Il grido del rientro

La lettura non giova soltanto alla notra cultura, ma è anche vitamina che tiene vivo il cervello. Vincenzo Pitarogiornalista e scrittore.png

Vacanze, vacanze.

Agosto è il mese per eccellenza a fare rima con la bella parola. Vuoi perché fa caldo, vuoi perché così si usa, ma mezza Italia si ferma.

Di fatto se partire è bello tornare spesso non lo è altrettanto, ma dovendolo per forza accettare si deve imparare nel migliore dei modi.

Qualcuno di voi sarà di certo partito e già tornato, altri appena partiti non sanno ancora cosa li aspetta, molti per evitare il rientro non saranno partiti affatto. 

Io per ovviare al problema, ormai da molto tempo, in vacanza non ci vado. Nel senso che non conosco più l’euforia di entrare in un’agenzia di viaggi per prenotare la meta esotica, nemmeno sfido gli occhi ad ore di estenuanti ricerche su internet per le occasioni migliori. Costa troppo comunque.

Non vado oltre il solito salire in montagna che rappresenta la mia seconda casa, dove mamma e papà con amici vari di vecchia data, mi aspettano come da rito e trascorrono tranquillamente un mesetto accanto alla stufa a levar l’umidità, preparare cene di comitiva, organizzare feste di paese per quei quattro gatti che si trasformano in otto come sentono odor di cibo. Ecco quelle proprio vacanze non sono. Se non per il lato “aria buona”, bimbi in libertà, pochi obblighi e tanto “oggi non mi va”. Ma se per voi rientrano nel target, allora sì, queste sono le mie vacanze.

Vacanze da cui si torna. Purtroppo.

E di questo vorrei parlare. Perché è bellissimo riempire il web di viaggi stroboscopici, di foto al cui paragone i sogni impallidiscono, facendo morire d’invidia chi invece torna a malapena soddisfatto e non lo ammetterà mai. Per la par condicio invece della realtà del ritorno non racconta nessuno. Così lo faccio io.

Al primo giro della chiave nella toppa, sento già l’aria carica di antipatica umidità appiccicarmi la maglietta ormai seconda pelle. Come la porta si apre mi assale l’odore di quattro mura chiuse a tenuta stagna che raccontano i giorni trascorsi senza mai spalancare la finestra.

Faccio un piccolo giro panoramico. Tutto è a posto, come lo avevo lasciato e non potrebbe essere altrimenti. Peccato solo che la Signora Polvere abbia deciso di imbiancare casa e ovunque abbia lasciato traccia del suo passaggio. So già che ci vorranno giorni.

Appoggio le borse a terra cariche di settimane di montagna, tra panni sporchi, souvenir, il mezzo trasloco di casa da una volta all’altra e scatta veloce la domanda dove mai metterò tutto questo. Desolata la casa non risponde. Affari miei.

Tutto mi pare nuovo. Perfetto e decisamente funzionale.

Il bello di essere stata lontano dalle comodità è riscoprirne il valore. Acqua calda girando solo il rubinetto, attrezzi elettrici per far veloce a cucinare e pulire, bagno grande e attrezzato senza coda per l’uso. So che tempo una settimana tutto questo mi apparirà noioso e scontato, ma mai come al primo minuto di utilizzo mi sembra bellissimo facendomi sentire ricchissima.

I bambini sono euforici, la camera non la ricordavano neppure più. Eppure sono trascorse alcune settimane, non anni. Mugolano dalla felicità di aver ritrovato l’adorato letto morbido e comodo come non era in montagna. Sento commenti e frasi che mi lasciano intendere una nuova e frizzante vita piena ancora dell’ottimismo di aver staccato per un po’.

Mi affaccio in cucina dove un frigo vuoto e disperato mi guarda con l’occhio languido consigliandomi una visita veloce al supermercato. Fortuna che un po’ di verdura dell’orto con molta avvedutezza mia madre ha insistito perché la prendessi e al volo riesco a preparare un’insalata ricca di tante buone vitamine, ma già so non farò felici altri che me. Quei due famelici hanno bisogno di ben altro. Quindi mi ritrovo ai fornelli con 28 gradi albeggianti alle spalle, mentre ripenso a quel pile tanto amato che ho riposto nell’armadio solo la sera prima. Forse non arrivo da un altro posto, ma da un’altra stagione. Ecco credo di sentirmi come quegli anziani che lamentano di essere spaesati. E’ destabilizzante. Apro i pensili della cucina alla ricerca di piatti e tegami che non ricordo dove ho messo. Sorrido. Però dentro mi nasce di più un grido che un sorriso.

Vorrei tanto tornare da dove sono appena arrivata e rimandare tutto questo a più tardi.

I libri dei compiti ancora aspettano di venire completati, montagne di “appena posso lo faccio” si sono accumulate e nel frattempo non mi sono nemmeno spuntante le braccia in più di cui ho fatto richiesta a Babbo Natale. Ecco credo sia una “sola” tornare dalle vacanze.

E’ vero qui funziona tutto, wi fi, internet veloce, tv digitale, musica in stereofonia per la casa. Ma a che prezzo?! Quello del ritorno alla realtà e diciamocelo…non è mai tutta sta botta di vita.

Ecco lo sento sta per nascere il grido del rientro. Aiutooooo.

2 pensieri su “Il grido del rientro

  1. Primo, sappi che le tue salite in montagna le invidio di brutto! Riuscissi a convincere qualcuno qui, farei lo stesso, altroche! Secondo, mi sono rilassata di più la settimana a casa che ne quella via interrotta dal terremoto, con tanto di rientro col cuore in gola (e ancora trema! Ogni mattina guardo le nuove scosse, se fossimo rimasti non avrei più dormito!)
    Terzo, la mia super zia lo dice sempre: fare il turista è una faticaccia unica! Lascia stare le foto, quel che c’è dietro non lo mostrano mai :p
    Bentornata comunque!
    Adesso hai un libro da pubblicare, che vuoi che sia?! 😀

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    1. Bentornata anche a te! Sapessi che ansia a saperti là…facevo fatica a trattenermi, ma alla fine te l’ho detto di rientrare. Menomale che tutto è da circoscrivere ad una questione di tempo e presto, te lo auguro, sarà solo un brutto ricordo.
      Io non sono troppo avvezza a far da turista, ma qualche sacrificio forse lo farei…anche se sono sincera l’idea di lunghi check in non mi sollazza e nemmeno di ore di viaggi, quindi resterei in Italia, ho così tanto da vedere!
      Il libro, già il libro…ora in mano all’editing…ho la sindrome da distacco, e non vedo l’ora di mostrarlo al mondo intero!

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