I miei tre modi di intendere il peccato

Quello che e' peccato.png

Visto che il concorso “Leggere non è peccato” sta riscuotendo un successo insperato, smuovendo interventi e prese di posizione sull’argomento  davvero interessanti e la cosa non potrebbe rendere me e Silvia più felici, anche noi a modo nostro partecipiamo con due post fuori concorso.

Ovviamente essendo entrambe due teste pensanti, e non aggiungo colorati aggettivi a supporto rubandoli ai nostri mariti invece forbiti in materia, ogni post vi risulterà rigorosamente diverso.

Io ho deciso di occuparmi del lato peccaminoso

Quindi vi svelerò ciò che penso sia il Peccato.

Recita Wikipedia al proposito della parola tanto inflazionata.

“In alcune religioni, si parla di peccato come di un atto in contrasto con la coscienza e con i principi riconosciuti dalla persona o dalla sua comunità religiosa. Esso produce uno stato di malessere che si può suddividere nel senso di colpa e nell’effetto negativo proprio causato dal peccato.”

In maniera simile anche il vocabolario della Treccani

“Trasgressione di una norma alla quale si attribuisce un’origine divina o comunque non dipendente dagli uomini: il concetto di peccato si colloca sempre in ambito religioso, nella sfera del sacro, e si specifica secondo le varie forme di civiltà e in rapporto a connessi concetti di divinità, colpa, norma e ordine.”

Insomma non si può sganciare dalla religione, poiché il concetto riporta sempre lì.

Non troppo tempo fa peccaminoso era il sesso. Esattamente. L’aspetto più naturale, umano ed animale del nostro essere. Una sorta di tabù, di “Fallo, ma non farlo sapere”,”Non ne parlare e soprattutto non dirlo ad alta voce”. Un argomento sconcio, un atto da custodire tra le quattro mura, e se si parla di libri, bé…audace, lussurioso e decisamente poco adatto a chi vuole dare un’immagine di sé di brava persona.

Oggi il sesso non lo possiamo assolutamente considerare un peccato, o forse sì a mio avviso. Peccato non goderne, visto che permette di arrivare anche ad essere felici, appagati e soprattutto liberi. Sto parlando di quello consensuale, non per forza votato alla procreazione, di quello che può portare all’amore, ma non c’è alcuna garanzia a tal riguardo. Quindi sì. Sesso.

Scusate ma non lo riesco a considerare davvero un peccato. Per me i peccati sono decisamente diversi.

Chi non mi conosce potrebbe pensare io lo sia, peccaminosa, chi mi conosce invece pensi quel che vuole. Comunque  di fatto con il peccato mi ci relaziono così.

1. Peccato  è dire ciò che si pensa

La libertà di pensiero e scrittura non è vero che sia così alla portata di tutti. Concordo con il distinguere questo concetto dall’essere provocatori e dissacratori. Si può esprimere il proprio pensiero senza distruggere nulla e nessuno e soprattutto con la giusta educazione. Detto questo però, la libertà è davvero molto complicata da ottenere.  Molti giovani autori hanno il medesimo problema, scrivere la verità senza che nessuno ne resti offeso, anche in famiglia o nella stretta cerchia delle amicizie. Questo perché è necessaria una grandissima apertura mentale, e …. udite udite…. intelligenza. Di quella con la I grande grande. Purtroppo merce di scarsa reperibilità. La mia personalissima esperienza a questo riguardo, nel primo libro, è stata questa: ” Ora che lo hai scritto me lo fai leggere così controllo che nessuno rischi di restarne offeso?” Giuro di aver per un attimo compreso l’imbarazzo morale ed etico di un giornalista che sta per denunciare un parente! Eppure il mio libro era quanto mai distante dal farlo…

Evitando di fare inutile retorica, peccato è quindi essere estremamente sinceri correndo il rischio di dire “Non mi piace il cioccolato” quando da sempre è il gusto più gettonato,  o “Non sopporto i gatti” alla tua amica del cuore che ne ha la casa piena. Ecco che la parola si trasforma in Torto, quello che commetti verso il resto del mondo dimostrando di pensarla diversamente.

Spesso mi sento di essere una peccaminosa, visto che nel momento di massima esplosione per lo sport riconosco di restare una delle poche persone che non segue la distribuzione delle medaglie. Ma davvero non riesco a non essere coerente. A me, lo sport in televisione annoia. Lo so di aver appena detto una grandissima e volgarissima parolaccia, ma ebbene sì. E non mi permetto nemmeno di entrare in argomento su bravura di atleti o performance…no davvero…rinuncio e mi defilo a leggere un buon libro.

2. Peccato è non vivere in pieno le occasioni

Peccato è essere ciechi davanti alla vita, ai fiori che sbocciano e profumano, alle belle persone che capita di incontrare. Perché è un peccato non godere di quello che la vita ci offre. Pensando di poterlo avere in un futuro prossimo, per poi piangere delle occasioni sprecate. Peccato è non imparare dagli errori e non capire di avere il potere di trasformare le avversità in occasioni. Peccato infatti è non leggere il mio libro che racconta proprio di questo.

3. Peccato è non provare amore

Attenzione non sto dicendo che amare sia sinonimo di felicità. Nemmeno che sarà per sempre, che esista il lieto fine e le favole la spuntino con il contenti prima del punto. No, dico che se non si prova ad amare, sfugge molto, davvero molto delle sfumature in grado di migliorare la vita.  Dico che fingere di amare chi non si ama non porta da nessuna parte, che impedire al proprio cuore di amare fa sorgere gravissime guerre interne, che smettere di amare rende indifferenti alle emozioni. L’amore come lo intendo io è l’esternazione di un sentimento che non può stare nel recinto ed essere imbrigliato in convenzioni o finzioni, è quello che ti fa spuntare il sorriso e tutti sono obbligati ad accettarlo. Non credo infatti che sia meno puro e bello quello tra omosessuali, tra nemici, tra appartenenti a fazioni diverse e spererei che davvero di Romeo e Giulietta non ne esistessero più. Certe storie infatti sono belle solo su carta. L’amore invece è bello dal vero.

Quindi i miei tre peccati ve li ho enunciati. Tre cose che ho deciso non dovranno appartenermi. Tempo fa infatti il mio motto era :“Nessun rimorso nessun rimpianto”

Ora vi direi anche “La vita ha un limite, quello che decidiamo di darle…” (cit. Vita e riavvita)

9 pensieri su “I miei tre modi di intendere il peccato

  1. Pingback: “Leggere non è peccato – le regole del gioco” – svolazzi e scritture

  2. Pingback: Leggere non è peccato - Il concorso più libroso dell'estate - LETTORE CREATIVO

  3. Ahi ahi ahi, sono una peccatrice allora. Sicuramente per il punto 1. Con le dovute cautele, ma io dico quel che penso, soprattutto agli amici. Forse perchè in passato ho scoperto delle amicizie disoneste nei miei confronti e non voglio essere quel tipo di amica (sii per gli altri l’amico che vorresti avere). Sulla scrittura, io mi sento continuamente dire “Non lo scrivere su Facebook che tu scrivi tutto!” Il che dimostra che sono più preoccupati di un social, che di una mia eventuale pubblicazione. Ovvero, non ci credono…Che è peggio!!

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    1. Cara Barbara, qui di santo\a non credo esista nessuno. EvvivaDio. Diciamo che spesso diplomazia e sincerità non stanno a casa insieme e diventa difficile poter essere onesti come si vorrebbe.
      Per la tua pubblicazione invece non concordo, sfumerà via via che diventerà più sicura la paura sul fatto che non si parli di loro, ma di certo hai l’appoggio di tutti noi ad andare avanti.

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  4. Ultimamente penso anch’io molto alle piccole occasioni sprecate, e mi rendo conto di quante siano! Momenti che chiaramente e banalmente non torneranno, magari sciupati per un battibecco, ecco, lo vedo molto negli altri, ma mi sto impegnando per non commettere questo peccato, non dovrei dirlo io, forse beneficio ancora del benefico effetto vacanze, ma mi sembra che ci sto riuscendo.

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    1. Spesso l’effetto a captare al volo le occasioni avviene solo dopo brutte notizie o brutte avventure, e quasi sempre troppo tardi, ma anche dal retaggio che ci vuole previdenti e pronti a frenare le situazioni impreviste. Direi che la via di mezzo invece è sempre la migliore da portare avanti. Quindi concordo con l’effetto vacanze che ti duri il più a lungo possibile.
      Dal mio canto credo che il solo fatto di fare ciò che piace e porta benessere sia già non sprecare occasioni e porterò alta la bandiera del continuare a farlo per il resto della mia vita. Ovvero non smetterò mai di scrivere.

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  5. Ciao, arrivo da iara r.m.
    Ho letto il suo poste mi ha incuriosito. Lettrice sono, eccome! 😊 appenariesco preparo il mio post.
    Intanto ti dico che sono d’accordo con te. I peccati sono ben altri.
    Riguardo al primo, ebbene sì, confesso. Sono una grande peccatrice! Ma me ne frego,ahahah
    Sul punto due sì, pecco purtroppo. Non sempre riesco ad accbiappare tutte le occasioni che mi si presentano. Troppe cose per la testa, troppe da fare.
    Punto tre, a volte è peccato provare amore per le persone sbagliate ma purtroppoche sono sbagliatete e rendi conto tardi.
    Ciaoooo

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    1. Ciao, benvenuta. Che bello scoprire di essere peccatrici! Per quanto anche io mi imponga ritmi serrati non sempre riesco ad accogliere le occasioni ed essere in linea con le intenzioni, quindi mi unisco a confermare che pecco! E per l’amore, che dirti…amori sprecati per le persone sbagliate almeno una volta nella vita tocca a tutti, quindi la compagnia è decisamente grande!!!

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