Family sit com 3

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Di programmi di cucina in tv e nel web ne imperversano allo sfinimento. C’è chi insegna i rudimenti, chi invece raffina, insomma la scelta è davvero ampia. E nel centro mi colloco io, ma non esattamente alla Masterchef.

Ore 9 tutti fuori di casa, l’ultimo è il più grande che nonostante non vada a scuola lo stesso non ha voglia di uscire e prendere freddo per andare a lavorare. Quindi tutti fuori dai piedi ad essere onesta!
Lavori di routine fatti guardo piovere appena fuori quei vetri che chiamano vigliaccamente vergogna. Ma piove, fa freddo e decido che possono restare ancora un po’ così ad elemosinare. Fino alla primavera, altrimenti li lavo e loro per dispetto si ribagnano…ecco han vinto e lo sanno.
So che è assurdo ma penso alla cena. Vellutata di zucca.

Gli ingredienti li ho. Sbuccia, taglia affetta, soffriggi, cuoci e frulla. Ok si parte.
Zucca. Suona il telefono.
N- Ciao mamma, sì tutto ok… (e la zucca giace lì perché parlare al telefono e stare ferma per me è impossibile. Così vago per la casa mentre i minuti passano le chiacchiere aumentano e la zucca attende. )
Sbucciata. Il rischio è ogni volta di affettarmi un dito, ma piano piano riesco ad uscirne senza diventare gatto Silvestro e l’ingrediente principale è pronto, affettato.

Porro. Da lavare. Oh! ma gli strofinacci della cucina meritano un viaggio in oblò. So per certo che il passaggio verso il bagno mi frega. Infatti una macchia sullo specchio, un controllo veloce degli asciugamani anche lì e la lavatrice con gli avanzi del cestone è bella piena. Lista della spesa, scarseggiano i detersivi, sarà meglio scrivere per non dimenticare.

N- Mezz’ora, un porro mi ha portato via mezz’ora e nemmeno l’ho soffritto.

Ok riparto. Patate. Cascasse il mondo dovrei riuscire a mettere insieme il tutto. Niente da fare il telefono lampeggia il segnale di qualche messaggio in attesa. Non posso far finta di non vederlo. Però veloce, mi raccomando.
Messenger, WhatsApp, blog, Facebook, email e tre chiamate perse.
N- Ma che diavolo è successo? A catena uno dietro l’altro tutti che hanno bisogno di me? Non lo sanno ho la zuppa da preparare?
In effetti sono solo le 10 e posso farcela. Accendo il pc e non so come ma mezzogiorno è arrivato per dispetto. Secondo me il tempo frega. Le patate sono ancora da sbucciare e il bancone ha ingredienti disseminati ovunque. No, non è possibile. Che vergogna.
Ok dovrei anche mangiare, anche non per forza, se saltassi un mese di fila non sarebbe neppure male, ma so che tempo un’ora attacco a morsi anche i mobili. Guardo la pentola che fa il suo dovere mentre l’orologio invece fa notare quanto abbia sprecato a preparare la cosa più semplice del mondo. Se solo capissi dove ho infilato il tempo?! Mi sembra di non aver combinato nulla.
L’unica soluzione è tacitare il telefono o magari nasconderlo in qualche cassetto dimenticandolo per preparare una degna cena.

Tempo un’ora, ricordando a memoria i passi della ricetta, il salame al cioccolato è in frigo pronto come dessert e la quiche al formaggio si colora a dovere. Panini imbottiti per merenda e dovrei essere a posto. Il mio lavoro alla Masterchef merita un sette. Sono stata speedy. Efficiente, concentrata e senza giudici a rincorrermi. Però una vocina dentro mi fischia che qualche cosa richiede la mia attenzione. Eppure la casa è a posto, fuori piove sempre, non so proprio.
Il telefono!

Faccio fatica a capire come posso aver accumulato così tante chiamate senza risposta. Ben dieci.
R- Ma dove eri finita? Perché non rispondi?
N-No è che era silenzioso e non mi sono accorta, lo sai che alle volte mi dimentico.
R- Certo, certo intanto uno si preoccupa.
N- Sì che la zuppa mi sommerga. Sono a casa capirai… Cosa dovevi dirmi di importante?
R-No, niente che non salgo nella pausa. Piove troppo mi scolo in moto. Speriamo smetta per stasera, hai mica guardato il tempo?
N-Scusa ma non eri tu che dicevi fossero trappole le tecnologie, io sempre attaccata a sta diavoleria di telefono, tutti dipendenti..?
R-E non farla lunga, ci guardi e me lo dici?
N-Perché se piove che fai ti fermi giù? Stamattina sei partito che pioveva!
R- Infatti salgo lo stesso.
N-Allora guarda il cielo e domani prenditi la macchina.
R- Ma vaf. (sento che trattiene il resto.) Non rompere non ho detto niente. Sempre a dispensare carinerie con me. Che c’è di buono stasera?
N- (Che vuoi che scenda a portarti l’ombrello?) Zuppa di zucca, quiche e salame al cioccolato.
R- Buona mettici tanto pepe nella mia.
( Certo e la robiola in quella dei bambini e la cannella nella mia, perché troppo facile un solo gusto almeno tre varianti. )

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22 pensieri su “Family sit com 3

        1. Capita anche a me. Soprattutto quando mi svesto della mia solita pigrizia e curo anche l’impiattamento. Un risotto impiattato con un coppapasta a forma di trifoglio e una scaglia di grana in testa pare faccia il suo effetto 😀
          Però se sono da solo la tecnica usata è: inclinare padella » rovesciare tutto sul piatto 😀

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  1. Quando si è in casa è facile perdersi nelle mille cose da fare: le vedi e non riesco a distogliere l’occhio. Sarebbe più facile a volte lavorare in ufficio che fa casa. Da quando ho un lavoro ufficiale mi sono imposta di non guardare in giro e lavorare. Mi siedo al pc alle otto e non mi alzo fino alle dodici, anche perché il pomeriggio vola, dovendo uscire prima delle 16 a prendere i bambini.
    Insomma, la vita della casalinga è più frenetica di quel che sembra.

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  2. Vi dico solo che dal lun al ven è tanto se il fitbit segna gli 8mila passi (eccezione palestra). Il sabato e la domenica tocco punte di 20mila passi giornalieri, a casa. E vado talmente su e giù che pare abbia 8 piani e ne ho solo 2. Arrivo al lunedì mattina che sono più stanca del venerdì.
    E comunque: “Ma quanto pepe c’hai messo??? Vuoi che io muoro????” 😛

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      1. Mi hanno regalato il Flex, io ho poi regalato il Blaze, i colleghi hanno il Charge HR1 e adesso sto aspettando per me il Charge HR2 (sperando che poi non mi metto a guardare ossessivamente i battiti ogni 2 minuti 😛 )

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        1. Ahah, io adoro accumulare dati quindi mi piace ogni giorno andare nel pannello e vedere i numeretti che crescono e i grafici che si compongono. 🙂 Le medaglie poi mi fanno sentire una giovane marmotta 😀 L’unico vero problema del Charge HR è che è stato progettato male il cinturino, il primo me l’hanno sostituito perché si era scollato tutto e aveva anche smesso di funzionare, ma anche questo dopo qualche mese si sta iniziando a scollare. Però gli voglio bene lo stesso 😛 Spero che con il 2 abbiano sistemato. C’è da dire che Fitbit ha un’assistenza ottima: mandato la foto del guasto via mail, dopo 4 giorni avevo quello nuovo a casa e senza dover riconsegnare quello vecchio!

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  3. altro che speedy! telefono e altro e hai preparato una cena coi fiocchi. La vellutata di zucca… roba da leccarsi i baffi. Poi il salame di cioccolata e le quiche… C’è posto anche per me? Non chiedo varianti. Lo prometto 😀

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