Io, un pavone?

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Quando parlano di me, giuro non lo pensavo, ma somiglio ad un pavone.

Non sono timida di natura, ma nemmeno una troppo da copertina. Adoro infatti starmene rintanata tra le mie montagne con abiti un po’ logori e gli scarponi sempre ai piedi. Lì posso avere la testa tra le nuvole, fare le facce strane, indossare il sorriso se mi va e sentirmi libera di essere e non sembrare.

Adoro anche stare a casa, non sono esattamente una da vita mondana. Chi mi conosce lo sa, che quelle quattro mura mi proteggono e rilassano ricreando il mio giardino mentale.

Scrivere è l’altro mio modo di essere, libera. Posso far dire ai miei personaggi quello che direi volentieri ad alta voce, ma pare scorretto, fare cose molto lontane dalle mie reali possibilità.

Quindi tutto avrei pensato tranne di essere un pavone ( nell’ordine un eremita, una casalinga, un’autrice) invece ieri mattina aver trovato il post di Silvia Algerino  , dove in una doppia intervista si parla anche di me, rende la mia pelle piumosa e pronta alla ruota.

Che dire…ne sono felice. Perché parlare si parla sempre di un mucchio di cose, belle o brutte, ma a volte mai di sé. Ci si allontana dai complimenti con fare fintamente infastidito.

No, mica vero i complimenti sono miele per l’anima, l’autostima, i ricordi a lungo termine…

Dicono che nella vita si dovrebbero fare tre cose importanti per sentirsi “arrivati e compiuti”:

fare un figlio; scrivere un libro; piantare un albero.

Pianterò un albero verso il calare dei miei tramonti, fino ad allora credo di volermi soffermare sul secondo passo perché vorrei imparare a farlo bene, visto che sul primo ho dato a sufficienza!

Quindi sto preparando la rubrica che svela il passaggio intermedio tra scrivere un libro, organizzare un crowdfunding per pubblicarlo e spedirlo in libreria. Presto infatti tutti sapranno cosa si cela in quel momento per addetti ai lavori chiamato revisione ed editing.

Presto, molto presto conoscerete “Crisi e scelte” ed un mondo misterioso che porta su lidi per me inesplorati.

 

12 pensieri su “Io, un pavone?

  1. Di solito si dice che il pavone è vanitoso ma da quel poco che ho conosciuto mi sembri lontana mille miglia da questo pennuto. 😀
    Quanto alle tre cose da fare in vita: un figlio, un libro, un albero.
    Per il primo l’ho fatto, anzi l’ho fatta, visto che è femmina.
    Per gli alberi? Nel mio piccolo giardino ho messo a dimora: un fico dai frutti neri e dolcissimo, un giuggiolo, un melo e un melagrano. Poi mi sono fermato per mancanza di spazio.
    Per il libro, ahimé ci provo ma o si è dotati o è fatica sprecata.

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    1. Ah come ti invidio! Invidia buona! Un giardino…io abito in mansarda…sigh, sigh, e vorrei avere proprio quello spazio per riempirmi di alberi, piante, fiori…magari una bella amaca al fresco, la casa sull’albero per i miei figli ed anche per me..
      Credo molto nelle doti naturali e concordo, se il talento esiste tutti lo notano, ma c’è anche la strada dell’esercizio e porta buoni frutti.

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      1. Non immaginare un parco 😀 Un semplice giardino di 100 mq, dove oltre alle quattro piante citate ho travato un abate, adesso supera i sette metri, e un albicocco. Piante e fiori sono la mia passione.
        per la scrittura? mah! mi applico ma sono gli altri a giudicare 😀

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        1. 100 metri? non male e poi vuoi mettere quell’ossigeno puro e la frutta sana?
          La scrittura si sa è di gusto soggettivo, ma il mercato è vasto ed accoglie tutti, poi premia i migliori, ma intanto un’occasione non si nega a nessuno e meno che mai a sé stessi 😉

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  2. tizianabalestro

    Ciao Nadia. È veramente bella questa frase, me l’aveva detto un mio amico e , sinceramente, non mi ricordo da chi fosse stata detta. Un figlio c’è, anzi due ; ho piantato solo semi ( di tutti i tipi ) , ma si può rimediare con un piccolo albero da far crescere. Mi manca scrivere un libro. 😊

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    1. Ciao Tiziana, credo si tratti di un antico proverbio zen, più volte riportato da uno e dall’altro. Trovo anche io sia una frase semplice e piena di significato, proprio per ancorare a terra la nostra vita lasciando comunque lungo il filo dei sogni da portare appresso. Siamo fatti anche di aria…
      Si inizia con i semi e chissà. Due figli anche tu, complimenti e poi dicono che c’è bisogno del Fertily day..tze tze..nessuno ricorda che serve solo l’amore…
      Non so se è la tua aspirazione scrivere il libro, ma secondo me dentro ad ognuno di noi ne resta racchiuso uno bellissimo in attesa di venire trascritto, chissà prima o poi…

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