L’amore è…

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Oggi me ne esco così, con un tema di quelli sdolcinati, abusati e ritriti.

Sarà che gli eventi degli ultimi giorni mi hanno ferito, in quanto donna. Si è fatto un gran parlare di tante cose, e quasi l’amore ha perso il suo perché, allora mi sono chiesta se non fosse il caso di restituirgli la seduta sulla poltrona in velluto. Sì, esatto quella comoda e bella che fa bene all’anima ed al corpo.

Allora mettetevi comodi e ditemi se l’amore è…

Amare ha fatto rima con tante di quelle frasi che ormai tutto è diventato scontato. In realtà, come per tanti altri argomenti ci si potrebbe dibattere sopra per mesi, anni in simposi, convegni o chiacchierate tra amiche che mai se ne verrebbe a capo.

La colpa la darei agli esseri umani che tendono a classificare un sentimento astratto con conseguenze reali, in casellari troppo ristretti. Nel momento stesso in cui si prova ad iniziare la frase con quel “l’amore è”, che tanto mi ricorda le figurine dei due bimbi lentigginosi nudi dei miei tempi di gioventù, già si corre il rischio di aver sprecato fiato.

Ve li ricordate?

Perché? Perché l’amore è tutto ed il suo contrario.

Troppo facile? Non direi.

L’amore è nei suoi aspetti positivi una sequenza senza fine di bellissime espressioni, quali: felicità, appagamento, libertà, piacere, elevazione, sublimazione e non scherzo potrei continuare con tutto il vocabolario.

Ma l’amore è anche nelle sue sfumature nere tutto l’opposto: tristezza, amarezza, delusione, prigionia, dolore.

Eppure è sempre lo stesso.

Quel sentimento astratto non comandato che fa battere il cuore, dirige i pensieri e muove le speranze, in un girotondo senza freni di emozioni adrenaliniche tumultuose come il mare preferito dai surfisti.

Non correrò il rischio di avventurarmi nel dire che quindi l’amore è… ben sapendo che lo sarà solo per un istante, per una persona, trasformandosi immediatamente nel suo gemello, sosia, fratello, dal volto mascherato.

Ecco mi sorge il paragone adatto, l’antagonista di Batman, Due facce.

E come nel dualismo perfetto del cosmo, che ci insegna il simbolo dello yin e dello yang, in lui convivono bene entrambe le nature, quella passionale e viva dei lati positivi e quella tetra e pericolosa del lato autodistruttivo.

Non si tratta forse del maggiore veleno per l’anima e della pozione per la felicità?

Nella mia ricerca di un passo avanti al suo riguardo, sono partita da molto distante, legandomi ai miti storici per venire ai tempi nostri, scoprendo che sempre l’uomo è caduto nel suo tranello alla ricerca del solo volto benefico. Succube di quella sensazione tanto appagante che lo rende desideroso di averne in quantità continua, come se fosse acqua.

Ecco non posso fare a meno di ricordare le frasi di un tempo, quelle tramandate dai vecchi, ormai scomparsi, che parevano più sereni nei riguardi dell’amore. Era solita mia nonna ripetermi che, “l’amore non è amore se non è litigarello, basta trovarlo un equilibrio, solo che chi più intelligente è prima lo trova”. Lei sibillina, ha vissuto il resto della sua vita nel ricordo di un amore che anno dopo anno diventava sempre più perfetto, merito e causa la perdita fisica del marito, e tentava di dirmi che non esisteva l’amore perfetto, da favola dove si visse felici e contenti. Tentava a suo modo di spiegarmi che il tempo non è noto, e se l’amore si incontra lo si vive, senza domande, senza pensieri, perché è mutevole come un arcobaleno. Appare, e scompare.

E senza pensare oltre vi consiglio di farlo, mettetelo in pratica questo consiglio.

L’amore è viverlo ogni giorno come se fosse il primo, senza inizio né fine, perché non è lui a consumarsi. Ma noi.

Non volevo cadere però nei consigli, solo dissertare un po’.

L’amore visto da un uomo e da una donna. Ecco, mi piace pensare a questo. Per quando io ne conosca a fondo solo un lato, il mio. Di certo nella testa di un uomo, per quanto tenti non mi riesce di entrarci. Quindi non mi avventuro troppo a ritagliarne contorni.

Da donna, ammetto che l’amore risiede al primo posto. E’ quella sensazione appagante in cui cerchi di addormentarti la notte nella speranza di averlo trovato e non si tratti di un abbaglio. Perché impari presto che si confonde con altro e rischi di diventarne schiava cercandolo dove non è.

L’amore lo sogni, lo immagini, lo idealizzi, lo interpreti e scopri che nessuno te lo sa insegnare. Continui a impararlo a spese tue. Ti ferisce, ti segna, ti cura, ti culla, ti indurisce, in un crescendo che somiglia ad un concerto di quelli ricchi, di archi stridenti. E sei a cercare sia dolce, quando quello sai che dolce non è.

L’amore per una donna, spesso fa rima con molto altro, contraddizione, amarezza, paura, bisogno, fragilità. Spesso. Mostrando la sua faccia più dura.

Se non ci fossero state le favole, montate a regola d’arte, un po’ limate per l’esigenza commerciale e cinematografica a farci credere che basta il vestito bianco, il principe azzurrato, il contorno con quelle tre caratteristiche indispensabili ad essere finalmente felici. Se ci avessero invece mostrato alla Bridget Jones che i chili di troppo falsano i nostri contorni, che i difetti nascondono bene le reali attitudini, che l’amore è duramente da conquistare, perseguire ed assecondare. Se avessimo più vite per evitare gli sbagli, riprendere da dove abbiamo interrotto, dubbiose e far meglio, far peggio, provare, senza portare sulla pelle cicatrici tanto profonde.

Se l’amore fosse davvero uno sciroppo da aggiungere al bicchiere d’acqua che beviamo ogni giorno, per addolcire lo sgomento di quello che non funziona, di specchi che non corrispondono, occhi che non vedono, orecchie che non sentono, parole che non escono.

E se invece l’amore fosse una piantina da bagnare con i raggi di speranza che ci fanno dire “io questa gara non la perdo? Ci metto tutta me stessa e me ne frego delle conseguenze?”.

Perché sinceramente se tiri il freno a mano, è come quando sulla neve la macchina comincia a girare su se stessa, ti vengono a trovare mille timori di aver sbagliato tutto. Ti fermi, non riparti, poi senti freddo ti lasci portare via dalle paure e … ti freghi. Da sola.

Allora conviene avventurarsi e provare l’ebbrezza che ti da lasciarti libera. Libera di provare. Libera di sciogliere i tuoi tabù, anche nel rischio di incontrare l’ottusa incapacità di capire. Può far male. Ma se un sesto senso lo hai, da donna, sai che ne vale altrettanto la pena.

L’amore in questo è crescita. Perché ogni volta che lo provi è come se ne strappassi un pezzetto per farlo diventare tuo, parte di te, della tua carne, della tua pelle. Così resta tatuato dentro con il suo odore inconfondibile e ti aiuta a riconoscerlo ogni volta che lo incontri anche per caso, per strada, negli angoli della tua vita.

L’amore da uomo, non lo so. Lo leggo negli occhi del mio compagno, e lo trovo così turbinoso. Perché un uomo non si confida facile. Non si lascia andare. L’uomo reprime, ostacola, pretende, scambia. Eppure, ne sono certa, ne è alla ricerca anche lui.

Di tante cose scoperte, una è più in alto di altre.

L’amore è uno scrigno, ben chiuso, ben custodito. La chiave, le chiavi sparse nei posti e nei momenti più impensati.

Ecco, è solo questione di esserci, presenti, con il cuore, al momento giusto.

Pronti e poi che amore sia.

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Un pensiero su “L’amore è…

  1. L’amore è anche rimettersi in discussione giorno dopo giorno, non dare mai nulla per scontato. L’amore non ha età, va oltre i tabù della religione, della società, a volte non ha sesso. Amore di coppia, amore filiale, per la natura, per l’universo. L’amore è….. semplicemente Amore!

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