La meravigliosa villa Grock

Un angolo bellissimo della città in cui vivo è davvero uscito dalla fantasia di un uomo speciale, tanto da poterlo tranquillamente scambiare per una fiaba, invece della realtà.

A pochi passi dal mare di Imperia, un mare di un azzurro simile al cielo nei giorni più belli, nelle sue prime salite verso le colline, si nasconde una villa famosa tra le fronde di alberi altissimi e giardini incantati. Uscita fuori dalla mente artistica del suo creatore, Adrien Wettach, più noto all’Europa intera come Grock, consacrato Re dei clown a Parigi nei primi anni del ‘900.

Cosa poteva ideare un giocoliere, equilibrista, acrobata, musicista se non una villa dall’aspetto magico, dove i lampioni paiono altrettanti colleghi, intenti a tenere in bilico bocce illuminate, o dove nulla è solo architettura, ma pura poesia?

Solo da una decina di anni le è stata restituita l’antico splendore, con restauri delicati per far risplendere nuovamente le mille e più peculiarità della monumentale costruzione.

Ricordo ancora quando nei tempi di scuola, poco sopra l’istituto magistrale che frequentavo, l’ammiravo con le compagne meditando visite proibite. Era una favola che si tramandava tra noi ragazze, di un fanciullo figlio di orologiaio con l’aspirazione massima di diventare un circense, aspirazione contraria alle idee famigliari, divenuto esattamente chi desiderava essere. Noi ci sentivamo nei suoi panni, vogliose di un futuro tutto nostro, ribelle, incapaci ancora di vederlo, a differenza di lui già così consapevole. E quella casa completamente avvolta da un giardino ricco di flora, ma disabitato, ci chiamava, sollecitando il proibito. Più volte siamo entrate a spiare, con gli occhi pieni di ammirazione. Più volte quei vetri colorati, i muri scrostati ma ricchi di pitture ci hanno incantato. Era solo questione di fantasia per immaginarla viva, nei suoi anni splendenti in cui feste e spettacoli riempivano di suoni tutto il parco.

Sono trascorsi anni, quelli che hanno regalato a me l’età della maturità ed alla Villa modo di venire restaurata, oggi nel pieno desiderio del suo creatore quello spettacolo fatato è più che mai vivo. All’interno tra specchi e giochi magici al passo con i tempi, si ingolosiscono grandi e piccini, sale intere risplendono di luci e colori, dai vetri penetrano raggi solari in grado di compiere mirabolanti evoluzioni. E’ una casa suggestiva dove l’anima del grande Grock, racchiusa nel suo sorriso gigante, corre sulle pareti fino a scendere nel parco, tenendo per mano ogni visitatore, quasi a volergli mostrare la meravigliosa tenuta.

E ti senti come guidare intorno al laghetto, mentre l’acqua riflette il volo dei gabbiani, ed ovunque fioriscono nei giardini boccioli e profumi. Ogni particolare è una precisa intenzione di affascinare ed avvolgere nel sortilegio. Quel patio, quel ponte. Ti verrebbe voglia di tornare bambina per correre e ridere felice perché senti che si è fermato il tempo, che la magia di Grock è viva, in ogni pietra, in ogni scritta della sua meravigliosa villa.

Allora ti soffermi su una delle due fontane e leggi “Per aspera ad astra”, che letteralmente significa attraverso le asperità delle stelle e pensi alle mille contrarietà della vita, a quelle che ha incontrato lui, a quelle di tutti, alle stelle che ci guardano sovrane e ti senti pervaso da un grande senso di accomunanza con il mondo intero.

Lì in un angolo di storia al centro della città e se questa non è magia….

2 pensieri su “La meravigliosa villa Grock

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