima di me, ti ha recensito positivamente. Cito solo tre persone che conosciamo entrambe in quanto blogger e scrittrici: per Marina Guarneri sei stata elegante, per Sandra Faè coinvolgente, per Chiara Solerio grande professionista. Ognuna di loro ha sottolineato i tuoi punti di forza: lo stile, l’originalità e la cura che metti nel tuo lavoro. Tutte e tre si complimentano e ti elogiano ma quale è stata la recensione ricevuta ad oggi che ti ha emozionato di più?

La verità è che mi emoziono sempre moltissimo quando leggo le opinioni dei lettori. Però quello che mi colpisce più di tutto è scoprire tramite questi commenti degli aspetti della storia o dei personaggi che i lettori hanno colto e di cui non ero consapevole. Questa cosa mi dà la dimensione di come i libri abbiano una vita indipendente e possano trasmettere sensazioni diverse a chi entra in contatto con le pagine. La trovo una cosa magica.

Ci puoi svelare se stai lavorando ad un nuovo progetto in questo momento?

Sto scrivendo un altro noir/thriller con elementi esoterici, con un protagonista maschile. La storia racconta di un trentenne che perde la testa per una giovane e misteriosa senzatetto, e nel tentativo di scoprire qualcosa sul suo passato si imbatte in quella che ha tutta l’aria di essere una setta occulta…

Non ho dubbi anche questo libro sarà sicuramente un ottimo lavoro e non nascondo la voglia di leggerlo appena pubblicato.

Approfondire alcuni aspetti di Bagliori nel buio è stato davvero interessantissimo e ti ringrazio ancora molto per il tempo che ci hai regalato. Ho decisamente ampliato le mie conoscenze in questo campo e scommetto non solo io.

Per chiunque avesse la curiosità di leggerlo (consiglio spassionato) lo potrete trovare on line su Amazon  in formato digitale e cartaceo, leggere in anteprima i primi capitoli qui, e girovagare tra le varie recensioni qui . Buona lettura !

25 pensieri su “

  1. Grazie, Nadia, per questa bella intervista e grazie soprattutto a Maria Teresa.
    Bagliori nel buio è già nel mio kindle, e devo dire che questa intervista mi ha messo molta voglia di leggerlo, per cui certamente nell’anno nuovo sarà una delle prime letture a cui mi dedicherò.
    Scoprire questi retroscena porta il lettore a contatto più stretto con chi scrive e permette, a mio parere, di entrare meglio nel testo. Per questo, tra le altre cose, continuo ad essere convinta che valga la pena investire sui bravi scrittori che si incontrano nella blogosfera. E, come dice Marco Freccero, #acquistaindie!

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    1. Non potrei essere più d’accordo. In quello che un tempo veniva chiamato sottobosco in realtà si trovano prodotti editoriali originali e professionali. Sono davvero felice di sapere che leggerai presto Bagliori nel buio, sono certa non ti deluderà, anzi…

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  2. Grazie a tutti e in particolare a Nadia che mi ha ospitato qui. Leggere le sue interviste è sempre stato interessante per me, per il suo modo di scavare a fondo e di trattare con sensibilità ogni argomenti, e non poteva che essere un onore partecipare in prima persona a questo salotto. Devo dire anche che Nadia mi ha colpito molto per aver colto con le sue domande alcuni aspetti particolari del romanzo… Insomma, sono contentissima. Grazie ancora!

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    1. Grazie a te, che non solo hai scritto un bellissimo libro che merita di venire conosciuto da tutti e letto, ma che ti sei prestata a soddisfare le mie curiosità. Il lato bello di leggere un libro e parlarne con l’autrice non ha prezzo, o forse sì, ne aggiunge grandissimo valore.

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  3. Molto interessante questa intervista, ho già letto Bagliori nel buio, ma ho avuto modo di scoprire altri aspetti della bellissima storia scritta da Maria Teresa, tra l’altro non sapevo cosa fosse l’antroposofia, quindi ho scoperto una cosa nuova. Anche la nuova copertina mi piace molto, come ho avuto modo di scrivere in altri commenti.
    Ma a questo punto vorrei leggere il nuovo romanzo, cara Maria Tersa lo aspetto! 🙂

    p. s. molto brava Nadia con le sue interviste impertinenti…

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  4. Nadia Bertolani

    Una lettura piacevole: a domande numerose e articolate corrispondono risposte esaurienti e molto interessanti. Anche se apprezzo da tempo Maria Teresa Steri, ho apprezzato in questa intervista pieghe e sfumature che forse non avevo colto del tutto. Complimenti a entrambe.

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    1. Grazie davvero, è un piacere aver contribuito a svelare qualche aspetto ancora inedito del suo romanzo. Cosa non facile visto che in molti ne hanno parlato tra interviste e recensioni. Da lettrice mi sono ritrovata davvero coinvolta nelle tematiche raccontate nel libro e da curiosa che sono aver potuto dialogare con l’autrice mi ha reso felice. Sono io che ringrazio ancora Maria Teresa per l’occasione, impagabile, di aver avuto l’onore.

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  5. E tu, Nadia, dopo avere letto il libro di Maria Teresa non hai trovato che il suo stile abbia un’eleganza che penso appartenga anche alla persona? 🙂
    È sempre piacevole partecipare ai tuoi salotti come spettatrice.
    Bella intervista. 🙂

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    1. Credo di averglielo anche detto in privato. “La mano che ha scritto una simile storia non poteva che essere quella di una donna, elegante e raffinata, mai volgare eppure decisa e capace.”Sì Marina concordo questa deve essere proprio lei, Maria Teresa, che fuoriesce nel suo libro come anima pulsante.
      Grazie dei tuoi complimenti io sono sempre felice di poter ospitare tanti spettatori attenti e piacevoli come gli intervistati. Il mio grazie a voi che quanto me amate tanto i bei libri.

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    1. Grazie, invece nulla è scontato ma sempre molto apprezzato, anche se il valore di questo connubio autrice-libro dava molte garanzie, però è vero se una lettura mi riesce a stupire tal punto non posso fare a meno di consigliarla e con lo strumento del blog permettere a tutti di conoscere anche l’autore. E’ una forma di condivisione letteraria che mi piace molto e sono sempre felice se arriva. Grazie ancora.

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  6. Ciao alla padrona di casa e alla sua bellissima e bravissima ospite ^^ Conto di finire “Bagliori nel buio” alla prima vacanza, vergogna su di me che non l’ho ancora terminato! Posso solo dire a mia discolpa che il 2016 è finito senza che me ne accorgessi, praticamente, e a mio onore che l’ho comprato praticamente subito 🙂
    Sappi che comunque a leggere e commentare certe cose a quest’ora mi corre un brividino lungo la schiena… Meglio se corro a nanna senza indugiare troppo su certi pensieri, se no col cavolo che dormo.
    Un bacione e grazie a tutte e due!

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    1. Che bello Serena averti qui, grazie per la visita. Sì in effetti lo capisco bene il brividino! Credo che tu sia scusabilissima se non hai ancora terminato la lettura con tutti i progetti aperti che hai! Buck e il terremoto ti sta tenendo impegnatissima su tutti i fronti e nonostante la soddisfazione piena del risultato scommetto che ti resta ben poco tempo da dedicare agli svaghi con lavoro, famiglia, animali e impegni vari. E concordo il tempo ci mette sempre meno a finire e non è giusto!

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  7. Grazie infinite a tutti per aver letto e commentato, sono stata fuori e al mio ritorno ho trovato la sorpresa delle belle parole che avete speso per il mio libro e per quest’intervista. Ribadisco che Nadia è molto brava con le sue domande a cogliere svariati aspetti con molta sensibilità.

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