Tendente al giallo, un po’ arancio.

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Sono di carattere tendente al giallo, un po’ arancio.

Un colore che adoro di cui ho dipinto anche le pareti di casa.

Ricordo quei giorni…i bimbi andavano entrambi all’asilo, nonna stava lasciandomi ed io soffrivo moltissimo. Poi come trascinata da quella che nessuno ha mai identificato con un nome, ho sentito una spinta violenta a reagire e preso in mano colori e pennelli trasformando anonimi muri bianchi con colori vivaci e diversi. Così mi sono ritrovata ad osservare il sole dentro la mia cucina, un sole che avevo dentro e nulla e nessuno avrebbe mai potuto spegnere.

Poi ho pianto, liberando i pensieri difficili di chi si accinge a salutare una persona cara. Al ritorno ho dipinto farfalle sui muri, bellissime e coloratissime farfalle che ancora oggi mi guardano volando oltre le dimensioni reali.

So per certo che tutto può avere molti nomi, so che ognuno dentro scavando trova le spiegazioni che vuole anche rischiando di apparite strano. Però non è facile opporsi a certe spinte.

Nonostante alcuni colori abbiano scelto di venirmi a colorare la vita, sono tornata ad essere tendente al giallo, un po’ arancione perché decisamente sì, mi piacciono davvero tanto. E quando ho terminato di assemblare i cinque racconti per farne “Vita e riavVita”, mi sono detta che altri colori non poteva avere. E’ di nuovo con questa spinta che è nata la copertina.

Vi siete accorti che lo sfondo è una mela vista attraverso una bolla di sapone? E lo sapete come è nata?

Ascoltavo la musica, Adele, lei cantava ed io a squarciagola tentavo di starle dietro, la casa ci proteggeva dalle critiche musicali, nessuno poteva darci giudizi e se questa non è libertà! In testa mi frullava la necessità di dare un viso al libro, la sua faccia dopotutto la conoscevo soltanto io. Così tra farfalle in volo statico, colori e musica ho vagato per le stanze alla ricerca di una illuminazione.

E’ stato il cestino della frutta ad attrarmi, bello colorato e vivace.

Come tutte le illuminazioni ti entrano dentro finendo con il diventare un tarlo. Così ho appeso un mio orecchino di Trilli, la minuscola fatina che tanto ho adorato nei cartoni che riempivano i pomeriggi con i miei figli. Mi sono detta che di polvere magica ne ha bisogno il mondo e ne avevo tanto bisogno io.

Quella mela, che ora nel filtro di un meccanismo fotografico intrappola un personaggio fantastico, continua a comparire in ogni post, in ogni invito, e presto sarà il mio alter ego sui comodini di chi leggerà “Vita e riavVita” appena uscirà in pubblicazione.

Trasmette il suo ed il mio colore tendente al giallo ed un po’ arancione, con tutte le sfumature di cui una donna è dotata. Perché vada come vada il sole si ha dentro!

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3 pensieri su “Tendente al giallo, un po’ arancio.

    1. Esatto! Come molti miei racconti, ad esempio la parte finale che si legge nelle anteprime del libro, intitolata “perché una mamma piange” mi è nata all’uscita da un supermercato. Ora sfugge anche a me la linearità del collegamento, ma strampalata io la sono parecchio.

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