La magia del vento

Scusate la rima, ma mi è venuta così, legata ad un tempo che stupisce ed inganna, essendone privo e forse condanna. La vita è una prova o forse una farsa, fatta di atti e tanta costanza.

Un giorno, un uomo, decise di partire alla ricerca della soluzione dei suoi tanti perché.

Non andava ad indagare sulla formula della felicità, né a scoprire la prova delle più grandi verità.

Partì, semplicemente stanco di essere preda dello sconforto, nel malcelato triste ghigno che portava sul viso, sostituito ormai allo scomparso sorriso.

Fece i bagagli con l’intenzione di cambiar vita, raccolse indumenti comodi da indossare, portò con sé libri speciali da leggere e sfogliare, ricordi importanti di ciò che lasciava, nella speranza gli tenessero compagnia nei momenti in cui la lontananza si fosse fatta sentire. Salutò vicini, parenti ed amici sostenendo il suo viaggio di buoni motivi.

Percorse il mondo, nei suoi più bui anfratti, lo visitò a piedi consumandolo di passi, osservando ovunque abitudini strane, assaggiò cibi dagli insoliti nomi, accarezzò culture, parole e persone dalle fattezze curiose, divenendo via via un poco migliore.

Parlò con maghi ed incontrò sciamani, nel lungo viaggio ai confini del mare. Ad ognuno porse la grande domanda di cosa dovesse in futuro aspettarsi e quanto ancora dovesse cercare, ma da tutti riceveva la stessa risposta: nulla aveva e poteva trovare.

Percorse allora altra parte di mondo “Sai cosa mi riserva il destino?” chiedeva curioso, senza che alcuna risposta davvero a fondo mai lo convincesse.

Finché un giorno, riposando all’ombra di un grande albero dalle alte fronde, restò in attesa, deciso a non cercare ciò che in realtà non sapeva che forma aveva.

Il vento leggero delle cinque, spazzando il prato dalle foglie cadute, arrivò preciso al loro appuntamento muto. Lo vide solo, seduto sconsolato, a rimuginare pensieri sul mondo e curioso gli si avvicinò.

“ Ti sei arreso?” Lo provocò.

“ Chi parla?” Voltando lo sguardo ovunque in giro, l’uomo guardò.

“ Rispondi a me.” Incurante lo incalzò.

“ Mi sono arreso.” Mesto mesto ammise.

“ Era ora cedessi.”

Muto ed indeciso, l’uomo in silenzio di pensare smise.

“ Sai rispondermi dunque, tu che tutto sembri sapere?”

“ Non vuoi risposte.”

“ Ho lasciato casa alla ricerca di ciò che nessuno mi ha saputo dare, ho speso il mio tempo invano, come osi pensare non voglia risposte?”

“ Hai cercato sapendo di non trovare, hai chiesto sapendo di non volere, hai finto mostrando un dolore solo immaginato.”

L’uomo indignato arrossì permaloso, pronto al confronto, conscio invece di quanto avesse ragione. Restò impassibile, fingendo stupore, raccolse la calma e si gonfiò il cuore.

Quando fu pronto per rispondere al vento, quello parlò anticipandogli il tempo.

“ Ciò che non sai è che nulla ti serviva più di quello che già avevi, come nulla ti mancava in realtà. Ma bramoso stavi ad aspettare ingigantendo il bisogno. Non troverai nulla più di quanto hai saputo.”

Il vento tacque, arrotolò su se stesso il grande mantello portandosi via anche il pesante fardello. Voltando le spalle, accarezzò i delicati fili grigi quanto gli occhi indifesi. Salutò mesto, spiccò il salto in volo lasciando nel giro di un attimo l’uomo di nuovo solo.

Non aveva capito ciò che aveva trovato, non aveva trovato ciò che andava cercando.

Accanto a quell’albero nel soffio del vento si era concluso il suo lungo viaggio, durato una vita a cercare i perché senza osservare i doni arrivati da sé.

Se quell’uomo ancora potesse parlare, di certo attento ti vorrebbe dire. Non scherzare con il tempo, lui corre vile, non giocare con lui perché scappa sottile. Non fuggire lontano a cercare risposte, quelle in te sono nascoste. Fa che il tuo albero ti aspetti sereno per abbracciarti e proteggerti fiero, fa che nel cuore non viva l’affanno consapevole solo che sarebbe il suo danno. Tieni lontano i dolori malvagi, avvicina invece gli amici baci, non sprecare i doni ricevuti nel tempo fa che siano sempre di un valore immenso. Sorridi alla vita, sorseggia l’amore, conoscine il profumo ed il profondo valore. Ti saluto in un refolo del mio lesto girello mentre rincorro un altro fardello e sospesa in un’eterna poesia resti per sempre la mia magia.

Banaudi Nadia

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