Un giardino speciale

Il mondo di internet oggi è quello più interessante ed appetibile, dentro ci viaggiano esperti, provetti, curiosi e tante di quelle categorie da perdere la testa, in una lista infinita. Spesso si nascondono insidie, altre volte belle sorprese, ma di fatto, visto che creato, vissuto e colorato da persone, nulla è mai solo in un modo. Internet ha permesso a storie d’amore di nascere, di colmare silenzi e distanze, di condividere e sperimentare mostrando il suo lato migliore. Di quello peggiore, per tenermene distante preferisco non parlare, tanto chi vuole lo vede da sé. Questa storia nasce proprio per raccontare come a volte, dietro a due tasti digitati, una parola regalata si celi un mondo che pare più un giardino incantato.

Non avrebbe mai potuto crederci se qualcuno glielo avesse raccontato. Tutto merito di un computer, una connessione internet, uno schermo dietro il quale interagire con l’immenso mondo nascosto. Oggetti. Nient’altro che oggetti, ed invece molto di più. Da quando aveva iniziato a prendere confidenza con quel mondo, il resto aveva iniziato a funzionare meglio. Sì, perché anziché annoiarsi a rimettere a posto i soliti centrini, togliere cumuli di polvere e sognare una vita al di fuori di quella finestra, aveva toccato con mano il conforto di una parola gentile, il sorriso di una sconosciuta, ed il buonumore dilagante di una truppa agguerrita di donne creative. Esattamente.

Per sbaglio, uno sbaglio saggio, come quegli inciampi che ti fanno cascare proprio dove non ti saresti altrimenti fermata, era entrata nel sistema di facebook. Sulle prime era stato un tentativo per sentirsi al passo con i tempi, visto che nel mondo l’uso del computer sembrava incontrastabile, diventando poi una sorta di necessità. Mica si poteva restare indietro e guardare ad occhi sgranati chi parlava di tweet, emotion, follower e post, senza sapere di cosa si trattasse. Non a cinquant’anni, non con la scusa “ai miei tempi non esisteva”. E sempre di più l’aveva contagiata quel mondo virtuale, fatto di buongiorno e buonasera con tazzine di caffè fumanti, battute simpatiche e volti ammiccanti al sorriso, diventando una piacevole abitudine a qualunque ora accendesse lo schermo. Notifiche in attesa, saluti pronti a darle il benvenuto, quattro chiacchiere gradevoli da scambiare per far passare il tempo in maniera produttiva. Aveva imparato a riciclare ogni oggetto pronto per il cassonetto, a cucinare addirittura con la lavastoviglie, pulire con detersivi fatti in casa e capito di avere un pizzico di magia nelle mani ridando vita ad antichi tessuti. Uno scambio di curiosi e gratuiti consigli le avevano restituito la voglia di essere utile a sé ed alla famiglia, improvvisando un progetto mai neppure pensato. Giorno dopo giorno aveva modellato il silicone e creato stampi inusuali per i gessetti decorativi da profumare i cassetti, colorato vecchi barattoli, trasformato anonime albanelle in lanterne, riempiendo un’intera stanza di regali pronti. Fino a che, un mattino al risveglio, aveva sentito la pressante voglia di contribuire anche lei a fare del mondo virtuale il suo giardino, creando un gruppo di sole donne, educate, disponibili e serene con il desiderio di insegnare ciò che sapevano fare. Che si trattasse di cucito, cucina o pittura, recupero di mobili, l’uso appropriato dei collanti… purché si trattasse di creatività, era la bene accetta.

E quel gruppo crebbe, aumentando di numero, diventando una famiglia gigante, fatta di persone. Curiose, fantasiose, disperate, sole, felici, innamorate, respinte. Come tante amiche con in comune il vissuto quotidiano di un’esistenza che non risparmia niente e nessuno.

Da quel giorno appena prende in mano la giornata sente chiaro di avere un bellissimo giardino da curare, in cui le erbacce verranno tolte al primo spuntare, i fiori cresceranno vezzeggiati per irrorare profumo ed emozione al primo sole e quando spegne la luce la sera, gli occhi le brillano per l’inspiegabile sensazione di aver seminato amore per raccogliere felicità.

Banaudi Nadia

a tavola in giardino allestimento cornici orologi

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