I verbi secondo Nadia: mugugnare tempo ligure

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Vi porto nella mia Liguria, regione profumata di mare e salsedine, di vegetazione mediterranea e buona cucina, tra le olive, le ricette speciali e mille specialità culinarie. Vi porto però tra i verbi a visitare una tipica espressione. La regina.

Il mugugnare.

Si tratta di un verbo dialettale di un tempo senza tempo.

Di certo c’è che è ligure. Ligure al cento per cento. Per il resto degli italiani nel dizionario si torna indietro alla lettera b, soddisfacendosi di un generico borbottare.

Insito nell’anima di chi abita questa lingua di terra, invece di limitarsi al solito brontolare come una pentola di fagioli, esprimendo dissenso e malumore, prosegue. E prosegue in maniera variopinta. Sì, perché una botta di “e belin” (scusate ma sono ligia a riportare la pura realtà dei fatti) si interpone, iniziando, intercalando e concludendo la discussione.

Mugugnare fa parte dei verbi artistici. Non è solo lamentarsi per scontentezza senza profondo e grave risentimento (Treccani). E’ molto di più. E’ rincorrere le cause del discorso, andando alla ricerca della sua origine prima e non trovandone soddisfazione continuare senza sosta, mugugnando. Imperterriti.

Govi (noto attore di teatro genovese) rende meglio di me il senso del verbo in questione. Con quelle sue facce incredibili volte a mal celare il dissenso, con arguzia pur di ottenere alla fine la ragione. Ecco Signori e Signore il mugugno è servito. Perché come l’acqua fa crollare i ponti, il mugugno sgretola i cosiddetti.

Come dicevo si tratta di un’arte oratoria complicata e laboriosa, che obbliga dapprima ad entrare nell’abito del mugugnon (mugugnatore) e poi a disquisire su ogni argomento intonando il laconico “e ma belin”.

Maurizio Crozza, attore e comico genovese conosciuto in tutta Italia, ha ricevuto il premio nazionale del mugugno inventato a Bogliasco. Per lui “il mugugno è un po’ libertà di giudizio e un po’ superbia e nasce dal prendere in giro”.

Nella città in cui vivo invece si usa l’espressione famosa: “Mugungnà u nù custâ ninte”. Il cui significato è liberamente traducibile in il mugugno è libero e gratis e ben chiarisce a quali campi lo si possa estendere, senza esclusione alcuna.

Fatto sta che si prenda per emulatore di satira, per opinionista negativo di ogni novità, anche su questo posso dire la mia.
In casa ho un mugugnon di prima categoria in quanto di quarta generazione e spesso e volentieri mi soffermo a pensare come gli venga facile lamentarsi a prescindere anche se non sa di cosa parla. Per sua stessa ammissione è una sorta di spinta naturale e spontanea impossibile da trattenere. Non so se il fatto di essere anche uomo lo amplifica, ma giuro sempre più spesso capisco la famosa frase “vado a comprare il sale”che mi coglie quando inizia con la solfa del “ e ma…”. Perché è importante segnalare che mugugnare aumenta d’intensità con l’avanzare dell’età! Povera me!

Torniamo però al suo paese d’origine e quindi al capoluogo di provincia. Per averne un assaggio a tutto tondo prendo in prestito questo esemplare di tavola del mugugno genovese dal sito “Il mugugno genovese, mugugna responsabilmente!” Di Gabriele Rastaldo.

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Non credo di dover tradurre, il testo è semplice ed efficace.

Scommetto comunque di trovare molte persone concordi.

Dite la verità mugugnare è andata oltre frontiera, è virale ormai.

7 pensieri su “I verbi secondo Nadia: mugugnare tempo ligure

  1. chiarasole1981

    Il mugugno, per molti, specialmente in provincia, è uno stile di vita. è talmente radicato nel modo di essere del ligure che, spesso, non si accorge nemmeno che sta mugugnando. Dici bene tu: è qualcosa di diverso dal lamento vero e proprio, così come dal semplice borbottio, che fa pensare a una persona scocciata, arrabbiata. Il mugugnon, invece, spesso non è arrabbiato: è semplicemente indignato. ed è bello anche il detto: “mugugnare non costa niente”, perché va incontro al luogo comune (che comunque ha un fondo di verità) del ligure un po’ taccagno. Anzi: spesso l’oggetto centrale del mugugno sono le palanche che si spendono in tasse. Oltre, ovviamente, alle buche sulle strade, ai francesi che vengono di notte a rubare i motorini con il camion (almeno a Sanremo) e, in generale, a tutti i “furesti”, forestieri, estranei. 🙂

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    1. Ah Chiara abbiamo solo l’imbarazzo della scelta mi sa tra gli argomenti da citare per il mugugno… Solo che ogni tanto mi guardo in giro e mi chiedo se senza accorgermene ho respirato troppa aria mugugnosa e lo sto diventando anche io, specie quando i miei figli mi salutano con “quanto rompi”che alla fine stare in Liguria ci contamini tutti?

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  2. Da noi il lamento diventa lagna, accompagnata da una feroce aura di pessimismo cosmico. Con l’età non aumenta solo d’intensità, esplode proprio. Prima della pensione, se lagnano del troppo lavoro, che tanto il Governo mangia tutto in tasse e non restituisce niente. Quando sono in pensione, se lagnano che non c’hanno niente da fare (per quel che osservo io, il lagnoso non è un gran lettore). Con te, giovane lavoratore che la pensione non la vedrai mai, se lagnano dei tuoi inutili sforzi, che tanto chi sei tu per cambiare il sistema? Seduti in poltrona, al tepore del camino, col gatto accoccolato tra le braccia, senza nessun impegno urgente, se lagnano che la vita è grama. Se mi girano i cinque minuti la risposta è: “Senti, se la vita fa schifo, falla finita. Sparate!” 😛

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