L’impertinente curiosa intervista Silvia Algerino

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Oggi ho prelevato dalle montagne una bella Heidi dai capelli ricci, l’ho portata in questa stanza piena di curiosità ( le mie) e cercato di svelare cosa celi la sua apparenza. So che di lei credete di conoscere molto. Aspetto fisico, lavoro, stile di vita, abitudini, gusti. Eh, ma mica vero.

Non amando molto lasciare traccia di sé con le fotografie ad esempio ero convinta fosse una castana qualunque. Ma che! Occhi azzurri e ricci ramati. E già.
Di lei conoscete il tono di voce, le inflessioni, quella R arrotolata? Io sì.
E lasciamo correre sul resto. Anzi no, non lasciamo correre per nulla. Ad esempio sapete che ama costruire le casette del presepe anche se si professa atea?

Io e Silvia Algerino ci siamo conosciute poco tempo fa. Precisamente fine marzo. Avete presente un incontro al buio? Ecco uguale.
Io new entry del team di Bookabook, una che si era capito subito precipitata da “Alice il mondo delle meraviglie” e lei, una storica, tra le prime ad aver realizzato la campagna in crowdfunding… mi ha riparato sotto l’ala.
Questa non sarà solo un’intervista, ma un vero omaggio alla mia speciale Mentore, nonché amica, quindi la invito sul divano null’altro che fatto di cuscini e cuscinoni, chissà se ci alzeremo mai da terra? Gli anni cominciano a farsi sentire.

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Allora benvenuta Silvia, vesti spesso gli abiti della buona samaritana?

Buongiorno, Nadia, e grazie di avermi invitata a casa tua. Comodo il tuo divano. (Ride)
Non so se vesto gli abiti della buona samaritana, io vesto molto poco trendy, in effetti! A parte gli scherzi, nel caso di Bab so di essere stata fortunata nella mia campagna, mi sembra bello mettere a disposizione di chi magari lo è meno di me il poco che so. In generale nella vita sono una persona fortunata. Non che non abbia avuto anch’io piccoli e grossi drammi (penso per esempio a quando 15 anni fa mia mamma si è ammalata di cancro o alla scomparsa di persone a cui ho voluto molto bene, oltre a piccole e grosse crisi personali), però ho al mio fianco persone splendide, da mio marito alla mia famiglia ai miei amici. Una fortuna non da poco. Ecco, io penso a chi non è fortunato come me e mi viene naturale allungare una mano. Tutto qui.

Il compito che svolgi con Bookabook come mentore è completamente gratuito, e questo ne aumenta il valore (al giorno d’oggi sono pochi a far le cose gratuitamente ma con professionalità). Di lavoro sei una web writer e spesso parli quella strana lingua fatta di acronimi e sigle, cunicoli labirintici in cui resto imprigionata. In realtà scrivi per altri, ma se non esistesse il web useresti carta e penna e chiameresti il tutto con nomi in italiano?

No, non credo proprio. Se non esistesse il web probabilmente farei la cassiera al supermercato o la bidella, chi lo sa. Mi sono laureata in lettere classiche, poi ho fatto mille lavori. Il primo è stato l’accalappiacani. (Giuro!) Poi ho fatto l’assicuratrice, l’impiegata comunale, ho gestito un circolo culturale. Quando sono nati i bambini ho deciso di fare semplicemente la mamma. Nel frattempo, mentre allattavo, ho studiato tanto. HTML, CSS, WordPress, SEO etc etc. Il mondo del web mi ha sempre affascinata, ho pensato che avrei potuto lavorare da casa e coniugare la vita da mamma con la mia passione per la scrittura e il web. Tutto qua. In pratica preparo testi per i siti web, curo pagine Fb, scrivo post per altri blog. Da qualche mese sono nel team di Nuvole Creative che ha l’obbiettivo di fare comunicazione creativa studiata appositamente per i non profit. E ho ricominciato a studiare per quel settore specifico.

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Scrivere e leggere sono due delle tue passioni. La montagna, la pace dei boschi, la tua famiglia (un’occhiata davvero impertinente all’intimo nido in questo scatto)  è quello che ogni tanto racconti di te, ma scommetto c’è molto di più.

Fondamentalmente ho bisogno di avere sempre un obbiettivo, una sfida da superare. E questo è il mio primo difetto (ho sbirciato le domande successive). Da lì nascono le mie mille passioni. Ho imparato a fare parecchie cose, ma nessuna bene. E questo è il mio secondo difetto. Amo cucinare, ascoltare musica. Ho studiato un po’ pianoforte, ho seguito corsi di teatro, di canto corale, di tango argentino. Ho giocato a badminton (volano) per un tot di anni. Ci gioco ancora con i miei figli. Poi come dici tu, la mia famiglia, i miei amici, queste sono le uniche passioni a cui non so rinunciare. Ci provo sempre ad essere perfetta, ma alla fine so di essere una moglie, una mamma, una figlia, un’amica imperfetta. Sto imparando ad accettarlo.

Usi il web molto bene, anzi sapientemente. Hai un bellissimo blog (Lettore creativo) dall’aspetto ricercato, una pagina facebook che usi per ospitare i blog dei colleghi, un libro all’attivo, un altro in cantiere. Cosa ti rappresenta di più come scrittrice?

Il romanzo che non ho ancora scritto. E che forse non scriverò mai. Anche se continuerò a provarci.

Il libro Come se fossimo già madri è un racconto lungo o romanzo breve che dir si voglia. Io l’ho letto e senza svelare troppo vorrei scucirti qualche curiosità. Dentro ci sono ben quattro esperienze diverse di maternità che verso il finale diventano cinque. Cosa c’è di autobiografico?

Ho iniziato a scrivere questo romanzo la notte successiva alla nascita del mio primo figlio, sulla base del principio di King che dice “scrivi di ciò che conosci”. Tuttavia i fatti e i personaggi sono frutto della mia fantasia. Ho impiegato anni a scriverlo quindi è il risultato di un lungo percorso di maturazione sia come autrice sia come madre. Quello che corrisponde alla realtà è l’atteggiamento della protagonista che, così come me, si approccia alla maternità con più dubbi che certezze e senza ricette preconfezionate. Ci sono molti modi di interpretare la maternità, ognuna delle protagoniste ne ha uno diverso.

Leggerlo mi ha fatto tornare indietro nel tempo e come tutti i tuffi nel passato è stato intenso e strano. Ho riannusato gli odori delle corsie d’ospedale, riascoltato stralci di discorsi di altre neo mamme, rivisto sguardi in corsia e riabbracciato istanti racchiusi nella memoria. Quanto è stato profondo per te il viaggio nel tornare a quei momenti mentre procedevi nella stesura?

Diciamo che ho sfruttato quello che avevo vissuto io per entrare nei personaggi però l’ho fatto con un certo distacco proprio perché non era mia intenzione parlare di me. Semmai sondare gli infiniti modi di essere genitori.

Il tuo libro ha incontrato l’approvazione di diverse persone. Chi ti ha sostenuto con il crowdfunding, chi lo ha ricevuto e letto ed anche un personaggio famoso: Luciana Littizzetto. Sono curiosa raccontaci come è andata.

(Ride) Più che altro è stato un caso fortunato, io ho un certo c***, una certa fortuna, in certe cose. La Littizzetto aveva appena aperto il suo blog e cercava idee di aspiranti scrittori sconosciuti da pubblicizzare, insomma voleva fare da trampolino di lancio per giovani di belle speranze. Bisognava inviare una sinossi di poche righe. Evidentemente le è piaciuta la mia e l’ha scelta. Ma poi è finito tutto lì. Niente di così entusiasmante.

Vedi che ho ragione a chiamarti Re Mida?! Hai questa incredibile capacità. Migliori chi ti sta intorno e irradi opportunità.

So che ami i post corti con un limitato numero di battute, un’intervista veloce che risponda ai criteri di lettura da web, ma io a differenza tua, proprio perché sono un’imperfezionista (si dice? Boh! Lo conio e lo dico) in quanto amante delle imperfezioni, ti chiedo di essere lunga il più possibile. Mi piace sentire dalla tua voce quante più confidenze riuscirai a regalarci.

Perché scrivi?

Ho smesso di chiedermelo. Mi piace farlo, quindi lo faccio. Non ho altri fini.

So che ci tieni ad essere brava in quello che fai. E lo sei. Lo sei?

Sai già che risponderò no, vero? Però ti stupirò dicendo che no, non lo sono, ma che lo diventerò.

Hai sempre dubbi tutti i giovedì (la sua famosa rubrica per aspiranti scrittori verte sui dubbi d’autore) ed io me lo immagino il tuo povero e santo marito che il mercoledì ti vede sbattere a destra e sinistra con la testa sui muri perché non trovi le risposte. A parte gli scherzi da dove ti è venuta fuori questa saga dei dubbi del giovedì? Nella mia regione si dice giovedì gnocchi e non si intendono quelli da mangiare, ma il bell’uomo da ammirare o altro.

Allora un bel piatto di gnocchi, grazie! A parte gli scherzi, io credo che una delle mie caratteristiche principali sia avere sempre dubbi. Un po’ perché so di non sapere, un po’ perché mi piace osservare le cose da mille punti di vista nella convinzione che la verità assoluta non esiste. Nei post dei miei blog non insegno nulla perché non ho nulla da insegnare, mi piace però proporre temi di cui discutere. La rubrica dei dubbi nasce da questo: sono miei dubbi reali su cui mi piace discutere con altri appassionati di lettura e scrittura come me.

Ed infatti funziona, funziona molto, ha un ottimo seguito, e dimostra la tua ottima idea. Ho scherzato, scherziamo sempre noi. Spesso solo così possiamo poi prenderci sul serio. Per tua stessa ammissione sei un vulcano di idee, in rivoluzione perpetua. Cosa ti bolle al momento in pentola?

Sto lavorando a diversi progetti proprio per lavoro, per Nuvole Creative. Spero di riuscire a concretizzare le mie idee, so che sono buone. Ho in mente  un nuovo modello di comunicazione per il mondo del non profit che sia allo stesso tempo contenuto e contenitore. Troppo spesso si cade nell’equivoco che basti avere un sito o una pagina FB per poter comunicare, tralasciando o sottovalutando ciò che si vuole comunicare. Ma se la scelta stessa del metodo di comunicazione costituisse una sorta di storyrelling, se ci fosse cioè un metodo di comunicazione personalizzato sulla storia e sulle esigenze di ogni soggetto, otterremmo quello che ho chiamato “storytelling a tre dimensioni”. Si lo so, per ora non si capisce niente, ma se funzionerà…

Quando ho lanciato l’idea, questa estate di creare un tormentone sui libri (Leggere non è peccato) ti ci sei subito buttata a capofitto. Creato il logo, pensato alle magliette, organizzato il concorso. Sei stata intraprendente, innovativa e geniale. Hai entusiasmo ed energia da vendere. Sei generosa, stimolante e… ora lascio a te l’incombenza di continuare l’elenco. Almeno come ha fatto prima di te Salvatore, dieci difetti e un pregio.

Due difetti li ho già detti, ne resterebbero otto. Premetto che sono dell’idea che ognuno di noi è in costante evoluzione. I miei difetti di ieri non sono quelli di oggi e non saranno quelli di domani. Se mi guardo dentro oggi posso dire che sono distratta, ritardataria, irascibile. Ho poca autostima, sono permalosa. Ho sempre la testa fra le nuvole quindi sono spesso assente. Infine sono allo stesso tempo maniaca dell’ordine e disordinata. Un pregio? (Perché solo uno?) Mi innamoro di tutto.

Ok non sei perfetta, ma chi lo è? Io ti trovo sempre disponibile e molto concentrata, doti importanti per il lavoro che fai. Essere sul pezzo aiuta a risparmiare energie. Hai la capacità della sintesi, che di nuovo ti fa guadagnare punti. E’ la tua mente che lavora in modo schematico o è un’imposizione per arrivare al tipo di risultato che ti comandi?

Ho un gran senso del dovere, ereditato da mio padre. Per cui allo stesso tempo è una struttura mentale e un’auto-imposizione.

Tra i motivi che mi hanno attratto verso di te posso svelarlo è che ho sentito un’affinità speciale per alcune cose. L’etica è un discorso che smuove le corde del cuore. Vero?

Io credo che le persone affini abbiano una specie di forza attrattiva che le porta ad incontrarsi. E’ fisica, nulla più. Ognuno ha la propria etica. Io vivo secondo la mia e non giudico quella altrui. L’importante è essere coerenti con sé stessi. Io spero di esserlo. Inevitabilmente poi ognuno, ovunque vada, porta con sé la propria etica.

Avere valori nell’epoca in cui viviamo è di certo un fattore discriminante. In ambedue i sensi. Positivo e negativo. Vive meglio chi non ne ha, calpesta tutto e tutti e si crogiola nel menefreghismo. Peccato non nascerlo direbbe qualcuno, non tu. Come la pensi?

Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia dove certi valori erano fondamentali. Non cambierei i miei valori semplicemente perché so che senza di questi non sarei felice. Se qualcuno poi approfitta di me o cerca di calpestarmi, pazienza, penso che lo sciocco è lui e mi fa un po’ pena. (11° difetto: sono superba).

Sei di mentalità aperta, di nobili ideali, ma quando si tratta di andare contro la tua linea pensiero non sei elastica e soprattutto non cedi. In antitesi con quanto detto. Sei pronta a scontrarti con le tue certezze?

Proprio perché ho tanti dubbi, quando conquisto una certezza è molto difficile rinunciare ad essa. Ma se trovo un buon interlocutore posso anche rivedere il mio pensiero, l’importante è che questo interlocutore non si ponga in modo arrogante. Odio l’arroganza.

L’opposto di Silvia chi è?

Sempre Silvia, ma un altro giorno.

Il buco nero tuo dove sta?

Sta molto in basso. Ogni tanto passo a trovarlo per vedere se è sempre lì. Sì, è sempre lì. Lasciamolo dov’è.

Sei monogama e monotona in amore, mentre sei innovativa e creativa nel lavoro. Opposti che convivono?

E chi ha detto che sono monotona? (ride) Secondo me è più monotono chi cambia partner in continuazione. Io e mio marito non siamo gli stessi di 24 anni fa. Siamo cambiati tantissimo per cui in realtà non sto con la stessa persona di 24 anni fa. La sfida è continuare a cambiare continuando a stare bene assieme. Per ora è così.

Con quale verbo la vivi la vita? La analizzi, la provi, la assorbi, la scopri, la dirigi…

Con l’unico verbo con cui è possibile: la vivo e basta.

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Avrei ancora molto da chiederti, ma non posso monopolizzare oltre il tuo tempo. Ti aspetta il rientro dei bimbi da scuola, la preparazione della cena, la programmazione del post…ti lascio tornare alla tua quotidianità. Però sappi che ho visto le tasche piene di cioccolatini, hai preso anche quelli di Salvatore e Chimena! Fortuna che conoscendo i tuoi gusti ho riempito di fondenti ed After-Heigth con ripieno alla menta. Ragazzi ma sei più accanita di me!
So di averne scritte anche troppe di parole, ma una postilla ancora ci sta. Concedetemela.

Silvia è  dotata di grande umanità, a parere mio appartiene a quell’evoluzione ingestibile che il genere umano porta avanti al di fuori degli schemi e seguendone le orme potrebbe trainare verso la salvezza. Salvezza da cosa? Dall’omologazione, dall’appiattimento, dallo sposare cause malsane, fate voi, ma io la seguo volentieri.

Si sa si impara solo dai migliori e da quelli che non si sentono mai tali. Silvia, appunto, è tra quelli!

http://www.lettorecreativo.it/buck-e-il-terremoto-20-autori-per-un-progetto-solidale/

33 pensieri su “L’impertinente curiosa intervista Silvia Algerino

  1. Avevate promesso qualcosa di piccante, e mi sono ritrovato le tasche piene di miele. Donne… Ad ogni modo, bella intervista. Scorre che è una meraviglia. Mi verrebbe voglia di chiedere se avete usato la vasellina per ottenere questo effetto, ma non lo farò. Quello che farò… Sono due le cose che farò. La prima, è stupirmi per quel numero saltato fuori così all’improvviso: 24. Non posso davvero immaginare di passare con me stesso tanti anni così (sì, ho 39 anni; molti dei quali passati però a dormire!), figuriamoci con un’altra persona. La seconda, è chiedere a Silvia qual è il dubbio più grosso e inconfessabile che ha. Tiene una rubrica sui dubbi, giusto? Per esperienza so che questo è solo un metodo per mascherare il dubbio che ci preme davvero. Ci si interroga su tante cose solo per non interrogarci sull’unica che fa davvero la differenza. La mia domanda dunque è: sputa il rospo, donna!, qual è il tuo vero incubo?

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    1. Il 24 ti stupisce solo perché non sai che io ho 58 anni, in realtà, ma li porto benissimo.

      Per quanto riguarda il mio dubbio segreto, c’hai preso in pieno. Perché infatti mi chiedo come sia possibile che da 24 anni mio marito mi sopporti ancora. E proprio non riesco a trovare una risposta! 😛

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    2. Bella domanda Salvatore, vediamo cosa ti risponde Silvia. Ma no miele no! Sono stata sincera, spudoratamente sincera. Silvia ha una vena umoristica che mi piace tanto (oltre ad essere la fotocopia di mio figlio al femminile)ed ho sentito immediata l’affinità nei suoi confronti. Mi ha davvero aiutato moltissimo nel percorso della crowdfunding asciugandomi letteralmente le lacrime e facendomi ritrovare fiducia. Non ho scritto una sola bugia condita con il miele, anzi restando in ambito mangereccio, io per lei sono un peperoncino piccante!😁

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  2. E niente, mi sono fissata sul fondente e l’After eight, cose che distraggono insomma! 😛
    ….veeentiquaaaaaattroooooo anniiiiiiiiii???
    Macchè vi siete conosciuti all’asilo? Era quello che rubava il saccottino dallo zainetto? 😉

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    1. Ahahahahaha!!! Mi fai venire le convulsioni dal ridere!! A dire il vero, sono quasi 25… 😀

      No, dai, non ero all’asilo. Ero al primo anno di università.. Ve l’ho detto che sembro giovane, ma non lo so.. 😛 Però siamo sposati solo da 14 anni, eh? Anche se a dire il vero conviviamo dal 1998.. insomma un sacco di anni comunque…

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  3. mi ha fatto sorridere la battuta sui cuscini e sulle difficoltà di alzarsi. Ma siete giovanissime entrambe.
    Simpatica, Silvia ma bravissima tu ne mettere a loro agio i tuoi ospiti.
    Tre le cose che mi hanno colpito – inrealtà sono molto di più -.
    La prima è lo spirito di conoscere cose nuove, di imparare di continuo. Spesso ce ne dimentichiamo. Siamo sempre a scuola per imparare le novità o anche qualcosa di vecchio che abbiamo tralasciato per pigrizia.
    La seconda è l’affermazione sulla monogamia e sulla monotonia nel matrimonio. Concordo con Silvia. Lo stare insieme per molti anni ci evolve giorno per giorno, anche se apparentemente sembriamo gli stessi. Pure io sono monogamo e da molti anni 😀
    Infine i difetti. Se quelli sono difetti, i pregi cosa sono?
    Complimenti a tutti.

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    1. vedi io sono di parte… nei confronti di Silvia ho sviluppato una sorta di adorazione, ma tu che sei completamente al di fuori da questo legame hai messo a fuoco aspetti davvero belli di lei.
      Grazie per i tuoi complimenti, davvero , e grazie per esserci sempre.

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  4. tizianabalestro

    Nadia, sei un’ottima intervistatrice. Giuro che interviste così, sono piacevolissime. Hai una grande dote di mettere a proprio agio l’intervistato. Hai dei toni garbati che mi piacciono. Scrivi in modo pulito, non sei banale.
    Complimenti!
    Invece, per quanto riguarda Silvia, anche se la conosco poco, ho notato alcune caratteristiche che dici anche tu.
    Innanzitutto è educata, professionale, garbata ed estremamente generosa.
    Salvatore dice che è miele parlare così, in realtà non ha ben capito che le donne sono delle critiche pazzesche verso le altre. Se ti fanno i complimento è “grasso che cola ” si dice a casa mia.
    Si capisce bene quando è un complimento veritieri, visto che è argomentato.
    Nadia, continua a scrivere.

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    1. E dopo questo intervento posso davvero volare sulla mia nuvoletta per tutta la notte e concedermi alla gioia. E’ che tra le mille cose che avrei voluto fare la giornalista stava al primo posto, ma mio padre mi diceva l’avvocato, il fidanzato di allora piagnucolava che poi lo avrei lasciato se fossi scappata all’università… io che volevo girare il mondo con una macchina fotografica a conoscere la vita, la gente, i colori.. Alla fine ho dato retta al cuore e mi sono fregata smettendo di studiare. Però tutto insegna nella vita e a scrivere non rinuncio più. Farò la scrittrice da grande!
      Silvia è davvero la bella persona che traspare, anche io stentavo a credere fosse reale, ma ho toccato con mano la sua generosità e correttezza morale.

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      1. tizianabalestro

        Ecco. L’intuito mi aiuta ancora. L’indole giornalistica c’è. Iniziare a studiare, si può sempre fare, anche quando i ragazzi saranno più grandi. Non c’è età per fare l’università. Intanto scrivi qui, puoi sempre fare un libro sule tue interviste un domani o darti degli spunti per un romanzo ispirandoti sulle persone che stai conoscendo, su nuove esperienze che vivi ora. Vai, buttati.

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  5. Sapevo che mi sarei goduta questa intervista. Sei un’ottima padrona di casa, Nadia, che belle domande! Poco formali, sembra la conversazione fra due amiche (voi, tra l’altro, lo siete)
    E tu, Silvia, sei una bella persona. Lo sai cosa mi colpisce sempre quando ti leggo (soprattutto nel tuo blog)? Sei una persona umile, non sali mai su nessun piedistallo, sei semplice (e per me è un complimento,eh). Nota frivola: la tua casetta in mezzo al bosco è meravigliosa.
    Complimenti a entrambe! 🙂

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    1. Grazie Marina! Ridendo e scherzando è venuta fuori l’anima di Silvia quella bella e sorridente di una donna felice di poco, che poi poco non è. Famiglia, affetti, certezze, soddisfazioni personali, etica…
      Grazie mille per le tue belle parole!

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  6. Mi è piaciuto molto leggere questa intervista, mi è sembrato quasi di assistere a uno scambio dal vivo! Sicuramente ho saputo molte cose su Silvia e ho apprezzato il savoir faire della padrona di casa 🙂
    Anche io sono monotona, ehm… monogama da ben ventidue anni! 😀

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