Ho pensato con saggezza e ricomincio da me

Fotolia_61026517_Subscription_XXL-e1412320085281.jpg

L’ho pensato tante volte, alcune l’ho addirittura fatto.

Stavolta però ho deciso.

Ricomincio. E ricomincio da me.

Perché di lezioni ne ho imparate tante, in questi anni. Di corse, scoperte, amarezze…e le morali mi hanno sempre lasciato l’impronta addosso come i tatuaggi che non ho. Ma che male fanno certe lezioni. Indelebili anche loro.

Così ho deciso che per ricominciare tanto vale farlo per bene, resettando tutto. Parametri, ricordi, quel che ero e quel che sono. Perché ogni volta è più chiaro chi voglio diventare, chi lo specchio deve proiettare.

Il tempo stringe alle volte mi dico. Altre invece mi lascio cullare dall’ozio che di tempo in definitiva ne ho quanto voglio.

Si sa che i salti umorali femminili sono fatti di ormoni, stagioni, lune e profumo di sugo che ribolle con il pane che cuoce dorato in forno.

Anche se nessuna donna è simile ad un’altra.

Allora resetto, tenendo solo le cose importanti.

Ripenso al batuffolo che è uscito urlante dal mio corpo, che mi ha posseduto per anni pretendendo tutte le attenzioni possibili, spossandomi fino al collasso nervoso. Perché un figlio è totalizzante. Due annientano. Poi ricordo i loro sorrisi sdentati, le manine paffute a tirarsi su da sole dal pavimento per calpestare fieramente una terra sicura. Ricordo che quello ha cancellato tutto e di colpo il tempo è volato per arrivare ad oggi dove vedo due individui che cercano in me la morale ed il consiglio, dopo aver sperimentato sulla pelle la vita.

Stringo forte le mani e mi concentro su chi voglio essere. Un esempio.

Ricominciare da me, vuol essere la partenza per vivere leggera il dono di questa avventura.

La forza si trova lì, in quella soglia vicina alla disperazione di vedere svanire tutto, di non afferrare in tempo l’ultima occasione. E’ sempre stata là. Solo senza acqua, come una pianta assetata, si è addormentata per risparmiare energie.

Si trova dentro scavando un po’.

Così ragionando e scavando mi sono detta: se sai quello che vuoi, cambia per essere chi vuoi essere.

Ho guardato chi sono, scelto di accettarlo, dato la mano allo strano miscuglio di donna bambina e deciso che forse tanto valeva conoscerla meglio.

Già.

E alla fine, smettendo di guardare solo la superficie, ho scoperto che parlava, parlava…aveva progetti, desideri, voglie…tanta energia da far uscire. Le mancava solo l’occasione.

L’occasione va coltivata, forse cercata, chiesta, agognata. Va impressa in mente.

Il bivio intrapreso per rompere lo schema, per imparare a conoscersi, anche se per ognuno è diverso porta sempre là: all’amore.

L’amore è un nutrimento per l’anima. Quello che il cibo è per il corpo, l’amore è per l’anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l’anima diventa debole.

L’amore ti dà la capacità di vedere all’interno delle cose, in modo che nessuno possa ingannarti.

Un uomo che ama sé stesso avrà anche rispetto per sé stesso, e un uomo che si ama e si rispetta, rispetterà anche gli altri. Se vivi l’amore, devi condividerlo.” Osho.

Ma forse non c’è nulla più arduo che amarsi. Accettare difetti e riuscire a trasformarli in pregi o comunque punti di forza.

Ricominciare da sé non è facile. Si fa in fretta a demotivarsi incontrando chi ti guarda come a chiedere se per caso il troppo sole ti abbia fatto male, se non cerchi qualcosa che in realtà non c’è.

Per controbattere si tratta di seguire l’istinto, di lasciar parlare il cuore:

  • fare pulizia, con introspezioni e riflessioni;
  • cercare rassicurazioni;
  • non lasciarsi prendere dall’insicurezza per non fare tempeste di bicchieri d’acqua;
  • superare le difficoltà, facendo sempre il cento per cento.

Lo dico perché punto sull’unicità della persona, che sono certa sia da salvaguardare.

Ognuno riesce a far emergere il proprio talento se lavora con metodo su se stesso. Perché dedicare tempo ad una pratica, un lavoro per terzi e non allo stesso modo per sé?!

Ricominciare da sé non elimina nulla agli altri, aggiunge. Migliora.

Scoprire quanta energia trasmetta la felicità che si incamera per raggiunta soddisfazione personale, paga più di mille altre conquiste e traina più del previsto.

Parola di una che ai sogni ci crede…

sogni_lidian neeleman.jpg

6 pensieri su “Ho pensato con saggezza e ricomincio da me

  1. Forse non ti piacerà quel che ti dirò, ma la frase “ricomincio da me” la trovo fuorviante e, forse, addirittura pericolosa.
    Perché ti dico questo? Perché sono convinto che non ci possa essere una vera ripartenza, perché siamo il risultato delle esperienze passate e queste non posso essere spazzate vie come facciamo con una bozza che finisce prima nel cestino e poi cancellata definitivamente. Non si ricomincia mai, si va avanti…che è diverso.
    Andare avanti significa portare con se le cose belle e le cose brutte e imparare a conviverci, a metabolizzarle. Pensare di ricominciare fa nascere una falsa speranza di poter mettere un punto-a-capo proprio nel mezzo di una frase…tanto per fare una metafora “a tema”.

    A presto.

    Liked by 1 persona

    1. Probabilmente è fuorviante, e come dici non corretta, perché di ripartenza si tratta.
      L’intenzione è sì di tener conto di passato, esperienze etc, ma quel nuovo foglio che si decide di scrivere è proprio basato sulla consapevolezza di essere ciò che si è in quel dato momento, anche per il futto degli errori.
      Mi spiego, dal punto di vista di una donna. Per una fase della vita si punta sull’estetica, quella la società ti insegna sia dominante ed ammaliante per catturare uomini, posti di lavoro, occasioni…poi il tempo avanza, la concorrenza di più e i difetti si fanno notevoli. A quel punto è obbligatorio puntare su altro (meglio sarebbe averlo fatto in anticipo) e scavare a fondo per trovare la vera bellezza, quella che fa sorridere anche con i chili in più, che fa apprezzare le occasioni con la certezza che la vita va vissuta profondamente con il cuore. Ripartire da sè è sfruttare le potenzialità non ancora messe a fuoco per distrazione, concedimi la leggerezza di espressione.
      Certo concordo con il fatto che spesso si tratti semplicemente di metabolizzare ed andare avanti, ma io intendevo un passaggio più impegnativo.
      Scoprire il proprio talento.
      E tranquillo il tuo commento invece mi piace molto!

      Liked by 1 persona

      1. Mi piace, scoprire il proprio talento mi piace. Sarà che alla mia età sto ancora cercando di capire quale sia il mio (sempre che ne abbia uno…dato che persone senza talento devono esistere per forza).
        Non scusarti, non hai usato nessuna “leggerezza di espressione”, anzi ho capito meglio il tuo punto di vista. Rimango comunque scettico (questa volta passami tu il termine) perché ho affrontato questa discussione un milione di volte con mia sorella: ogni volta la vedevo alzare l’asticella della sua “rivincita” ed ogni volta la vedevo perdere davanti alla montagna che voleva scalare, una montagna che si era auto-imposta…
        Ovviamente la tua situazione è diversa, tu non sei mia sorella, e forse abbiamo in testa contesti ed elementi diversi e, in fin dei conti, stiamo parlando di nulla e di tutto giusto per il piacere di filosofeggiare…

        A presto.

        Liked by 1 persona

  2. Tua sorella è una donna, ed appartiene alla categoria più “difficile” del mondo…siamo esseri complicati.
    Spesso diciamo una cosa perché la crediamo fortemente vera, ma nello stesso istante la vediamo perdere di valore davanti a paure invisibili agli altri. L’insicurezza per alcuni è innata, nonostante gli sforzi ci si ricade sempre. Anche sbagliare gli obiettivi esagerando!
    Per il talento sono certa che ognuno ne abbia: capacità di comprensione, di accendere gli animi, aiutare, curare…ecco non per forza cantare, suonare, ballare, recitare…
    Per esperienza posso dirti che spesso dopo i momenti difficili, si scava meglio, ci si conosce più da vicino e salta agli occhi quel particolare sfuggevole. Il problema è averlo il tempo di fare questo percorso, spesso le “grane”quotidiane non lasciano lo spazio per lavorare su di sé, facendo rimandare costantemente con il rischio dell’infelicità latente.
    Alcuni studi sono propensi a pensare che le malattie siano proprio questo. La voce del corpo che dice basta a situazioni pesanti che ferma il tempo per fare luce su dove e come andarsi incontro. Trovare il proprio talento è parlare lo stesso linguaggio, capire cosa ci sta davvero a cuore e tirarlo fuori.
    Un lavorone!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...