Tra i lunedì, anche quello dello scrittore.

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E’ lunedì, un nuovo lunedì di un mese in finale, di un anno bisestile, che si avvia verso la sua metà.

E’ un lunedì come tanti, come molti, come tutti.

Perché il lunedì ha il suo ruolo importante nella vita dei giorni della settimana. La apre, la decide, se ne porta il peso e soprattutto diventa rischiosamente capo di come andrà il resto dei sei giorni a venire.

Povero lunedì stropicciato dopo una domenica di riposo, di avventura, di lavoro, alla mercé di speranze inattese, di sogni non realizzati, di delusioni cocenti.

Questo lunedì lo vorrei diverso sulla scia del “tutto è possibile, basta crederlo e volerlo, fortemente”.

Siamo o non siamo nella giusta direzione? Dopotutto studi moderni evidenziano la corrispondenza tra il pensiero positivo e la capacità di modificare le piccole cellule viventi nel nostro corpo.

No, no non invento nulla. Tutto vero.

Chi pensa alle solite innovazione delle terapie olistiche si sbaglia, qui è proprio la scienza a chiarire il nesso tra uno stile di vita sano, un pensiero motivante ed equilibrante ed il benessere psicofisico di corpo, mente ed anima. Così i dissacratori delle terapie olistiche vivono in pace e rischiano di poterli emulare.

Fosse solo facile.

Già fosse facile, riuscire, nonostante le avversità delle giornate, a trovare pensieri motivanti, equilibranti, riuscire a mantenere lo stile di vita sano consigliato, non cedere alle cattive abitudini e far defluire la parte migliore di sé.

Invece si lotta per entrare primi in bagno, per il parcheggio, si corre in eterno ritardo, si bisticcia per il troppo sale, per il sole fastidioso, per cambiare canale, ci si rode per l’odiato lavoro, per il colore dei capelli. Esaurisco l’elenco evitando di tirare in ballo troppi esempi. Qui già mi pare ci si riconosca gran parte di chi legge.

Dopotutto è la vita.

Ci rende insoddisfatti.

Ci abitua bene con le favole, le pubblicità, i falsi miti, le illusioni. Ci instilla la curiosa certezza di meritare tutto. L’amore con il principe azzurro (peccato che le monarchie siano in numero esiguo per la percentuale di principesse alla ricerca), la possibilità di dimagrire all’istante, di incontrare sul pianerottolo l’uomo-donna della nostra vita, di possedere la macchina figa, il vestito dell’anno e diventare di colpo felici.

Felici e soddisfatti.

Perché è di questo che si compone il lunedì.

Trovare la certezza di cui fasciarsi la testa.

Nel giro sul pullman per andare a scuola ed affrontare le lezioni, nel traffico intasato per incontrare i colleghi al turno in fabbrica, nelle solite pantomime di “mi raccomando” che precedono ogni avvenimento a cui andrai incontro. E quelle arrivano direttamente dalla sala comando che il cervello lancia come monito pre-stereotipato, frutto di anni di retaggio scolastico e famigliare. E finisci con il non apprezzare più nulla di quello che ti aspetta. Già consapevole che se piove ti bagnerai.

Insomma il lunedì si porta un bel carico davvero.

Se ti metti in testa di farlo diventare un buon mulo da tiro, arrivi a quello dopo soddisfatto e stanco, se scegli vesta meglio i panni da struzzo, con la testa amabilmente sotto la sabbia, sei certo sarà un noioso déjà vu.

Ma il lunedì dello scrittore, vi siete mai chiesti com’è?

E’ già!

Mica un lunedì come gli altri. Perché lo scrittore è una categoria completamente a sé.

Certo non voglio dire che ogni scrittore sia simile ad un altro. Voglio solo dire che la medesima passione, perché sia il “giorno buono”, li accomuna.

Se il lunedì verrà la giusta idea per terminare il romanzo, allora sì che sarà una settimana come si deve.

Se nascerà l’idea da best seller, ecco non serve dire altro. Più ancora di vincere alla lotteria.

Se squillando il campanello il personaggio mancante si delineasse con le caratteristiche indispensabili per colmare quel buco insanabile…

Lo scrittore, sappiatelo, è vittima di sé stesso. Vittima di quella luce che non arriva per fare breccia nelle nuvole dei pensieri triti, nelle righe già scritte da altri, nei concetti sviluppati nel libro appena letto…Vittima di una idea che tarda ad arrivare o di quella che invece, dopo molto soffrire, non pare incuriosire né piacere a nessuno.

Perché lo scrittore è un sognatore, che vuole a tutti i costi dimostrare al mondo intero di avere smalto, di avere un oceano di parole meravigliosamente musicali pronte a diventare concerto e le vuole mostrare al mondo intero per una standing ovation.

Ma come la gazzella ed il leone nella savana, ogni lunedì si sveglia e si domanda: mamma mia, ed oggi che lunedì sarà ?!

Poi si mette al computer ed inizia a scalfire la superficie delle sue idee, infrange i tabù, si immerge nelle gincane delle pagine che diventano capitoli, nei protagonisti che chiama per nome e conosce da quando hanno emesso il primo vagito.

Dimentica tutto.

Il mondo, il suo moto perenne, il trascorrere delle ore, il telefono silenziato che continua a suonare, la bolletta scaduta che sta aspettando di venire saldata, la cena da preparare ed i tre invitati che stanno per arrivare.

Perché nel frattempo è arrivata lei.

L’amica.

L’ispirazione.

Ed è un buon lunedì!

Banaudi Nadia

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