Family sit com 4

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Ore 17.15 il tempo di una merenda al volo con riassunto micro-ridotto della giornata scolastica e vedo solo le ombre dei miei figli dileguarsi verso la loro camera. Briciole e zaini disseminati come in un campo zingari tra cui destreggiarmi mentre invoco la Dea Kalì e tutte le sue braccia in soccorso. E’ passato il tornado. Ma quanta energia hanno?

Voci dalla stanza mi anticipano il tornado sia bello pimpante.
M- Lasciami in pace.
P- Sei stata tu, non dare la colpa a me.

Credo si tratti di un essere indistinto che si impossessa di loro appena giro lo sguardo e superati i tre minuti di apparente calma entra in azione. Non riesco nemmeno a distinguerli come il braccio e la mente, ma solo come due fratelli che una ne pensano e mille ne fanno, in continua sinergia per combinare guai.

M- Lo fai fare a me, ma anche tu hai le mani.
P- Sì, ma tu lo fai meglio, lo dici sempre.

Il battibecco continuo alla Raimondo e Sandra, da farci una stesura teatrale. Giuro vorrei poter diventare trasparente per ascoltarli da vicino senza interromperli, ma impossibile, appena mi avvicino di solito o la situazione esplode e mi si avvinghiano alla ricerca della comprensione o si placa impedendomi di capire meglio.
Essere fratelli mi è sconosciuto. Sono figlia unica. Così resto in ascolto ed imparo.

M- Uffa, ma quando me la fanno una stanza tutta per me? Mi vuoi lasciare in pace da sola?
P- E cosa devi fare? Ti aiuto a raccogliere.

In effetti ho sentito un rumore di quelli sospetti, e potrebbe essersi rovesciato di tutto, dalla scatola dei Lego a quella delle sorpresine degli ovetti. O peggio. No, non voglio pensarci. Quelle letterine glitterate minuscole. C’è tutto un mondo dentro al piccolo baule!Lei e le sue manie.

P- Mi tratti sempre male, ma io non ho fatto niente. Non è colpa mia.
M- E basta! Vattene di là dalla mamma.

Cosa sono io il rifugio dei disperati? Però quel tono non mi piace. Pare una lite tra fidanzati. Lei isterica che lancia colpe e lui impaurito che tenta di essere quello riflessivo tra i due. Devo, mio malgrado intervenire.
N- Cosa succede, qui?
M- Non mi lascia in pace.
P- Ma non ho fatto niente, lei ha dato un colpo lì e buttato tutto in terra, ora la aiutavo, ma …
M- Mi dai fastidio, te ne vuoi andare?
P- Ueèèèè, mamma, non mi vuole bene. Ueèèèèè.
N- (Non devo ridere. Non devo ridere. Non devo parteggiare. Non devo esplodere. Nadia conta, respira e conta.) E sai noi che facciamo? La lasciamo sola a mettere tutto a posto e ce ne andiamo a fare qualche cosa insieme, giochiamo a Uno?
P- No, i cartoni.

Per ora la battaglia ha il suo momento di tregua. Pensavo che essere fratelli fosse complicità e qualche lite, non il contrario. Ma loro non potrebbero essere più diversi. Gusti, abitudini, caratteri, uno è destrimane l’altra mancina… nemmeno l’intuito e la sensibilità li ho distribuiti in maniera pari.
M- Mamma, mi scarichi questa canzone?
N- Ma di nuovo di quella roba tutta elettronica? (Non so perché adorano le voci dei Minions e di Alvin a far da cover ai grandi successi, deve essere una moda appena esplosa.)
M- No, quella è roba vecchia, ora c’è questa. “Che ne sanno i 2000.”
N- (Ah ecco! E chi ci sta dietro?)Vediamo di cosa si tratta.
Mettiamo il video e capisco che il tema Pokemon impera ed è quello a trascinarli. Ma poi mi trapassa il cervello quel ritmo che di musica a mio avviso non ha nulla. Parolacce ovviamente a infarcire gratis il testo, solo che un ritornello mi intrappola.

Di Battisti e Mogol, del Festival Bar
Ma che ne sanno i 2000
Di quando c’era il walkman e Fiorello al Karaoke
Dei Nirvana e dei Guns, della musica dance
Ma che ne sanno i 2000
E di quando alle 3 c’era Bim Bum Bam…

Sarà che in tutto questo io c’ero. Sarà che ci scommetto, i bambini ripeteranno senza capire nulla, ma scappa un sorriso.
M- Bella vero mamma?
N- Bella no, diventi sorda se alzi il volume. Ma spiegami perché ti piace.
M- Senti il ritmo. (Si muove come se fosse posseduta, mi fa ridere, si sente grande e non lo è. )
N- Non mi piace e credo non sia troppo intelligente da ascoltare.
M- Ma a scuola nell’intervallo la ascoltiamo e ci piace a tutti. Poi ci raccontiamo il video, dove trovano i Pokemon. Dai…
N- Bella roba, ma non è meglio Sia? Non capisci una parola, ma almeno la musica è piacevole.
M- Ma la conosco a memoria, dai…
Periodo Fedex e J-Ax svanito nel giro di un mese, Minions archiviati, Rovazzi invece piace sempre e nel video eccolo che sbuca come un jolly, ora mi tocca Gabry Ponte. Mi sto facendo una di quelle culture… Intanto scarico, così si stancherà presto anche di questa, per passare oltre, ma si mettessero la mano sulla coscienza le case discografiche e a scegliere gli autori, magari un testo un pochino migliore. Lo so che chiedo molto, ma meno parolacce. Che poi diventano come le virgole.

Ora la musica risuona tipo discoteca in camera e tutti e due ballano felici e contenti cantando fuori ritmo, stonati peggio di me. Mezz’ora andranno d’accordo. Poi di nuovo da capo.

Io che mi ostino a farli ragionare per renderli felici accontentandosi di ciò che hanno, che insegno loro a distribuire felicità perché diventi energia di cui ricaricarsi di continuo, mi domando se vedrò mai due individui all’altezza di queste aspettative.

Crescere non è un mestiere facile. E come ricorda Peter Pan, grande esperto in materia:

Tanta voglia di crescere per poi accorgersi che rimanere bambini è la cosa più bella che ci sia. 

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23 pensieri su “Family sit com 4

  1. I miei mostri sono due maschi e hanno 4 anni di differenza.
    Se può consolarti, si picchiano sempre.
    Leon è egocentrico, alternativo: una via di mezzo tra un nerd e un aspirante intellettuale. Tutto il giorno con la testa nei libri, ora ha scoperto il rock e, a me che è sempre piaciuta la musica, invoco il silenzio.
    Franci è ancora piccolino e giocherellone, sempre allegro e timidone, adora suo fratello è appena può gli fa qualche dispetto.
    Li adoro anche se mi fanno impazzire, come tutte le mamme.
    E come tutte le mamme, li sogni grandi e felici.

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    1. Allora anche se mal comune mezzo gaudio, mi rassereno se anche i tuoi come gioco trovano utile darsele. Mi piace assai il nerd intellettuale, ma ancora di più il cucciolo da coccolare che somiglia tanto al mio. Da annusare e sbaciucchiare a più non posso, fino a che ce lo permettono. Che dire, guai a non averli.

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  2. Come dice mia madre: bambini piccoli pensieri piccoli, bambini grandi pensieri grandi.
    Preferisco questi bisticci da poco nulla, a certi musi lunghi dei settantenni che non si rivolgono più la parola solo perchè uno vota diverso dall’altro, uno c’ha il diesel e quell’altro il benzina, uno va in chiesa e quell’altro al bar, ma tu sei amico mio o suo, eh?
    Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia! 😉

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    1. nadia banaudi

      In effetti i musi lunghi sono piuttosto logoranti, ma ti assicuro che i capricci e i bisticci sono un tantino da pressione alta! Però la vita… mai na gioia!

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  3. Tiziana

    Con la musica ancora ci capiamo qualcosa. Prova un po’ a decifrare quando ti parlano di “arene”, livelli, Clash Royal, personaggi? Io dico sì, ma non ho capito nulla. Bisticciare è un sottofondo quotidiano. :/

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        1. Non mi piace il fatto che possano chattare anche con estranei. Preferisco avere tutto sotto controllo. In questo settore il cyberbullismo è a rischio altissimo. Poi, per carità, magari sono miei paranoie, ma meglio un controllo in più che uno in meno

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            1. Poi mio figlio gioca in gruppo con alcuni compagni di scuola, non mi va che magari qualcuno venga preso in giro se non è tanto bravo o cose simili. E’ vero che sono cose che accadono anche nella vita reale, ma in quella virtuale hanno un impatto più forte. Come dire, verba volant, scripta manent: una presa in giro di gruppo virtuale secondo me fa più male. Vorrei che mio figlio fosse tutelato, ma voglio anche essere sicura di quello che fa lui nei confronti degli altri.

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  4. simpatici i fratelli che litigano sempre. Come hai detto mal comune mezzo gaudio. Sarà che preferisco il gaudio intero. 😀
    Tutti simpatici ma la mamma che racconta è veramente super. ordinarie scene quotidiane si potrebbe intitolare questo post. In compenso ti sta facendo una cultura sulle tendenze giovanili

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    1. Grazie, ma sai che ogni volta che loro ne tirano fuori una delle loro mi sento un gradino più “vecchia”? E’ come se dentro davvero mi fossi fermata ai miei tempi e trovassi tutto questo un tantino eccessivo, lo avranno pensato i miei genitori a suo tempo e di certo è un giro della vita, ma ragazzi che fatica!

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