Una risata ci sta

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La vita spesso l’ho sentita dipingere di sfumature interessanti. Per questo mi continua ad affascinare.

E’ per tutti in salita, una salita impervia, ma nonostante questo ognuno ne vede una diversa faccia.

C’è l’ottimista che si diverte a far innervosire il realista, trovando bello anche un asparago selvatico. Il realista che si diverte a disfare ogni opinione positiva del suo avversario e dice che l’asparago è solo buono lessato ed avvolto con il prosciutto e l’uovo sopra. Il pessimista che peste lo colga vuol sempre avere ragione, peggio per lui, ma l’asparago lo detesta e non sa che si perde nel risotto. (Ohi, avete capito spero che l’asparago è la metafora con quel che più vi aggrada! Forse il fico d’india era più idoneo, lasciando meno dubbi, ma ormai ho scritto asparago.)

C’è quella storia del bicchiere mezzo pieno che da sempre mi fa impazzire.

Però è lì che sta il Tutto.

Di fatto questo “Signor Tutto” è davanti ai nostri occhi, intendo la realtà.

Bella, brutta, molto bella, molto brutta.

Poi c’è chi ne sa approfittare, chi decide di piangersi addosso, chi si guarda intorno, chi alla fine fa di testa sua.

Ad esempio, e di esempi giuro ne potrei fare migliaia, no di più, se provate a cliccare sul motore di ricerca a voi piacente la semplicissima parola destino, troverete il “Signor Tutto” ed il suo “Contrario”.

Ora seguitemi nel mio esempio.

Ecco entrambi hanno ragione, ma bene o male dicono la stessa cosa. Insomma il destino ti trova, ti scova e ti imbroda.

Poi un’inversione di pensiero.

E qui non si tratta del Signor Nessuno che parla, ma di Ignazio Silone  considerato non a sproposito un intellettuale. Dice esattamente il suo contrario: troppo facile arrendersi al destino dandogli la colpa, smettendo di lottare. Troppo facile.

Un po’ sarei propensa anche io a pensarlo, perché insomma, se è vero che parte del destino ce lo facciamo da noi con le scelte ai vari bivi, di questo va tenuto conto.

E in soccorso arriva un filosofo francese Jacques Monod con il suo semplice e logico ” Il destino viene scritto nel momento in cui si compie, mai prima.”  Di nuovo artefici della propria sorte.

Di esempi ne ho fatti a sufficienza per dire che ogni cosa letta e pensata trova i suoi fans, delle tre categorie iniziali.

Nella vita di tutti i giorni però è anche vero che gli avvenimenti tentano di farci cambiare idea. Spesso le brutte notizie tirano fuori quel pessimista che odia gli asparagi e metterebbe al bando tutti i vegetali. Poi lentamente si fa strada quel saggio del realista che soppesa realtà e fantasia limando le parti in eccedenza e tirando le somme. Alla fine arriva l’ottimista che per sopravvivere a tutti i costi, lo vuole trovare un lato positivo. Non accade? Sempre possibile alzare il telefono e chiedere ad un amico-a il sostegno per farsi una risata.

Forse non tutti lo sanno, ma quella sì che allunga la vita, ossigena il cervello e sistema le cose. E già mentre corruga il volto per poi distendere i muscoli della pancia, mette in moto tanti di quei benefici che l’elenco diventa noioso. Ne cito solo alcuni, sperando di far venire voglia:

  • è un economico antidepressivo;
  • rafforza il sistema immunitario;
  • rallenta arteriosclerosi e problemi cardiaci;
  • migliora le funzioni respiratorie;
  • soddisfa l’autostima e le relazioni interpersonali.

Aggiungo a mia discrezione che scarica, deterge e rilassa. Quindi checchè se ne pensi della vita, delle sue sfumature, delle salite e delle prove, delle ricerche su cosa sia il destino ed ogni parola digitata su internet, quando si cede alla risata non si sbaglia mai.

Ora che vi ho dato di che riflettere per i giorni a venire, vorrei tanto essere una mosca per vedere se almeno il naso si è arricciato. No?

Un giorno arriva in Paradiso un signore allegro che fa amicizia con tutti, fino a quando vede un signore infreddolito e gli chiede: “Ciao, tu di che cosa sei morto?” risponde quello: “Io sono morto congelato, e tu di che cosa sei morto?” risponde l’altro: “Eh, sapessi!!” e quello “Come sei morto?” e lui: “Sono morto di gioia!” e l’altro “Come sei morto di gioia? Spiegati meglio” e lui “Sono tornato a casa dal lavoro e ho trovato mia moglie nuda sul letto, allora ho cominciato a cercare l’amante. Ho cercato sotto il letto, in bagno, in cucina, negli armadi e non ho trovato niente, allora sono morto di gioia!” Risponde l’altro: “Pirla, se aprivi il congelatore a quest’ora eravamo vivi tutti e due!!!”

Ora va meglio?

Quindi risata sia, come medicina ai dubbi in arrivo, in attesa ed in coda, perché mica crederete di essere soli a non sapere come uscirne fuori? Però nel dubbio una risata, di quelle sane ci sta!

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2 pensieri su “Una risata ci sta

  1. bella la citazione della tua insegnante, infatti so che esiste proprio lo yoga della risata. Non è forse la migliore terapia per stemperare le tensioni, anche e soprattutto con i bambini? Provare per credere hai ragione.

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