La curiosa impertinente intervista Laura Binello

Laura B.png

Sono felice oggi di avere ospite Lei per diversi motivi. Uno è che mi piace, due anche il suo libro, tre è un traino energetico per chiunque ed il resto scopritelo da voi…

14344348_1389936421034940_8584084828702213740_n.jpg

L’autrice Laura Binello e un’infermiera di professione e scrive da sempre. A scuola era un’asina in generale ma sfidava le leggi della cultura scrivendo temi che sconvolgevano i professori. Una paracula nata. (parole sue)
Ha scelto di affidarsi al crowdfunding per pubblicare il suo libro. Il motivo è che non voleva autoprodursi, era senza soldi ma ricca di sostenitori e cercava la sfida ed il confronto.
20 anni per scriverlo, 9 giorni per chiudere la campagna, 6 mesi di attesa per concludere l’editing, Numeri che nascondono emozioni, vissute come una mamma in attesa.
Il suo libro Panda rei tratta di Medicina narrativa, una salute dignitosa ed umanizzante possibile. Essendo l’autrice per sua stessa ammissione empatica, provocatoria e teatrale, il libro è destinato a non essere da meno.
Per lei scrivere è come fare l’amore, piacere puro, almeno le sembra di ricordare che fosse così.
Dalla pubblicazione del libro si aspetta di avere due soldini da poterlo acquistare e regalare intanto ai protagonisti dei racconti, poi avendolo visto su Amazon accanto all’ultimo di Harry Potter, aspira a continuare a fare l’infermiera scrittrice per diletto. Che lo leggano gli infermieri del futuro e non ne facciano un falò.
Come lettrice cerca libri da divorare in una notte. Se dice di leggere poco fa una figuraccia, ma se dice di leggere di tutto dice una bugia. Legge per mestiere un sacco di pubblicazioni scientifiche, ecco perché poi si dedico alla narrazione.
Chi sceglie il suo libro vuole sorridere di fronte al dramma ed emozionarsi dinnanzi alla leggerezza della parola che cura.

Benvenuta Laura e grazie per avermi concesso l’opportunità di conoscere meglio te ed il tuo figlioletto Panda rei.

ac4fa1a2_o.jpeg

E’ indiscutibile che la tua vita, il tuo lavoro, la tua passione entri e si rintani anche negli scritti. Filo doppio e indivisibile. Quindi vorrei svelare un po’ di una Laura infermiera e un po’ di quella scrittrice. Nasci e resti Infermiera. Di quelle con la I maiuscola. Che fanno bandiera del proprio mestiere e ne portano orgogliose i segni. E già perché in “Panda rei”, il libro appunto pubblicato, di segni se ne scorgono molti.

Laura infermiera la immagino dolce, sicura e rassicurante. Laura scrittrice invece infervorata in un turbine di emozioni, libera di esprimere il proprio pensiero. Come sono in realtà queste due te?

Queste due me in realtà sono molte di più, non è un disturbo di identità. Immaginami come una Matriosca, fuori una donna corazzata e capace di contenerne altre sempre meno forti, più fragili, fino alla più piccola, introvabile, ma esistente.

Come convivono in te queste due donne e attitudini?

Convivono come due amiche/nemiche che sovente fanno a botte.

Ora da infermiera in struttura pubblica, hai scelto di fare un salto di qualità, anche definibile salto nel vuoto, ma pur sempre salto. Infatti hai aperto con altre colleghe Auxilium per offrire i servizi privatamente. Coraggio? Stanchezza? Cosa ti ha spinto?

Mi ha spinto la convinzione che quando hai trovato il tuo perfetto habitat professionale è esattamente ora di cambiarlo per rimetterti in gioco.

La sanità è un argomento spinoso da trattare per addetti ai lavori. E’ facile cadere nella retorica se non si conoscono da dentro meccanismi e modus operandi, ma verso quale professione va un infermiere oggi?

Mi auguro verso una professione umana ed umanizzante dove l’etica sposa la tecnica con la stessa forza, dove la missione diventa competenza, dove non si perda mai di vista che la malattia è un’esperienza che tocca a tutti prima o poi.

Ora entriamo più nel personale. Nei tuoi scritti si assapora l’intenzione di sollevare dalla sofferenza il maggior numero dei malati. Pare una missione in cui hai il ruolo di accarezzare la realtà nella tua posizione ufficiale, scivolando nella familiarità, dopotutto si tratta di anziani soli o di persone che non sanno a cui altri affidarsi. Il dolore lo hai incontrato in tutte le sue sfumature, come hai fatto a corazzarti?

Non mi sono corazzata mai, guai se lo facessi. Semplicemente ho affinato la tecnica dell’assorbire e del drenare le emozioni che raccolgo e porto con me nella vita quotidiana.

Lo hai scritto per non dimenticare?

L’ho scritto per ricordarmi chi ero.

Panda rei è una sorta di viaggio nelle peripezie di questo tragitto. Un libro che insegna molto, perché nonostante i concetti essenziali siano scritti chiaramente, scatena in ogni lettore riflessioni importanti.

14523090_1199417243464267_4876648621423307029_n.jpg

Mostri di non avere paura di chiamare per nome le cose. Un modo genuino e immediato per arrivare al cuore della gente. Sia nella vita che nella scrittura il linguaggio è importante e tu lo usi in una maniera che nell’immediato arriva. Pensi sia questo il segreto del tuo successo?

Mio nonno diceva “parla come mangi”, ecco io mangio con gusto e con gusto scrivo come se parlassi. Spesso uso espressioni colorite, spesso vengo bacchettata per le mie parolacce, ma nella vita direi quella frase, quella parola, quindi la scrivo come arriva, di pancia e di cuore.

E’ molto bello avere passioni, ideali, sogni, speranze, ma la vita spesso è anche porte chiuse, difficoltà, peripezie, cambi di programma. Occuparsi delle une o delle altre trasforma il carattere delle persone. Credi che nel corso della tua vita siano stati gli eventi a farti diventare quella che sei?

Gli eventi seguono il vento che tu crei con la tua fantasia (cit. Binello)

Ora tirerò fuori la mia vena da impertinente cercando di metterti in difficoltà. Restiamo sul dietro le quinte del libro, quello che i lettori non conoscono ed è giusto svelare.

Si sa che i critici peggiori, quelli più inflessibili sono: l’autore, la famiglia, i nemici, coloro che si divertono a distruggere tutto. Tu lo hai letto per forza, la tua famiglia? Sei corazzato per critiche feroci, paragoni assurdi, retoriche infinite?

Io l’ho letto certo e mi è sembrato ben fatto, la mia famiglia ha apprezzato mentre i miei figli continuano a pensare che sia un thriller. Sono pronta a vederlo smontare come prodotto editoriale ma non come esercizio professionale intellettuale.

Sei pronta a vederlo in balia del giudizio esterno?

Sì e lo temo un po’.

Un libro si compone di diverse parti. La stesura, la revisione, la pubblicazione, la promozione, la vendita. Per quale pensi di non essere assolutamente preparata? E quali ritieni sia la più complicata?

La promozione mi fa paura perché in realtà io non scrivo per vendere ma per regalare, ma siccome non posso regalarlo e dovrei venderlo, mettermi nella condizione di chiedere denaro mi genera ansia, molto di più ora che nella campagna di raccolta fondi.

L’emozione di chiudere la campagna è impagabile, come dire che un peso di 100 chili è sceso dalla schiena. Poi l’estinzione dell’editing non ne parliamo. La scelta della copertina, e finalmente l’arrivo della prima copia stampata. Raccontaci le tue emozioni.

Ricordo l’ansia da rotella della percentuale di donazioni, ero sempre collegata ad un pc, i colleghi che mi avvisavano in tempo reale delle donazioni, pensavo di avere tanto tempo e invece in 9 giorni tutto si è realizzato, come una magia, come un sogno. Poi in realtà la gestazione è stata lunga, spesso silenziosa, sovente in contrasto con l’energia dell’inizio, ma con la fase dell’editing la corrente si è ristabilita e a copertina finita sono iniziate le doglie….

L’esperienza più negativa e quella più positiva provate.

Più negativa scoprire che sei mesi sono 180 giorni, la più positiva che da 9 giorni a 180 la strada è lunghissima.

Ispirazione, metodo. Cosa funziona meglio per scrivere un buon libro?

Fagocitosi e catarsi, roba tosta.

Tre motivi per comprare il tuo libro, e tre per non farlo.

Fa sorridere, fa meglio di una flebo, si legge come una supposta.
Non esistono motivi per non acquistarlo.

Potrei continuare ancora e svelare molto di più, ma credo serva mantenere un’aura di curiosità intorno ad un libro appena uscito.

Ho tra le mani Panda rei e mi sono ritrovata ad iniziarlo con il cuore gonfio d’emozione. Ho pianto, poi ho riso, poi di nuovo la commozione è tornata a fare capolino, poi gioito e non posso che dire un’ultima cosa…

Leggerlo fa bene al cuore. Parola mia.

Se volete acquistarlo lo trovate su Amazon, Bookabook, Ibs.

Dunque animo, correte a prenotarlo.

14650732_10208931327378712_6124047072953436247_n

5 pensieri su “La curiosa impertinente intervista Laura Binello

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...