Family sit com 1

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Noi la vera famiglia ( altro che le pubblicità).

Protagonisti: Noi
N- Nadia – la mamma
R- Ricky – il papà
M- Marty – la figlia
P- Pippo – il figlio

Domenica mattina.
R- Buongiorno!
N- Giorno, yawwwwwn!
M- …no
P- Ciao.
Colazione come gli sfollati tutti in piedi al bancone della cucina ognuno a bere e mangiare una cosa diversa con gli occhi socchiusi e ciabatte sparse a vanvera da vero percorso a ostacoli. 
M- Cosa facciamo oggi?
R- Una cosa tutti insieme.
M- Cioè? Si esce?
R- Sì.
M- Dove?
R- Poi ve lo diciamo.
M- Uff. Che pizza, ma non possiamo stare a casa? ( casa= tablet, pc, tv, lego, ho fame, mi annoio, leggi, no, giochiamo insieme: carte, giochi da tavola… usciamo!)

Ore dopo.
P- Dove andiamo mamma?
N- In montagna.
P- Ma ci sono i nonni e i cuginetti?
N- No.
P- Solo noi?
M- Sì.
P- Allora andiamo nel bosco!
Terrore nei suoi occhi. Bosco = camminare, freddo e fatica. Mi guarda supplichevole, ma lo sa che sono irremovibile, se dico montagna non si scappa.

Due ore più tardi, in montagna.
M- Ho freddo.
Due paia di calze dopo e sei strati di vestiario indossato (canottiera, maglietta maniche lunghe, due felpe, due giacche) non si muove se non per inerzia.
M- Mi stringono gli scarponi.
Il mio sguardo deve averle fatto capire che camminando diventano comodi, ma quintali di brontolii dopo…
M- Siamo arrivati?
P- Torniamo a casa?
M- Sono stanca.
P- Ho fame.
M- Fa freddo.
R- E che caz… non se ne può più mezza giornata senza quegli attrezzi infernali e dovete rompere i cog…
N- (Occhiata che incenerisce all’istante)
P M- Mamma papà dice le parolacce.
R- Non rompere anche tu, se non posso nemmeno più parlare! (sguardo a terra e mugugnatore all’opera, macinerà per ore “che vita che m’è toccato”come un mantra)

Eppure un tempo ero una mamma chioccia, iper protettiva, anche troppo soffocante. Ora canticchio un motivetto in testa e non sento nessuno dei tre, non ho cucinato nulla per pranzo, ho scelto il fornaio come cuoco della domenica, sto seriamente pensando di abbandonarli come nella favola di Hansel e Gretel e vivere spensieratamente di solitudine. Poi alla vista di un fungo perdo la cognizione del resto e divento un folletto saltellante.

M- mamma ma è giotturno il lupo?
N- Scusa?
M- Il lupo vive di giorno o di notte?
N- Ah volevi dire diurno, vive sempre giorno e notte ma preferisce uscire la sera quando corre meno rischi ( ma a scuola cosa insegnano?)
M- Se mi perdo nel bosco allora non mi mangia?
R- No, ti sputa se ti morde. Sta tranquilla.
N- (Rido come una scema. Lui lo dice con l’ironia pungente di un padre bisbetico, ma lei a dieci anni cosa capirà della battuta? Decido che sono affari loro. Appena si nomina lupo penso a Buck e mi torna in mente che potrei essere al pc a scrivere anziché sentire gente indisposta e irritante. Però sono nel bosco, la mia prima casa e ritorno per un istante felice, ignorandoli.)
P- Io vi aspetto qui, sono stanco mi godo il panorama.
N- Dai che ti mangi un pezzo di focaccia se mi accompagni.
P- Però non è giusto, tutta questa strada, io ho le gambe corte, domani vado a scuola, non mi piacciono nemmeno i funghi, guarda il cielo. Guardalo. Lo hai visto? Poi ci bagniamo.
N- Per me puoi anche restare qui, ma lo zaino con il cibo è sulle mie spalle e io vado là. (Un puntino indefinibile in mezzo agli alberi gli lascia intendere che siamo ben lontani dalla meta. Si rassegna e riprende il cammino. Poteri della focaccia.)

Un tempo guardavo il telefilm alla tv e lo pensavo incredibile. Ora me lo ritrovo davanti in carne ed ossa e mi chiedo perché non può essere semplicemente normale.
R- Accendiamo un fuoco così vi scaldate.
M-Io prendo la legna.
P- Io ci faccio la pipì sopra per spegnerlo.
N- (Mac Gyver in azione, tanto impegno per dieci minuti di gioco. Poi il fuoco si spegne perché nessuno lo cura e a lui saltano i nervi. Se faccio una scommessa vinco.)
R- Bello il nostro fuoco, eh?
P- Bello papà, ma guarda che fumo! Sai come puzziamo stasera?
R- Uguale a tua madre sei, mai che vi vada bene.
M- Mamma ma c’è bagnato per terra, mi bagno se mi siedo.
N- Mangia in piedi tanto le suole sono già bagnate. (Conto alla rovescia della fine della domenica, meno nove ore.)

Un cestino di funghi dopo.
M- Mamma, Pippo ha spento il fuoco con la pipì.
N- Ha fatto bene, tra poco tanto andiamo che attacca a piovere.
P- Papà non è ancora tornato. Lo lasciamo nel bosco?
R- Perché il fuoco è spento? Ci ho messo una vita ad accenderlo, proprio vero che non ve ne frega niente di quello che fanno gli altri.
N- Guarda che dobbiamo andare non vedi che piove? Prima di arrivare a casa siamo scolati.
R- Io lo riaccendo, almeno ci scaldiamo e poi a me piace camminare sotto la pioggia.
N- (Lo guardo, mi faccio un paio di domande e poi mi do l’unica risposta. Due li salvo, tre no.) Forza bambini torniamo a casa. A noi piace di meno, prenditi anche la nostra di pioggia.

Nel garage, nudi come vermi intirizziti si cambiano tutto il possibile. Fortuna che la riserva di abiti di scorta è cospicua.
R- Ho fame chi fa merenda?
M- Papà abbiamo mangiato cinque minuti fa.
R- Voi, io no.
N- Ma è tutto gelato, ti resta sullo stomaco.
R- Perché avete freddo?
N- Ci sono sei gradi, secondo te?
R- Non li fanno più i fisici di una volta!
N- (No, il più grande è senza speranze. Rinuncio. Com’è la frase che va tanto di moda ora? Maria?! Io esco. )

Ma Banderas e Rosita nel famoso mulino per quali famiglie preparano i loro biscotti? Noi se si mangia quella certa crema al cioccolato con zuccheri e grassi aggiunti si prende un chilo e tre brufoli a cucchiaio, non si beve la bevanda frizzante perché la compagnia del rutto libero si accontenta dell’acqua con le bolle. A fare un programma che aggradi tutti e quattro passano in visita i santi a controllare la situazione. Insomma con noi le pubblicità non funzionano. Siamo Difettevoli! Ci vogliamo bene, ma felici e contenti solo a sprazzi per sporadici istanti, poi per il resto quattro teste davvero dè coccio.

E fortuna che oggi è lunedì! Due a scuola, uno a lavorare, ed io finalmente regina della casa!

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La Family sit-com in realtà ha già avuto i suoi albori ecco la puntata precedente:

Fertility day realistico.

 

20 pensieri su “Family sit com 1

  1. tizianabalestro

    Ma è stupendo. Nadia, io direi che dovresti fare una rubrica di vita vissuta, narrata così. Non sempre la domenica. Spassoso.
    Tranquilla, la famiglia del “Mulino bianco”non esiste.
    Mi è venuto da ridere quando volevi lasciarli come nella favola di Hansel e Gretel. 😀

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    1. Grazie Tiziana. E pensare che mentre vivevo la mia domenica immaginavo proprio di metterla nero su bianco e quello che ho scritto è rigorosamente tutto vero. Farne una rubrica? Non ci avevo pensato, ma potrebbe anche essere, di materiale ne ho per anni!
      No, penso anche io che per lo più si sia ben distanti dalle pubblicità, molto triste quel modello così perfetto in realtà irraggiungibile.

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  2. Ahahahaha!! Una bellissima domenica in famiglia, eh? Ne so qualcosa… A parte che a casa mia è il contrario: due mostri che “oggi che cosa facciamo? dove andiamo? chi viene a trovarci? facciamo una festa?” e io e mio marito che ci guardiamo pensando “perché almeno la domenica, soprattutto di pioggia, non si può stare davanti al camino a leggere in pace??”.

    Comunque anch’io quoto la rubrica delle vicende casalinghe. 😉

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  3. divertito un sacco. Vi ho visti nel bosco – con la fantasia – Altro che sit com. Questa è molto meglio. Forza Nadia, apri la pagina del lunedì dove come nelle sit com più famose racconti la domenica.
    Il finale è del tipo ‘ e Nadia fu felice e contenta!’

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  4. Ehm, ma dopo aver pubblicato questo sei ancora viva, si??
    Non ti hanno legato alla sedia e minacciato? 😀
    Voto anch’io per la rubrica casalinga! E prometto che non mi lamenterò più delle mie, di domeniche! (se si lavora dal lunedì al venerdì, restano solo il sabato e la domenica per il resto, ma io mi ritrovo con la casa piena di orsi in letargo sul divano…a volte anche in trasferta!)

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    1. Shhh, che a parte mia madre i diretti interessati non leggono il mio blog. per questo viva!
      Molte domeniche sono anche peggio a cercare di accontentare i bambini mentre il grande si lamenta a più non posso, o al contrario con lui felice e gli altri due con i musi. Insomma la tipica famiglia d’amore e d’accordo, no?

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  5. Pingback: Family sit com – svolazzi e scritture

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