La magia del faro

Da sempre in mezzo a quell’antico e grande amore, era di guardia al mare,

restando muto con rispetto a guardare.

Leale, fermo, immobile e curioso di scoprirne il segreto.

Come poteva nei secoli, sopravvivere senza mutare intenzioni?

Mentre la luna rischiarava il mantello scurito dalla notte, riusciva ad intravvedere l’abbraccio silenzioso che li teneva uniti. Con il suo occhio indiscreto restava a scrutare i movimenti dei due, teneramente avvinti nel contorno. Stelle e luci nei dintorni correvano per miglia ricoprendo la distanza del loro amore infinito.

Sotto le gocce di una tempesta irruente,

scatenavano l’ardore in una passione crescente.

Sotto i raggi della timida luce, effusioni delicate,

dal sapore delle carezze rubate.

Poi di giorno al calore del sole

li restava beato a guardare brillare, per ore.

Era un amore di quelli importanti,

fatto di sguardi, sorrisi e rimpianti.

Lui fermo e fiero su un angolo di suolo

a sognare di avere ali per staccarsi in volo.

Lui con il suo occhio pronto a guidare,

restava i due giganti per ore a fissare.

Dello stesso colore.

Della stessa sostanza.

Fatti di acqua, di forza e di organza.

Uno poggiato e l’altro rialzato.

Come se un sarto li avesse cuciti vicini,

sempre uniti come spiriti affini.

Per farne un letto sotto le stelle

oppure una comoda sdraio, aspettando quelle.

Sotto il gelido alito del vento invernale

restava lo stesso fisso a guardare.

Come se mai fosse passato del tempo

si rincorrevano i due amanti, giocando e ridendo.

Ne sentiva risuonare forti le risa, tra la risacca ed il fischio di maestrale,

nel goffo tentativo di restare neutrale.

Da tempo ormai, non era più il solo incantato

a cercare che quel segreto riuscisse svelato.

Sul molo, uno dopo l’altro, ogni cuore innamorato

ha raggiunto quel luogo incantato,

in mezzo al mare, immerso nel cielo, abbracciato da entrambi,

come promettente figlio di due enormi giganti.

La magia di loro non può essere svelata,

porta in sé i segreti di una natura violata,

loro ricordano solo a chi lo domanda

di essere colore, acqua, e sostanza.

Di essere vita fatta di poco,

di essere ovunque e valere poco.

Ferma su un quadro questa magia,

o racchiusa nello scatto di una fotografia,

se ti ha raggiunto e rapito chissà

che anche tu non provenga da là.

Banaudi Nadia

2 pensieri su “La magia del faro

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