E se davvero fossimo antenne?

E se davvero fossimo

Doveroso dedicare spazio, tempo, fantasia ed impegno ad altro dopo che i fatti tragici di un mondo in lotta hanno e fanno parlare tanto di tristi eventi senza darsi tregua.

Oggi infatti voglio soffermarmi su quella parte bella, insperata e nascosta che tutti abbiamo, ma raramente vediamo.

Amo definire l’impalpabile come un soffio fatto di magia. Non per levarmi da tante definizioni particolari, ma proprio per rendere omaggio alla mancanza di classificazione che ancora detiene e lascia cadere nella bellissima sensazione che la magia esista.

Accade a tutti, una volta almeno nella vita, di essere talmente in sintonia con una persona da riuscire a capire il suo pensiero anche senza parlargli. Non è proprio come leggergli nella mente, ma ci si avvicina molto. E di stare per telefonare e trovarsi anticipato? Sintonia, coincidenza.

Io preferisco vederci la magia.

La magia fatta dalla posizione contemporanea nell’asse universale.

Una di quelle situazioni astrologiche che permettono di inviare un segnale alle stelle, farselo decriptare, e nonostante il sole cocente vedersi recapitare la soluzione senza nessuna fatica. E questo perché, ricordiamocelo, siamo motore dell’universo in quanto energia pensante.

Conoscete il tema delle forme pensiero immagino. Nel caso non foste informati vi riassumo brevemente di cosa si tratta.

Secondo un articolo di fisica quantistica: Il pensiero produce onde vibrazionali in grado di creare strutture energetiche chiamate forme-pensiero. L’attività del pensiero produce due effetti principali: prima di tutto vengono prodotte delle vibrazioni nel corpo mentale dell’uomo, le quali irradiano “onde” nello spazio circostante; e poi se il pensiero è sufficientemente forte e definito, si viene a creare una struttura energetica, chiamata “forma-pensiero”, che risulta tanto più potente e resistente, quanto più forte è stato il pensiero che l’ha generata. (…)”

Ecco noi siamo anche quello, mica solo cellulite, colesterolo, muscoli tonici e sciatalgie in attesa.

Siamo in parti uguali, anima e corpo.

Solo che il corpo orde di medici e sedicenti luminari lo hanno sezionato e studiato per svelarcene i segreti (anche se moltissimo resta ancora misterioso). Per l’anima si sono presi la briga in diversi di capirci qualche cosa, lasciando nebulose grige a dissolversi in lontananza. Ecco svelata l’ignoranza e l’incapacità di affrontare il discorso.

Nel percorso storico un po’ si sono interrogati poeti e sognatori, antropologi e religiosi, filosofi e psicologi, ma diciamocela tutti, ognuno ha dato la sua opinione, nulla più. Nel tempo poi si sono create sette, correnti di pensiero ed addirittura scienziati hanno tentato di pesare l’anima.

Sapete come? Pesando il corpo prima e dopo il decesso. (A tal proposito vi lascio il link di ciò che blatero. Il peso dell’anima , Pesare e fotografare l’anima. Ne parla anche Dan Brown nel suo libro “Il simbolo perduto”, stimolando la fantasia del lettore. )

Pochissimi grammi (“21  grammi” come quelli citati da Fedez nella canzone omonima), infatti nessuno aveva mai pensato si trattasse di un vistoso cappotto. Ma si tratta di racconti pseudo scientifici da cui ci si allontana per non venire additati come “matti” o creduloni o si abbraccia volendo a tutti i costi far parte di una nicchia convinta di qualche cosa. Fatto sta, che ci vuol credere ci creda e nulla più.

Io che l’anima esistesse non avevo dubbi, un po’ come per il cuore. Anche senza vedere nessuno dei due, li sento. Caspita se li sento. Perché il dolore, la gioia, la paura, l’ansia … li riconosco toccare le due diverse superfici del mio essere umano, scavandosi la strada più consona.

Il corpo, in sostanza, sente stanchezza fisica, energia zuccherina, influsso stellare, mentre l’anima si carica di emozioni, saziandosene a crepapelle.

Nelle varie ricerche in cui mi sono infilata, intervallate da letture curiose e molto interessanti, ho scoperto questa bellissima definizione.

“Siamo antenne”

Riceviamo segnali. L’antenna è nella nostra testa, quindi essendo in alto, il segnale arriva da oltre il cielo che percepiamo come confine. Superiamo la barriera di nominare a tutti i costi un Dio, questa volta si parla di universo, un concetto globale che raccoglie il merito della nostra esistenza. Mi piace l’idea di essere tante antenne che spediscono messaggi in giro per l’etere restando più o meno in attesa di una risposta. Per la legge del contrappasso, sappiate, pare che le risposte siano direttamente proporzionali all’intensità dell’invio. Per mia personale esperienza, pare che se invii un desiderio puro, non < voglio tanto un anello di diamanti>, quello torna esaudito. Qui si parla di emozioni e sentimenti, di impalpabili presenze capaci di smuovere dubbi e dare finalmente certezze.

Per tornare al nostro argomento iniziale, la certezza di percepire amore, ad esempio. Un amore che sta sulla stessa onda emotiva dei due innamorati, che fa emozionare distribuendo felicità in ogni cellula del corpo ed oltre, nell’aria circostante. Perché le particelle di cui si compone sono volatili, facilmente volatilizzabili se non si è nel preciso istante a captarne l’arrivo.

Ora pare io parli di aria fritta, come un guru della disciplina vattelapesca, che vuole a tutti i costi insegnare agli altri a vivere, che ha il segreto della felicità in tasca e fa sentire chi non lo assimila inferiore. Mica vero.

Però questo argomento mi interessa parecchio.Mi stuzzica. Mi intriga e sì mi fa partire per la tangente.

Ora farò un paragone strano, ma pensate alle persone con il sorriso stampato piene di fede nella propria idea, sia essa religiosa o scientifica di aver “capito”.

Avete presente?

Quell’atteggiamento che fa sentire a disagio perché lontani dalla stessa lunghezza d’onda. Si tratta di forma pensiero all’ennesima potenza, di fiducia smisurata nella scoperta che il proprio intelletto ha avuto. Se capita di avvicinarle si avverte la medesima scintilla. Per un istante si entra nella sfera emotiva altrui percependo l’energia che ne porta.

Siamo nell’ambito della fisica quantistica con nomi tipo “vibrazioni”, mondo “eterico”,  con spiegazioni facilmente assimilabili di “meglio se il pensiero positivo è di massa che singolo”, o gli effetti sul mondo circostante.

Di fatto siamo tornati alla strana sensazione di cui parlavo all’inizio,  pari alla magia, inspiegabile, che non segue regole conosciute e piroetta dentro all’universo e ce ne fa prendere in mano un filo. Per un istante si resta legati al palloncino carico di elio in grado di trasportare in alto dove non esiste il peso del corpo, né le costrizioni materiali e si vola percependo l’infinita leggerezza del pensiero, delle affinità del potere delle emozioni.

Vi invito a provarlo, una volta almeno. 

Diventate antenne. Lanciate alto il messaggio. Se positivo e costruttivo, meglio. Chi è in attesa con la stessa speranza potrebbe anche sorprendervi. E non smettete mai di sognare. Soprattutto in quest’epoca fatta di sogni spezzati, creiamone di nuovi dalla forza insospettabile. 

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5 pensieri su “E se davvero fossimo antenne?

  1. Pingback: E se davvero fossimo antenne? – svolazzi e scritture

  2. Letto Il simbolo perduto di Dan Brown, che ritengo uno dei suoi migliori libri (il secondo direi Inferno, ambientato anche a Venezia). In quel libro riprende proprio quel che tu dici, l’essere umano come antenna, parlando della noetica, scienza che studia la forza della mente che plasma la materia.
    Molto banalmente, preferiamo la compagnia di persone solari e positive o quella di persone lamentose e pessimiste?

    Liked by 1 persona

    1. Anche io sono una seguace di Dan Brown, di cui ho tutti i libri, e mi fa piacere condividere il giudizio su questo libro molto interessante. 😀
      Per rispondere alla tua domanda, credo che inconsapevolmente si preferisca la compagnia di persone positive, però se lo sono troppo le si considera come sbruffone, esagerate e poco vere. Altrettanto pesanti delle opposte. Quindi si tende a equilibrare con quelle nella “norma”, più concrete.
      Credo sia molto difficile mantenere un atteggiamento costante sia un senso che nell’altro, ma certamente l’attitudine personale di essere positivi o negativi emerge e fa la differenza nei rapporti e nelle frequentazioni.
      Io personalmente mi sforzo di essere positiva, di condizionare gli eventi e non farmi condizionare, sfruttando quella carica di ottimismo che mi sveglia la mattina. In quei giorni riesco a travolgere chi mi sta vicino, ma 😓 non è sempre così! Appena trovo la ricetta, giuro la spargo in giro!!!!

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