Una cheesecake da sogno

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Il blog Webnauta – navigatore in un oceano di parole di Barbara Businaro – per il suo primo compleanno ha indetto un contest, poche regole chiare, un tempo massimo in cui inviare il materiale, tre giudici incorruttibili ed un ghiotto premio su cui buttarsi:

una capiente borsa in tela piena traboccante di libri cartacei.

Si tratta di creare un elaborato (racconto, poesia) di max 8000 caratteri con all’interno quattro parole chiave:  NAVIGATORE – CHEESECAKE – MANOSCRITTO – FRESIA; entro le ore 24 dell’8 dicembre 2016, linkare il sito e menzionare il tag #webnauta.

Vada come vada ho deciso di partecipare. Se vi piace, se non vi piace scrivetelo pure nei commenti, terrò ben cari i consigli anche se i giudici avranno l’ultima parola. A voi la lettura. (7901 car)

Una cheesecake da sogno

– Più le sfide sono difficili, più il risultato darà soddisfazione.-
Ripeteva questa frase ad ogni discorso introduttivo al “Corso di cucina incontra i fornelli”, era sempre un buon biglietto da visita ed insieme ai rudimenti per fare bella figura, poco fumo e buon arrosto, aumentava l’autostima dei presenti.
Purtroppo quando toccavano a lei le sfide a ritmo serrato all’interno di una sola giornata le facevano scendere l’autostima oltre il minimo storico.
– Chi ha dato un nome tanto strano ad un paesino sperduto chissà dove? E poi perché proprio il giorno dello sciopero dei mezzi di trasporto? Tutte a me e tutte insieme.-
Sfida difficile elevata all’impossibile.
Fortuna che la tecnologia le arrivava in soccorso. Gianni per il suo compleanno le aveva regalato un navigatore satellitare per la macchina, dono quanto mai assurdo visto che i percorsi soliti li conosceva perfettamente e non accadeva mai di andare in posti nuovi. Questa pareva l’occasione giusta per provarlo e rimangiarsi il “Ma che razza di regalo è?” che aveva accompagnato la sua espressione di sorpresa all’apertura del pacco. Niente anello, completino intimo o profumo, segni inequivocabili che la convincessero di aver sposato l’uomo giusto. Un anonimo navigatore a testimonianza di non conoscerla affatto.
– Borsa frigo piena, ingredienti presenti e borsone con le attrezzature al completo. Grembiule e guanti mono uso, biglietti da visita… sì mi pare di aver preso tutto. –
Chiuse attentamente le cerniere per non perdere nulla nel tragitto e fece un rapido controllo mentale perché a 100 km di distanza non sarebbe potuta tornare indietro a colmare eventuali dimenticanze. Lo specchio le restituiva l’immagine di una donna solare. La camicia fiorata spuntava dal maglioncino violaceo sui jeans e nel complesso la rendeva più sbarazzina di come in realtà si sentisse. Era pronta. Con grinta si diresse verso l’auto. Impostato il nome astruso della direzione da prendere, tirò un sospiro di sollievo vedendolo comparire con il percorso al seguito. Allora quel posto esisteva davvero!
Accese la musica e scelse Adel come compagnia per il tragitto, iniziando a mugolare le note della canzone e storpiando il testo, ma felice come se invece avesse azzeccato ogni singola strofa.
Era sempre più curiosa di conoscere le simpatiche vecchiette che avevano richiesto il suo intervento: vista l’età dovevano essere esperte in cucina, di certo anche cuoche migliori di lei, almeno se le immaginava così, ma forse avevano bisogno di un ulteriore aiuto per vincere la tanto agognata gara. La gara delle torte senza cottura. Bah e chi poteva mai averla inventata?
Due ore dopo con la gola asciutta finalmente era arrivata. Il sole colpiva di sbieco il cartello con il nome e un paio di gatti parevano aspettarla per darle il benvenuto. Fresia esisteva anche come paese e non solo come fiore, ora ne aveva le prove.
Parcheggiata la macchina vicino al lavatoio, come le avevano consigliato, si caricò dei borsoni in direzione monte. Una stradina lastricata leggermente in salita dal nome Via dei giardini che sbucava nella Piazza dei tulipani. Stando alle indicazioni ricevute la stradina dirimpetto era quella giusta e portava direttamente alla sala polivalente dove la aspettavano per il corso. Era in perfetto anticipo, mancavano più di venti minuti in cui sistemare le attrezzature.
Ma era impossibile non lanciare uno sguardo in giro. Nome del paese e delle strade la facevano sorridere. Tutti fiori. Originale quantomeno.
Una figura barcollante le venne incontro con un sorriso luminoso.
– Buongiorno mi chiamo Rosa, bene arrivata a Fresia. Venga che le preparo un caffè così intanto facciamo due chiacchiere e ci conosciamo un po’.-
Come se portasse in fronte scritto “sono io la curatrice del corso” le dimostrò con certezza di sapere il fatto suo dirigendola verso Via dei gelsomini. Al numero civico 22, un bellissimo portone in legno, la signora Rosa ed un penetrante profumo di fiori la invitarono ad entrare.
All’interno una sala pulita e priva di ogni fronzolo la aspettava. Un tavolone su cui disporre gli strumenti e sei sedie già preparate a semicerchio. L’essenziale per svolgere una lezione efficace.
– Devo farle i complimenti è davvero molto comoda la postazione che mi ha riservato. Se non le spiace comincio a sistemare tutto il necessario così quando arriveranno le altre signore sarò pronta ad accoglierle ed iniziare la lezione. –
– Come preferisce, io intanto le preparo il caffè.-
In un lampo era sparita dietro all’unica porta della stanza, probabilmente la cucinetta, mentre distendeva la tovaglia e tutto il suo armamentario. Occhio e croce le avrebbe dato una settantina d’anni, ma come agilità e prontezza di spirito di sicuro ne aveva molti meno, anche meno di lei.
Giusto il tempo del caffè con due amabili chiacchiere e poi alle tre precise, una dietro l’altra come a rispondere all’appello, le si presentarono le altre allieve del corso: Flora, Angelica, Giacinta, Melissa e Dalia. Ormai al fatto che tutto in quel paese avesse il nome di un fiore non ci fece più caso, doveva essere la norma. Dopo le vie anche le abitanti, chissà i gatti?
Finita la rapida presentazione si appoggiò al tavolo imbandito di ingredienti ed attrezzi e cominciò il discorso che si era studiata più volte nel tragitto in auto.
– Dovete sapere che la torta che sto per proporvi è antichissima, addirittura risale al 776 a.C. Questo dolce a base di formaggio di pecora e miele veniva servito agli atleti durante i primi giochi olimpici. La ricetta è stata ritrovata in un pregiato manoscritto dell’antica Roma. Era realizzato con due dischi di pasta condita con formaggio e miele e aromatizzata con foglie di alloro. Oggi noi l’abbiamo rivisitata con l’aggiunta di frutta fresca e ogni fantasia possibile dandole un nome straniero, ma Cheesecake null’altro è se non un buon dolce pieno di gusto e delicatezza. In questa lezione ne prepareremo una ricca di cioccolata, che voi potrete modificare come più vi piace. Visto che vi serve una torta senza cottura questa fa al caso nostro. Non necessita di forno.-
Le arzille signore la guardavano con curiosa attenzione. Chissà se erano rimaste impressionate dalla sua preparazione storica o colpite da quella torta stravagante fatta di formaggio anziché al solito di uova e farina. Ad un tratto la simpatica Rosa alzò il braccio per farle una domanda.
– Mi dica pure Rosa. Sarò felice di darle tutte le informazioni mancanti.-
Felice di avere una così intraprendente allieva sperò di essere all’altezza delle curiosità della nonnina.
– Vorrei solo sapere se le piace il profumo alla Fresia, o preferisce il Frangipane, la Lavanda…?-
Una domanda davvero inattesa e fuori programma che le ronzava in testa come assurda. Inaspettatamente si ritrovò a mormorare Fresia…
La bocca impastata e un leggero senso di torpore.
– Buon risveglio amore. Spero ti piaccia il regalo che ho scelto. – Gianni le parlava ad un palmo dal viso con gli occhi lucidi e felici. – Dicono sia il regalo perfetto per il settimo anniversario di matrimonio, e oggi non volevo farmi cogliere impreparato. Profumo alla fresia, annusa qui.-
Faticò a mettere a fuoco occhi e cervello, ma un profumo intenso proprio sotto il naso la investì facendola precipitare in un giardino fiorito. Le spuntò un sorriso soddisfatto.
– Non mi dici niente? Ti piace? Come la vogliamo trascorrere questa giornata?-
– E’ davvero un pensiero bellissimo e un profumo buonissimo. Penso faremo una sosta in pasticceria ad assaggiare la Cheescake, ma prima bisogna che bruciamo calorie!-
E mentre gli passava le braccia intorno al collo, tirandolo a sé, pensò ai viaggi strani della fantasia. Che razza di sogno aveva fatto? E come era successo che lo stesso adorabile uomo le avesse regalato un navigatore se non aveva nemmeno la patente? E la fresia da dove era uscita fuori? Che poi nemmeno era capace a cucinare, figuriamoci insegnarlo.

11 pensieri su “Una cheesecake da sogno

    1. Però che bello scoprire di aver rotto per prima il ghiaccio con il mio racconto. Felice ti sia piaciuto, diciamo che è molto fiorito! Speriamo presto la tua cassetta della posta sia stracolma di racconti e per i giudici un lavoro complicato scegliere, così saremo in tanti a cantare Buon compleanno Webnauta!🍾

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  1. Pingback: Un compleanno, un contest, un premio! Pronti per il viaggio? - webnauta

  2. Eccoti, sì ma che regalo è il navigatore??? Nooo, meno male che si è trattato di un sogno. Bello, mi è piaciuta l’atmosfera, se posso permettermi elimina le D eufoniche in futuro. Siamo compagne anche in questa webnautavventura, l’importante è partecipare, davvero, e farlo tutti insieme del gruppo: io, te, Silvia e spero altri. Bacione

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    1. Ciao Sandra che onore averti qui, non sai che balzo mi fa il cuore ogni volta che passi! Sia tu che Salvatore mi dite sempre delle d e devo imparare mannaggia a me. Io di certo non ambisco a nulla con il mio raccontino, ma sono felice di aver rotto il ghiaccio e averci provato, è bellissimo essere attive in progetti belli e sani come quelli che ci vedono colleghe. Ora passo da te e grazie.

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