Io, un pavone?

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Quando parlano di me, giuro non lo pensavo, ma somiglio ad un pavone.

Non sono timida di natura, ma nemmeno una troppo da copertina. Adoro infatti starmene rintanata tra le mie montagne con abiti un po’ logori e gli scarponi sempre ai piedi. Lì posso avere la testa tra le nuvole, fare le facce strane, indossare il sorriso se mi va e sentirmi libera di essere e non sembrare.

Adoro anche stare a casa, non sono esattamente una da vita mondana. Chi mi conosce lo sa, che quelle quattro mura mi proteggono e rilassano ricreando il mio giardino mentale.

Scrivere è l’altro mio modo di essere, libera. Posso far dire ai miei personaggi quello che direi volentieri ad alta voce, ma pare scorretto, fare cose molto lontane dalle mie reali possibilità.

Quindi tutto avrei pensato tranne di essere un pavone ( nell’ordine un eremita, una casalinga, un’autrice) invece ieri mattina aver trovato il post di Silvia Algerino  , dove in una doppia intervista si parla anche di me, rende la mia pelle piumosa e pronta alla ruota.

Che dire…ne sono felice. Perché parlare si parla sempre di un mucchio di cose, belle o brutte, ma a volte mai di sé. Ci si allontana dai complimenti con fare fintamente infastidito.

No, mica vero i complimenti sono miele per l’anima, l’autostima, i ricordi a lungo termine…

Dicono che nella vita si dovrebbero fare tre cose importanti per sentirsi “arrivati e compiuti”:

fare un figlio; scrivere un libro; piantare un albero.

Pianterò un albero verso il calare dei miei tramonti, fino ad allora credo di volermi soffermare sul secondo passo perché vorrei imparare a farlo bene, visto che sul primo ho dato a sufficienza!

Quindi sto preparando la rubrica che svela il passaggio intermedio tra scrivere un libro, organizzare un crowdfunding per pubblicarlo e spedirlo in libreria. Presto infatti tutti sapranno cosa si cela in quel momento per addetti ai lavori chiamato revisione ed editing.

Presto, molto presto conoscerete “Crisi e scelte” ed un mondo misterioso che porta su lidi per me inesplorati.

 

Il grido del rientro

La lettura non giova soltanto alla notra cultura, ma è anche vitamina che tiene vivo il cervello. Vincenzo Pitarogiornalista e scrittore.png

Vacanze, vacanze.

Agosto è il mese per eccellenza a fare rima con la bella parola. Vuoi perché fa caldo, vuoi perché così si usa, ma mezza Italia si ferma.

Di fatto se partire è bello tornare spesso non lo è altrettanto, ma dovendolo per forza accettare si deve imparare nel migliore dei modi.

Qualcuno di voi sarà di certo partito e già tornato, altri appena partiti non sanno ancora cosa li aspetta, molti per evitare il rientro non saranno partiti affatto.  Continua a leggere “Il grido del rientro”

Il dolore è dolore

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Il fatto è che le lacrime sono lacrime.

Il dolore è dolore.

Che si tratti di  un terremoto, un eccidio di massa, un evento naturale o deciso dall’uomo.

Il fatto è che l’uomo inerme che piange disperato perché si sente sopraffatto dalla disperazione in me scatena un tormento esistenziale probabilmente atavico.
Mi sento davvero quasi in colpa di essere tra i sopravvissuti perché guardo comodamente dalla postazione tranquilla  di una casa con tetto e comfort, attraverso lo schermo di una tv che mi isola per distanza di sicurezza da tutto questo dolore. Però mi sento stupida a confidarlo.
Passeranno giorni o settimane e sarà presto dimenticato, si parlerà di altro, magari più atroce, magari meno. Ci si interrogherà nuovamente su modi, tempi, colpe…in un girotondo senza fine.
Solo che ora si rincorrono immagini di disperati tratti vivi dalle macerie, di code di soccorsi in strada per arrivare in tempo a fornire il necessario ai superstiti, di caccia al colpevole.
Immagini in volo da elicotteri presidenziali, da satelliti super precisi.
Vedo scale di grigi che parlano anche senza sottotitoli. Quei colori accesi dei soccorritori.
Allora mi sorgono pensieri, come bisce che vogliono immergersi al sole.
Umani a salvare altri umani. 
Oggetti che intrappolano. Anni di storia che schiacciano. 
Ironia della sorte.
Siamo gesti ed emozioni.
Siamo tutti uguali, fatti di carne ed ossa, tutti con un cuore.
Delicatamente a rischio perché quella lacrima di disperazione è in attesa in chiunque, è la prova del nove.
Come si reagisce al dolore?
C’è chi prega, chi si dispera, chi maledice la sorte, chi ci vede una colpa. 
C’è chi si arrende, chi lotta, chi trova la sua ragione. 
Ma il dolore è dolore, che sia guerra, terremoto o malattia. 
A dolore segue silenzio e rispetto. 
Vorrei solo il mondo conoscesse la gioia.

O quel momento impagabile di consapevolezza di essere in equilibrio con tutto. Invece di continuare a tremare, piangere in una costante altalena.

 

 

 

Entriamo in galleria

Ora è utile fare il classico punto della situazione.

Il libro ha iniziato un’altra fase del suo percorso verso il mondo esterno. Cammina cammina è arrivato a buon punto, perché diciamocelo, venire venduto in 150 copie ancora prima di essere stampato non è esattamente cosa da tutti. Anche se, qui, si tratta di vendita sulla fiducia. Continua a leggere “Entriamo in galleria”

Puntata 11

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…. Da questa settimana, parlerò solo dell’anima de “Il Giardino Viola” per darle giusta rilevanza.

Chi lo ha letto dalla prima puntata, o preso per strada e cominciato a leggerlo dalla sua primissima pagina, ha rischiato di sentirsi attrarre profondamente da questa giovane protagonista alla ricerca di sé stessa. Continua a leggere “Puntata 11”

I miei tre modi di intendere il peccato

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Visto che il concorso “Leggere non è peccato” sta riscuotendo un successo insperato, smuovendo interventi e prese di posizione sull’argomento  davvero interessanti e la cosa non potrebbe rendere me e Silvia più felici, anche noi a modo nostro partecipiamo con due post fuori concorso.

Ovviamente essendo entrambe due teste pensanti, e non aggiungo colorati aggettivi a supporto rubandoli ai nostri mariti invece forbiti in materia, ogni post vi risulterà rigorosamente diverso.

Io ho deciso di occuparmi del lato peccaminoso

Continua a leggere “I miei tre modi di intendere il peccato”

GRAZIE

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Quando ho iniziato tutto questo, era l’ultimo giorno di marzo.

Una scommessa, fatta con la speranza concreta di vedere trasformare un’idea un po’ ambiziosa in sogno. Mano a mano che il tempo passava il sogno è diventato un sognetto con tanto di progetto nella ventiquattrore, per essere portato in giro in cerca di consensi.

Se raccontassi tutto, oh mamma, non basterebbero giorni! Continua a leggere “GRAZIE”

Pensieri e svolazzi su Leggere non è peccato

pensieroQuesto post è per voi. 

Voi che avete letto il nostro gioco-meme, che lo avete apprezzato, capito e fatto vostro.

Grazie. 

Grazie perché concordare sullo stesso concetto spesso non è facile. Abbiamo tutti la nostra idea filo-politica, filo-culturale, conduciamo vite parallele dove rischiamo spesso di apparire Dottor Jekyll e Mr Hyde, mentre crediamo di essere in realtà lineari. Abbiamo gusti diversi su cibo, religione, aspetto fisico, amori, ideali…

Però una cosa ci lega. 

L’amore per la lettura. 

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Al mare non fate come me

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Estate, vivendo in Liguria, significa anche mare. Anche, non solo.

Ma se per caso andate al mare, un consiglio solo, non fate come me.

Esco di casa poco convinta, solo che fa caldo, dentro e fuori e l’unica soluzione diversa dal migrare in un centro commerciale dotato di aria condizionata, resta il mare.

Mi tuffo nel traffico, preciso come un orologio svizzero mi attende, qualunque ora decida di oltrepassare la città. Ormai siamo amici.

Lotto per il parcheggio, una sorta di miraggio, non so bene perché abbiano deciso di potare gli alberi e rifare l’acquedotto proprio a ridosso delle spiagge, ma di fatto, qui funziona così, ed alla fine mi arrendo e cedo ad una salutare camminata scegliendo la spiaggia che in assoluto rientri nei gusti di preferenza, miei e dei bambini (dove in realtà sono gli amichetti inseparabili).

Il momento clou, comunque, arriva ora. Trovare lo spazio giusto per sistemare l’asciugamanoDi buchi a disposizione ce ne sono davvero pochi. O mi affretto o rischio di restare in piedi. Flotte di bambini urlanti ovunque, compresi i miei, sembrano dirmi che il primo buco va sicuramente bene. Li accontento. Continua a leggere “Al mare non fate come me”

La rivincita della casalinga

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Ci ho pensato parecchio su, e alla fine, ho deciso che  questa categoria merita  proprio di salire alle stelle.

Stelle? Di solito si misura con le stelle il grado di apprezzamento di un articolo, sistema empirico di facile risoluzione per chi non ama commentare, ma giusto al volo lasciare un moderno “mi piace” da social network.

Quindi se alla fine la stella se la sarà meritata la casalinga in rivincita, ringrazierà.

Di lei ho già parlato (nel racconto la casalinga imperfetta) e quello di aspetto l’ho sottolineato, ora al contrario vorrei parlare del suo opposto.

La gemella emergente. 

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