Dopo la fiera i topi ballano

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La fiera è lontana e come tutti gli acquisti che si depositano un pò a casa le conclusioni si tirano solo dopo. Come quale fiera? La fiera dell’est. Quella dei due topolini, che poi topolini non sono, ma criceti russi. Ecco ricordate?

Insomma. C’è un seguito.

Axel e Lavaria sono stati prelevati dal cestone dove vivevano in comunità. Scelti per il loro differente sesso, ma del tutto a caso. Non abbiamo potuto chiedergli se tra loro c’era una sintonia o una leggera simpatia. Lo abbiamo dato per scontato. Perché? Perché stupidamente abbiamo pensato fossero solo topi.

Ecco ho capito che nulla è solo ciò che sembra o si è sempre pensato fosse.

Lavaria è una topina di quelle toste. Morde, tira di boxe e decide sovrana in quella gabbia dal primo istante.

Axel è un dormiglione, sempre tranquillo tranne quando gli parte la tangente di voler fare sesso, allora diventa speedy e non lo si ferma più.

Tra loro, questo lo si è notato da subito, non ci sono molte speranze il rapporto funzioni. Lei solo se davvero sfinita accetta la corte altrimenti lo mena e basta. Potrebbe non apprezzare il suo appeal, o magari avere altri gusti, abbiamo dato per scontato fossero entrambi etero, ma chi lo sa?

Poi con mia figlia abbiamo ipotizzato un’altra storia. Lavaria nella comune viveva il suo rapporto idilliaco con un filarino, spezzato dal nostro acquisto. Ora con la testa a quell’amore Axel non se lo può proprio vedere davanti. E se per caso fosse già incinta? Oddio Beautiful dei topi, una storia senza fine!

Ho capito che avere animali in casa, qualunque essi siano, porta ad umanizzarli.

La topina alla prima occasione è fuggita. Forse un pertugio insospettabile lasciato aperto, forse una strategia arrivata a trovare la fortunata uscita. Di fatto nella notte è scappata dalla gabbia lasciando il suo detestato compagno solo. Di lei nessuna traccia. In casa della nonna vivono anche due gatte, madre e figlia, per nulla interessate ai pelosi esserini, ma solo alle crocchette, quindi del tutto ignare del destino topoloso. Per giorni abbiamo pensato ai peggiori finali. Dopo le prime ore di lacrime, l’emozione che ha dominato è stata quella di preoccupazione verso il povero vedovo. Solitario e flemmatico spadroneggiava in tutto quello spazio libero, mangiucchiando poco e dormendo molto. Pensavamo soffrisse. Subito dopo si è pensato ad un rimpiazzo, ma per rispetto alla scomparsa senza le telecamere di Chi l’ha visto, ci siamo trattenuti. Alla 4° sera la topina è ricomparsa. E purtroppo per lei ripresa e riportata in gabbia.

Ho capito che non importa dove scappi, se non sei più che furbo, ti rintracciano.

Il ritorno a casa non è stato dei migliori. A tirare di boxe stavolta erano in due. Non avevo mai assistito ad una lotta tra topi-mini criceti. Vederli su due zampe azzuffarsi e rotolarsi ha del ridicolo e dell’incredibile. Eppure per la prima notte non hanno fatto altro che darsele di santa ragione. Anche al risveglio le cose non sono andate meglio e pare la fuga anche per i topi sia un fatto imperdonabile. La casa ha due piani e di comune accordo devono aver diviso gli spazi per evitare il ricovero in ospedale. Credo nei loro cuori alberghi la disperazione.

L’unico istinto che mi pervade continuamente è di portare la gabbietta in aperta campagna e lasciarli liberi.

Ora so per certo che nessun animale è nato per stare in gabbia, non avevo dubbi nemmeno prima, e mi spiace tanto non poter cambiare opinione. Se mi metto nei panni di entrambi considero l’opzione vita come una sorta di decisione altrui a cui è impossibile sottrarsi.

La mia mente parte per la tangente e compie troppe similitudini con la vita umana, ma è inevitabile.

Ho capito che i topi tentano continuamente la fuga e la conquista del mondo per sovvertire l’ordine abituale delle cose.

Nel caso ci riuscissero forse saremmo tutti più felici.

Ora le due palline di pelo a tratti pare amoreggino, ma ho dei seri dubbi Axel riesca a sfogare la sua furia sessuale con la compagna. Ogni tre per due scappa sulla ruota e corre come un disperato. Secondo me è una tempesta ormonale senza freno la carica che lo muove. Lei lo guarda mentre rosicchia il suo seme, indifferente a quella massa di muscoli messi in mostra, forse ama i tipi intellettuali. Mai stata d’accordo con i matrimoni combinati…

…to be continued, maybe. La prima parte della storia, nel caso ve la foste persa, la trovate qui.

12 pensieri su “Dopo la fiera i topi ballano

  1. divertente la mouse story o forse, visto che si tratta di criceti, la Hamster-story. Se sono criceti russi, sono stati allevati dal KGB – adesso FSB – per spiare i padroni.
    Sarà perché ho sempre visto un criceto solo nella gabbia non riesco immaginare come possano andare d’accordo. Se ci pensiamo bene, anche noi umani difficilmente troviamo l’anima gemella con un matrimonio combinato.
    O.T. se figliano cosa farete? Vi vendete all’incanto oppure li tenete per creare una bella colonia di topini russi?

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    1. Tremo all’idea dei piccoli Roborovosky (questo il loro nome) che potrebbero uscire dalla gabbia e razzolare ovunque! Ma di darli via non se ne parla, i miei figli hanno già praticamente sistemato tra i compagni di scuola la prole, ma bisognerà vedere se arriverà mai quel giorno, se accetteranno di staccarsene, se Axel riuscirà nel suo intento procreativo. C’è da attendere.

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  2. Roberta Bietola

    Nadia fai attenzione. Se Lavaria dovesse partorire separa subito Alex. I maschi spesso mangiano i cuccioli per far tornare la femmina in calore mentre la femmina se è stressata è lei stessa che uccide e mangia i cuccioli. Non sarebbe un bello spettacolo per i tuoi figli. Me lo aveva detto la mamma della mia amica che mi aveva dato Cri, il mio primo e unico criceto. Ciao!

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    1. Grazie per la preoccupazione, ma questo di solito accade per i criceti, questa specie particolare invece ci hanno assicurato che ha la particolarità di accudire entrambi i piccoli, scambiandosi i ruoli. L’unica avvertenza è non toccare i cuccioli per 15 giorni per non farli abbandonare dalla madre, impresa dura, ma ci si penserà al momento.

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